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Premio Nazionale per l’Innovazione 2025

Al termine di quarantott’ore di presentazioni e pitch, sono stati decretati i vincitori della XXIII edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione (Pni), la più importante business plan competition d’Italia. Dopo due intense giornate alla Fiera di Ferrara, la giuria ha incoronato i vincitori dei quattro premi settoriali e assegnato il riconoscimento assoluto Pni 2025 alla startup campana RethaiN, attiva nel settore CleanTech.

La manifestazione, promossa da PNICube e organizzata quest’anno insieme all’Università di Ferrara, ha visto la partecipazione di 76 startup finaliste, selezionate dalle 17 Start Cup regionali. Una vetrina nazionale per tecnologie deep tech nate dai laboratori universitari e pronte a trasformarsi in impresa.

«La finale Pni 2025 ha confermato ancora una volta quanto l’ecosistema dell’innovazione italiano sia ricco di talento e idee capaci di generare impatto concreto. – ha commentato la presidente PniCube Paola M.A. Paniccia, delegata allo Sviluppo delle Imprese, Start-up e Spin-off per l’Università di Roma Tor Vergata – I progetti presentati, non solo i finalisti, dimostrano come la ricerca d’eccellenza possa trasformarsi in imprese capaci di rispondere alle grandi sfide sociali e ambientali. Rafforzare gli ecosistemi innovativi significa supportare questa capacità di tradurre conoscenza in innovazione duratura e di alto impatto, sostenendone lo scaleup, tema urgente per la competitività del Paese».

«Il Pni ci ricorda che la conoscenza non può rimanere chiusa nei laboratori: deve trasformarsi in impresa, in soluzioni, in opportunità per il Paese – ha affermato la rettrice dell’Università di Ferrara Laura Ramaciotti -. Le università e gli enti di ricerca offrono un terreno fertile per l’imprenditorialità giovanile e femminile, che, come sistema, dobbiamo continuare a sostenere e far crescere. Il PNI non è solo una competizione e non è solo un premio. È un percorso formativo potente, in cui la didattica incontra la realtà delle imprese, la ricerca esce dai laboratori e si misura con il mercato e le persone, penso soprattutto alle nostre studentesse e ai nostri studenti, imparano a mettersi in gioco, ad accettare il rischio, a lavorare in squadra, a tradurre un’idea in un progetto credibile. Il vero risultato non è solo il podio, ma la consapevolezza di far parte di un ecosistema, quello delle università, degli enti di ricerca, delle istituzioni e delle imprese, che ha deciso di investire seriamente sull’innovazione».

«In un contesto segnato da transizioni rapide, nuove tecnologie, competizione strategica, sostenere le nostre filiere tecnologiche è fondamentale – ha affermato il Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani – Il Premio Nazionale per l’Innovazione è parte integrante di questo grande sforzo del nostro Sistema Paese. Rinnovo i miei complimenti agli organizzatori e a tutte le giovani imprese che innovano e che con coraggio e passione si affacciano sui mercati».

I Vincitori dei Premi Settoriali

Ecco i vincitori dei 4 premi settoriali, ognuno dei quali si porta a casa un assegno di 25mila euro:

Premio CLEANTECH & ENERGY (miglioramento della sostenibilità ambientale) – IREN e VINCITORE ASSOLUTO:

RETHAIN (Start Cup Campania, Università degli Studi di Napoli Federico II) – Dal digestato una risorsa: recupero dell’azoto, riduzione dei costi e biodigestori più sostenibili. Trasforma il digestato anaerobico — il residuo organico degli impianti a biogas — da costo a opportunità, recuperando l’azoto in eccesso attraverso un processo brevettato e validato. La tecnologia riduce le spese di gestione degli impianti di digestione anaerobica e migliora la loro sostenibilità complessiva, ottimizzando l’efficienza del trattamento. L’azoto recuperato potrà essere convertito in biomassa microbica ad alto contenuto proteico (single cell protein), utilizzabile per biofertilizzanti e biostimolanti agricoli, generando nuove entrate per i gestori. Nata dal Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università Federico II, la startup rende la digestione anaerobica più efficiente, circolare e remunerativa. «RethaiN nasce dalla volontà di creare nuove opportunità per i settori agricolo, energetico e ambientale, trasformando una criticità degli impianti a biogas in risorsa economica concreta in un’ottica di economia circolare», ha dichiarato il CEO Silvio Matassa.

Premio LIFE SCIENCES-MEDtech (miglioramento della salute delle persone):

EVOCLIN (Start Cup Lombardia, Università degli Studi Milano‑Bicocca; Università Vita‑Salute San Raffaele) – Intelligenza artificiale per prevedere l’evoluzione del cancro e ottimizzare le terapie. Ha sviluppato una piattaforma di machine learning in grado di analizzare rapidamente i dati genomici e prevedere l’evoluzione del tumore con un’accuratezza del 96%, a partire da un report NGS standard. A differenza degli approcci tradizionali, che offrono solo una fotografia del presente, la tecnologia brevettata EvoClin permette di anticipare la progressione della malattia, supportando medici e laboratori nella definizione di terapie più mirate.

Premio ICT (tecnologie dell’informazione e dei nuovi media):

MUONLAB (Start Cup Toscana, INFN & Università di Firenze) – Rendere visibile l’invisibile: imaging densitometrico non invasivo 2D e 3D di strutture inaccessibili grazie alla muografia proprietaria. Startup‑spin off dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dell’Università di Firenze, applica tecniche di fisica delle particelle al mondo reale: grazie alla muografia — una forma naturale di “radiografia” che sfrutta muoni cosmici al posto dei raggi X — è in grado di eseguire indagini densitometriche 2D e 3D su strutture di grandi dimensioni, naturali o artificiali, senza perforazioni.

