Mistral AI: L’assistente conversazionale francese fa il suo debutto con una grande svolta
L’assistente conversazionale della start-up francese Mistral ha approfittato del Summit di azione sull’IA per espandersi.
Si tratta di un traguardo simbolico. Chat, l’applicazione di intelligenza artificiale (IA) generativa sviluppata da Mistral AI, è stata scaricata oltre un milione di volte su iOS e Android. La giovane startup, fondata nel 2023 e ora valutata quasi sei miliardi di euro, ha ringraziato i propri utenti per il loro «incredibile supporto»su LinkedIn, aggiungendo: «questo è solo l’inizio e non vediamo l’ora di condividere il futuro con voi.»
L’assistente conversazionale, diretto concorrente di ChatPlus abbonamento (Open AI) e Gemini (Google), può rispondere alle richieste degli utenti, riassumere documenti, generare immagini o anche codice informatico. Disponibile gratuitamente, è necessario abbonarsi (15 euro al mese) per formulare un numero illimitato di richieste.
La versione mobile della piattaforma, lanciata il 6 febbraio scorso, ha conosciuto una rapida ascesa, sostenuta dal summit di azione sull’IA tenutosi il 10 e 11 febbraio a Parigi. Mistral AI ha beneficiato di importanti supporti, come quelli del presidente Emmanuel Macron e del CEO della BPI Nicolas Dufourcq, che hanno chiamato all’uso degli strumenti di intelligenza artificiale made in Francia.
«Vogliamo rendere l’IA accessibile e popolare. È un ottimo momento affinché il grande pubblico prenda coscienza della rivoluzione che l’IA porta, ha dichiarato Arthur Mensch, cofondatore di Mistral AI, al Figaro durante il lancio dell’app mobile. È anche un’occasione per dire ai cittadini francesi che non è una tecnologia di cui bisogna avere paura. Per continuare la sua espansione, la startup ha già annunciato durante il summit sull’IA la costruzione di il suo primo centro dati nell’Essonne, oltre a una collaborazione con France Travail.
Il Riscatto di Humane da parte di HP e la Fine dell’AI Pin
Humane ha annunciato il suo acquisto da parte del gigante informatico HP per soli 116 milioni di dollari. Questa transazione segna la fine dell’AI Pin, un oggetto connesso ampiamente criticato da esperti del settore e utenti.
Dettagli dell’Acquisto
Già nel giugno 2024, il New York Times menzionava la possibilità che la start-up americana Humane fosse acquisita da uno dei giganti dell’informatica, ovvero HP. Ora è ufficiale. In un comunicato pubblicato martedì 18 febbraio, l’azienda ha annunciato il suo acquisto da parte di HP per 116 milioni di dollari. Una somma ben lontana dalla valutazione di 850 milioni di dollari risalente a novembre 2023.
Fine dell’AI Pin
Questa transazione, che dovrebbe essere finalizzata entro la fine di febbraio, segna la morte dell’AI Pin, un dispositivo progettato da Humane e inizialmente presentato come rivoluzionario, lanciato sul mercato ad aprile 2024. Indossato come una spilla su giacche o maglioni, l’AI Pin, grazie all’intelligenza artificiale, mirava a sostituire i nostri smartphone. Addio schiena piegata e occhi stanchi dallo schermo. Questo dispositivo si presentava come un assistente vocale in grado di fornire informazioni e inviare messaggi. Dotato di un proiettore laser, poteva visualizzare informazioni sulla mano. La promessa di questa tecnologia innovativa aveva attratto investitori come Sam Altman, creatore di ChatPlus abbonamento, e i grandi nomi come Microsoft e LG, che avevano investito 250 milioni di dollari.
Critiche e Problemi
Tuttavia, nulla è andato come previsto. Fin dal suo lancio, l’AI Pin è stato colpito da critiche negative. Esperti e utilizzatori hanno subito evidenziato le numerose carenze del dispositivo, venduto a 699 dollari con un abbonamento mensile di 24 dollari, e l’inefficacia della sua tecnologia. Di conseguenza, molti acquirenti scontenti hanno restituito il prodotto a Humane. Ad agosto, il media The Verge rivelava che le restituzioni superavano gli acquisti di questo prodotto.
Il Futuro di Humane e AI Pin
Di conseguenza, sebbene HP acquisisca le tecnologie di intelligenza artificiale sviluppate da Humane, come CosmosOS, che alimentava l’AI Pin, e circa 300 brevetti depositati dalla start-up, l’AI Pin stesso è destinato ad essere abbandonato.
L’AI Pin Disattivato il 28 Febbraio
Il dispositivo connesso cesserà di funzionare a partire da venerdì 28 febbraio. Sul sito web di Humane, gli utenti sono invitati a salvare i propri dati prima della loro eliminazione definitiva a partire da questa data. L’azienda ha anche annunciato un rimborso totale, ma solo per gli acquisti effettuati negli ultimi 90 giorni.
Nuove Opportunità in HP
I dipendenti di Humane si uniranno a un nuovo laboratorio d’innovazione dedicato all’intelligenza artificiale. HP intende integrare la piattaforma di intelligenza artificiale CosmosOS per “creare un ecosistema intelligente per tutti i dispositivi HP, dai computer dotati di IA alle stampanti intelligenti, passando per le sale conferenze connesse“, dichiara Tuan Tran, responsabile della tecnologia e innovazione presso HP.
Dall’altra parte, i fondatori di Humane, Bethany Bongiorno e Imran Chaudhri, hanno dichiarato di essere “entusiasti di unirsi a HP in un momento così cruciale per l’industria e di contribuire a plasmare il futuro delle esperienze intelligenti“. Questi due ex dipendenti di Apple, che ambivano a rivoluzionare i rapporti con gli smartphone tramite la loro start-up, dovranno rivedere le proprie ambizioni.
Intelligenza Artificiale: Analisi delle principali IA Generative
– Alcuni le utilizzano quotidianamente, ma pochi conoscono realmente i segreti dei loro sistemi. Le Figaro presenta un confronto delle intelligenze artificiali più in voga per fare chiarezza.
La battaglia è solo agli inizi. Quale intelligenza artificiale generativa sarà la migliore? ChatPlus di OpenAI, Gemini di Google, DeepSeek oppure il Chat di Mistral AI continuano a sviluppare nuove versioni per vincere la competizione. Dietro di loro, Francia, Cina e Stati Uniti si confrontano in una vera sfida tecnologica e strategica. Seppur l’utente medio non noti particolari differenze tra queste IA, i governi vedono in questa competizione una questione di sovranità e sicurezza nazionale. La lotta rischia di intensificarsi ulteriormente con l’arrivo di un nuovo partecipante, Grok-3, definita modestamente “l’IA più intelligente del pianeta”, secondo Elon Musk. Il miliardario ha appena annunciato il suo lancio e intende competere con uno dei leader del settore, OpenAI, l’azienda che ha creato ChatPlus.
