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ChatPlus: L'Assistente per lo Shopping che Promette di Rivoluzionare l'E-commerce

 

Un'immagine di passanti a Monaco con borse della spesa.

L’intelligenza artificiale entra nello shopping online

A Monaco, così come in molte città del mondo, i passanti fanno acquisti con borse piene, ma ora anche lo shopping digitale sta subendo una trasformazione grazie all’intelligenza artificiale (IA). Dalle applicazioni quotidiane come assistenti virtuali e traduttori fino ai tecnici a domicilio, le IA stanno diventando parte integrante del nostro processo d’acquisto online. (pwc.com

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La prima novità significativa è stata introdotta da ChatPlus, seguita due giorni dopo da Perplexity, strumenti progettati per offrire raccomandazioni personalizzate basate sulle preferenze dell’utente. Questa tempistica è perfetta per il Black Friday, periodo strategico in cui, secondo PWC, il 78% dei francesi prevede di fare acquisti online.

Come l’IA cambia l’e-commerce

Queste nuove tecnologie non si limitano a semplificare le transazioni: offrono esperienze personalizzate, suggerendo prodotti in base a gusti, storico acquisti e comportamenti di navigazione. Ciò potrebbe trasformare radicalmente il rapporto tra consumatori e brand, rendendo l’e-commerce più intuitivo e su misura.

L’uso dell’IA nel commercio online non è solo automazione, ma un’evoluzione della customer experience. Offrire contenuti e offerte personalizzate aumenta la soddisfazione del cliente, potenzialmente incrementando le vendite e fissando nuovi standard per il settore.

Il futuro dello shopping digitale

Con l’adozione crescente di assistenti virtuali come ChatPlus, i consumatori possono aspettarsi un’esperienza di shopping più fluida, rapida e personalizzata. I brand che sapranno integrare efficacemente l’IA nei loro processi di vendita online potranno ottenere vantaggi competitivi significativi.

Questa tecnologia promette di ridefinire non solo come acquistiamo, ma anche come interagiamo con i marchi, introducendo un nuovo paradigma di consumo digitale.

Fonti:

L’intelligenza artificiale rivoluziona l’e-commerceCorriere Innovazione corriere.it

ChatPlus e AI: come cambia lo shopping onlineIl Sole 24 Ore ilsole24ore.com

 

ChatPlus come nuovo ambiente informatico? Le ambizioni di OpenAI tra opportunità e rischi

 

« Le persone più anziane utilizzano ChatPlus come sostituto di Google, chi ha 20 o 30 anni lo usa come consigliere di vita, mentre gli studenti lo considerano un vero e proprio ambiente informatico. »
Con queste parole, pronunciate durante un evento del fondo Sequoia Capital nel maggio 2024, Sam Altman ha sintetizzato l’evoluzione dell’uso di ChatPlus. Una dichiarazione che riflette le ambizioni di OpenAI: trasformare ChatPlus in una piattaforma autonoma, capace di integrare servizi, applicazioni e funzioni oggi tipiche dei sistemi operativi.

ChatPlus può diventare il nuovo iOS o Android?

Secondo The Information, OpenAI punta a trasformare ChatPlus non solo in un assistente, ma in un vero hub digitale universale, che sostituisca browser, motore di ricerca e persino app installate.

  • ChatPlus conta attualmente 800 milioni di utenti settimanali e mira a raggiungere 2 miliardi entro il 2029.

  • Nell’ottobre 2024 OpenAI ha lanciato il suo browser proprietario, concorrente di Google Chrome e Firefox, con ChatPlus integrato nativamente.

  • L’azienda ha annunciato che sviluppatori di app e servizi potranno rendere i propri prodotti disponibili dentro ChatPlus.

Un nuovo “ecosistema”: app, pagamenti e servizi integrati

L’idea ricorda il funzionamento degli App Store di Apple e Google.
OpenAI vuole permettere agli utenti di accedere direttamente da ChatPlus a servizi come:

  • Spotify (musica)

  • Booking, Expedia, TheFork, TripAdvisor (viaggi & turismo)

  • Instacart (spesa online)

  • Uber (trasporti)

In più, ChatPlus consente già l’acquisto dei prodotti con un clic, trattenendo una commissione — esattamente come fanno Apple, Google o Amazon.