Premio INDUSTRIAL (produzione industriale innovativa):

GRAPHICORE (Start Cup Lombardia, Politecnico di Milano) – Robotica avanzata e tecnologie brevettate per il decommissioning nucleare e ambienti estremi. Startup innovativa nata come spin-off del Politecnico di Milano, con l’obiettivo di rivoluzionare lo smantellamento dei reattori nucleari a grafite e la manipolazione robotica in ambienti estremi.

«È con grande piacere che assegniamo il premio per la categoria Industrial a Graphicore – ha commentato Luca De Rai, Direttore Ricerca e Sviluppo Energia e Innovazione del Gruppo Prysmian – La scelta del vincitore è stata particolarmente difficile quest’anno, vista l’elevata qualità e competitività di tutte le startup che hanno partecipato alla competizione.

Michele Svidercoschi, Direttore Comunicazione, Marketing e Relazioni istituzionali Almaviva, ha commentato: «Almaviva, gruppo italiano del digitale, sostiene da tempo le iniziative di valorizzazione imprenditoriale della ricerca della Rete PNICube, nella convinzione che gli ecosistemi collaborativi siano parte integrante della sfida dell’innovazione come essenziale fattore di sviluppo e competitività.»

Fonte : www.estense.com

Quattro nuove startup internazionali crescono in Valtellina grazie a Liquid Factory

Grazie a Liquid factory, quattro nuove realtà imprenditoriali, selezionate tra oltre 500 candidature, svilupperanno progetti ad alto contenuto tecnologico e con forte vocazione internazionale.

Vengono da Italia, Spagna, Egitto, Libano e Stati Uniti i dieci giovani imprenditori che svilupperanno nei prossimi mesi le loro startup innovative in Valtellina, grazie a Liquid factory, lo startup studio nato lo scorso anno in città in partnership con Banca popolare di Sondrio (Gruppo Bper).

Dopo il successo del primo batch, la «fabbrica di startup» valtellinese ha annunciato le quattro nuove realtà del programma 2025, selezionate tra 547 candidature provenienti da 38 Paesi.

Le nuove imprese, che portano il nome di quattro passi alpini simbolo di connessione e apertura – Spluga, Mortirolo, Stelvio e Gavia – saranno operative negli spazi messi a disposizione dalla banca a palazzo Lambertenghi, in piazza Garibaldi a Sondrio. I progetti spaziano dall’intelligenza artificiale applicata alla gestione energetica e alla ricerca medica, alla creazione di scenari finanziari sintetici e di soluzioni per la performance neuro-muscolare e la longevità. Tutte idee accomunate da una forte vocazione internazionale e dall’obiettivo di costruire innovazione partendo da un territorio di montagna.

«Noi non esportiamo talenti, li importiamo – sottolinea Fabrizio Capobianco, ideatore e partner di Liquid factory –. Il nostro modello porta in Valtellina giovani imprenditori da tutto il mondo che costruiscono qui le loro startup. È un modo diverso di pensare l’immigrazione: non solo accogliere persone, ma importare conoscenza, innovazione e futuro».

Il nuovo gruppo rappresenta un mosaico di culture e competenze: tre italiani, tre spagnoli, tre giovani dal Medio Oriente e uno dagli Stati Uniti. Nei prossimi mesi lavoreranno fianco a fianco con il team di Liquid factory per sviluppare i loro progetti imprenditoriali. Ogni startup riceverà un investimento iniziale di 200 mila euro e piena autonomia di spesa, all’interno di un programma di “Entrepreneurship in residence” che offre mentoring, supporto strategico e connessioni internazionali.

Fondata nel 2024, Liquid Factory nasce per sostenere l’innovazione tecnologica europea e connetterla direttamente con la Silicon Valley, unendo la qualità della vita delle Alpi con l’energia creativa dei grandi hub globali. L’obiettivo è creare un vivaio di eccellenza tecnologica in Italia, capace di far crescere imprese destinate a competere sui mercati internazionali.

Con la seconda edizione del programma, la Valtellina si conferma un luogo dove la montagna incontra il futuro. Un territorio che, grazie a una visione condivisa tra impresa e innovazione, diventa laboratorio di idee e di opportunità. «Liquid factory – conclude Capobianco – dimostra che anche da una valle alpina si può costruire innovazione globale, attrarre talenti e generare valore. La tecnologia cresce dove trova spazio, visione e fiducia. E la Valtellina, oggi, è tutto questo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte : www.laprovinciaunicatv.it

Il Ruolo Trasformativo dell’Intelligenza Artificiale nella Consulenza delle PMI

 

L’AI non è più una promessa ma una realtà concreta che permette ai professionisti di fornire servizi innovativi come analisi predittive, reportistica evoluta e automazione dei processi. Grazie a queste tecnologie, il commercialista può occupare il ruolo di advisor, offrire supporto nella gestione operativa, nella pianificazione finanziaria e nella conoscenza del quadro normativo sempre più complesso.

La trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale stanno cambiando la trama della consulenza alle piccole e medie imprese italiane. È la chiave di volta che emerge dall’indagine Kantar condotta per TeamSystem, tech company italiana leader nel settore delle piattaforme gestionali e dei servizi professionali digitali, e presentata nel corso della TeamSystem Be Leader Conference a Bologna.

Le PMI chiedono un cambiamento

Quasi una azienda su due (41%) si aspetta che il commercialista abbandoni il tradizionale ruolo impiegatizio per assumere la veste di consulente strategico. Questo nuovo approccio, fondato su pianificazione, analisi dei dati e supervisione globale, diventa possibile grazie all’impiego diffuso di digital tools e software intelligenti, che consentono di semplificare la routine amministrativa e di dedicare più spazio alle strategie di crescita.