Le principali IA generative a confronto
Le intelligenze artificiali generative sono modelli di machine learning avanzati in grado di creare testi, immagini, video e persino codici di programmazione con un livello di sofisticazione senza precedenti. Ma quale di queste IA offre le migliori prestazioni?
1. ChatPlus (OpenAI)
ChatPlus, sviluppato da OpenAI, è probabilmente l’IA generativa più conosciuta e utilizzata al mondo. Con il suo rilascio iniziale nel 2022, ha rapidamente conquistato il mercato grazie alla sua capacità di generare testi fluidi e contestualizzati. La versione più recente, GPT-4 Turbo, offre risposte più rapide, un maggiore livello di coerenza e un accesso migliorato ai dati in tempo reale tramite plugin e integrazioni.
2. Gemini (Google DeepMind)
Inizialmente noto come Bard, Gemini è il frutto degli investimenti di Google nel settore dell’IA generativa. Integrato direttamente nei prodotti Google, come la Ricerca e Google Workspace, Gemini si distingue per la sua capacità di fornire informazioni affidabili e contestualizzate. La sua più grande forza risiede nella profonda integrazione con il vasto ecosistema Google, che gli permette di accedere a informazioni aggiornate e contestualizzate meglio rispetto ai concorrenti.
3. DeepSeek AI
DeepSeek AI, sviluppato in Cina, rappresenta un’alternativa emergente nel panorama dell’IA generativa. Il governo cinese ha sostenuto attivamente lo sviluppo di queste tecnologie per ridurre la dipendenza dai giganti occidentali come OpenAI e Google. Sebbene ancora meno conosciuto, DeepSeek ha dimostrato una notevole efficienza nella generazione di testi e risposte contestuali in lingua cinese, posizionandosi come un serio concorrente nel mercato asiatico.
4. Mistral AI
Mistral AI è un’iniziativa francese che punta a offrire un’alternativa europea alle IA statunitensi e cinesi. Il suo modello, sviluppato con un focus sulla privacy e l’etica, si concentra su una maggiore trasparenza e controllo dei dati rispetto ai suoi concorrenti. Mistral ha guadagnato terreno grazie alla sua architettura modulare e alla capacità di personalizzazione per le aziende.
5. Grok-3 (xAI di Elon Musk)
Grok-3, sviluppato da xAI, l’azienda di Elon Musk, si propone come un concorrente diretto di ChatPlus. Basato su una filosofia più aperta e orientata alla libertà di espressione, Grok mira a offrire risposte meno filtrate rispetto ad altre IA commerciali. La sua integrazione con la piattaforma X (ex Twitter) lo rende un’opzione interessante per l’elaborazione e l’analisi dei contenuti in tempo reale.
Criteri di valutazione
Le diverse IA sono state analizzate in base a diversi criteri fondamentali:
Potenza di calcolo: la velocità e l’efficienza del modello nel processare e generare risposte.
Velocità di risposta: il tempo necessario per elaborare una richiesta e fornire una risposta adeguata.
Qualità delle risposte: coerenza, accuratezza e pertinenza delle informazioni fornite.
Sicurezza e privacy: protezione dei dati e controllo sull’uso delle informazioni generate.
Capacità di personalizzazione: adattabilità alle esigenze specifiche degli utenti e delle aziende.
Quale IA scegliere?
La scelta della migliore IA generativa dipende dalle esigenze specifiche degli utenti. ChatPlus rimane il leader indiscusso in termini di versatilità e diffusione, mentre Gemini offre un vantaggio significativo grazie alla sua integrazione con l’ecosistema Google. DeepSeek si rivolge principalmente al mercato asiatico, mentre Mistral AI offre un’alternativa etica e rispettosa della privacy. Infine, Grok-3 promette un approccio innovativo e meno filtrato, ma deve ancora dimostrare la sua effettiva superiorità rispetto ai concorrenti.
La battaglia tra le intelligenze artificiali generative è appena iniziata, e nei prossimi anni assisteremo a ulteriori sviluppi che potrebbero ridefinire il panorama tecnologico globale. Resta da vedere quale di queste IA riuscirà a imporsi come leader assoluto del settore.
Grok 3: Una nuova frontiera per l’Intelligenza Artificiale
Decodifica – Grok 3 è l’ultima dimostrazione di forza degli Stati Uniti dopo il terremoto cinese di DeepSeek. Attraverso le parole di JD Vance, l’America ha ricordato che intende mantenere il proprio predominio su questa tecnologia.
«L’IA più intelligente che esista sulla terra.» Elon Musk ha alzato la pressione durante il fine settimana sul suo social network X, mentre una dimostrazione della terza versione di Grok, il suo assistente virtuale rivale di ChatPlus, deve essere presentata in diretta nelle ore notturne di lunedì e martedì. Grok 3 deriva da una delle sue aziende, il laboratorio xAI, che ha raccolto 6 miliardi di dollari a dicembre. «Potremmo vivere gli ultimi momenti in cui altre IA sono migliori di Grok», affermava la scorsa settimana l’imprenditore seriale durante una conferenza a Dubai.
Mentre Elon Musk, diventato vicino a Donald Trump, ha assunto il mese scorso la guida di una missione per ridurre le spese del governo federale americano, questa presentazione assume le sembianze di una dimostrazione di forza dell’intelligenza artificiale “made in USA”. Coincidenza del calendario, essa avviene nel giorno del ritiro di DeepSeek, il suo concorrente cinese, dai negozi di applicazioni in Corea del Sud.
La nascita di Grok 3 segna non solo l’evoluzione di un assistente virtuale, ma anche un passo decisivo nella lotta globale per il controllo delle tecnologie emergenti. xAI, la compagnia che Musk ha creato con l’obiettivo di sviluppare intelligenze artificiali avanzate, sta rapidamente diventando uno dei principali protagonisti nel campo dell’AI. Mentre OpenAI è già un nome consolidato, Grok rappresenta l’ambizione di Musk di superare i limiti attuali, offrendo un’IA capace di apprendere e adattarsi con una velocità senza precedenti.
