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Videoconferenza intelligente

Videoconferenza intelligente – La soluzione di videoconferenza Logitech Rally Board 65, 2025, Ph. Moctar KANE.

È possibile migliorare ulteriormente il modo in cui facciamo videoconferenze in azienda? Questo è ciò che Logitech sta cercando di fare con il Rally Board 65, uno schermo dedicato al video.

Due tecnologie di Logitech, già conosciute e basate sull’IA, RightSight 2 e RightSound 2, permettono di focalizzarsi su ogni persona a schermo per ottimizzare immagine e suono (beamforming).

Quindi, l’IA viene utilizzata per rilevare la direzione della parola ed eliminare rumori e suoni indesiderati. Dal punto di vista dell’immagine, l’IA migliora il ritaglio, la chiarezza e la nitidezza.

La risoluzione 4K dello schermo e la sua dimensione di 65” non sono affatto esagerate per ottenere un buon risultato. Secondo il produttore, la cattura audio ha una portata di 7 m e ci sono in totale otto microfoni (sei davanti e due dietro).

Tre punti essenziali da ricordare sulla soluzione di videoconferenza Logitech Rally Board 65

  • La Logitech Rally Board 65, con il suo schermo tattile, la sua telecamera 4K e le sue diverse connessioni cablate e wireless, è prima di tutto una soluzione di alta gamma compatibile con diversi servizi di videoconferenza, con tecnologie IA che facilitano la focalizzazione video e audio su ciascun partecipante di una riunione.
  • La sua particolarità è l’integrazione di diversi sensori destinati a rilevare la presenza umana e vari segnali ambientali della sala; queste diverse informazioni possono essere sfruttate nella gestione degli spazi di riunione.
  • Anche senza il carrello di trasporto, opzione disponibile, il prezzo del Rally Board 65 è molto elevato a 8500 €, riservandolo alle aziende desiderose di disporre davvero di una soluzione integrata di comunicazione professionale e gestione delle sale.

Molteplici connessioni cablate

La dimostrazione del Rally Board 65 ci è stata mostrata con lo schermo sostenuto da un carrello. Non solo questo imponente accessorio consente di trasportarlo, ma anche di inclinarlo verticalmente. È rapido e facile, secondo quanto abbiamo visto. È utile in determinati contesti, ad esempio se lo schermo si trova tra due tavoli da riunione: in un attimo può essere utilizzato e visto da entrambi i lati.

Ovviamente, oltre al Wi-Fi e al Bluetooth, la Rally Board 65, basata sul sistema Android, dispone di diverse connessioni cablate:

  • 2 porte HDMI 4K 60 (immagini/sec).
  • 3 porte USB-A (3.1).
  • 1 porta USB-C, su cui collegare ad esempio direttamente un computer portatile.
  • 1 uscita audio 3,5 mm.
  • 1 porta Ethernet fino a 1 Gbps per collegare ad esempio un computer alla rete.
  • 1 porta Ethernet riservata a un utilizzo futuro.

Gestione online

Il sistema proprietario Logitech Sync gestisce a distanza il Rally Board 65, come già avviene per molti periferici del produttore, da una webcam all’strumento di prenotazione sale Tap Scheduler.

Ospitato da AWS, l’azienda cliente può scegliere di installare il back office su una delle quattro piattaforme disponibili (Toronto, Francoforte, Parigi o Portland).

È importante sapere che la migrazione da una piattaforma all’altra non è possibile: bisogna ricostruire tutto da zero.


Scelta del luogo del cloud per installare il proprio account Logitech Sync, 2025, Ph. Moctar KANE.

Scelta del luogo del cloud per installare il proprio account Logitech Sync, 2025, Ph. Moctar KANE.

Sensori ambientali inclusi

Oltre alla funzionalità di videoconferenza, Logitech Sync serve a raccogliere dati la cui analisi è potenzialmente utile. Infatti, il Rally Board 65 è dotato di sensori ambientali per misurare nella sala:

  • la quantità di CO2.
  • la temperatura.
  • il tasso di umidità.
  • la concentrazione di particelle volatili.
  • la concentrazione di particelle fini.



Dati ambientali di una sala visualizzati sulla tavoletta Logitech Rally Board 65, 2025, Ph. Moctar KANE.

© Moctar KANE

Dati ambientali di una sala visualizzati sulla tavoletta Logitech Rally Board 65, 2025, Ph. Moctar KANE.

È anche possibile mantenere un storico dei dati. Dopo una pulizia e la diffusione di particelle di prodotti di pulizia, sarà possibile sapere che “la donna delle pulizie è passata alle 19:00”, ci ha detto il dimostratore per illustrare le capacità di rilevamento del sistema.

In generale, sarà possibile conoscere lo stato di occupazione delle stanze, la loro ventilazione o la mancanza di ventilazione. Oltre alle sezioni occupazione e salute nell’interfaccia di Logitech Sync, è previsto per il futuro l’aggiunta di un’altra sezione energia.

S secondo Logitech, ci è stato detto anche sul posto, ci saranno API disponibili in futuro affinché altri servizi possano recuperare questi dati. Questo dovrebbe interessare gli specialisti di GTB (Gestione tecnica del edificio), persino di smart-building.



Dati sulle particelle fini e composti organici volatili (COV) di una sala visualizzati sulla tavoletta Logitech Rally Board 65, 2025, Ph. Moctar KANE.

© Moctar KANE

Dati sulle particelle fini e composti organici volatili (COV) di una sala visualizzati sulla tavoletta Logitech Rally Board 65, 2025, Ph. Moctar KANE.