La digitalizzazione è ormai una parte essenziale della quotidianità negli studi professionali. Nonostante il 68% delle PMI continui a vedere nel contatto diretto con il commercialista la via preferita per gestire la propria impresa, è sempre più diffuso l’utilizzo di portali documentali, piattaforme gestionali condivise e canali di messaggistica che aumentano l’immediatezza e la precisione nello scambio di informazioni. Tale evoluzione porta la collaborazione su un altro livello, rendendo il servizio più efficiente e allineato alle nuove esigenze aziendali.

Il rapporto tra impresa e professionista si fa più saldo

Il 78% delle aziende non ha cambiato consulente negli ultimi cinque anni, segnale della fiducia e continuità che caratterizza la relazione. Allo stesso tempo si alza l’asticella delle aspettative: al commercialista è richiesta ora la capacità di interpretare dati, anticipare i trend del mercato e proporre soluzioni mirate che possano guidare la crescita dell’impresa.

L’AI non è più una promessa, ma una realtà concreta che permette ai professionisti di fornire servizi innovativi come analisi predittive, reportistica evoluta e automazione dei processi. Grazie a queste tecnologie, il commercialista può occupare il ruolo di advisor, capace di offrire supporto nella gestione operativa, nella pianificazione finanziaria e nella conoscenza del quadro normativo, sempre più complesso.

A conferma di questa tendenza interviene Giuseppe Busacca, General Manager BU Professional Solutions di TeamSystem: «Le imprese chiedono ai propri commercialisti e consulenti del lavoro di essere veri partner di crescita. Il digitale abilita questa trasformazione, rendendo il rapporto più collaborativo e favorendo la nascita di nuovi servizi basati sui dati. L’intelligenza artificiale, in particolare, offre ai professionisti opportunità concrete per contribuire alla digitalizzazione del tessuto produttivo italiano».

La sfida per il settore degli studi professionali è chiara: accogliere l’innovazione tecnologica e trasformare la consulenza in uno strumento personalizzato e continuativo per la crescita delle PMI italiane, in un mercato che richiede competenze sempre più integrate e multidisciplinari.

Ultimo aggiornamento:

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  • <span>: Utilizzato per la metainformazione, come la data dell’ultimo aggiornamento.
  • <time>: Specifica la data di aggiornamento in un formato standard.

Questa struttura rende l’articolo accessibile e leggibile, anche per i principianti nell’ambito dell’intelligenza artificiale.

Fonte : startupitalia.eu

Il Futuro delle Ricerche Online con ChatPlus

 

Un Nuovo Paradigma Digitale

Con l’aumento dell’uso di ChatPlus e di altre applicazioni basate su intelligenza artificiale, le modalità di ricerca in Internet si stanno trasformando profondamente. Gli utenti non digitano più solo query su Google o Bing: si affidano sempre più a sistemi che forniscono risposte sintetiche, contestualizzate e immediate.

Questo fenomeno non riguarda solo la velocità, ma ridisegna l’intero approccio alla fruizione dei contenuti online: tra meno clic verso pagine web esterne e maggior uso di “risposte dirette”, il futuro della navigazione sembra orientato verso una UX (user experience) in cui l’informazione è “servita” più che “trovata”.

Motivi di Preoccupazione

  • Calo del traffico web: studi recenti mostrano che gli “AI overview” (es. quelli introdotti da Google) stanno riducendo sensibilmente i click verso siti di informazione, in quanto parte delle risposte vengono date direttamente dall’IA nella SERP, senza che l’utente debba visitare il sito. (The Guardian)
  • Visibilità e SEO: le pratiche di SEO tradizionali (ottimizzazione basata su keyword, link building, struttura del sito) rischiano di perdere parte del loro peso, se non vengono ripensate per soddisfare i criteri degli algoritmi IA, che privilegiano fonti autorevoli, aggiornate e strutturate. (SEOZoom)
  • Qualità dei contenuti: la diffusione di risposte rapide può promuovere contenuti sintetici ma meno approfonditi; questo può indebolire l’originalità, il pensiero critico e la pluralità delle fonti.

Il Ruolo Specifico di ChatPlus e Altri Strumenti AI

  • ChatPlus e modelli simili operano come aggregatori e sintetizzatori: pescano nei contenuti già esistenti, riorganizzandoli per rispondere a singole domande, ma spesso senza il contesto completo che una pagina dedicata può offrire.
  • In Italia, con l’adozione di novità come AI Overview di Google, si è visto che in molti risultati la risposta automatica proviene da fonti che non corrispondono sempre ai “top 10 risultati organici”: ciò può determinare che domini emergenti o specializzati ricevano visibilità, ma anche che brand consolidati perdano parte del traffico diretto. (SEOZoom)

Impatto sui Contenuti Online e su Chi Li Produce

  • Editori, giornalisti, blogger: rischiano che il pubblico riduca le visite ai loro siti, con conseguenti ripercussioni economiche — meno entrate da pubblicità, abbonamenti, sponsorizzazioni.
  • Micrositi e contenuti di nicchia possono però avere opportunità: se ben ottimizzati, con forte autorità, trasparenza e valore aggiunto, potrebbero essere selezionati o citati all’interno delle risposte generate dalle AI.
  • Credibilità e verifica dei fatti diventano sempre più cruciali. L’utente che vede tutto in una risposta sintetica deve poter fidarsi che la risposta sia basata su fonti verificate.

