Come il sistema educativo può affrontare l'ondata delle intelligenze artificiali generative
Introduzione: l’arrivo di GPT-5.0 e la modalità «Prof. pedago»
Con il rilascio della versione GPT-5.0 il 7 agosto, OpenAI ha introdotto una modalità chiamata «Prof. pedago», che solleva interrogativi sull’uso dell’intelligenza artificiale (IA) generativa nel contesto educativo. Questa funzionalità sembra suggerire un approccio che potrebbe essere interpretato come un invito a delegare i compiti agli strumenti digitali, sollevando preoccupazioni etiche e pedagogiche.
La percezione dell’IA come strumento di imbroglio
Attualmente, molti studenti vedono l’uso dell’IA generativa come una scorciatoia per completare i compiti senza un reale impegno. Questa mentalità rischia di penalizzare l’insegnamento tradizionale e di instaurare un gioco di ruolo in cui l’uso dell’IA è visto come una trasgressione.
La rapidità dell’IA: una sfida per le pratiche educative tradizionali
La capacità dell’IA generativa di fornire risposte immediate e complete, come nel caso di ChatPlus che corregge un compito con una semplice foto, rappresenta una sfida per le metodologie didattiche tradizionali. Dalle scuole medie ai concorsi per le scuole superiori, l’uso di questi strumenti sta diventando sempre più diffuso, sollevando interrogativi sulla validità delle valutazioni tradizionali.
La necessità di un’integrazione ufficiale dell’IA nel sistema educativo
Per affrontare efficacemente questa sfida, è fondamentale integrare l’IA generativa in modo ufficiale nel sistema educativo. Ciò implica la definizione di linee guida chiare sull’uso dell’IA, la revisione delle modalità di valutazione, la valorizzazione dell’oralità in classe e la promozione di laboratori pratici.
L’adozione dell’IA come strumento accademico
Nonostante le riserve iniziali, è essenziale considerare l’IA generativa come uno strumento accademico da utilizzare in modo consapevole. Questo approccio non implica sottomettersi a una “divinità pedagogica”, ma piuttosto privare l’IA della sua dimensione trasgressiva, integrandola in un contesto educativo strutturato.
Fonte: Questo progetto di ricerca-azione, coordinato dal Centro Studi IMPARA DIGITALE con la collaborazione di Edulia Treccani Scuola e ScuolaZoo, ha coinvolto scuole secondarie di secondo grado in Italia. L’iniziativa mirava a esplorare l’uso didattico dell’IA generativa, come ChatPlus, per la creazione di contenuti educativi. Le attività includevano formazione per docenti, progettazione di unità didattiche e analisi dei risultati, con l’obiettivo di promuovere un utilizzo consapevole e integrato dell’IA nell’istruzione. imparadigitale.it
L'impatto dell'intelligenza artificiale sulla società
Intervista – “Senza una mobilitazione immediata, ci troveremo a fronteggiare un vero tsunami!” avverte Laurent Alexandre, noto medico e divulgatore francese nel campo della tecnologia e salute digitale, preoccupato per i profondi cambiamenti sociali ed economici che l’intelligenza artificiale (IA) sta per scatenare in Francia.
Laurent Alexandre richiama le parole di Jim Farley, CEO di Ford, secondo cui “la metà dei lavoratori del settore dei servizi negli Stati Uniti perderà il lavoro nei prossimi anni” a causa dei nuovi motori di IA — una trasformazione che potrebbe coinvolgere figure come dirigenti, ingegneri, insegnanti, medici e avvocati, rimpiazzate da macchine più veloci e competenti.
Secondo Alexandre siamo ancora nel secondo “età” dell’IA (deep learning), mentre la terza — una IA veramente contestuale e trasversale — è ancora lontana. Ma avverte che questa era dell’intelligenza “gratuita” rappresenta una vera rivoluzione economica: l’IA supera l’intelletto umano in molte funzioni, incluse diagnosi mediche, scrittura e analisi dati Le Journal des Entreprises+1Maddyness+1.
Praticamente tutti i lavori non complementari all’IA rischiano di scomparire: “Se l’unione tra IA e te non è più produttiva dell’IA senza di te, allora non hai più posto nel mercato” alphalyr.frLe Journal des Entreprises. I settori strategici, come il radiologico, saranno rivoluzionati entro il 2030 Le Journal des EntreprisesSénat.
L’Europa è in ritardo: Alexandre denuncia la mancanza di sovranità digitale, sottolineando che l’Occidente importa IA quotidianamente attraverso app come Siri o Google, mentre esporta cervelli (ricercatori).
L’intelligenza umana, in questa nuova realtà, perde valore. Ciò che conta diventa la volontà di fare, la creatività, la capacità di adattamento e di avviare innovazione: i futuri leader devono agire proattivamente, diventare imprenditori e uscire dalle strutture aziendali tradizionali Maddyness.