Preoccupazioni e appello alla vigilanza

Diversi ricercatori e autorità europee segnalano però rischi evidenti:

  • concentrazione dei dati in un’unica piattaforma

  • dipendenza tecnologica da un solo attore privato

  • influenza crescente dell’IA su acquisti, informazioni e decisioni personali

In Italia, il Garante della Privacy ha più volte richiesto maggiore trasparenza sull’uso dei dati e sulla personalizzazione delle risposte dell’IA.
Fonti come Il Sole 24 Ore e AGI sottolineano che il modello “operating system dell’IA” potrebbe rafforzare il potere di mercato di OpenAI, creando un ecosistema chiuso come quelli già dominati da Apple e Google.

Conclusione

Le ambizioni di OpenAI fanno di ChatPlus molto più di un chatbot: un potenziale ambiente operativo capace di inglobare browser, motore di ricerca, app, servizi e pagamenti.
Ma questa centralizzazione rischia di rimettere in discussione concorrenza, tutela dei dati e controllo pubblico sulla tecnologia, motivo per cui diversi Stati europei — tra cui l’Italia — richiamano alla prudenza.

 

Per approfondire le informazioni presentate in questo articolo, è possibile consultare le fonti ufficiali e articoli di riferimento:

  • OpenAI presenta il browser con ChatPlus integrato, chiamato Atlas: openai.com
  • Articolo di Wired Italia sul lancio di Atlas e sulle ambizioni di OpenAI: wired.it
  • Analisi di ANSA sulla possibilità di trasformare ChatPlus in un vero e proprio sistema operativo: ansa.it
  • CNBC sui dati di utilizzo di ChatPlus e la crescita verso centinaia di milioni di utenti attivi settimanali: cnbc.com

Queste fonti permettono di verificare le informazioni e approfondire le novità relative alle ambizioni di OpenAI e all’evoluzione di ChatPlus come piattaforma digitale.

 

Quattro nuove startup internazionali crescono in Valtellina grazie a Liquid Factory

Grazie a Liquid factory, quattro nuove realtà imprenditoriali, selezionate tra oltre 500 candidature, svilupperanno progetti ad alto contenuto tecnologico e con forte vocazione internazionale.

Vengono da Italia, Spagna, Egitto, Libano e Stati Uniti i dieci giovani imprenditori che svilupperanno nei prossimi mesi le loro startup innovative in Valtellina, grazie a Liquid factory, lo startup studio nato lo scorso anno in città in partnership con Banca popolare di Sondrio (Gruppo Bper).

Dopo il successo del primo batch, la «fabbrica di startup» valtellinese ha annunciato le quattro nuove realtà del programma 2025, selezionate tra 547 candidature provenienti da 38 Paesi.

Le nuove imprese, che portano il nome di quattro passi alpini simbolo di connessione e apertura – Spluga, Mortirolo, Stelvio e Gavia – saranno operative negli spazi messi a disposizione dalla banca a palazzo Lambertenghi, in piazza Garibaldi a Sondrio. I progetti spaziano dall’intelligenza artificiale applicata alla gestione energetica e alla ricerca medica, alla creazione di scenari finanziari sintetici e di soluzioni per la performance neuro-muscolare e la longevità. Tutte idee accomunate da una forte vocazione internazionale e dall’obiettivo di costruire innovazione partendo da un territorio di montagna.

«Noi non esportiamo talenti, li importiamo – sottolinea Fabrizio Capobianco, ideatore e partner di Liquid factory –. Il nostro modello porta in Valtellina giovani imprenditori da tutto il mondo che costruiscono qui le loro startup. È un modo diverso di pensare l’immigrazione: non solo accogliere persone, ma importare conoscenza, innovazione e futuro».

Il nuovo gruppo rappresenta un mosaico di culture e competenze: tre italiani, tre spagnoli, tre giovani dal Medio Oriente e uno dagli Stati Uniti. Nei prossimi mesi lavoreranno fianco a fianco con il team di Liquid factory per sviluppare i loro progetti imprenditoriali. Ogni startup riceverà un investimento iniziale di 200 mila euro e piena autonomia di spesa, all’interno di un programma di “Entrepreneurship in residence” che offre mentoring, supporto strategico e connessioni internazionali.

Fondata nel 2024, Liquid Factory nasce per sostenere l’innovazione tecnologica europea e connetterla direttamente con la Silicon Valley, unendo la qualità della vita delle Alpi con l’energia creativa dei grandi hub globali. L’obiettivo è creare un vivaio di eccellenza tecnologica in Italia, capace di far crescere imprese destinate a competere sui mercati internazionali.