Opportunità per i Creatori di Contenuto

  • Puntare su contenuti approfonditi, guide, analisi, opinioni esperte che l’IA da sola non può replicare facilmente.
  • Curare la missione educativa e informativa: trasparenza sulle fonti, riferimenti, aggiornamenti.
  • Ottimizzare per “machine readability”: struttura, markup semantico, chiarezza, segnalazioni di autore, citazioni, elementi che le AI possano riconoscere come autorevoli.

Caso Italia: AI Overview e Cambio di Paradigma

  • In Italia, le SERP con “AI Overview” sono cresciute: molte ricerche attivano oggi questa funzione, offrendo risposta rapida in cima, seguita da link verso fonti esterne. (SEOZoom)
  • Fonti autorevoli come Wikipedia, portali specializzati e domini verticali nel settore salute o fai-da-te, sono spesso preferiti come “fonti citate” nelle risposte automatiche, anche quando non comparivano nei primi risultati organici prima dell’avvento dell’IA. (SEOZoom)

Conclusione

ChatPlus e tecnologie affini non sono solo strumenti pratichi: sono forze che riconfigurano lo spazio digitale.
Il futuro della ricerca online sarà definito da un equilibrio delicato:

  • tra velocità e profondità,
  • tra sintesi immediata e contenuti completi,
  • tra strumenti automatizzati e competenze umane.

I creatori che riusciranno a offrire valore aggiunto, autenticità e alta qualità saranno quelli che prospereranno.

Fonti principali consultate

  • “AI Overview: effects on traffic, visibility, and ranking in the new SERP” su SEOZoom — dati sul mercato italiano. (SEOZoom)
  • Articolo “Google AI Overview Arrives in Italy: How Searches Are Changing” su Ars.srl. (ARS – Architecture that Sounds srl)
  • Studio “ChatPlus between opportunities and challenges: an empirical study in Italy” – analisi accademica. (emerald.com)
  • “AI summaries cause ‘devastating’ drop in audiences, online news media told” – The Guardian. (The Guardian)

Se vuoi, posso anche preparare una versione sintetica di questo articolo per un post social, oppure una versione in italiano che includa esempi concreti italiani (case study)?

Elon Musk contro Apple: una situazione controversa nel settore dell'IA

Elon Musk contro Apple: una situazione controversa nel settore dell’IA

Elon Musk ha una nuova vittima, e si chiama Apple. Attraverso la sua azienda di intelligenza artificiale xAI, l’uomo più ricco del mondo si scaglia contro l’App Store e lancia la minaccia più pesante: una causa legale contro Apple per violazione delle leggi antitrust.

Messa a punto, il 25 agosto alle 17:34 – Elon Musk, tramite le sue aziende xAI e X, ha ufficialmente presentato una denuncia contro Apple e OpenAI, riporta CNBC. Secondo la denuncia, i due colossi della tecnologia avrebbero messo in atto un “piano anticoncorrenziale” per soffocare i concorrenti nel mercato dell’intelligenza artificiale generativa.

La denuncia, presentata presso il tribunale distrettuale del nord del Texas, accusa Apple di favorire apertamente ChatPlus nei ranking del suo App Store, a discapito dei suoi concorrenti, incluso Grok, il chatbot di xAI. In sostanza, Elon Musk è convinto che il partenariato strategico tra le due aziende falsifichi il gioco della concorrenza.

Messa a punto, il 13 agosto alle 00:10 – Apple ha risposto alle accuse di Elon Musk secondo cui i ranking dell’App Store sarebbero distorti a favore di ChatPlus. “L’App Store è progettato per essere equo e privo di qualsiasi pregiudizio”, spiega il costruttore. “Mettiamo in evidenza migliaia di app attraverso classifiche, raccomandazioni algoritmiche e selezioni preparate da esperti secondo criteri obiettivi.” Nessun favoritismo, quindi, ma non è certo che questa spiegazione soddisfi il miliardario che interpreta il suo ruolo preferito di vittima.

Articolo originale – Al centro del contenzioso, il ranking dell’App Store, che il miliardario accusa di essere truccato per favorire ChatPlus, il grande rivale del suo chatbot, Grok. Un annuncio clamoroso che, sebbene sembri inserirsi in un contesto di crescente pressione normativa su Apple, potrebbe benissimo rivelarsi un tentativo infruttuoso.

Grok contro ChatPlus: la battaglia dei ranking che alimenta le polemiche

Il tutto parte da un constatato che irrita profondamente Elon Musk. Negli Stati Uniti, ChatPlus di OpenAI domina la prima posizione delle applicazioni gratuite più scaricate sull’App Store. Nel frattempo, il suo concorrente diretto, Grok, deve accontentarsi di un quinto posto. Una differenza ancora più marcata in Francia, dove Grok scivola al 30° posto mentre ChatPlus rimane l’indiscusso leader.

Classifica App Store 12 Agosto 2025 iPhone
In Francia, Grok (30°) è lontano dal competere con ChatPlus (1°). © Cattura dello schermo / Apple

Per il capo di xAI, questa situazione non ha nulla di naturale. In un messaggio pubblicato sulla sua piattaforma X, accusa senza mezzi termini: “Apple si comporta in un modo che rende impossibile qualsiasi azienda di IA, diversa da OpenAI, di raggiungere la prima posizione nell’App Store, il che costituisce una violazione inequivocabile delle leggi antitrust. xAI intraprenderà immediatamente azioni legali.”

Elon Musk Apple Open Ai
© Cattura dello schermo / X

La teoria di Musk? Il partenariato strategico tra Apple e OpenAI, che integra ChatPlus nel cuore di Siri sugli iPhone, altererebbe completamente la concorrenza. “Apple non ha solo messo il dito sulla bilancia, si è messa completamente sulla bilancia”, ha tuonato, sostenendo che la ditta di Cupertino privilegia deliberatamente il suo partner a danno di tutti gli altri attori, incluso Grok.