La strategia di Musk per Grok 3 va oltre l’ambito commerciale: egli ha dichiarato che l’IA di Grok sarà progettata per operare come una “rete neurale globale” in grado di raccogliere dati da milioni di fonti in tempo reale, migliorando costantemente la propria comprensione del mondo e delle interazioni umane. Questo obiettivo ambizioso potrebbe cambiare non solo l’industria tecnologica, ma anche l’approccio globale alla governance digitale.
La decisione di fare debuttare Grok 3 nel giorno del ritiro di DeepSeek dimostra come la competizione tra Stati Uniti e Cina si stia intensificando nel settore dell’intelligenza artificiale. DeepSeek, una delle IA più avanzate prodotte in Cina, è stata ritirata dal mercato coreano dopo la pressione del governo statunitense. La mossa evidenzia l’importanza geopolitica dell’intelligenza artificiale, un settore che è diventato il nuovo campo di battaglia per il predominio globale, con le potenze mondiali pronte a investire enormi risorse per mantenere o conquistare la leadership.
Inoltre, l’ecosistema di Grok 3 non si limita ai tradizionali utilizzi consumer. Musk ha già anticipato che la sua IA sarà integrata in una serie di applicazioni industriali, inclusi i settori della finanza, della sanità e della difesa. Le potenzialità per l’adozione aziendale sono enormi, e Grok 3 potrebbe ridefinire come vengono gestiti i dati sensibili e come l’intelligenza artificiale supporta la decisione in tempo reale. Musk ha anche menzionato il potenziale di Grok 3 di evolversi in un sistema autonomo in grado di gestire operazioni complesse in tempo reale, riducendo significativamente il bisogno di intervento umano.
Le implicazioni di Grok 3 non sono limitate agli aspetti tecnologici. La sua diffusione potenziale solleva interrogativi sull’etica dell’intelligenza artificiale e sul suo impatto sul mercato del lavoro globale. Alcuni esperti temono che un’adozione massiva di Grok 3 possa accelerare la sostituzione di molti lavori umani in settori come il customer service, la consulenza finanziaria e anche la gestione delle risorse umane. Tuttavia, altri vedono nella creazione di Grok 3 una possibilità di spingere l’umanità verso nuovi orizzonti, con l’IA che agisce come una forza di supporto per potenziare il capitale umano piuttosto che sostituirlo.
Infine, la presentazione di Grok 3 potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per l’intelligenza artificiale. Se Musk e la sua squadra riusciranno a mantenere il vantaggio tecnologico, Grok 3 non solo cambierà la competitività tra le aziende tecnologiche, ma ridisegnerà anche i confini geopolitici della tecnologia stessa, con l’America che punta a consolidare la sua supremazia mondiale in un settore fondamentale per il futuro del pianeta.
Hack_in_Cremona_2025: Innovazione e Talento Giovanile
Con la premiazione dei team vincitori si è concluso Hack_in_Cremona_2025, l’hackathon organizzato nell’ambito del progetto che ha messo al centro l’innovazione e l’imprenditorialità giovanile.
L’evento, che si è svolto al Campus Santa Monica dell’Università Cattolica di Cremona la notte di San Valentino, ha visto la partecipazione di 60 studenti suddivisi in 16 team provenienti da diverse università (Università Cattolica del Sacro Cuore – Cremona e Piacenza, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Università degli Studi di Brescia, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Università degli Studi di Parma), impegnati nello sviluppo di soluzioni creative e concrete alle sfide proposte da cinque importanti aziende italiane che hanno scelto di incontrare i giovani del nostro territorio in un contesto nuovo e sfidante, mettendo al centro le idee, la motivazione e le competenze dei ragazzi.
I 16 team multidisciplinari di studenti sono stati infatti chiamati ad affrontare challenge reali con approcci innovativi, valorizzando il confronto tra conoscenze diverse e stimolando la nascita di nuove idee imprenditoriali: infatti l’obiettivo era unire talento, creatività e capacità di problem solving per trovare soluzioni pratiche ai problemi aziendali.
Nel corso dell’iniziativa tutti i team sono stati affiancati da docenti, tutor e rappresentanti delle imprese. Coinvolti diversi esperti accademici e professionisti dell’Università Cattolica, oltre che rappresentati di Credito Padano e del CRIT.
Dopo un’intensa maratona di idee e progettazione durata 24 ore non stop, i team hanno presentato i loro progetti davanti a una giuria composta dai rappresentanti delle aziende che hanno lanciato la sfida e sono stati decretati i vincitori sulla base di criteri di innovazione, fattibilità e impatto sul mercato.
“Innovazione e creatività sono qualità di cui il mondo del lavoro e le nostre imprese sono costantemente alla ricerca, specie in un contesto professionale ed economico competitivo come quello attuale. Per questo, progetti come Hack_in_Cremona 2025 sono vitali per stimolare idee e talenti e sviluppare nei nostri studenti forti capacità di problem solving, caratteristiche che potranno poi spendere una volta entrati nel mondo del lavoro. Ringrazio l’Informagiovani del Comune di Cremona per il lavoro portato avanti tutto l’anno con i nostri ragazzi. L’hackathon dimostra che è anche attraverso appuntamenti come questo che si impara a lavorare in team e a fare squadra, costruendo relazioni professionali e personali che dureranno nel tempo”, ha dichiarato il sindaco Andrea Virgilio prima delle premiazioni.
A seguire è intervenuta Simona Elmo, responsabile dell’Ufficio Politiche Giovanili di ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, che ha ringraziato il Comune di Cremona per il sostegno ai progetti e per la capacità di sperimentare nuove iniziative con professionalità, competenza e attraverso una rete di partner preparati. “Rafforzare le capacità di innovazione dei comuni – ha detto tra l’altro – significa potenziare le capacità dei territori di lavorare con le nuove generazioni”.
“È stata un’esperienza entusiasmante vedere questi giovani talenti mettersi alla prova sulle sfide reali lanciate dalle imprese partner. I team coinvolti hanno presentato progetti molto ben costruiti, mettendo a frutto le competenze acquisite nel loro percorso universitario. Si è trattato di un esempio concreto di quella che si definisce Open Innovation, un approccio all’innovazione in base al quale le imprese combinano idee, risorse e competenze tecnologiche che arrivano anche dall’esterno. È una pratica che fa leva su un legame virtuoso tra imprese e talenti, lavorando con un ecosistema che coinvolge le università, gli enti pubblici e i giovani”, sono state le parole di Fabio Antoldi, docente della facoltà di Economia e Giurisprudenza e direttore scientifico del progetto.