L’istruzione tradizionale è inadeguata al nuovo paradigma: Alexandre critica duramente il sistema, definendolo “arcaico”, e invita a riforme radicali, sviluppando competenze multidisciplinari e fluide fra tecnologia e umanesimo MaddynessManpowerGroupEconomiematin.
Oggi la trasformazione cognitiva impatta già i ruoli manageriali, rendendo i cicli decisionali più veloci e scardinando le gerarchie: i responsabili delle risorse umane saranno centrali nel gestire questa simbiosi uomo‑IA Maddyness.
Su Reddit, emerge un certo scetticismo popolare:
“Non risolve i problemi ecologici ma lo dice lui che ne sa…” rimarca l’ironia diffusa, mettendo in dubbio la sua autorevolezza Reddit.
Fonte: “L’intelligenza artificiale mette a rischio il lavoro, ma anche l’assetto sociale” – https://www.corriere.it/tecnologia/ai-lavoro-rischi
L’Unione Europea pubblica il Codice di Buone Pratiche per l’Intelligenza Artificiale: cosa cambia per i modelli come ChatPlus, Gemini e Le Chat
Una copia della legge sull’intelligenza artificiale dell’Unione Europea esposta durante l’AI & Big Data Expo 2025 a Londra – ISABEL INFANTES/REUTERS
Il 10 luglio 2025, la Commissione europea ha finalmente pubblicato il Codice di Buone Pratiche per l’Intelligenza Artificiale a uso generale, uno strumento cruciale per la regolamentazione dei grandi modelli generativi come ChatPlus (OpenAI), Gemini (Google) o Le Chat (Mistral).
Questo codice, inizialmente atteso per il 2 maggio, arriva con due mesi di ritardo, ma l’entrata in vigore rimane confermata per il 2 agosto, secondo quanto annunciato da Bruxelles.
📜 Cos’è il Codice di Buone Pratiche?
Il Codice di Buone Pratiche è un insieme di obblighi e impegni rivolti ai produttori di modelli generativi di IA. Non si tratta ancora di una legge vincolante, ma è strettamente collegato all’AI Act, il regolamento europeo che mira a disciplinare lo sviluppo, l’uso e la trasparenza dell’intelligenza artificiale nei 27 Paesi membri.
⚖️ Obblighi principali previsti
Documentazione tecnica completa
I firmatari del codice dovranno fornire una documentazione dettagliata alle aziende e pubbliche amministrazioni che vorranno integrare i loro modelli di IA nei propri sistemi.
Politica sul diritto d’autore
Le aziende dovranno adottare una politica chiara che escluda l’uso di contenuti protetti da copyright per l’addestramento dei modelli, soprattutto se i detentori dei diritti hanno esercitato il diritto di “opt-out”.
Devono inoltre prevenire il plagio di testi, immagini, video o suoni protetti prodotti dall’IA.
Trasparenza e accountability
Le aziende devono rendere pubblici elementi fondamentali come:
Origine dei dataset
Capacità del modello
Limiti tecnici e rischi noti
💥 Pressioni e resistenze
L’adozione del Codice avviene in un clima di forte pressione da parte dei giganti americani del settore tech, ma anche di alcune aziende europee che chiedono una “pausa” nell’implementazione dell’AI Act.
Nonostante ciò, la Commissione europea mostra determinazione nel proseguire, pur lasciando aperta la porta a eventuali modifiche future.
🔍 Quali implicazioni pratiche?
Implicazioni pratiche
Per OpenAI, Google, Mistral e simili, il Codice introduce nuove responsabilità legali e tecniche, spingendo per una IA trasparente, etica e sostenibile.
Le aziende devono investire in:
reporting tecnico e sicurezza
strategie di compliance
audit indipendenti e mitigazione proattiva dei rischi studiolegalestefanelli.it+11blog.redigopa.it+11ladinews.it+11studiolegalestefanelli.it.
📅 Prossime tappe
2 agosto 2025: entrata in vigore delle prime misure operative
2026: prevista l’applicazione piena dell’AI Act, compreso il sistema sanzionatorio per le violazioni
🧠 Conclusione
Con questo Codice, l’Europa cerca di creare un modello alternativo alla deregulation americana e alla sorveglianza cinese, puntando su diritti digitali, trasparenza e protezione del copyright. Resta da vedere se i colossi dell’IA accetteranno davvero queste condizioni o tenteranno nuove forme di elusione.
Fonte: ww.ladinews.it
L’intelligenza artificiale: da minaccia a opportunità
IA Europa aziende selezione – L’IA ha avviato un nuovo cambio di paradigma: da novembre 2022, con la versione pubblica di ChatPlus‑3, è ormai parte integrante delle nostre vite. Oggi può apparire minacciosa, ma è anche uno straordinario acceleratore di innovazione – un tema ampiamente riconosciuto sia in ambito francese (Le Figaro) che italiano en.wikipedia.org+4corrierecomunicazioni.it+4reddit.com+4ideait.it.