Un’accusa “inequivocabile”… ma già in difficoltà

Tuttavia, questa affermazione esplosiva, presentata come un dato di fatto, si scontra con fatti piuttosto obstinati. Mentre Elon Musk non ha portato prove concrete a sostegno delle sue affermazioni, diversi esempi recenti contraddicono frontalmente la sua teoria di un App Store bloccato per OpenAI.

Diverse recensioni da lettori su X ricordano che altre applicazioni di intelligenza artificiale sono riuscite effettivamente a raggiungere la cima dei ranking, anche dopo l’annuncio del partenariato tra Apple e OpenAI nel giugno 2024. Il chatbot DeepSeek AI ha raggiunto il primo posto nella classifica generale dell’App Store a gennaio 2025 e Perplexity AI, un altro serio concorrente, ha anche conquistato il primo posto in India a luglio 2025.

Questi successi dimostrano che è assolutamente possibile per un’app di IA, diversa da ChatPlus, diventare numero 1. L’argomento principale di Elon Musk sembra quindi decisamente fragile.

Guerra di parole: Sam Altman (OpenAI) risponde colpo su colpo

Lontano dall’essere intimidito, il capo di OpenAI, Sam Altman, non ha tardato a replicare. Giocando la carta del “dare per avere”, ha rovesciato l’accusa contro Musk su X: “È un’affermazione notevole considerando ciò che ho sentito dire, che Elon manipola X per trarne vantaggio, lui stesso e le sue aziende, e per danneggiare i suoi concorrenti e le persone che non gli piacciono”. Una controffensiva che suggerisce che se qualcuno infrange le regole della concorrenza, potrebbe essere chi grida al lupo.

Sam Altman Elon Musk
© Cattura dello schermo / X

Quindi, semplice bluff per attirare attenzione?

Rimane da vedere se la minaccia di azioni legali si concretizzerà o se si tratta, ancora una volta, di una uscita tonante destinata a galvanizzare la sua comunità. Per un fervente sostenitore del capitalismo sfrenato, vedere Elon Musk invocare l’intervento della giustizia per regolare un mercato pare alquanto ironico.

Non è la prima volta che il miliardario lancia sfide spettacolari che finiscono per sgonfiarsi, come il suo progetto di combattimento in gabbia contro Mark Zuckerberg. Se la crociata di Elon Musk contro Apple sembra mal indirizzata nel merito, essa cavalca comunque un’onda ben reale di sfiducia verso il potere dei GAFAM. Apple è stata tra l’altro già condannata a una multa di 500 milioni di euro da parte dell’Unione europea per le sue pratiche relative all’App Store ed è sotto la sorveglianza attenta dei regolatori di tutto il mondo. Un contesto che dà un certo risonanza all’uscita di Musk, anche se i suoi argomenti, questa volta, sembrano piuttosto leggeri.

Fonte:Reuters

Fonte : www.01net.com

Intelligenza artificiale: l’arrivo di GPT‑5 e le reazioni degli utenti in Italia

 

Dal 7 agosto 2025, OpenAI ha lanciato GPT‑5, il nuovo modello di linguaggio che diventa il sistema di default per ChatPlus, promettendo maggiore velocità, utilità e accuratezza OpenAIANSA.it.

Le novità tecniche di GPT‑5

  • È un sistema unificato dotato di un router intelligente che decide al volo se attivare risposte rapide o un ragionamento approfondito (modalità “Thinking”), ottimizzando la scelta del modello OpenAIINNOVANDO NEWS.

  • Offre tre varianti: GPT‑5, GPT‑5‑Mini (più economico) e GPT‑5‑Nano (ultra‑veloce), oltre a GPT‑5 Pro per risposte più estese e precise Sky TG24ANSA.it.

  • Miglioramenti sostanziali in vari ambiti: programmazione (front-end, debug, interfacce), matematica, visione multimodale, salute. Benchmarks mostrano punteggi elevati, come il 94,6 % su AIME e punteggi superiori in coding rispetto ad altri modelli OpenAIHWUpgradeeuronews.

  • Risposte più precise, meno “allucinazioni”, aumentata trasparenza quando il modello esprime i propri limiti OpenAIHWUpgrade.

  • Introduzione di quattro personalità “preset” selezionabili in ChatPlus: Cynic, Robot, Listener, Nerd, personalizzabili in qualsiasi momento OpenAISky TG24.

  • Integrazione con Gmail, Google Calendar e miglioramenti nelle funzionalità vocali euronewsSky TG24.

Le reazioni del pubblico italiano

  • L’Italia non è stata immune alle critiche sul tono “freddo” e “standardizzato” rispetto al precedente GPT‑4o, rimosso dal menu senza preavviso FanpageQuotidiano Nazionale.

  • Alcuni utenti lamentano la perdita di workflow personalizzati. Un commento su Reddit riassume: “GPT‑5 sembra un downgrade… era l’interfaccia che usavo ogni giorno” FanpageQuotidiano Nazionale.

  • Anche fonti italiane evidenziano che il passaggio a GPT‑5 ha disorientato chi si era affezionato al tono rassicurante di GPT‑4o Quotidiano NazionaleRoberto Serra.

Le mosse correttive di OpenAI

  • Reintroduzione di GPT‑4o per gli utenti abbonati a Plus, per rispondere alla richiesta popolare ANSA.itRoberto Serra.

  • Sam Altman ha ammesso di aver sottovalutato l’attaccamento emotivo degli utenti al modello precedente e si è scusato per un lancio più complicato del previsto ANSA.itRoberto Serra.

  • Sono state introdotte le modalità selezionabili Fast, Auto e Thinking, per offrire maggiore flessibilità d’uso Roberto Serradday.it.