Spot, un’altra soluzione

Il Logitech Rally Board 65 è certamente una soluzione high-end a 8500 €… Per i professionisti che già dispongono di una soluzione di videoconferenza, Logitech prevede di offrire entro la fine del 2025 un accessorio a un prezzo più accessibile: il Spot.

Questo dispositivo rotondo, destinato a stanze di una superficie massima di 15×15 m, integra tutti i sensori del Rally Board, oltre a essere in grado di misurare la pressione atmosferica e rilevare la presenza umana (ma non il numero).

Può essere collegato a un Tap Scheduler o al Rally Board 65 stesso. E la gateway Logitech potrebbe gestire fino a mille unità! Benvenuti nell’era del rilevamento a 360 gradi.



Il Logitech Spot, 2025, Ph. Moctar KANE.

© Moctar KANE

Il Logitech Spot, 2025, Ph. Moctar KANE.

Fonti:

Come l'IA può rivoluzionare i processi aziendali

Intelligenza Artificiale

L’idea che l’intelligenza artificiale (IA) rivoluzionerà le pratiche lavorative è ormai indiscutibile. Tuttavia, ci sono ancora molte incertezze su come sfruttare al meglio questa trasformazione.

Due cifre illustrano bene questo concetto: circa il 90% dei CIO stanno già implementando soluzioni basate sull’IA o investendo in sviluppi su piccola o grande scala. Tuttavia, più di due terzi (67%) non hanno riscontrato un ritorno sull’investimento misurabile, secondo uno studio di Nash Squared/Harvey Nash Digital Leadership Report.
“I leader conoscono la tecnologia, ma faticano ad applicarla in azienda per generare vero valore”, spiega Ankur Anand, CIO di Nash Squared, a ZDNET.

1. Creare una lista delle 10 priorità

Joe Depa, responsabile dell’innovazione presso EY, sottolinea l’importanza dell’allineamento tra i casi d’uso dell’IA e le priorità aziendali.
“Utilizzo spesso una lista delle dieci priorità, per semplicità,” racconta. “Se se ne aggiungono troppe, si rischia di perdere il focus.” Questo approccio aiuta a mantenere l’attenzione su ciò che conta davvero e favorisce l’identificazione dei processi che possono essere automatizzati o migliorati con l’IA.

2. Organizzare sessioni di hackathon

Cindy Stoddard, CIO di Adobe, ha raccontato a ZDNET che il suo team IT ha sfruttato l’IA per automatizzare test, migliorare i servizi interni e coinvolgere i dipendenti in hackathon interni per individuare nuovi casi d’uso.
Un metodo simile è stato adottato da aziende italiane come Enel, che ha creato veri e propri laboratori di innovazione interna per promuovere l’adozione dell’IA nei vari reparti operativi, con l’obiettivo di far emergere soluzioni dal basso.

Fonte italiana: Il Sole 24 Ore – Enel: “Così l’IA migliora la gestione delle reti”

3. Imparare dagli insuccessi

Caroline Carruthers, CEO di Carruthers and Jackson, consiglia di creare spazi sicuri per la sperimentazione.
“Non puoi aspettarti che tutto funzioni perfettamente dall’inizio. Serve una mentalità orientata al test e all’apprendimento”, spiega.

Un principio condiviso anche da aziende italiane: secondo una ricerca del Politecnico di Milano, molte PMI italiane stanno implementando sandbox sperimentali per testare applicazioni IA in settori come la logistica, il marketing predittivo e l’assistenza clienti.

Fonte italiana: Osservatori Digital Innovation – Politecnico di Milano

4. Formare i propri dipendenti

Tobias Sammereyer (XXXLutz) ricorda che molti dipendenti pensano erroneamente che strumenti come ChatPlus possano essere applicati a qualsiasi ambito.
“Dobbiamo formare le persone all’uso corretto dell’IA e a comprendere i limiti della tecnologia”, afferma.

Nel contesto italiano, realtà come TIM Academy e Leonardo Labs hanno avviato programmi di reskilling digitale per preparare i lavoratori alla collaborazione con sistemi intelligenti, incentrando la formazione su prompt engineering, interpretazione dei dati e pensiero critico.

Fonte italiana: Corriere Innovazione – “TIM e Leonardo formano i lavoratori sull’IA”


Conclusione

L’intelligenza artificiale offre un potenziale immenso, ma la sua vera rivoluzione nei processi aziendali passa dalla strategia, dalla sperimentazione continua e dalla formazione delle persone. Solo così sarà possibile ottenere risultati misurabili e trasformare la tecnologia in valore reale.

Fonte: “ZDNet.com”

 

Opera rilancia Neon: il browser del futuro alimentato dall’intelligenza artificiale

 

Opera, il celebre sviluppatore norvegese noto per le sue soluzioni innovative nel campo della navigazione web, ha annunciato il rilancio ufficiale di Neon, un browser sperimentale e visionario che promette di rivoluzionare l’esperienza online grazie all’integrazione avanzata dell’intelligenza artificiale.

Presentato come un “browser agentico di nuova generazione”, Neon si propone come un assistente personale capace di navigare, agire e creare al posto dell’utente. Una vera svolta che si colloca nel solco delle nuove tendenze dell’IA generativa, sempre più presenti anche in ambito europeo.

Opera Ia Neon

Un’eredità innovativa rinnovata

Il nome Neon non è nuovo agli appassionati di tecnologia: già nel 2017 Opera aveva presentato un primo esperimento con questo nome, introducendo concetti visivi e interattivi che sarebbero poi confluiti in Opera GX e Opera One. Quella versione, tuttavia, rimase un prototipo. Oggi, a distanza di otto anni, il progetto rinasce con un’anima completamente nuova, alimentata da agenti IA avanzati.