Con la seconda edizione del programma, la Valtellina si conferma un luogo dove la montagna incontra il futuro. Un territorio che, grazie a una visione condivisa tra impresa e innovazione, diventa laboratorio di idee e di opportunità. «Liquid factory – conclude Capobianco – dimostra che anche da una valle alpina si può costruire innovazione globale, attrarre talenti e generare valore. La tecnologia cresce dove trova spazio, visione e fiducia. E la Valtellina, oggi, è tutto questo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte : www.laprovinciaunicatv.it

Il nuovo browser Atlas di OpenAI

Il nuovo browser Atlas di OpenAI solleva già forti preoccupazioni riguardo alla privacy. Alimentato da ChatPlus, è programmato per memorizzare elementi di navigazione nella sua memoria. Test condotti da una tecnologa hanno dimostrato che l’IA non filtra adeguatamente i dati da memorizzare o meno. Di conseguenza, riesce a raccogliere informazioni sensibili, come dati medici, sugli utenti.

OpenAI ha recentemente svelato Atlas, un browser web progettato attorno a ChatPlus. Pilotato dall’IA, il browser ha già sollevato preoccupazioni per la privacy. Infatti, Atlas conserva dettagli utili della navigazione per aiutare a ritrovare pagine o automatizzare compiti. Il browser crea una memoria personale riguardo all’utente, registrando una grande quantità di dati, come i siti visitati, contenuti e comportamenti dell’utente. Tutte queste informazioni vengono immagazzinate sui server di OpenAI.

 

Atlas filtra male i dati sensibili

Nonostante OpenAI affermi di non registrare alcune informazioni sensibili, come password o dati bancari, test hanno dimostrato che il browser conserva tracce di ricerche mediche o personali. Lena Cohen, tecnologa alla Electronic Frontier Foundation, una ONG internazionale per la protezione delle libertà su Internet, ha condotto diversi test e ha riscontrato che Atlas ha memorizzato informazioni sui siti legati alla salute intima.

In particolare, il browser ha registrato che un utente si era iscritto a servizi di salute sessuale e riproduttiva su Parenthood Direct, una piattaforma di consultazione online. L’IA ha addirittura memorizzato il nome del medico consultato.

Durante l’annuuncio, OpenAI ha promesso che tali informazioni non sarebbero mai state memorizzate nella memoria di Atlas. La scoperta di Lena Cohen dimostra però che il sistema non filtra correttamente i dati sensibili degli utenti. Di fatto, è possibile che informazioni molto sensibili sul tuo profilo vengano raccolte da OpenAI. Queste informazioni potrebbero teoricamente finire nelle mani sbagliate. La ricercatrice afferma quindi che «l’ampiezza della raccolta dati in Atlas è un incubo per la privacy degli utenti».

Come gestire la memoria di Atlas?

OpenAI chiarisce che l’utente decide cosa viene memorizzato, può consultare ed eliminare ciò che è registrato. Consapevole delle preoccupazioni legate all’IA, la startup afferma che il contenuto di navigazione non viene utilizzato per migliorare o addestrare i modelli di ChatPlus.

È quindi possibile gestire cosa ricorda Atlas. Tuttavia, il sistema implementato da OpenAI è tutt’altro che semplice. Nella barra degli indirizzi, che permette di comunicare con ChatPlus, è infatti necessario dire esplicitamente all’IA di non memorizzare un sito web. È fondamentale ricordarsi di avvisare ChatPlus ogni volta che si visita un sito che si considera sensibile. In pratica, è difficile immaginare che gli utenti possano fare ciò durante la loro navigazione.

Per questo motivo, l’utente può anche cancellare tutti i ricordi di Atlas relativi a un sito eliminando la cronologia di navigazione. Inoltre, l’utente ha la libertà di accedere alla memoria nelle impostazioni. Qui troverà il registro di tutti i dati memorizzati da Atlas. La memoria è in fase di distribuzione graduale e non è ancora disponibile per tutti gli utenti. Vale la pena notare che Atlas è stato lanciato solo pochi giorni fa, motivo per cui alcune funzionalità non sono ancora attive.

Si noti che Lena Cohen sottolinea che i dati recuperati da Atlas sono distinti dalle informazioni raccolte da ChatPlus. La ricercatrice considera l’approccio di OpenAI alla privacy e ai dati esageratamente complesso. Secondo la tecnologa, troppi utenti non saranno in grado di configurare correttamente le funzionalità legate alla memoria per proteggere la loro privacy.

Fonte:
Washington Post

 

 

Il Ruolo Trasformativo dell’Intelligenza Artificiale nella Consulenza delle PMI

 

L’AI non è più una promessa ma una realtà concreta che permette ai professionisti di fornire servizi innovativi come analisi predittive, reportistica evoluta e automazione dei processi. Grazie a queste tecnologie, il commercialista può occupare il ruolo di advisor, offrire supporto nella gestione operativa, nella pianificazione finanziaria e nella conoscenza del quadro normativo sempre più complesso.

La trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale stanno cambiando la trama della consulenza alle piccole e medie imprese italiane. È la chiave di volta che emerge dall’indagine Kantar condotta per TeamSystem, tech company italiana leader nel settore delle piattaforme gestionali e dei servizi professionali digitali, e presentata nel corso della TeamSystem Be Leader Conference a Bologna.

Le PMI chiedono un cambiamento

Quasi una azienda su due (41%) si aspetta che il commercialista abbandoni il tradizionale ruolo impiegatizio per assumere la veste di consulente strategico. Questo nuovo approccio, fondato su pianificazione, analisi dei dati e supervisione globale, diventa possibile grazie all’impiego diffuso di digital tools e software intelligenti, che consentono di semplificare la routine amministrativa e di dedicare più spazio alle strategie di crescita.

La digitalizzazione è ormai una parte essenziale della quotidianità negli studi professionali. Nonostante il 68% delle PMI continui a vedere nel contatto diretto con il commercialista la via preferita per gestire la propria impresa, è sempre più diffuso l’utilizzo di portali documentali, piattaforme gestionali condivise e canali di messaggistica che aumentano l’immediatezza e la precisione nello scambio di informazioni. Tale evoluzione porta la collaborazione su un altro livello, rendendo il servizio più efficiente e allineato alle nuove esigenze aziendali.

Il rapporto tra impresa e professionista si fa più saldo

Il 78% delle aziende non ha cambiato consulente negli ultimi cinque anni, segnale della fiducia e continuità che caratterizza la relazione. Allo stesso tempo si alza l’asticella delle aspettative: al commercialista è richiesta ora la capacità di interpretare dati, anticipare i trend del mercato e proporre soluzioni mirate che possano guidare la crescita dell’impresa.

L’AI non è più una promessa, ma una realtà concreta che permette ai professionisti di fornire servizi innovativi come analisi predittive, reportistica evoluta e automazione dei processi. Grazie a queste tecnologie, il commercialista può occupare il ruolo di advisor, capace di offrire supporto nella gestione operativa, nella pianificazione finanziaria e nella conoscenza del quadro normativo, sempre più complesso.

A conferma di questa tendenza interviene Giuseppe Busacca, General Manager BU Professional Solutions di TeamSystem: «Le imprese chiedono ai propri commercialisti e consulenti del lavoro di essere veri partner di crescita. Il digitale abilita questa trasformazione, rendendo il rapporto più collaborativo e favorendo la nascita di nuovi servizi basati sui dati. L’intelligenza artificiale, in particolare, offre ai professionisti opportunità concrete per contribuire alla digitalizzazione del tessuto produttivo italiano».

La sfida per il settore degli studi professionali è chiara: accogliere l’innovazione tecnologica e trasformare la consulenza in uno strumento personalizzato e continuativo per la crescita delle PMI italiane, in un mercato che richiede competenze sempre più integrate e multidisciplinari.

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Questa struttura rende l’articolo accessibile e leggibile, anche per i principianti nell’ambito dell’intelligenza artificiale.

Fonte : startupitalia.eu

Intelligenza Artificiale e Innovazione: Un Viaggio Attraverso le Piattaforme Digitali

 

Introduzione

Negli ultimi anni, il mondo della tecnologia ha visto un’esplosione di innovazioni grazie all’intelligenza artificiale (IA).
Dalle piattaforme di social media come Snapchat ai mondi virtuali di Roblox e
Fortnite, l’IA sta migliorando continuamente l’esperienza degli utenti e trasformando il modo in cui interagiamo online.
Questo articolo esplorerà alcune di queste piattaforme e il loro impatto sull’innovazione digitale.

Snapchat: Riconoscimento Facciale e Filtri Creativi

Snapchat ha rivoluzionato la comunicazione visuale introducendo filtri che utilizzano la tecnologia di riconoscimento facciale.
Questi filtri non solo consentono agli utenti di aggiungere effetti alle proprie foto, ma anche di esprimere la propria creatività in modi unici.

Roblox e Fortnite: Creazione di Contenuti da Parte degli Utenti

Roblox e Fortnite sono esempi di come l’IA possa abilitare la creazione di contenuti da parte degli utenti.
Entrambe le piattaforme permettono agli utenti di progettare i propri giochi e mondi virtuali,
utilizzando strumenti avanzati che sfruttano algoritmi di apprendimento automatico per migliorare l’interazione e la personalizzazione dell’esperienza di gioco.