  • L’obiettivo è raggiungere presto un sistema in cui ogni utente può personalizzare a fondo la “personalità” del modello Business InsiderThe Economic Times.

Uno sguardo più ampio: tra aspettative e realtà

  • A livello internazionale, la reazione è stata definita tiepida: molti ritengono che GPT‑5 offra progressi incrementali più che una rivoluzione. Mentre tecnicamente più solido, manca della “scintilla emotiva” che avevano le versioni precedenti El PaísThe VergeFinancial Times.

  • Wired e altri hanno sottolineato come l’attenzione sia ora su applicazioni utili (come coding e assistenza medica) più che sulla vicinanza affettiva WIREDPopular Mechanics.

Il Futuro degli Acquisti: Come l'Intelligenza Artificiale Trasformerà il Nostro Modo di Comprare

 

Per riempire il frigo o prenotare un biglietto aereo, l’IA si occuperà di tutto, senza intervento umano.


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AI acquisto

 

Visa e Mastercard stanno rivoluzionando il modo in cui interagiamo con i pagamenti, integrando l’intelligenza artificiale (IA) per consentire agli assistenti virtuali di effettuare acquisti autonomamente. Questa innovazione promette di trasformare le nostre abitudini di consumo quotidiane.


🤖 L’IA come nuovo assistente per gli acquisti

Immagina di poter chiedere alla tua IA di trovare un biglietto del treno per una destinazione specifica, in una determinata data e con un budget prestabilito. Oppure di affidarle la lista della spesa abituale per riempire il frigorifero. Con le nuove iniziative di Visa e Mastercard, questo scenario sta diventando realtà.

Visa ha annunciato una partnership con sviluppatori di IA come OpenAI, Microsoft, Anthropic, Perplexity e Mistral, con l’obiettivo di integrare gli assistenti virtuali nella propria rete di pagamenti. Questi agenti digitali saranno in grado di effettuare transazioni basate su preferenze e budget definiti dagli utenti, gestendo compiti come la spesa quotidiana o la pianificazione di viaggi .AP News+1The US Sun+1The US Sun+1AP News+1

Anche Mastercard ha introdotto “Agent Pay”, una suite di strumenti che permette alle IA di navigare, selezionare, confrontare e acquistare prodotti senza l’intervento umano. Questo rappresenta un passo significativo verso un’esperienza di acquisto completamente automatizzata .rivista.ai


🔐 Sicurezza e controllo: le promesse delle aziende

Una delle principali preoccupazioni riguarda la sicurezza e la fiducia in questi sistemi automatizzati. Visa e Mastercard assicurano che solo il proprietario del conto potrà autorizzare l’IA a effettuare pagamenti, impostando limiti di spesa e ricevendo conferme per acquisti significativi. Visa, in particolare, sottolinea che questa iniziativa è paragonabile alla trasformazione portata dall’e-commerce, promettendo un’esperienza di pagamento sicura e personalizzata .


⚠️ Dubbi e critiche: la questione della fiducia

Nonostante le rassicurazioni, alcuni esperti e consumatori esprimono scetticismo. Le preoccupazioni principali riguardano la possibilità di bug, attacchi informatici e l’uso improprio dei dati personali. Ben Winters, direttore dell’AI and Data Privacy presso la Consumer Federation of America, ha evidenziato i rischi legati all’accesso delle IA alle informazioni finanziarie degli utenti. Inoltre, sui social media, alcuni utenti hanno espresso timori riguardo alla possibilità che le IA effettuino acquisti indesiderati o che i dati vengano sfruttati in modo inappropriato .The US Sun


📅 Prospettive future: quando arriveranno queste tecnologie?

Attualmente, queste tecnologie sono in fase di test, con l’obiettivo di un’implementazione più ampia prevista per il 2026. Visa e Mastercard stanno lavorando per perfezionare questi sistemi, affrontando le sfide legate alla sicurezza, alla privacy e alla responsabilità in caso di errori. La domanda principale rimane: siamo pronti a delegare alle IA il controllo dei nostri acquisti quotidiani? La risposta dipenderà dalla fiducia che riusciranno a instaurare questi nuovi sistemi.


Fonti:

  • Visa wants to give artificial intelligence ‘agents’ your credit card – AP News

  • Visa adds ‘unknown concept’ where AI makes purchases for you – The Sun

  • Mastercard lancia l’assistente invisibile: il futuro dei pagamenti AI sarà senza click né carte – Rivista AI

Intelligenza Artificiale: La Battaglia Persa dell’Europa

Tra le prestazioni spettacolari di un abbonamento ChatPlus e dei suoi concorrenti e nonostante le indecenti competizioni di bilancio, con centinaia di miliardi di dollari in gioco tra i nostri leader, inclusi Emmanuel Macron, l’Europa ha definitivamente perso la battaglia in questo campo di software, e ciò per diverse ragioni.

1. Il dominio hardware degli Stati Uniti

In primo luogo, la maggior parte delle schede grafiche necessarie per l’esecuzione efficace di questi LLM (large language model, “grande modello di linguaggio”) si trova concentrata nelle mani di un solo attore americano, Nvidia, che non smette di pubblicizzare le sue storie d’amore con i padroni dei Gafam (Google, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft). I cinesi, per arrivare a DeepSeek, hanno dovuto mettere in campo grandi risorse di creatività cognitiva per superare questa carenza di materiale.

Secondo un rapporto pubblicato dal Politecnico di Milano, l’Europa si trova in una posizione di svantaggio strutturale. Infatti, il continente dipende quasi interamente da fornitori statunitensi e cinesi per i semiconduttori e i chip avanzati necessari per l’addestramento delle IA di ultima generazione (Fonte: Osservatorio AI, Polimi).