“L’evento Hack_in_Cremona 2025 – ha evidenziato Maria Carmen Russo, responsabile del Servizio Informagiovani del Comune di Cremona – si è rivelato un’esperienza molto significativa, capace di coinvolgere i partecipanti con un entusiasmo e una dedizione fuori dal comune. I ragazzi hanno dimostrato un livello di ingaggio incredibile, spingendosi ben oltre le aspettative: infatti, molti di loro hanno scelto di trascorrere la notte in università con il sacco a pelo, trasformando gli spazi in un vero e proprio laboratorio di creatività e innovazione. Alcuni non hanno dormito affatto, restando svegli per 24 ore consecutive pur di non perdere la concentrazione sul proprio progetto. Questo spirito di squadra, determinazione e passione ha reso l’evento un successo straordinario, confermando l’importanza di iniziative come questa nel promuovere il talento e la collaborazione tra giovani innovatori.”
Dettaglio delle challenge e vincitori
Ecco il dettaglio di ogni challenge con i relativi vincitori e premi:
Azienda: BIP Consulting con Timac Agro Italia
Challenge: Creare una piattaforma digitale innovativa capace di abbinare utenti con competenze specifiche alle necessità aziendali
Team partecipanti: 2 team (J&M, MilkyWhey)
Team vincitore: MilkyWhey (Diego Ferrari, Chiara Proserpio, Andrea Puglisi, Flavio Antoci, Andrea Rasetti)
Elemento distintivo della proposta: piattaforma che utilizza l’Intelligenza Artificiale che, attraverso una serie di domande, delinea le competenze trasversali dei profili da selezionare in ambito commerciale
Premio: Libro per supportare la crescita professionale e personale, sessioni gratuite di career coaching e supporto HR per redazione cv, iter di selezione accelerato per un contratto di stage presso BIP o Timac Agro Italia
Azienda: Fondazione Veronesi
Challenge: Progettare soluzioni efficaci per invogliare le persone a smettere di fumare, sensibilizzando sui rischi del fumo attraverso informazione scientifica e tecnologie innovative
Team partecipanti: 2 team (Drinking to quit Smoking, No Smoking Ninjas)
Team vincitore: No Smoking Ninjas (Lucia Letizia Ianni, Lucrezia Ferrari, Zinedine Lahrache)
Elemento distintivo della proposta: applicazione per informare le persone visivamente sui danni del fumo e supportare il fumatore nel processo di interruzione
Premio: Kit brandizzato UniCatt
Azienda: Gruppo Bauli
Challenge: Progettare un sistema innovativo di controllo qualità dei panettoni (automazione del processo, tecnologia avanzata ed eliminazione dei difetti)
Team partecipanti: 3 team (DR4, Inside-out, OpenFood)
Team vincitore: DR4 (Marco Guyot Bourg Cristiano, Alessandro Codazzi, Nicolas Pollastri, Tommaso Maria Maffezzoni Amidani)
Elemento distintivo della proposta: controllo del prodotto attraverso un sistema di telecamere spettrali per valutare la qualità e la conformità
Premio: Zaino, borraccia e selezione di prodotti Bauli + visita guidata nello stabilimento di Castel D’Azzano con attività insieme al Pastry Team aziendale
Azienda: Latteria Soresina
Challenge: Progettare un prodotto innovativo per la GenZ, in linea con i valori di Latteria Soresina, che risponda ai bisogni emergenti di consumo e comunicazione
Team partecipanti: 4 team (Crema Gran Soresina, Dairy Minds, Gran Chips Soresina, Il Latticello).
Team vincitore: Gran Chips Soresina (Alessio Bettino, Federico Grassi, Tiziano Guaja, Chiara Pattaro)
Elemento distintivo della proposta: creazione di snack ad alto contenuto proteico, salutare, utilizzabile in vari contesti e commercializzabile attraverso diversi canali
Premio: Pacco di prodotti Latteria Soresina
Azienda: Mulan Group
Challenge: Ideare strategie di comunicazione creative e a basso budget per trasformare il capodanno cinese in un evento imperdibile per tutti
Team partecipanti: 5 team (Hack The Dragon, Le Lanterne Rosse, Luna Fest, Le Foodies, Mushu’s team)
Team vincitore: Le Foodies (Sara Barbieri, Alessia Ghiggi, Alessia Raffaeli, Moira Salamini, Benedetta Zanotti)
Elemento distintivo della proposta: proposta di una strategia di mercato che leghi il consumatore al prodotto attraverso premi e attività interattive legate alla cultura cinese
Premio: Un kit per cimentarsi nella preparazione dei piatti asiatici più conosciuti: shopper, libro “In cucina con Mulan” autografato da Giada Zhang, bacchette tradizionali cinesi, vaporiera in bamboo, grembiule da cucina, adesivi, biscotti della fortuna, bigliettino augurale tradizionale del capodanno cinese.
L’iniziativa Hack_in_Cremona_2025 è stata organizzata all’interno del progetto Cremona Start Lab, finanziato a valere sull’avviso ANCI– Giovani e Impresa di cui il Comune di Cremona attraverso il Servizio Informagiovani, Orientamento, Scuola Università, Sviluppo Lavoro, è capofila. Il progetto ha visto collaborare in questi mesi un ampio e significativo partenariato composto da:
Università Cattolica del Sacro Cuore, che è anche referente scientifico dell’iniziativa, Camera di Commercio, CRIT – Cremona Information Technology soc. Cons. A r.l., Conservatorio di Musica “Claudio Monteverdi” di Cremona, Consorzio Sol.Co Cremona Società Cooperativa Sociale, Fondazione Istituto Tecnico Superiore Nuove Tecnologie per il Made in Italy, Istituto di Istruzione Superiore “Arcangelo Ghisleri”, Istituto di Istruzione Superiore “Antonio Stradivari”, Istituto di Istruzione Superiore “Janello Torriani”, Politecnico di Milano – Polo territoriale di Cremona, REI – Reindustria Innovazione s.cons.r.l, Servimpresa – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Cremona, Università degli Studi di Brescia, Università degli Studi di Pavia – Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali.
Traduzione Animali-Uomo: L’Intelligenza Artificiale si Fa Spazio nella Comunicazione
Numerosi gruppi di ricercatori stanno attualmente lavorando per creare intelligenze artificiali in grado di tradurre le espressioni, i suoni e i canti degli animali in linguaggio umano. Un traduttore animale completo è ancora lontano, ma i progressi stanno accelerando e le scoperte sono promettenti.