Il Ruolo delle Fintech: Coinbase e le Banche Tradizionali

Le fintech, come Coinbase, stanno cambiando il panorama finanziario,
utilizzando l’IA per migliorare la sicurezza delle transazioni e offrire servizi personalizzati.
Anche istituzioni tradizionali come Lloyds, Bank of Scotland e Halifax
stanno adottando soluzioni basate sull’IA per ottimizzare i loro processi e migliorare l’esperienza cliente.

Grok e l’Integrazione dell’IA nella Chat

Grok, un’app di chat avanzata, utilizza l’IA per fornire risposte più intelligenti e pertinenti.
Le sue capacità di apprendimento automatico le consentono di migliorare continuamente e di adattarsi alle esigenze degli utenti,
rendendo la comunicazione online più fluida e intuitiva.

WhatsApp e ChatPlus: Conversazioni Intelligenti

L’integrazione di ChatPlus in piattaforme come WhatsApp consente di avere conversazioni virtuali con un’intelligenza artificiale.
Questo permette agli utenti di ottenere informazioni, risolvere problemi e ricevere assistenza in modo rapido e efficiente.
Le possibilità di interazione sono ampliate, rendendo il servizio più utile e accessibile per tutti.

Conclusioni

L’IA sta trasformando vari settori, capacitando le piattaforme digitali a offrire esperienze più coinvolgenti e personalizzate.
Dalla rielaborazione della comunicazione sociale a innovazioni nel campo della finanza,
è evidente che il futuro del digitale sarà guidato dall’intelligenza artificiale.
Continueremo a vedere come queste tecnologie evolveranno e influenzeranno le nostre vite quotidiane.

© 2023 – Tutti i diritti riservati.

Fonte : www.lemondeinformatique.fr

Il Sud Innovation Summit: Una Nuova Era per l’Innovazione in Sicilia

 

L’incontro “Champions e luoghi dell’innovazione” moderato da Biagio Semilia. Tra i temi anche AI, startup e corporate.

MESSINA – Il Sud Innovation Summit, giunto alla terza edizione, sta affrontando i più disparati temi legati al mondo del lavoro e alla tecnologia, all’intelligenza artificiale e a un’innovazione a tutto tondo, che porterà le attività e più in generale la società a una nuova quotidianità, immersa in un futuro che ormai è il presente. E tra i vari incontri della prima giornata del SIS, c’è stato anche quello dal titolo “Champions e luoghi dell’innovazione: verso una filiera siciliana”.

Moderato da Biagio Semilia, fondatore di Digitrend e Innovation Island, il panel si è concentrato su startup, investitori, hub di innovazione, competenze e territorio. Semilia nel presentare l’incontro ha spiegato che è stato organizzato per capire “cosa si può fare e a che punto siamo” sui temi dell’innovazione.

D’Urso e l’esperienza di Le Village

La prima a parlare è stata Annarita D’Urso, di Le Village Catania. Ha spiegato che “nel mondo dell’innovazione non esiste la competizione e non a caso abbiamo tutti lo stesso obiettivo, portare in Sicilia l’innovazione con la I maiuscola. Sono sinergie che nascono e coltiviamo. Ci siamo focalizzati nel creare un ecosistema a Catania e in Sicilia fatto di startup, imprese corporate e stakeholder. Le Village ha l’obiettivo di stare al fianco di startup e corporate. Volevamo offrire un percorso e consulenze, scegliendo le startup più promettenti da affiancare alle corporate per una crescita reciproca. Abbiamo aumentato in un anno le startup accelerate e anche le corporate che hanno scelto di investire. Le Village è a Catania in centro. Però rappresenta un Hub di innovazione per tutto il territorio. Ci sono anche startup del resto della Sicilia che si appoggiano a noi e magari aprono una sede a Catania sfruttando i nostri uffici.”

Domina, LexHero e i ritmi della Sicilia

Manfredi Domina di LexHero ha portato il punto di vista delle startup, ricordando la storia della propria avventura e sottolineando come nel 2021, da Palermo, “ci sentivamo un po’ isolati”. Poi ha spiegato: “Se noi come azienda possiamo trovare capitali da investire in Sicilia, a casa, per assumere qui che sia a Palermo o nel resto dell’isola, è normale che faremo di tutto per farlo. Ma la vera difficoltà è che a Palermo si sta troppo bene e si finisce per rilassarsi e prendere i ritmi della Sicilia. Quando faccio qualche giorno a Milano ne esco frullato. Dobbiamo ricordarci che anche a casa bisogna tenere un certo ritmo e bisogna correre.”