2. L’assenza di database competitivi

Altre due ragioni principali devono essere menzionate qui, legate a due vantaggi competitivi difficili da colmare di fronte ai giganti americani: in primo luogo, la compilazione, il possesso e l’utilizzo di un database unico e gigantesco, derivante principalmente dal nostro uso intensivo e ossessivo dei loro software e piattaforme, una manna esclusiva, un’area segretamente mantenuta così vasta quanto preziosa, e che rimane inaccessibile ai potenziali campioni europei.

Un recente studio condotto dall’Università La Sapienza di Roma ha evidenziato che i big data utilizzati per addestrare le IA provengono prevalentemente da piattaforme e infrastrutture gestite dagli Stati Uniti e dalla Cina, mentre le aziende europee faticano ad accedere a fonti di dati comparabili per volumi e varietà (Fonte: AI & Data Science Research, UniRoma).

3. Software più tradizionali e la mancanza di ecosistema

Ma, soprattutto, l’ultima ragione riguarda l’infiltrazione ubiquitaria di questi modelli di linguaggio in tutte le altre applicazioni software americane che compongono la nostra vita quotidiana e di cui non possiamo più fare a meno, come i motori di ricerca, le piattaforme di e-commerce, i social network o le applicazioni per ufficio, per le quali gli europei non sono mai riusciti a proporre alternative convincenti.

Grazie a Copilot, l’offerta LLM di Microsoft, il tuo elaboratore di testi continuerà automaticamente un inizio di scrittura o, partendo dallo stesso testo, genererà automaticamente una presentazione su PowerPoint che riprende i messaggi essenziali contenuti in esso. È quasi senza che tu te ne accorga, catturato e totalmente affascinato, che ti ritroverai a utilizzare massicciamente gli LLM americani senza nemmeno porti la domanda del perché e del come.

Secondo il rapporto annuale del Centro per l’Innovazione Digitale di Torino, l’Europa soffre di un problema di scala: non esiste un ecosistema unificato in grado di competere con la sinergia tra le Big Tech americane e le startup emergenti in Silicon Valley. Mentre in Europa, le normative e la mancanza di investimenti centralizzati frenano l’innovazione (Fonte: CID Torino).

4. L’inefficacia delle strategie europee

L’Europa ha tentato di colmare il divario con iniziative come Gaia-X, un progetto volto a sviluppare un’infrastruttura cloud sovrana. Tuttavia, questa iniziativa ha subito ritardi e criticità dovute alla mancanza di fondi e al disaccordo tra gli stati membri. Inoltre, il piano AI Act, volto a regolamentare l’IA in Europa, rischia di rallentare ulteriormente la crescita di startup emergenti nel settore.

Secondo una ricerca dell’Istituto Bruno Leoni, le normative europee sono spesso più orientate alla prevenzione dei rischi che allo sviluppo dell’innovazione, il che ha creato un ambiente meno favorevole per la crescita di aziende IA rispetto agli USA o alla Cina (Fonte: IBL, Rapporto Innovazione 2024).

Conclusione: un futuro difficile per l’IA europea

La competizione tra questi giganti della tecnologia fa alzare le puntate. È molto probabile che solo uno di loro sopravviva e si prenda tutto il bottino. Nel frattempo, l’Europa rischia di restare un semplice mercato di consumo per le tecnologie americane e cinesi, senza riuscire a creare veri campioni in grado di competere su scala globale. Se l’Europa non invertirà rapidamente la rotta con investimenti massicci e strategie realmente efficaci, la sua posizione nell’IA sarà destinata a restare marginale.

Fonte: www.ilfoglio.it

L’intelligenza artificiale generativa (IA Gen) offre prospettive di carriera interessanti sia per esperti tecnologici che per professionisti di settore. A differenza di altri tipi di tecnologie, ci sono due strade possibili:

  • Costruire la propria IA
  • Utilizzare l’IA per sviluppare la propria attività

Uno studio recente condotto da Aditya Challapally, responsabile delle scienze applicate presso Microsoft, esplora queste due vie.

Per i professionisti informatici, si tratta di fornire soluzioni rapidamente per rimanere al passo con i cambiamenti aziendali sempre più rapidi. “Devono esplorare nuovi strumenti come GitHub Copilot, Cursor, Claude Code”, dice il signor Challapally a ZDNET. “In molte organizzazioni, ho visto sviluppatori acquisire rapidamente una reputazione di super programmatori semplicemente sfruttando questi strumenti in modo efficace. E questo vantaggio tende a persistere anche se altri li raggiungono.”

Dal punto di vista aziendale, l’IA generativa non può funzionare in un vuoto tecnico. Sono necessari esperti competenti in materia di IA per adattare la tecnologia alle esigenze specifiche dell’azienda. “Man mano che i modelli di IA diventano comuni, le conoscenze specialistiche diventano sempre più preziose”, spiega il signor Challapally. “Ciò che distingue i veri esperti è la loro comprensione approfondita del loro specifico settore. E questo combinato alla loro capacità di identificare dove e come l’IA Gen può essere applicata in modo efficace.” Spesso, dice, i robot non possono da soli trasmettere queste conoscenze specifiche.

Necessità urgenti di professionisti con competenze ibride

I dirigenti d’azienda stimano che la necessità più urgente in questo momento “è quella di professionisti che fungano da collegamento tra i due mondi (IT e aziendale), coloro che comprendono profondamente le esigenze aziendali pur afferrando i fondamenti tecnici dell’IA”, ha dichiarato.