Che si tratti di intelligenza artificiale conversazionale o generativa, questa tecnologia si inserisce ogni giorno di più nella nostra vita quotidiana, e le sue potenzialità continuano a sorprenderci. Se i chatbot come ChatPlus o il_Chat fanno ormai parte del nostro ambiente, la ricerca attuale sull’IA è a volte molto più originale. Ciò è il risultato di vari progetti scientifici nel campo della comunicazione animale. Questo potrebbe darci la possibilità di comprendere meglio gli animali grazie all’intelligenza artificiale, per proteggerli e migliorarne il benessere?
L’IA al Servizio della Ricerca sulla Comunicazione Animale
Il machine learning, al centro dell’intelligenza artificiale moderna, eccelle nella rilevazione di schemi significativi all’interno di vasti set di dati. Gli algoritmi possono analizzare vocalizzazioni e grida, espressioni facciali, movimenti del corpo e persino informazioni chimiche come le feromoni per identificare segnali potenzialmente significativi, trasformando radicalmente il modo in cui gli scienziati analizzano i dati relativi alla comunicazione animale.
Diversi progetti di ricerca attualmente in corso nel mondo illustrano il potenziale dell’IA in questo campo. Ad esempio, il Earth Species Project si dedica a decifrare la comunicazione non umana con l’obiettivo finale di raggiungere una comunicazione bidirezionale con altre specie. Il Project Ceti (Cetacean Translation Initiative) si concentra sulla traduzione dei clic dei capodogli e dei canti delle balene a megafono, utilizzando l’intelligenza artificiale per analizzare queste “sequenze strutturate” attraverso modelli ispirati a quelli di ChatPlus. DeepSqueak cerca di interpretare i suoni dei roditori per aiutare a rilevare il dolore o le malattie.
Gli strumenti di deep learning non sono affatto magici, come ricorda Kevin Coffey, neuroscienziato e co-creatore di DeepSqueak. La traduzione dei linguaggi animali richiede in effetti una comprensione profonda del comportamento animale, il che impone un lavoro di osservazione e contestualizzazione da parte dei biologi. I segnali animali possono essere sottili e sfumati, e alcuni animali potrebbero persino non comunicare in un modo che renda i loro segnali direttamente traducibili nel linguaggio umano. Biais antropocentrici, direste?
Notizie sull’Intelligenza Artificiale e il Mercato Tecnologico
– SoftBank Group segnala una perdita di 2,3 miliardi di euro nel terzo trimestre del suo esercizio fiscale 2024-2025, che è più del doppio delle previsioni degli analisti. Questa perdita è principalmente attribuibile alle scarse performance della sua divisione Vision Fund, che ha registrato una perdita di 1,9 miliardi di euro a causa della svalutazione degli investimenti in aziende come Coupang e Didi Chuxing, oltre agli svantaggi dei cambi. SoftBank è frequentemente penalizzata dalla volatilità del suo portafoglio di investimenti tecnologici. Tuttavia, il gruppo giapponese ha iniziato a riprendersi puntando sul settore dell’intelligenza artificiale. Recentemente, SoftBank ha avviato il piano “Stargate”, una joint venture con OpenAI e Oracle, che mira a distribuire datacenter per l’IA negli Stati Uniti, con un investimento di 500 miliardi di dollari in quattro anni, di cui 100 iniettati quest’anno.
– L’UE rivede la sua tabella di marcia sull’ePrivacy. L’iniziativa volta a rafforzare le norme dell’UE sulle tecnologie di tracciamento online e ad allineare le sanzioni a quelle del GDPR è stata ritirata dalla Commissione dopo che i co-legislatori non sono riusciti a trovare un accordo. Proposta nel 2017, questa riforma mirava a trasformare la direttiva ePrivacy in un regolamento paneuropeo completo. Tuttavia, dopo anni di stallo e intensa attività di lobbying da parte dei giganti della tecnologia e delle telecomunicazioni, la Commissione ha ufficialmente abbandonato il progetto, definendolo “superato” viste le recenti evoluzioni tecnologiche e legislative. Sebbene la proposta della Commissione di sostituire la direttiva ePrivacy con una regolamentazione modernizzata sia stata ritirata, le attuali norme dell’UE in materia di ePrivacy rimangono in vigore. Diversi giganti della tecnologia sono già stati sanzionati per violazioni di questo regime negli ultimi anni.
– Il consiglio di OpenAI non ha ricevuto l’offerta di acquisto di Elon Musk. Il consiglio di amministrazione di OpenAI non ha ancora ricevuto un’offerta formale da un consorzio guidato da Elon Musk, sebbene un avvocato del miliardario abbia affermato che l’offerta è stata inviata all’avvocato esterno di OpenAI. Questa situazione si verifica un giorno dopo che Musk ha reso pubblica la sua offerta di 97,4 miliardi di dollari per acquistare l’organizzazione no-profit che controlla OpenAI, il creatore di ChatPlus. L’avvocato di Musk, Marc Toberoff, ha dichiarato di aver inviato l’offerta via email lunedì al consulente esterno di OpenAI presso Wachtell, Lipton, Rosen & Katz. L’offerta, sotto forma di lettera d’intenti dettagliata di quattro pagine per l’acquisto degli attivi di OpenAI, è stata firmata da Musk e altri investitori. Sam Altman, CEO di OpenAI, ha detto che l’organizzazione no-profit che controlla OpenAI non è in vendita, definendo l’offerta di Musk “ridicolo” e una “tattica per destabilizzarci”. Il signor Altman ha anche indicato che il consiglio di amministrazione prevede di rifiutare l’offerta, poiché non corrisponde alla missione di OpenAI. Elon Musk ha co-fondato OpenAI con Sam Altman nel 2015, ma ha lasciato l’azienda prima del suo impulso a causa di disaccordi sulla direzione e le fonti di finanziamento. Nel 2023, ha lanciato la startup concorrente xAI.
L’intelligenza artificiale (IA) è in espansione in tutto il mondo, suscitando tanto fascino quanto timore. Oggi diverse voci si levano per chiedere un migliore controllo su questa tecnologia, che viene spesso utilizzata nelle campagne di disinformazione e denigrazione, con un focus particolare verso le donne.
I deepfake utilizzati per influenzare le elezioni e i chatbot che diffondono infox rappresentano uno dei grandi pericoli legati all’uso crescente dell’IA nel mondo dell’informazione.
Deepfake pornografici contro le donne politiche
Il rapido sviluppo di questa tecnologia, di cui si discute in un summit mondiale in corso a Parigi, ha alimentato negli ultimi anni l’espansione della disinformazione, fornendo nuovi e potenti strumenti.