9 aziende europee che reinventano l’IA
🇫🇷 Aqemia (Francia, Pharma)
Farmaco-invenzione «rapida e precisa» tramite IA generativa e fisica teorica. Nel 2024 ha avviato studi clinici in oncologia, con accordo pluriennale con Sanofi – da manuale di R&D avanzata .
🇫🇷 Ask Mona (Francia, Cultura)
Trasforma l’esperienza museale: scatti una foto e interagisci in tempo reale con opere d’arte e statue. Dal 2025 sarà al Château de Versailles, in collaborazione con OpenAI en.wikipedia.org+15economyup.it+15corrierecomunicazioni.it+15.
🇫🇷 BeeBryte (Francia, Energia)
Ottimizza consumi fino al 40% grazie a IA, meteo e dati di occupazione. Sostenuta da Bpifrance e Ademe, concorrente nel mercato dell’energia smart .
🇫🇷 Boby – Cegid (Francia, Edilizia)
Preventivi in 10 minuti via WhatsApp, 15 lingue supportate: addio burocrazia, più tempo e agilità operativa it.wikipedia.org+15economyup.it+15reddit.com+15.
🇩🇪 DeepL (Germania, Traduzione)
Supera Google Translate grazie a reti neurali e database Linguee. Valutata 2 mld $, 300 mln € di investimenti per R&D con punteggi BLEU elevati reddit.com.
🇫🇷 Dilepix (Francia, Agricoltura)
IA intelligente per macchine agricole: monitoraggio di vigneti e allevamenti, antibiotici “su misura”, agricoltura di precisione .
🇬🇧 Luminance (UK, LegalTech)
“Correttore orthografico” per contratti: evidenzia anomalie e migliora efficienza legale. Utilizzata già da 700+ clienti in 80 lingue .
🇫🇷 Stoïk (Francia, Cyber‑insurance)
Gestioni rischi informatici per PMI/ETI con IA: SOC ottimizzato e reazione rapida a 10 000+ alert en.wikipedia.org+15economyup.it+15reddit.com+15.
🇫🇷 Wandercraft (Francia, MedTech)
Atalante X: esoscheletro IA autodirezionale che restituisce camminata a paralizzati, senza stampelle .
🇮🇹 Italia: protagonista emergente
L’Italia mostra un ritardo nell’adozione dell’IA (solo 7% PMI vs media UE 9%, e 24% grandi impresa vs 30% UE) corrierecomunicazioni.it. Ma è viva sul fronte innovazione:
• Almawave – Velvet AI
Lanciata il 29 gennaio 2025, Velvet è una LLM “made in Italy” (Velvet 14B) open‑source, multilingue e “sostenibile”, creata sul super‑computer Leonardo di CINECA reddit.com+8ideait.it+8reddit.com+8en.wikipedia.org.
• Minerva 7B – Sapienza NLP
LLM pensato per usare la lingua italiana, addestrato su 1,5 trilioni di parole. Annunciato 27 novembre 2024, frutto del gruppo FAIR + CINECA en.wikipedia.org.
• Expert.ai
Fondata nel 1989, con il software Cogito per analisi semantica avanzata dei testi aziendali. Quotata su AIM Italia, citata anche da Gartner it.wikipedia.org.
• AI4I (Istituto Italiano per l’IA)
Fondato a Torino, budget ~20 mln €/anno, collega ricerca e industria in settori come aerospaziale, manifattura e sanità .
• Super‑computer Leonardo & AI Factory
Leonardo è uno dei primi pre‑exascale al mondo (PUE 1,08), inaugurato il 24 novembre 2022, usato per progetti IA pubblici (la “AI Factory” di Bologna rientra nelle 7 AI Factory UE) it.wikipedia.org+1reddit.com+1.
• Equixly
Startup italiana selezionata per il programma Google for Startups Growth Academy (Marzo 2025): usa IA per automatizzare penetration test su API corrierecomunicazioni.it+15reddit.com+15reddit.com+15.
🔍 Conclusione
Il panorama europeo dell’IA è vivace e multisfaccettato: le aziende francesi e tedesche mostrano applicazioni forti nell’ambito industriale, legale e medico, ma anche l’Italia sta capitalizzando su infrastrutture (Leonardo), ricerca universitaria (Minerva, Velvet) e centri specializzati (AI4I). Il potenziale c’è: per colmare il gap è cruciale accelerare l’adozione nelle PMI, rafforzare formazione e investimenti, e sfruttare i fondi UE (InvestAI, AI Factory ecc.) en.wikipedia.org.