Come riporta anche il portale italiano HDblog.it (fonte autorevole in ambito tech), Opera punta con Neon a riscrivere le regole della navigazione, portando il concetto di “browser” verso un futuro più automatizzato e partecipativo.

Le tre funzioni chiave: Chat, Do e Make

Il nuovo Neon è costruito attorno a tre pilastri funzionali, ognuno dei quali sfrutta l’IA in modo pratico e concreto:

1. Chat – Il tuo assistente IA integrato

Simile a soluzioni come ChatPlus, Gemini o Perplexity, Chat è un chatbot interno che può cercare informazioni, rispondere a domande, generare testi e immagini, e assisterti durante la navigazione. Basato sull’assistente Aria (già visto in Opera One), Chat rappresenta l’interfaccia dialogica tra l’utente e il web.

2. Do – Automatizzare le azioni sul web

Grazie a un agente chiamato Browser Operator, introdotto da Opera nel marzo 2024, Neon può eseguire compiti al posto tuo: prenotare viaggi, compilare moduli, fare shopping online, ecc. L’utente deve solo confermare le operazioni principali. Tutto questo avviene localmente, senza inviare dati a server remoti, garantendo maggiore privacy e sicurezza.

3. Make – Creare contenuti e software su richiesta

Forse la funzione più futuristica: Make consente al browser di scrivere codice, creare siti web, redigere documenti o persino sviluppare giochi. Le operazioni sono elaborate da server europei e possono continuare anche se il browser viene chiuso. Questo ricorda le capacità di agenti IA come Manus AI in Cina o Auto-GPT in ambito open source.

Un browser… a pagamento

Per accedere a Neon, Opera ha previsto un modello in abbonamento premium, segno che il browser non è solo un progetto sperimentale ma una piattaforma collaborativa destinata a crescere con il contributo degli utenti early adopters. La società, oggi controllata da un consorzio cinese ma con sede operativa in Norvegia, invita la propria community a contribuire attivamente allo sviluppo del browser agentico del futuro.

Secondo IlSole24Ore Tech e Wired Italia, questo tipo di approccio potrebbe ridefinire i modelli di business nel settore dei browser, storicamente gratuiti e sostenuti dalla pubblicità o dai motori di ricerca integrati.

Considerazioni finali

Con Neon, Opera dimostra ancora una volta di voler anticipare le tendenze del settore, puntando sull’automazione intelligente e su un’esperienza utente senza precedenti. Il browser diventa così più di un’interfaccia: si trasforma in un agente attivo, capace di interagire con il web in modo proattivo, efficiente e personalizzato.

Fonti:

Opera One - Navigateur web boosté à l’IA

Opera One – Navigatore web potenziato da IADi: Opera

Fonte: Opera

🧠 L'IA tra promesse e responsabilità

 

Etica dell’intelligenza artificiale  –  Luciano Floridi, esperto di filosofia dell’informazione, mette in evidenza le sfide etiche poste dallo sviluppo rapido dell’intelligenza artificiale. Sottolinea che strumenti come ChatPlus non sono semplicemente progressi tecnologici, ma entità che sollevano domande profonde sulla responsabilità, la trasparenza e l’impatto sociale. Floridi insiste sulla necessità di una governance etica per regolamentare l’uso di queste tecnologie.


🤖 ChatPlus e DeepSeek: esempi concreti

La discussione affronta casi specifici di IA, come ChatPlus e DeepSeek, per illustrare come queste tecnologie interagiscono con gli utenti e influenzano vari aspetti della vita quotidiana. Floridi e Cucciari analizzano come questi strumenti possano essere sia utili che problematici, a seconda di come vengono progettati e utilizzati.


🎭 Un approccio accessibile e ironico

Lo scambio tra Floridi e Cucciari è arricchito da umorismo e aneddoti, rendendo più comprensibili al grande pubblico concetti complessi legati all’intelligenza artificiale. Questo approccio aiuta a sensibilizzare un pubblico ampio sugli aspetti cruciali dell’IA, mantenendo un tono coinvolgente e chiaro.


📌 Conclusione

Il video offre una riflessione approfondita sull’impatto dell’IA nella nostra società, mettendo l’accento sull’importanza di un approccio etico e responsabile. Invita gli spettatori a considerare non solo i progressi tecnologici, ma anche le implicazioni morali e sociali che ne derivano.

Altre video

Novità, Abbonamenti e Tendenze Emergenti

Chatgpt 2025 italia continua ad evolversi, offrendo nuove funzionalità, miglioramenti nei modelli di intelligenza artificiale e piani di abbonamento più vantaggiosi per gli utenti. Se sei un appassionato di intelligenza artificiale o un professionista in cerca di soluzioni tecnologiche all’avanguardia, le novità di ChatPlus sicuramente ti interesseranno.

🛍️ Esperienza di Shopping Integrata

Una delle novità più interessanti introdotte da OpenAI è l’integrazione di funzionalità di shopping direttamente in ChatPlus. Ora gli utenti possono esplorare prodotti e fare acquisti direttamente tramite l’IA, che fornisce raccomandazioni personalizzate in base alle preferenze e alle recensioni online. Questo cambia radicalmente il modo in cui interagiamo con l’intelligenza artificiale, rendendola non solo un assistente virtuale, ma anche una piattaforma di acquisto integrata (Wired).

🔊 Modalità Avanzata di Voce

La modalità avanzata di voce è stata ulteriormente migliorata, e ora gli utenti possono effettuare videochiamate e condividere lo schermo durante le conversazioni. Questo aggiornamento è particolarmente utile per professionisti e team che utilizzano ChatPlus per scopi aziendali e educativi. La funzionalità è ora disponibile anche in Italia, estendendo l’accesso a più utenti in Europa (GizChina).