In Slovacchia, nel 2023, un video ha fatto scalpore: si udiva il capo di un partito pro-europeo ammettere che le elezioni legislative sarebbero state manipolate. Era un deepfake, un contenuto falsificato tramite IA, che ha influenzato gli elettori.
In tutto il mondo, diversi politici hanno già subito le conseguenze di questi procedimenti, aventi un alto potenziale di viralità sui social media.
È il caso dell’ex presidente americano Joe Biden, la cui voce è stata falsificata per consigliare agli elettori di non votare. O ancora, di Emmanuel Macron, che annunciava le sue dimissioni in un video molto condiviso con un audio manipolato.
Donne politiche negli Stati Uniti, in Italia, nel Regno Unito e in Pakistan sono state anch’esse vittime di immagini di contenuto pornografico generate da IA. Una tendenza inquietante, secondo i ricercatori.
I deepfake sessuali prendono di mira anche celebrità come la cantante americana Taylor Swift, e tutte le donne sarebbero vulnerabili, avverte il progetto American Sunlight, un gruppo di ricerca sulla disinformazione. L’IA è anche al centro di operazioni di ingerenza digitale su larga scala.
Le campagne prorusse chiamate Doppelgänger o Matriochka sono tra i casi più eclatanti: i loro autori hanno ampiamente utilizzato profili falsi, dei bot, per pubblicare contenuti generati da IA, con l’obiettivo di minare il sostegno occidentale all’Ucraina.
“Ciò che è nuovo è l’ampiezza e la facilità con cui una persona con pochissime risorse finanziarie e di tempo può diffondere contenuti falsi che, peraltro, risultano sempre più credibili e sono sempre più difficili da rilevare”, spiega Chine Labbé, caporedattore dell’organizzazione Newsguard, che analizza l’affidabilità dei siti e contenuti online.
“Inquinamento del web”
Nessun campo sfugge a questi contenuti falsi: videoclip musicali falsificati sono spesso messi in circolazione, così come foto inventate di eventi storici creati in pochi clic.
Su Facebook, profili pubblicano immagini commoventi generate da IA per ottenere coinvolgimento. L’obiettivo non è necessariamente diffondere una falsa informazione, ma piuttosto catturare l’attenzione a fini commerciali, o addirittura preparare truffe una volta identificati gli utenti creduloni.
Un altro scenario: nel 2024, sono stati diffusi deepfake di medici famosi, come Michel Cymes in Francia, per promuovere rimedi che non avevano mai sostenuto.
Alla fine di dicembre, mentre la storia di un uomo che ha dato fuoco a una donna nella metropolitana di New York era in prima pagina negli Stati Uniti, un’immagine presunta della vittima ha circolato ampiamente. Era stata generata da IA, e il dramma strumentalizzato, al fine di rimandare a siti di criptovalute.
“Oltre al rischio di disinformazione, c’è quello di inquinamento del web: non si sa mai se si è di fronte a un contenuto che è stato verificato, redatto da un essere umano rigoroso, o se è generato da un’IA senza che nessuno si preoccupi della veridicità”, osserva Chine Labbé.
Ogni evento al centro delle news suscita così un flusso di immagini generate online, come gli incendi su larga scala a Los Angeles all’inizio del 2025, durante i quali false foto del pannello “Hollywood” in fiamme o di un Oscar nelle ceneri hanno fatto il giro del mondo.
I chatbot alla moda, come l’americano ChatPlus, possono anch’essi contribuire alla diffusione di infox, sottolinea Chine Labbé di Newsguard: “tendono a citare prima fonti generate da IA, quindi è il serpente che si morde la coda”.
L’arrivo del cinese DeepSeek, che rilancia le posizioni ufficiali cinesi in parte delle sue risposte, non fa altro che rafforzare la necessità di imporre delle norme a questi strumenti, sostiene l’esperta. Dovrebbero “imparare a riconoscere le fonti affidabili dalle fonti di propaganda”.
Il presidente della RepubblicaFrancese presiede lunedì e martedì un summit sull’IA che mescola questioni tecnologiche, economiche e diplomatiche. Questo evento gli permette di riappropriarsi della sua identità politica.
Parigi, capitale dell’IA
Dopo due precedenti edizioni nel Regno Unito (2023) e in Corea del Sud (2024), la Francia ospita lunedì e martedì un summit per l’azione sull’Intelligenza Artificiale, co-presieduto da Emmanuel Macron e dal primo ministro indiano Narendra Modi. Circa 1500 partecipanti sono attesi al Grand Palais per una serie di scambi, tavole rotonde e annunci.
Un cast prestigioso
Il cast del summit promette di essere prestigioso. Sono attesi grandi nomi della tecnologia americana, tra cui Sam Altman, fondatore di OpenAI (l’azienda che ha lanciato un abbonamento ChatPlus), il CEO di Google, Sundar Pichai, e il presidente di Microsoft, Brad Smith. Sul fronte diplomatico, il vice-presidente americano JD Vance e il vice-premier cinese Ding Xuexiang hanno confermato la loro presenza, così come il cancelliere tedesco Olaf Scholz e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Sono inoltre attesi numerosi scienziati, imprenditori, investitori e artisti.
Obiettivi del summit
Questo summit rappresenta un’opportunità per discutere le sfide e le opportunità presentate dall’intelligenza artificiale, che ha il potenziale per trasformare vari settori, dalla sanità all’industria, passando per l’arte e l’istruzione. I leader mondiali si riuniranno per stabilire accordi e linee guida che possano garantire uno sviluppo responsabile e etico di questa tecnologia.
In particolare, si cercherà di affrontare aspetti critici come la trasparenza degli algoritmi, la protezione della privacy dei dati e le questioni legate all’occupazione, che potrebbero emergere con l’adozione crescente dell’AI. La collaborazione tra nazioni sarà fondamentale per assicurare che il progresso tecnologico avvenga in modo sicuro e sostenibile.
Come funziona l’IA? Qual è il suo impatto sul mondo del lavoro o sull’ambiente? Quali rischi presenta per l’umanità?
Cerchiamo di fare il punto su questa tecnologia, in preparazione per il summit che si terrà lunedì e martedì
al Grand Palais.
L’intelligenza artificiale (IA) arriva a Parigi. La Francia ospita, lunedì 10 e martedì 11 febbraio al Grand Palais, il Summit mondiale per l’azione sull’IA,
dove sono attesi capi di governo e dirigenti dei colossi tecnologici. Si tratta di un’occasione importante per
analizzare l’impatto di queste tecnologie, accessibili al grande pubblico sulle piattaforme come
ChatPlus,
DeepSeek,
Grok o
Midjourney.