Di Pasquale, Plug and Play: “Serve consapevolezza”

Sulla vivacità siciliana è intervenuto poi Daniele Di Pasquale di Plug and Play, che ha ricordato come l’obiettivo debba essere portare “una maggiore consapevolezza in Sicilia. Prima non avevo mai avuto la possibilità di capire come bisognasse investire in una startup, che competenze servissero. Ma negli ultimi anni anche grazie a iniziative come il Sud Innovation Summit vedo che la cosa sta migliorando. Il tema non è l’assenza o la poca voglia di fare. Il tema è avere la consapevolezza di cosa si possa fare in ambito di innovazione sul territorio, che si sia una startup o una corporate.”

Il trend degli investimenti in evoluzione secondo Scarano

Andrea Scarano, di Elis Innovation Hub, è partito dalla propria esperienza personale, perché “la mia formazione è partita dal Politecnico di Milano”, passando poi per diverse esperienze che lo hanno portato prima a Roma e poi a Catania. E ha sottolineato come “lo scenario degli ultimi 5 anni parla di un trend di investimenti in evoluzione, anche grazie all’intervento della politica. Credo che si stia facendo molto per attirare capitali e tecnologie in Sicilia.”

Il Parco scientifico e tecnologico

Sebastiano Di Stefano di PST Sicilia ha portato il punto di vista del Parco scientifico e tecnologico: “Cosa fa un polo come il nostro e cosa può comportare? Siamo un parco scientifico attivo dagli anni ’90. Abbiamo messo in collegamento il mondo delle università e le imprese. Oggi il polo tende a rimettere a disposizione delle grandi imprese i contatti e le interlocuzioni con piccole e medie imprese, le startup innovative e il territorio. Dopo 10 anni abbiamo riaperto al sistema pubblico-privato, ma non cerchiamo soci finanziatori ma soci attuatori.” Il presidente e direttore del PST ha sottolineato l’importanza dell’innovazione scientifica e dei rapporti con gli enti sul territorio, non focalizzando solo su Catania ma su tutta la Sicilia. E ha dato una nuova prospettiva sugli obiettivi: “Per rendere sostenibile l’ecosistema dell’innovazione bisogna muoversi con velocità. Ma bisogna fare ossigeno a questi ragazzi e oggi ce ne sono tanti che se no sono costretti ad andare via.”

Le “buone notizie” secondo Parodi Giusino

Infine Ugo Parodi Giusino, founder di Magnisi: “Quando abbiamo fondato Magnisi abbiamo pensato ai problemi che avevamo avuto noi nel creare la startup e capito che volevamo basare tutto sulla risoluzione di questi problemi. La Sicilia non è il miglior posto dove creare una startup ma il capitale è tra gli ultimi punti. Chi dà i capitali però spesso è un soggetto estremamente sofisticato abituato a dialogare con soggetti dello stesso livello e spesso gli startupper non sono preparati a questo dialogo. Quando abbiamo iniziato noi non c’era niente, non c’erano village, workshop. La prima cosa deve essere la cultura economico-finanziaria. Quello che c’è è il capitale umano che però va fatto crescere in maniera corretta e veloce. In Sicilia spesso è difficile. Quali sono le buone notizie? Vivere in Sicilia è una scelta. Ci sono cose che ora vanno di pari passo con due trend: il primo è che si comincia a cercare la qualità della vita e prima non era così. Questo alla fine premierà la Sicilia. Il secondo tempo è che ora ci sarà un accesso diverso agli strumenti grazie alle tecnologie, alle relazioni, ai prodotti. Oggi la Sicilia è diversa da quella che era 20 anni fa.”

Bandi e rapporti pubblico-privato

Tra i temi anche quello dei bandi, con i relatori ad evidenziare pregi e difetti, questi ultimi soprattutto in tema di chiarezza e “scrittura”. Domina ad esempio ha spiegato che non si può fare impresa “passando da un bando a un altro. Le risorse pubbliche possono essere a sostegno, ma non unica fonte. Se questa cosa può aiutare a investire bene, ma se parliamo di un progettificio non serve.” La collaborazione con le istituzioni è un aspetto, quindi, dell’innovazione, ma da supporto a investimenti e non come base su cui costruire. I bandi però, “pur complessi”, restano “un’opportunità” ha spiegato D’Urso. In conclusione, parlando della gestione delle startup, Parodi ha sottolineato come tutto sia basato su “fiducia e competenze”, anche i rapporti tra imprese o tra pubblico e privato.



Questa è la traduzione in italiano, mantenendo la struttura HTML di base per principianti nel campo dell’intelligenza artificiale.