💼 Abbonamenti Disponibili

OpenAI ha ampliato i suoi piani di abbonamento per offrire diverse opzioni a seconda delle esigenze degli utenti:

📈 Tendenze Emergenti

L’adozione di ChatPlus in Italia e in Europa è in continua crescita. L’IA sta diventando uno strumento fondamentale in numerosi settori, dal marketing alla salute, e molte aziende stanno integrando ChatPlus nei loro processi operativi. OpenAI ha inoltre avviato partnership con testate giornalistiche per offrire notizie affidabili attraverso l’IA (FidelityHouse).

In futuro, possiamo aspettarci ulteriori miglioramenti nell’intelligenza artificiale di ChatPlus, con un focus sempre maggiore sull’affidabilità, la personalizzazione e l’integrazione nei flussi di lavoro aziendali.

Valutazione delle funzionalità di programmazione delle IA: Un confronto tra Gemini Pro 2.5 e altri strumenti AI

Nel contesto delle mie valutazioni delle funzionalità di codifica delle IA, sottopongo ogni intelligenza artificiale a quattro test di programmazione. Questi test sono progettati per determinare in che misura un’IA possa aiutarti nella programmazione. È molto utile, specialmente se conti sull’IA per aiutarti a produrre codice. L’ultima cosa che vuoi è che un’IA introduca bug nel tuo lavoro di sviluppatore, giusto?

Si tratta di test molto semplici, poiché utilizzo PHP e JavaScript, che non sono esattamente linguaggi difficili. E eseguo le richieste di script tramite le IA. Utilizzando esattamente gli stessi test, possiamo confrontare direttamente le prestazioni.

  • Uno di essi consiste nel scrivere un semplice plugin per WordPress.
  • Un altro è chiedere aiuto per riscrivere una funzione di gestione delle stringhe.
  • Il terzo test è per trovare un bug che ho avuto difficoltà a individuare da solo.
  • Infine, l’ultimo test usa alcuni strumenti di programmazione per recuperare dati da Chrome.

Gemini Pro 2.5 è disponibile gratuitamente per tutti

Tuttavia, è importante trattare le IA come faresti con qualcuno che impara a guidare; se non riesci a farlo uscire dal garage, non lo lascerai di certo su un’autostrada affollata.

Fino ad oggi, solo il LLM GPT-4 (e versioni successive) di ChatPlus ha superato tutti i test. Sì, anche Perplexity Pro ha superato tutti i test, ma perché utilizza il LLM GPT-4. Curiosamente, Microsoft Copilot, che usa anche il LLM di ChatPlus, ha fallito tutti i test. Anche Gemini di Google non ha ottenuto risultati molto migliori. Quando ho testato Bard (il primo nome di Gemini), ha fallito nella maggior parte dei test. L’anno scorso, quando ho testato Gemini Advanced (20 $ al mese), ha fallito in tre dei quattro test.

Oggi, Google torna con Gemini Pro 2.5. Ciò che ha attirato la nostra attenzione qui a ZDNET è che Gemini Pro 2.5 è disponibile gratuitamente, per tutti. Nessun supplemento di 20 dollari al mese. Anche se Google ha chiaramente indicato che l’accesso gratuito è soggetto a limiti tariffari, non credo che qualcuno di noi avesse realizzato che ci strangolerebbe dopo due richieste. È ciò che è successo durante i miei test.

Le mie prime due richieste chiedevano a Gemini Pro 2.5 di scrivere un plugin completo per WordPress e di correggere del codice. Potrei aver esaurito i limiti più rapidamente rispetto a se lo usassi per porre una semplice domanda. Ma con grande sorpresa, ne è valsa davvero la pena.

Test 1: Scrivere un semplice plugin per WordPress

È impressionante. Siamo lontani dal fallimento di Bard e da quello di Gemini Advanced. Gemini Pro 2.5 ha superato questo test fin dal primo tentativo.

Il compito consisteva nello scrivere un semplice plugin per WordPress che fornisse un’interfaccia utente semplice. Randomizza le righe di input e distribuisce (e non rimuove) i duplicati per fare in modo che non siano uno accanto all’altro.

Gemini Pro 2.5 mi ha fornito un’interfaccia utente molto corretta. E il codice ha funzionato come doveva.

Gemini Pro 2.5

Cattura dello schermo di David Gewirtz/ZDNET

Quello che ha attirato la mia attenzione, oltre all’interfaccia ben presentata, è stata la scelta dell’icona per il plugin. La maggior parte delle IA ignora la scelta dell’icona, lasciando che l’interfaccia si adatti di default a quanto assegnato da WordPress.

Tuttavia, Gemini Pro 2.5 ha chiaramente scelto un’icona da la selezione Dashicon di WordPress. Inoltre, quest’icona è perfettamente adatta per la randomizzazione delle righe di un plugin.

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Cattura dello schermo di David Gewirtz/ZDNET

Non solo Gemini Pro 2.5 ha superato questo test, ma ha anche ricevuto un “wow” per la scelta dell’icona. Non l’ho invitato a farlo, ed è stato esattamente ciò di cui avevo bisogno. Il codice era completamente in linea (JavaScript e HTML erano incorporati nel PHP) ed era ben documentato. Inoltre, Gemini Pro 2.5 ha documentato ogni segmento principale del codice con un testo esplicativo separato.

Test 2: Riscrivere una funzione di gestione delle stringhe

Nel secondo test, ho chiesto a Gemini Pro 2.5 di riscrivere un codice per la gestione delle stringhe che trattava dollari e centesimi. Il codice di test iniziale consentiva solo numeri interi (quindi, solo dollari). L’obiettivo era consentire sia dollari che centesimi. Questo è un test che ChatPlus ha superato. Bard ha fallito inizialmente prima di riuscire.