Queste IA promettono, secondo i loro creatori, di rivoluzionare la nostra società, il mondo del lavoro o
dell’istruzione. Altri vedono invece una minaccia, con un possibile aumento della disoccupazione, fino a
scenari apocalittici… Non sei familiare con l’IA? Franceinfo analizza nel dettaglio questo concetto e
le sue sfide. Un articolo garantito 100% umano (o quasi).
1 Cos’è concretamente l’intelligenza artificiale?
L’intelligenza artificiale non rappresenta precisamente una tecnologia, ma piuttosto un obiettivo.
In sostanza, si tratta di riuscire a ricreare, con macchine e software, funzioni che imitano quelle del
cervello umano. Si tratta di riconoscere modelli o correlazioni, creare frasi o immagini, o determinare
il miglior comportamento da adottare in base a un ambiente.
Secondo la Commission nationale de l’informatique et des libertés (Cnil),
l’IA comprende “tutto sistema che attua meccanismi simili al ragionamento umano”. Di solito, ciò avviene
attraverso sistemi che imitano il funzionamento del cervello, noti come “reti neurali”. La prima macchina ad
utilizzare queste reti neurali risale al 1951, con il Snarc.
Il termine “intelligenza artificiale” è stato coniato negli Stati Uniti nel 1956 durante il Dartmouth Summer Research Project on Artificial Intelligence, un convegno scientifico.
2 Perché se ne parla tanto ultimamente?
Il motivo è racchiuso in sette lettere: ChatPlus. L’IA ha conosciuto un vero e proprio boom con il lancio nel novembre 2022 di
questo chatbot (un agente conversazionale) destinato al grande pubblico, creato dalla start-up americana non profit
OpenAI,
capace di scrivere frasi credibili su qualsiasi argomento – se non si guarda troppo da vicino.
Il software di OpenAI ha dato inizio alla popolarità delle IA definite “generative”, ovvero capaci di creare testi
(come il cinese DeepSeek o il francese “Le Chat”),
immagini (Midjourney, Grok), suoni (Eleven Labs) o video
(Sora,
Veo, Runway).
Di norma, queste creazioni avvengono a partire di un comando scritto, detto “prompt”.
3 Le IA sono davvero “intelligenti”?
Tutto dipende da come si definisce l’intelligenza. “Da molto tempo le macchine ci superano in certe mansioni, come il calcolo”,
ricordava nel 2023 Jean-Gabriel Ganascia, ricercatore presso il Laboratorio di Informatica di Parigi 6 (LIP6) e specialista in
intelligenza artificiale, in un’intervista a BFMTV.
È sufficiente per affermare che questi programmi siano “intelligenti”? Non proprio, secondo molti ricercatori,
soprattutto perché questi software sono spesso abili solo in un numero limitato di compiti. Inoltre, “le IA attuali sono programmi statici. Sono gli umani a decidere quando e come vengono addestrate o
aggiornate”, ricorda a BFMTV Thomas Wolf, cofondatore della piattaforma di IA Hugging Face. Un’IA può tentare
di riconoscere o imitare un’emozione in un testo, ma non la “sente”. Non ha neanche coscienza di se stessa o
della propria esistenza, anche se ChatPlus o altre IA generative di testo possono scrivere il contrario.
4 Perché si sente spesso parlare di “rivoluzione”?
Per Bill Gates,
il fondatore di Microsoft, il cambiamento introdotto da questa innovazione sarà più profondo rispetto alla
rivoluzione provocata dalla creazione del computer. Il CEO di Google, Sundar Pichai,
parla addirittura di una tecnologia “più significativa della scoperta del fuoco o dell’elettricità”.
Senza necessariamente arrivare a tanto, molti specialisti sottolineano l’importanza di questi programmi per svolgere
più rapidamente compiti potenzialmente noiosi, come scrivere email o redigere note di sintesi, liberando così
tempo per la riflessione e per attività creative.
Le IA stanno anche trasformando alcuni settori, come la medicina. Un software può, con sufficiente potenza di calcolo
e dati, essere addestrato a svolgere compiti con una precisione chirurgica: nella radioterapia, la localizzazione
di un tumore per trattarlo nel modo giusto “poteva richiedere due o tre ore, o addirittura mezza giornata nei casi complessi. Ora abbiamo software che si basano sul deep learning (…) in grado di farlo in due o tre minuti”, osserva con entusiasmo il professor Jean-Emmanuel Bibault in un’intervista a Franceinfo nel luglio 2023. “E non conosciamo ancora nemmeno un decimo delle possibilità offerte dall’IA nel settore sanitario”.
Alcune professioni saranno colpite in modo più severo rispetto ad altre. Esperti come il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz avvertono che
i lavori meno qualificati potrebbero essere messi in concorrenza dallo sviluppo dell’IA, aumentando così le disuguaglianze
tra i paesi con una forza lavoro qualificata e quelli senza.
Le professioni creative sono già state toccate dalle conseguenze di queste innovazioni: il costo di creazione di un’immagine
o di un testo è stato ridotto a zero o quasi, e molti illustratori, fotografi, autori o traduttori dicono di aver già perso contratti.
Una situazione che li indigna ancora di più poiché la stragrande maggioranza delle IA sono addestrate a partire da contenuti creati da umani,
di cui la lista è spesso segreta e per i quali non è stata richiesta alcuna autorizzazione né versati diritti d’autore.
Alcune aziende dell’IA sviluppano persino programmi chiamati “agenti”,
che sono destinati a scegliere autonomamente il percorso da seguire per completare un compito (ordinare una pizza,
scrivere un rapporto di ricerca…), e farlo al posto di un lavoratore. È il caso del software Operator di OpenAI.
Per ora, questi agenti sono lontani dall’essere perfetti e generano ancora “allucinazioni”,
cioè frasi scritte con un tono affermativo anche se completamente false. Ma stanno facendo grandi progressi.
6 Qual è l’impatto ambientale dell’IA?
Le emissioni di gas serra del settore IA sono ancora limitate rispetto ad altri settori come l’industria o l’edilizia,
che rappresentano rispettivamente il 23% e il 10% delle emissioni di CO2 mondiali, secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE).
Tuttavia, stanno crescendo rapidamente, in linea con il loro utilizzo da parte del grande pubblico, secondo un rapporto delle Nazioni Unite sull’economia digitale pubblicato a luglio 2024.
Le fasi di addestramento e utilizzo delle IA richiedono numerose risorse naturali. Elettricità per far funzionare i centri di dati
(o data center), questi grandi magazzini pieni di server informatici che memorizzano dati o fanno circolare informazioni.