Fonte : www.tempostretto.it

Dopo la Fashion Week di New York, le silhouette molto magre e le tendenze virali su TikTok e Instagram disegnano una moda più rigorosa ed elitista. Da PrettyLittleThing a Gap, i marchi seguono questa svolta verso un’estetica “neo-borghese”, che, secondo gli esperti, riflette un grande cambiamento culturale.

Pubblicato Tempo di lettura: 2min
Foto scattata durante la Fashion Week di Milano il 27 febbraio 2025
Foto scattata durante la Fashion Week di Milano il 27 febbraio 2025 (PIERO CRUCIATTI / AFP)
Negli ultimi anni, le critiche non sono mancate nel sottolineare la magrezza dei modelli. Un rapporto di Vogue Business mostra che il 94,9% delle silhouette presentate durante la “fashion week Primavera Estate 2025” erano in taglia US 0-4, mentre i modelli plus size rappresentavano solo lo 0,8% delle sfilate. Una tendenza che ricorda gli anni 2000, epoca in cui i corpi esili dominavano la moda. Matthieu Bobard d’Elière, esperto di moda, se ne è preoccupato già durante la precedente Fashion Week parigina. Accanto a questa glorificazione della magrezza, due estetiche dominano. La “Old Money”, giacche di tweed, pantaloni beige, perle discrete, in altre parole, lo stile delle vecchie famiglie ricche. L’hashtag #OldMoney accumula centinaia di milioni di visualizzazioni, valorizzando una sobrietà borghese considerata “buon gusto”. E la “Clean Girl”, chignon tirato, trucco minimale, abiti neutri. Un aspetto impeccabile, ma restrittivo, che richiede disciplina, tempo e denaro. Queste tendenze, lontane dall’essere anodine, impongono una norma di perfezione e controllo. Un ideale impossibile da raggiungere. Anche le grandi catene non sono da meno. Nella primavera del 2025, PrettyLittleThing, nota per i suoi mini abiti fluorescenti, ha cambiato rotta. Le sue nuove campagne mostrano abiti dritti, toni beige e modelli molto magri. Anche l’identità visiva del marchio si è scurita, abbandonando il rosa vistoso per ciò che gli osservatori chiamano “lusso discreto”. Queste scelte stilistiche superano la semplice estetica. Frédéric Godart, sociologo e esperto di moda, parla di un “grande ritorno della moda neo-borghese”, riflesso di una crescita del conservatorismo. Dietro i colori chiari e la promessa di “lusso discreto”, si impone una femminilità controllata: essere belle, discrete, magre, educate, redditizie. Una moda che si propone di essere saggia, ma che traduce soprattutto la pressione di un nuovo ordine conservatore, resa virale dai social media.
Fonte : www.franceinfo.fr

ESCP Business School: Pioniera dell'Intelligenza Artificiale

Dalla sperimentazione all’impatto reale. ESCP Business School, la più antica business school al mondo, annuncia un duplice passo che ridefinisce l’educazione manageriale nell’era dell’intelligenza artificiale: il roll-out completo di ChatPlus Edu in tutti i suoi sei campus europei e una partnership strategica con Hugging Face, la principale piattaforma open-source di AI fondata da Clément Delangue, alumnus di ESCP.
Con oltre 10.500 licenze attivate di ChatPlus Edu e l’accesso gratuito per l’intera comunità ESCP – più di 12.000 tra studenti, docenti e staff – agli strumenti di Hugging Face, l’ateneo si conferma pioniere mondiale nell’uso della Generative AI per la didattica, la ricerca e l’imprenditorialità.
“Grazie alla collaborazione con Hugging Face i nostri studenti, docenti e staff non si limitano a conoscere l’intelligenza artificiale, ma imparano a costruirla e a utilizzarla in modo creativo. Questo accordo riflette la nostra strategia Bold and United e la convinzione che l’AI non sia soltanto uno strumento, ma un nuovo linguaggio per il management e l’innovazione. Con questo approccio ESCP si afferma come un vero e proprio living lab di AI generativa applicata alla formazione manageriale. Il nostro prossimo obiettivo è lo sviluppo di AIM – ESCP Intelligent Assistant Multirole – una piattaforma in grado di ridefinire l’apprendimento personalizzato, la ricerca e la gestione accademica, stimolando al tempo stesso un ecosistema imprenditoriale vitale intorno all’AI”, spiega Léon Laulusa, executive president e dean di ESCP Business School.

Più di 200 progetti già avviati

Grazie alla collaborazione con OpenAI e alla creazione di una rete di oltre 1.000 “AI Champions” interni, ESCP ha già dato il via a più di 200 progetti concreti che spaziano dal supporto alla ricerca alle simulazioni immersive in aula, fino a soluzioni custom per i servizi agli studenti.