E Google Advanced ha fallito in un modo sia sottile che pericoloso. Il codice generato da Gemini Advanced non consentiva le voci non decimali. In altre parole, 1,00 era consentito, ma non 1. Così come 20. Peggio ancora, ha deciso di limitare i numeri a due cifre prima della virgola anziché dopo, mostrando che non comprendeva il concetto di dollari e centesimi. Falliva se inserivi 100,50, ma permetteva 99,50.

Si tratta di un problema molto semplice, uno di quelli che si danno agli studenti del primo anno di programmazione. Peggio, il difetto di programmazione di Gemini Advanced è molto difficile da individuare per un programmatore.

Il codice generato da Gemini Pro 2.5 è un po’ troppo rigido

Quando ho ripetuto il test con Gemini Pro 2.5, i risultati sono stati diversi. Il codice verifica correttamente i tipi di input, rimuove gli spazi bianchi, ripara l’espressione regolare per consentire gli zeri iniziali, le voci decimali e le voci negative.

Commenta anche in modo esaustivo il codice dell’espressione regolare, fornendo un insieme completo di esempi di test ben etichettati, sia validi che non validi (e elencati come tali).

Il codice generato da Gemini Pro 2.5 è un po’ troppo rigido. Non consente di raggruppare le virgole (come in $1,245.22) e non permette neppure i simboli monetari all’inizio. Ma dato che il mio prompt non lo richiedeva, e che l’uso di virgole o simboli monetari genera un errore controllato e non un crash, considero che sia accettabile.

È una seconda vittoria.

Test 3: Trovare un bug

Passiamo ora al test di rilevamento bug. ChatPlus ha compreso il problema. Gemini Advanced non ha nemmeno provato a fornire una risposta. Ha fornito solo la raccomandazione di cercare “probabilmente altrove nel plugin o in WordPress” per trovare l’errore.

Ma oggi, con Gemini Pro 2.5? Onestamente, non lo so, e non lo saprò fino a domani. Apparentemente, ho esaurito il mio quota gratuita di Gemini Pro 2.5 con le mie prime due domande.

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Cattura dello schermo di David Gewirtz/ZDNET

Quindi, tornerò domani.

D’accordo, sono di nuovo qui. È il giorno dopo, il cane ha fatto una bella passeggiata, il sole splende e Gemini Pro 2.5 mi dà di nuovo spazio per inviare messaggi. Ho dato vita alla richiesta per il mio terzo test.

Non solo ha superato il test e trovato il bug. Ma mi ha indicato il punto del codice da correggere. Letteralmente. Mi ha disegnato una mappa, con una freccia e tutto.

Gemini Pro 2.5

Cattura dello schermo di David Gewirtz/ZDNET

Con tre test corretti su quattro, Gemini Pro 2.5 esce dalla categoria “Chatbot da evitare per l’aiuto alla programmazione” e entra nella prima metà della nostra classifica.

Ma rimane ancora un test. Vediamo come se la cava Gemini Pro 2.5.

Test 4: Scrivere uno script

Quest’ultimo test non è molto difficile in termini di competenze di programmazione. Ciò che testano è la capacità dell’IA di passare da un ambiente all’altro, così come l’oscura comprensione degli ambienti di programmazione.

Il test richiede:

  • Comprendere la rappresentazione interna del modello dell’oggetto in Chrome
  • Imparare a scrivere in AppleScript (che è molto più oscuro rispetto, ad esempio, a Python)
  • Scrivere codice per Keyboard Maestro, uno strumento per la creazione di macro scritto da un australiano

La routine è progettata per aprire le schede di Chrome e impostare la scheda attiva su quella utilizzata come parametro. Si tratta di un requisito di codifica abbastanza specifico. Ma è esattamente il tipo di cosa che potrebbe richiedere ore per essere risolto manualmente, poiché si basa sulla comprensione dei parametri giusti per ogni ambiente.

La maggior parte delle IA si comporta bene con il collegamento tra AppleScript e Chrome. Ma più della metà di esse non sa come trasmettere parametri a Keyboard Maestro.

E di nuovo, wow. Gemini Pro 2.5 ha effettivamente compreso Keyboard Maestro. Ha scritto il codice necessario per trasmettere le variabili correttamente. Ha aggiunto valore controllando gli errori e avvisando l’utente (cosa non richiesta nel prompt) se la variabile non poteva essere impostata.

Inoltre, più avanti nella sezione di spiegazione, ha persino fornito i passaggi necessari per configurare Keyboard Maestro affinché funzioni in questo contesto.

maestro

Cattura dello schermo di David Gewirtz/ZDNET

È così, signore e signori, che Gemini Pro 2.5 entra nel ristretto circolo dei vincitori.

Lo sapevamo che sarebbe successo

Era solo una questione di tempo. Google è pieno di persone molto, molto intelligenti. Infatti, è Google che ha dato inizio al boom dell’IA generativa nel 2017 con il suo documento di ricerca “L’attenzione è tutto ciò di cui hai bisogno“.

Bard, Gemini e anche Gemini Advanced hanno fallito miseramente nei miei test di programmazione IA. Ma era solo una questione di tempo prima che l’IA di Google raggiungesse le offerte di OpenAI.

Quel momento è arrivato. Almeno per i miei test di programmazione. Gemini Pro 2.5 è più lento di ChatPlus Plus. ChatPlus Plus risponde quasi istantaneamente. Gemini Pro 2.5 sembra prendere tra 15 secondi e un minuto.

Tuttavia, aspettare qualche secondo per ottenere un risultato preciso e utile è molto più prezioso che ricevere immediatamente risposte errate.