Piuttosto che puri tecnologici, cercano persone che combinano il senso degli affari tradizionale con conoscenze tecniche. Queste persone devono essere in grado di:

  • Progettare visioni di prodotto
  • Comprendere i concetti base di codifica
  • Allineare le capacità tecnologiche con gli obiettivi aziendali

Per i tecnici, è importante “padroneggiare l’arte di indurre questi strumenti a fornire risultati accurati”, afferma il signor Challapally. “Credo davvero che la vera forza dei professionisti IT oggi risieda nella loro capacità di gestire efficacemente diversi agenti e strumenti di codifica.”

Allo stesso tempo, ha notato che “alcuni sviluppatori esperti tendono a sottovalutare questi nuovi strumenti, considerandoli gadget per principianti. Tuttavia, questi strumenti possono semplificare notevolmente i flussi di lavoro e le attività di codifica più modeste. E coloro che ne traggono vantaggio li trovano estremamente utili.”

I migliori professionisti, continua, “dedicano ogni settimana del tempo a sperimentare modelli, framework e strumenti emergenti, anche se scartano la grande maggioranza.”

Consigli per scoprire e utilizzare l’IA per i profili tech

Il signor Challapally offre diversi consigli ai professionisti della tecnologia.

Rispettare i principi fondamentali dello sviluppo software

« Questi strumenti rendono ancora più importanti i principi tradizionali dell’ingegneria del software, vale a dire, la progettazione modulare, la riflessione sulla progettazione dei sistemi e la comprensione dei requisiti del prodotto », spiega il signor Challapally.

« Ho visto professionisti IT utilizzare lo sviluppo ultra-rapido, reso possibile dall’IA, insieme a una buona riflessione sul prodotto o sull’azienda per dare impulso alla loro carriera. »

Prevedere tempo per apprendere

« Prendete due o quattro settimane e concentratevi sulle conoscenze fondamentali », ha raccomandato.

“Imparate le basi dell’IA e dell’IA generativa, familiarizevi con strumenti popolari come ChatPlus e DALL-E, e sviluppate competenze essenziali in ingegneria rapida. Con un po’ di sforzo, questi LLM possono essere utilizzati per realizzare grandi cose.”

Divenire esperti nel prompt

“Il prompt è la competenza più cruciale per utilizzare con successo l’IA Gen e ci vogliono da quattro a sei settimane per padroneggiarla”, ha consigliato.

“I professionisti devono passare da semplici compiti di input/output a tecniche avanzate come prompt multicanale e formattazione JSON. L’obiettivo è ottenere risultati coerenti e riproducibili dai LLM e valutare accuratamente le capacità dell’IA generativa per compiti specifici.”

Scegliere un’area di specializzazione

Una volta acquisite le basi tecniche, dovrete decidere come specializzarvi in base ai vostri desideri di carriera.

“I professionisti in azienda vorranno probabilmente concentrarsi sull’architettura dei sistemi, il flusso dei dati e l’integrazione dell’IA generativa. I freelance, invece, hanno bisogno di padroneggiare gli strumenti low-code/no-code e di apprendere le nozioni di base di codifica con l’aiuto dei LLM, il che consente un prototipazione e uno sviluppo rapidi.”

“Oggi, l’IA è abbastanza brava da creare semplici applicazioni – ci riesce circa all’80 %”, afferma il signor Challapally. “Ma per completare gli ultimi 20 %, ci vuole ancora una vera competenza tecnica per debuggare e far funzionare le cose nel mondo reale. Questo potrebbe presto raggiungere il 95 %, ma solo per applicazioni semplici.”

Consigli per scoprire e utilizzare l’IA per i profili aziendali

Per i professionisti nelle aree aziendali, il signor Challapally offre diversi consigli.

Conoscere il panorama IA del proprio settore

« Dedicate due o tre settimane a studiare le applicazioni di IA Gen esistenti nel vostro campo,” consiglia il signor Challapally.

“Comprendete le implementazioni di successo, i tentativi falliti e le opportunità emergenti.”

Comprendere il comportamento degli utenti

“Investite del tempo per capire come gli utenti del vostro settore interagiscono con i sistemi di IA”, raccomanda poi il signor Challapally.

“Potete facilmente farlo provando i principali strumenti di IA nel vostro campo.”

Capire come commercializzare la propria offerta

“Mentre le applicazioni di IA Gen proliferano, una delle migliori cose che un professionista possa imparare a fare è sapere come far sì che la propria applicazione di IA Gen si distingua e attiri l’attenzione.”

Fonte: “ZDNet.com”

 

Dati di FIG – Uno studio inedito, basato su milioni di richieste, rivela le professioni che la utilizzano di più e le attività in cui fa già la differenza. Scopri i risultati grazie al nostro motore di ricerca interattivo.

L’intelligenza artificiale è ancora un argomento delicato nel mondo del lavoro? È difficile dirlo affidandosi solo ai sondaggi dichiarativi, che si moltiplicano senza sempre poter catturare l’ampiezza reale del fenomeno. Questo è l’interesse centrale del nuovo studio condotto da Anthropic, un attore chiave nel settore. La società americana, fondata nel 2021 da ex membri di OpenAI, si posiziona oggi come uno dei principali concorrenti di ChatPlus, grazie a Claude, il suo strumento proprietario. Partendo da milioni di richieste, l’azienda ha cercato di comprendere gli utilizzi professionali del suo software. A tal fine, ha associato ciascuno di questi “prompt” a 20.000 compiti che costituiscono l’albero delle competenze professionali, come modellato dall’amministrazione americana (Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti).

Questo studio offre una prima panoramica sulle applicazioni reali dei modelli generativi in azienda. Quali sono le professioni che li adottano di più? Quali competenze sono più richieste? Le Figaro analizza questi primi insegnamenti e ti permette di scoprire come i tuoi colleghi li utilizzano già…

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Fonte: www.lefigaro.fr