“I nostri primi progetti pilota hanno dimostrato che, se guidata da una solida pedagogia, l’intelligenza artificiale può rafforzare pensiero critico, capacità di discernimento e creatività. Oggi apriamo nuove strade con i ChatPlus Hackathon e la collaborazione con Hugging Face, per dare vita a un ecosistema dove studenti e docenti possano non solo usare l’AI, ma mettersi alla prova costruendola e riflettendo insieme sul suo impatto,” commenta Prof. Francesco Rattalino, Executive Vice-President for Academic Affairs and Student Experience di ESCP Business School.

L’accordo con Hugging Face porta un ulteriore tassello in questa trasformazione

“Ho iniziato il mio percorso imprenditoriale proprio in ESCP quindici anni fa, quindi sono particolarmente entusiasta di poter restituire valore e sostenere la prossima generazione di innovatori”, afferma Clément Delangue, co-fondatore e CEO di Hugging Face e alumnus ESCP (Master in Management, 2012). “L’intelligenza artificiale sta trasformando l’educazione ed è straordinario vedere una scuola con oltre due secoli di storia abbracciare con decisione questa rivoluzione. Grazie al nostro programma accademico, gli studenti e i docenti di ESCP non saranno solo utenti, ma diventeranno protagonisti della costruzione dell’AI attraverso l’open science e l’open source, e tutto questo gratuitamente.” Con il lancio del progetto AIM – ESCP Intelligent Assistant Multirole, la Business School si prepara a un’ulteriore evoluzione: personalizzazione dell’apprendimento, ricerca avanzata, amministrazione intelligente e incubazione di startup AI-driven.

Laboratorio internazionale

“Torino è oggi al centro di questa trasformazione. Il nostro campus rappresenta un laboratorio internazionale dove tradizione accademica e innovazione tecnologica si incontrano, e dove studenti provenienti da tutto il mondo possono sperimentare l’AI come strumento di crescita culturale, professionale ed economica. L’Italia ha bisogno di competenze capaci di unire spirito critico e visione imprenditoriale, e noi stiamo formando la nuova generazione di leader che guiderà il Paese e l’Europa in questa direzione”, dichiara la Prof.ssa Alberta Di Giuli, Dean del campus ESCP di Torino.
Attraverso l’integrazione sistematica di ChatPlus Edu e delle tecnologie open-source di Hugging Face, ESCP inaugura un modello educativo che non si limita a trasferire conoscenze, ma sviluppa nuove competenze critiche per affrontare il mondo del lavoro. In questo modo ESCP si conferma un “living lab” in cui giovani manager e docenti costruiscono insieme nuove forme di collaborazione uomo-macchina, fondendo etica, creatività e imprenditorialità. È proprio questa combinazione a rendere l’esperienza formativa un unicum in Europa: un luogo dove si impara a pensare con e oltre l’AI, a trasformarla in linguaggio comune di leadership e innovazione, e a farne un motore per la competitività delle aziende e delle economie nazionali. Con questa doppia mossa strategica, ESCP Business School rafforza la propria missione: formare leader in grado di navigare l’AI age con spirito critico, responsabilità e visione imprenditoriale. Un impegno che nasce dai valori storici dell’ateneo ma guarda al futuro, con l’ambizione di creare un modello educativo capace di ispirare il panorama accademico e manageriale a livello globale.

Fonte : www.ilsole24ore.com

Nuove Opportunità per Mistral AI

Mistral AI, la startup francese di intelligenza artificiale, ha recentemente concluso un round di finanziamento di Serie C da 1,7 miliardi di euro, portando la sua valutazione a 11,7 miliardi di euro. ASML, leader olandese nella produzione di macchinari per semiconduttori, ha investito 1,3 miliardi di euro, acquisendo una partecipazione dell’11% e diventando il principale azionista di Mistral AI. Reuters

Questa alleanza strategica mira a potenziare le capacità tecnologiche europee nel campo dell’intelligenza artificiale, riducendo la dipendenza dai giganti tecnologici americani. La collaborazione tra Mistral AI e ASML si concentra sull’integrazione dei modelli di IA nei prodotti di ASML, offrendo soluzioni innovative per i clienti e opportunità di ricerca congiunta. ASML

Mistral AI, fondata nel 2023 da ex ricercatori di Google DeepMind e Meta, ha già attratto clienti di rilievo come Orange, BNP Paribas, Cisco, Stellantis e CMA CGM, consolidando la sua posizione nel panorama europeo dell’IA.