Fonte : www.zdnet.fr

Il gigante americano dell’e-commerce entra nella corsa all’IA insieme a OpenAI, Google e Apple: dopo vari rinvii, annuncia il lancio di Alexa+, la versione IA generativa del suo assistente vocale. L’offerta non è ancora disponibile in Europa.

Da anni il gigante dell’e-commerce Amazon sta lavorando su una versione potenziata con IA di Alexa, l’assistente personale vocale lanciato sul mercato nel 2014. Annunciata con grande clamore nel settembre 2023, la versione IA di Alexa doveva essere lanciata nell’estate del 2024, prima di essere promessa per il 2025. Ora è finalmente realtà: mercoledì 26 febbraio, il gruppo americano ha lanciato Alexa+, un concorrente di ChatPlus e Gemini, « facile da usare, più intelligente che mai e sempre accessibile », ha dichiarato Panos Pany, a capo dell’hardware di Amazon, durante una presentazione a New York.

Il gruppo sottolinea una « ristrutturazione completa » di Alexa. La sua versione potenziata con IA generativa selezionerà il modello di IA più adatto per rispondere alle richieste degli utenti, come Amazon Nova, il modello linguistico interno del colosso americano, o Claude, l’IA di Anthropic con cui la società ha una partnership. Ora, Alexa+ sarà in grado di prenotare ristoranti o trovare passaggi specifici in un film, come mostrato dal gruppo durante la presentazione. Ma non è tutto.

Amazon promette conversazioni approfondite con Alexa+

La nuova versione IA dell’assistente vocale sarà in grado di funzionare con altre piattaforme e controllare vari dispositivi connessi, simile a servizi come Spotify, Apple Music, Netflix, Disney+, Uber, … Alexa+ sarà capace di analizzare una scena se è dotata di una telecamera connessa. L’assistente di Amazon potrà anche comprendere il contesto di un utente, incluso il suo stato emotivo, e rispondere di conseguenza, afferma il colosso. Il gigante americano promette conversazioni approfondite con Alexa+.

Per utilizzarla e provarla, ci sono diverse possibilità: è sufficiente interagire tramite un dispositivo Echo. Ma Alexa+ sarà accessibile anche attraverso un nuovo portale web e un’applicazione aggiornata.Amazon sta quindi prendendo la strada dell’IA generativa destinata al grande pubblico, mesi dopo i suoi concorrenti. Google ha dotato i suoi dispositivi connessi del suo assistente vocale IA Gemini, mentre Siri di Apple è stato potenziato con ChatPlus. Era dunque tempo che la divisione dei dispositivi elettronici offrisse un agente conversazionale potenziato con IA.

 

Tuttavia, sarà necessario pazientare per utilizzare questa nuova versione, poiché Alexa+, che attualmente risponde solo in inglese, sarà disponibile solo negli Stati Uniti a partire dal mese di marzo. Per gli abbonati Amazon Prime, non è richiesto alcun supplemento. Per gli altri, sarà necessario pagare la somma di 19,99 dollari al mese per accedervi. Non è stata annunciata alcuna data per il lancio internazionale.

Fonte: Comunicato di Amazon del 26 febbraio 2025

Fonte: www.01net.com

 
Server in a data center in Saint-Ouen-l’Aumône (Val-d’Oise), July 9, 2021.

Gli Emirati Arabi Uniti costruiranno in Francia un gigantesco data center, ha annunciato la presidenza francese, giovedì 6 febbraio, nel primo giorno di un vertice mondiale sull’intelligenza artificiale (IA) a Parigi, mentre il paese ambisce a diventare il leader europeo nel settore.

Questo data center, con una capacità di calcolo che può raggiungere 1 gigawatt, farà parte di un «campus» incentrato sull’IA, il più grande in Europa, secondo l’Elysée. Questo rappresenta «da 30 miliardi a 50 miliardi di euro» di investimenti, nell’ambito di un accordo di partenariato firmato in presenza del presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, e del suo omologo emiratino, Mohammed Ben Zayed Al Nahyane. Questo «campus» sarà sviluppato da «un consorzio di campioni franco-emiratini», in particolare dal fondo d’investimento MGX, legato agli Emirati Arabi Uniti. La sua localizzazione non è stata ancora decisa.

Inoltre, la ministra francese incaricata dell’IA, Clara Chappaz, ha annunciato che trentacinque siti erano «pronti all’uso» per accogliere nuovi centri dati sul territorio nazionale. Occuperanno circa 1.200 ettari e la loro localizzazione sarà svelata all’inizio della prossima settimana.

Incertezza sulla presenza di Elon Musk a Parigi

Il vertice di Parigi, co-presieduto con l’India e che si tiene fino all’11 febbraio, è iniziato presso l’istituto di ingegneria Polytechnique con due giorni di tavole rotonde. Gli incontri proseguiranno sabato e domenica, e saranno dedicati all’IA nella cultura. Emmanuel Macron darà un’intervista sul tema a France 2 e ai media indiani Firstpost, » nel seguito del telegiornale delle 20 ore.

Gli scambi diplomatici, che si terranno lunedì e martedì, dovrebbero culminare in «una dichiarazione di volontà di progresso condiviso», secondo l’inviata speciale del presidente della Repubblica per il vertice, Anne Bouverot.

È annunciata la partecipazione di un centinaio di paesi, con il vicepresidente americano J. D. Vance, il vicepremier cinese Zhang Guoqing, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, e il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Persistono incertezze sulla presenza di Elon Musk e su quella di Liang Wenfeng, fondatore della start-up cinese DeepSeek, con cui l’Elysée è in «discussioni».