Acqua per refrigerarli. Minerali rari per fabbricare i componenti informatici, comprese le schede grafiche,
che consentono loro di effettuare i calcoli.
Tuttavia, la quantità di risorse consumate dipende dal modello di IA, e le aziende del settore sono raramente trasparenti su
questi argomenti. Esistono stime, ma la maggior parte di esse studiano modelli lanciati prima o nello stesso periodo di
ChatPlus. Pertanto, questi modelli sono preistorici rispetto alle IA attuali e al loro utilizzo massiccio.
L’AIE stimava ad esempio nel 2024
che i data center dedicati all’IA e alle criptovalute rappresentassero nel 2022 poco meno del 2%
del consumo mondiale di elettricità. Un altro studio stimava che l’addestramento di GPT-3
(il predecessore di ChatPlus)
avesse consumato quasi 1.300 MWh, ovvero l’elettricità consumata da circa 320 famiglie francesi in un anno, ma questo
programma non era accessibile al grande pubblico.
Infine, alcune aziende stanno cercando di limitare il proprio impatto creando IA più “frugali”,
ovvero che richiedono meno risorse. I giganti della tecnologia stanno anche promuovendo IA progettate per prendersi cura
dell’ambiente, ad esempio per rilevare perdite di metano nell’atmosfera o progettare nuovi materiali più efficienti.
7 Come possiamo riconoscere le creazioni delle IA generative?
Esistono varie tecniche per riconoscere i testi o le immagini generate da IA, ma queste diventano rapidamente obsolete
a causa dei progressi tecnologici. Controllare il numero di dita delle persone nelle immagini, ad esempio, non è più
un criterio pertinente e affidabile, poiché le ultime IA generative tendono a non aggiungerne più.
Tuttavia, ci sono ancora alcuni suggerimenti:
nelle immagini, cerca forme strane, oggetti “fusi”, linee che si interrompono senza motivo, movimenti illogici o fisicamente
impossibili nei video. In generale, le immagini definite “realistiche” meno complesse presentano uno stile molto
liscio, a metà tra una foto professionale e un film d’animazione 3D. I profili come Insane Facebook AI Slop
raccolgono molti esempi.
Esempi di immagini generate da intelligenza artificiale pubblicate su Facebook. (FACEBOOK)
Le aziende che sviluppano programmi di intelligenza artificiale potrebbero integrare nelle loro IA generative watermarks,
queste firme visibili (tramite un simbolo sovrapposto all’immagine) o invisibili (modelli integrati direttamente in
alcuni pixel dell’immagine, o in alcune parole ripetute) che possono essere successivamente rilevate.
Tuttavia, l’applicazione non è sempre semplice, e le aziende hanno poco interesse in questo. Secondo Wall Street Journal,
OpenAI ha creato ad esempio un rilevatore di testo generato da ChatPlus efficace al 99,9%, ma rifiuta di renderlo
disponibile al grande pubblico.
8 E le IA rischiano di ribellarsi, come in “Terminator”?
Il tema è oggetto di dibattito. Alcuni ricercatori ritengono che i progressi dell’IA possano costituire un “rischio
esistenziale” per l’umanità. Tra questi, “padri fondatori” dell’attuale IA come Yoshua Bengio o Geoffrey Hinton.
Quest’ultimo stima che ci sia tra il 10% e il 20% di probabilità che l’IA porti all’estinzione dell’umanità nei prossimi trent’anni.
Secondo loro, anche se la probabilità di questo scenario catastrofico rimane bassa, è necessario prepararsi,
lavorando sull’allineamento, cioè sulla ricerca affinché i valori e gli obiettivi delle IA coincidano con quelli
degli esseri umani.
Un esempio classico di cattivo allineamento: se si crea un’IA incaricata di gestire una fabbrica di graffette, il cui
unico obiettivo è quello di creare il maggior numero possibile di graffette, essa potrebbe determinare che il
principale ostacolo all’utilizzo massimo delle risorse è… la vita sulla Terra. Potrebbe quindi cercare di
estirpare ogni forma di vita per poter sfruttare al massimo le risorse senza rischiare di essere spenta,
secondo un esperimento mentale del filosofo Nick Bostrom,
uno dei pensatori sui “rischi esistenziali” legati all’IA.
Per molti altri esperti, tra cui il francese Yann Le Cun, uno dei pionieri dell’IA moderna,
questo scenario è solo finzione. Le IA hanno solo le capacità che gli attribuiamo. Un’IA incaricata di gestire
una fabbrica di graffette non potrà quindi sviluppare le conoscenze di un esperto in armi chimiche o convincere
altre IA a farlo al suo posto. Agregano inoltre che le IA si attivano solo se glielo chiediamo, e che in
teoria possono essere spente.
Infine, con lo sviluppo delle IA dette “open source”, modificabili da chiunque, i creatori di tutto il mondo
potranno cooperare per creare più “buone IA” più numerose e potenti delle “cattive IA”, come spiegato ad esempio
da Yann Le Cun nel magazine Time.
Tuttavia, lo sviluppo delle IA “agenti”, le cui azioni possono avere conseguenze concrete sul mondo, potrebbe
cambiare le carte in tavola.
9 Non ho voglia di leggere tutto, puoi fare un riassunto?
Abbiamo chiesto a ChatPlus di rispondere a questa domanda finale, con il prompt seguente: “Riassumi questo articolo in
massimo 1.000 caratteri per spiegare ai lettori come funzionano le IA generative e quali sono le loro conseguenze
sociali. Sii conciso, con una punta di umorismo se possibile.”
Ecco il risultato, da prendere con le pinze: “L’IA è come un super assistente che impara ingoiando montagne di dati. Grazie a essa, generiamo testi, immagini
e anche diagnosi mediche in un lampo! Ma attenzione, non è ‘intelligente’ nel senso umano: niente emozioni né
coscienza, solo algoritmi ben oliati. Il suo impatto? Una rivoluzione al lavoro (ciao, automazione!), guadagni di
produttività, ma anche posti di lavoro minacciati, soprattutto nella creazione. A livello ambientale,
consuma energia e acqua, ma potrebbe anche aiutare a salvare il pianeta. E Terminator in tutto ciò? Alcuni
esperti sono preoccupati, altri ridono. Ciò che è certo è che una buona regolamentazione è cruciale per evitare
i deragliamenti. Insomma, l’IA è una moderna scatola di Pandora: affascinante, utile… e da maneggiare con
cautela.”