Un «business day» sarà anche organizzato martedì a Station F, l’incubatore di start-up fondato dal miliardario francese Xavier Niel (azionista del Monde), lui stesso attore del settore tech.

«L’IA deve passare dai laboratori di ricerca alle istituzioni del mondo reale. Perché possa davvero servire la società, abbiamo bisogno di legami solidi tra il mondo accademico, l’industria e l’imprenditorialità», ha sostenuto la ministra Clara Chappaz.

«La cosa più importante che vorrei vedere emerge da questo vertice è la certezza che le piattaforme di IA che saranno ampiamente utilizzate in futuro saranno a codice aperto», ha affermato all’Agence France-Presse (AFP) il francese Yann LeCun, a capo del laboratorio di ricerca in IA di Meta, sul campus di Polytechnique. Oltre a difendere questi modelli, il cui codice è reso pubblico affinché ricercatori o imprenditori possano sfruttarlo, si oppone all’adozione di «regolamentazioni che ritardino il progresso scientifico».

Lancio di un’app MistralAI

Yoshua Bengio, premio Turing 2018 e uno dei più importanti ricercatori nell’IA, si è dichiarato «ottimista» riguardo ai risultati del vertice. L’obiettivo «è di attirare l’attenzione dei decisori pubblici di alto livello sulle discussioni sui lati positivi e pericolosi dell’IA», ha dichiarato dall’Ecole normale supérieure dove presentava il primo rapporto internazionale sulla sicurezza di questa tecnologia.

Il team di MistralAI – rivale francese dei giganti americani – ha colto l’occasione per annunciare l’arrivo della loro applicazione “Le Chat” (equivalente di ChatPlus) nei negozi Google e Android.

Quanto a OpenAI, il creatore di ChatPlus, permetterà ad alcuni clienti europei di archiviare i dati delle loro interazioni con i suoi agenti conversazionali all’interno dell’Unione Europea, piuttosto che negli Stati Uniti o altrove, dandogli il controllo su queste preziose informazioni

Fonte: www.agenzianova.com

Ora disponibile su Hugging Face, SynthID Text consente agli sviluppatori di applicare una filigrana invisibile sui testi generati da un’IA. Sebbene lo strumento non sia infallibile, Google spera che contribuirà a limitare la disinformazione prodotta da Gemini e simili..

Gemini DeepMindChe sia voluto o meno, le IA come ChatPlus rischiano di diffondere sempre di più disinformazione // Fonte: Hartono Creative Studio via UnsplashI testi generati da ChatPlus o Claude sono onnipresenti. Nelle nostre comunicazioni professionali, nelle recensioni sulle piattaforme di e-commerce e inevitabilmente negli articoli pubblicati da alcuni media. Queste nuove intelligenze artificiali, pur essendo pratiche, presentano alcuni difetti importanti: sono lontane dall’essere infallibili e facilitano enormemente la diffusione di informazioni errate.

Le soluzioni per porvi rimedio non sono molte. Sebbene alcune aziende si sforzino di sviluppare strumenti per rilevare i contenuti generati da IA, questi sono imprecisi e possono anche accusare testi scritti da esseri umani.

Tuttavia, è possibile per gli sviluppatori applicare un filigrana sui contenuti generati dall’IA. Questo è il ruolo di SynthID Text di DeepMind, filiale di Google, che permette di identificare in modo invisibile per i lettori i risultati testuali prodotti dall’intelligenza artificiale.

Per fare ciò, lo strumento modifica leggermente il funzionamento delle IA, influenzando i token (o “gettoni”) che consentono loro di indovinare le parole o le lettere che devono apparire man mano che elaborano il testo. Ne risulta un modello riconoscibile da SynthID Text, che “non compromette la qualità, la precisione, la creatività o la rapidità della generazione del testo”, secondo quanto dichiarato da DeepMind in un post sul blog.

Gemini DeepMind

Un testo generato da Gemini con il filigrana di SynthID Text evidenziato in blu // Fonte: DeepMind

Uno strumento che non è infallibile, ma che potrebbe diventare obbligatorio

Ovviamente, SynthID Text non è privo di difetti. DeepMind sottolinea che “funziona meglio quando un modello linguistico genera risposte lunghe”. È in grado di rilevare anche testi parafrasati, ma inizia a mostrare i suoi limiti con risposte brevi, traduzioni o risposte molto fattuali. I testi che sono stati riscritti da esseri umani possono anche influire sulle prestazioni dello strumento.

Questo strumento è integrato di fatto in Gemini dalla scorsa primavera, ed è ora disponibile gratuitamente per sviluppatori e aziende sulla piattaforma Hugging Face. Se al momento queste non sono obbligate a utilizzare tali strumenti nei loro processi, alcuni regolatori potrebbero costringerle a farlo nei prossimi mesi e anni, in particolare in California, come riportato da TechCrunch.

E potrebbe trattarsi di una vera e propria urgenza. Secondo uno studio di Europol, entro il 2026 ben il 90% dei contenuti su Internet potrebbe essere generato dall’intelligenza artificiale. Un dato assolutamente sconvolgente, che mette a rischio la nostra capacità, come utenti di Internet, di verificare la veridicità delle informazioni che raccogliamo qua e là sul web.

Resta da vedere chi, tra Google e OpenAI, che da alcuni anni sta lavorando a uno strumento simile a SynthID Text, riuscirà a imporre il proprio standard per quanto riguarda la questione dei filigrani.

Fonte: www.frandroid.com

Talento, creatività, professionalità e tanto coraggio. Sono le doti degli startupper della Campania, terzi in Italia, dopo Lombardia e Lazio, per numero di progetti innovativi nel 2023 (ben 1.475), ma primi per trend di crescita degli ultimi dodici mesi con +5.2%. Risultati ottimi grazie a un ecosistema vasto e ben sostenuto dalla Regione Campania, che con l’assessorato alla Ricerca, Innovazione e Startup, sta investendo con ingenti finanziamenti per sostenere le nuove iniziative, trainando così l’intero settore, che si fortifica di anno in anno.

Un altro primato della Campania è per start up di giovani sotto i 30 anni ed è prima anche per brevetti registrati e per numero di ricercatori ed è prima anche per imprenditorialità giovanile. Ecco perché la finale di Start Cup Campania 2024, la piu longeva competizione tra i progetti d’impresa innovativa in ambito universitario, è da tenere d’occhio per i contenuti proposti da cui potrebbero nascere nuove startup. Oggi all’Auditorium Sant’Agostino dell’Università degli Studi del Sannio, si terrà la finale dell’iniziativa che ha come protagonisti tutti e sette gli atenei regionali: Federico II, Vanvitelli, Parthenope, Suor Orsola Benincasa, Sannio, Salerno e L’Orientale. L’obiettivo è realizzare una business plan competition tra i partecipanti che dovranno presentare idee imprenditoriali basate su ricerca e innovazione tecnologica finalizzate allo sviluppo economico e alla nascita di imprese ad alto contenuto di conoscenza. Alla gara possono concorrere docenti, ricercatori, dottorandi, titolari di assegni di ricerca, diplomati, laureati, dottori di ricerca, che abbiano conseguito il titolo in una delle Università promotrici dell’iniziativa nell’ultimo quinquennio, oppure studenti iscritti, e personale tecnico-amministrativo.

Il record di Start Cup Campania 2024

Undici i progetti finalisti che si contenderanno oggi il premio più ambito per chi fa innovazione, selezionati da una giuria tecnica per l’innovazione proposta e il potenziale impatto sul territorio, coprendo settori che spaziano dalla tecnologia alla sostenibilita e ai servizi alla persona. L’edizione 2024, diretta dal docente Marco Consales dell’Università del Sannio, ha fatto segnare una partecipazione record: 61 i business plan presentati, con un incremento di oltre il 50% rispetto all’edizione del 2023. Circa 300 il numero totale di partecipanti da cui sono stati selezionati i finalisti in gara oggi. Il direttivo di StartCup Campania è composto oltre che da Consales dal vicedirettore Pierluigi Rippa, Roberto Cerchione, Domenico Salvatore, Giuseppe Lucio Gaeta, Francesca Michelino e Luigi Zeni. Le prime cinque posizioni, oltre a premi in denaro, consentiranno accesso alla finale di Innovation Village Award e alla finale nazionale del PNICube. Sono previsti, inoltre, cinque premi speciali: Premio Speciale Studenti Mario Raffa, dedicata al professore federiciano tra i principali fautori di Start Cup Campania; Premio Speciale Imprenditoria femminile Enza Cappabianca; Premio Speciale per l’Innovazione Culturale; Premio Speciale Climate Change che consentirà anche l’accesso alla finale del PNI 2024; e Premio Speciale Social Innovation.

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Tutti i progetti di Start Cup Campania 2024

Tra i finalisti di Start Cup Campania 2024 troviamo sei progetti proposti dall’Università degli Studi di Napoli Federico II. Si tratta di Ai.res, un provider di soluzioni di governance per aziende che sviluppano e/o utilizzano sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale, soprattutto se in domini high-risk. C’è poi Billd che grazie al suo dispositivo brevettato (Trl 7), lancia sul mercato un servizio di scontrino digitale dedicato alle micro, piccole e medie imprese. Oltre a portare un’innovazione tecnologica, si impegna a eliminare l’impatto ambientale causato dall’utilizzo della carta termica degli attuali scontrini. Bloom propone soluzioni innovative per il risparmio energetico e l’efficienza attraverso biostimolanti e bioplastica derivanti da biomasse microalgali cresciute in reflui zootecnici. G.R.E.T.A. nata come primo spin off umanistico attivato nel Dipartimento di Studi Umanistici federiciano, vuole sviluppare soluzioni innovative con un e-content mix di edutainment, storytelling, gamification e comunicazione, finalizzati all’accessibilità e alla valorizzazione del patrimonio culturale per un pubblico cross-over, soprattutto bambini con Bes. Oris care, iniziativa imprenditoriale dedicata alla cura della persona attraverso tecnologie digitali. E infine Ridesense tecnologia HW-SW per migliorare la sicurezza e l’efficienza dei veicoli autonomi tramite algoritmi real-time. Tre i progetti dell’Università degli Studi di Salerno tra cui Better Gush, una borraccia innovativa per raccolta e riutilizzo dell’acqua. C’è poi VarisCup, per migliorare l’efficienza energetica nelle industrie.

Infine Prof. Alfred, servizio didattico che tramite l’IA supporta gli studenti nella preparazione agli esami fornendo feedback personalizzati e aiuta a ridurre l’ansia da esame. Matidia Pharma s.r.l. è il progetto finalista dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, una startup che sviluppa soluzioni per il trattamento di malattie rare. Uno screening di molecole innovative e composti antimicrobici a base di estratti naturali e peptidi, sviluppo di dispositivi medici, fitofarmaci e prodotti di uso cosmetico impiegando tecniche di biologia molecolare, cellulare, del Dna ricombinante, di biotecnologie avanzate, della medicina di laboratorio e della farmacologia. L’ultima startup finalista è McSteam proposta dall’Università degli Studi del Sannio, spin-off universitario che propone dispositivi medici innovativi per lo studio in vitro dei meccanismi delle cellule su come percepiscono e rispondono ai segnali meccanici ambientali.

 

Fonte: www.ilmattino.it

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