Come l'IA può rivoluzionare i processi aziendali

L’idea che l’intelligenza artificiale (IA) rivoluzionerà le pratiche lavorative è ormai indiscutibile. Tuttavia, ci sono ancora molte incertezze su come sfruttare al meglio questa trasformazione.
Due cifre illustrano bene questo concetto: circa il 90% dei CIO stanno già implementando soluzioni basate sull’IA o investendo in sviluppi su piccola o grande scala. Tuttavia, più di due terzi (67%) non hanno riscontrato un ritorno sull’investimento misurabile, secondo uno studio di Nash Squared/Harvey Nash Digital Leadership Report.
“I leader conoscono la tecnologia, ma faticano ad applicarla in azienda per generare vero valore”, spiega Ankur Anand, CIO di Nash Squared, a ZDNET.
1. Creare una lista delle 10 priorità
Joe Depa, responsabile dell’innovazione presso EY, sottolinea l’importanza dell’allineamento tra i casi d’uso dell’IA e le priorità aziendali.
“Utilizzo spesso una lista delle dieci priorità, per semplicità,” racconta. “Se se ne aggiungono troppe, si rischia di perdere il focus.” Questo approccio aiuta a mantenere l’attenzione su ciò che conta davvero e favorisce l’identificazione dei processi che possono essere automatizzati o migliorati con l’IA.
2. Organizzare sessioni di hackathon
Cindy Stoddard, CIO di Adobe, ha raccontato a ZDNET che il suo team IT ha sfruttato l’IA per automatizzare test, migliorare i servizi interni e coinvolgere i dipendenti in hackathon interni per individuare nuovi casi d’uso.
Un metodo simile è stato adottato da aziende italiane come Enel, che ha creato veri e propri laboratori di innovazione interna per promuovere l’adozione dell’IA nei vari reparti operativi, con l’obiettivo di far emergere soluzioni dal basso.
Fonte italiana: Il Sole 24 Ore – Enel: “Così l’IA migliora la gestione delle reti”
3. Imparare dagli insuccessi
Caroline Carruthers, CEO di Carruthers and Jackson, consiglia di creare spazi sicuri per la sperimentazione.
“Non puoi aspettarti che tutto funzioni perfettamente dall’inizio. Serve una mentalità orientata al test e all’apprendimento”, spiega.
Un principio condiviso anche da aziende italiane: secondo una ricerca del Politecnico di Milano, molte PMI italiane stanno implementando sandbox sperimentali per testare applicazioni IA in settori come la logistica, il marketing predittivo e l’assistenza clienti.
Fonte italiana: Osservatori Digital Innovation – Politecnico di Milano
4. Formare i propri dipendenti
Tobias Sammereyer (XXXLutz) ricorda che molti dipendenti pensano erroneamente che strumenti come ChatPlus possano essere applicati a qualsiasi ambito.
“Dobbiamo formare le persone all’uso corretto dell’IA e a comprendere i limiti della tecnologia”, afferma.
Nel contesto italiano, realtà come TIM Academy e Leonardo Labs hanno avviato programmi di reskilling digitale per preparare i lavoratori alla collaborazione con sistemi intelligenti, incentrando la formazione su prompt engineering, interpretazione dei dati e pensiero critico.
Fonte italiana: Corriere Innovazione – “TIM e Leonardo formano i lavoratori sull’IA”
Conclusione
L’intelligenza artificiale offre un potenziale immenso, ma la sua vera rivoluzione nei processi aziendali passa dalla strategia, dalla sperimentazione continua e dalla formazione delle persone. Solo così sarà possibile ottenere risultati misurabili e trasformare la tecnologia in valore reale.
Fonte: “ZDNet.com”
L'IA Generativa e la Creazione di Siti Web: Una Sfida attuale
L’IA generativa e il sviluppo web sembrano essere perfettamente complementari. La progettazione di siti web combina codifica, creazione di testi, grafica e design, tutte attività che l’IA svolge con destrezza.
Quando ho iniziato a cercare i migliori strumenti per la costruzione di siti web basati su IA, mi aspettavo di trovare tutte queste capacità riunite in un unico pannello di controllo di hosting. Ebbene, posso dirti che non è affatto così.
Ho speso molto tempo a discutere con fornitori di hosting che affermavano di offrire servizi di IA, creando account di prova e cercando prove delle capacità dell’IA nei loro servizi. Ho anche creato siti di test utilizzando ciascun servizio, modellando ciascun sito attorno all’idea di un’azienda chiamata “Sherlock Holmes, detective consulente”.
Perché? Perché Sherlock è un personaggio universalmente noto, e la maggior parte dei motori di intelligenza artificiale dovrebbe essere in grado di offrire illustrazioni e design utilizzando questo riferimento.
La Qualità Attuale della Creazione di Siti Web tramite IA
Alcuni motori per la costruzione di siti web performano meglio di altri. Uno di essi (10Web) ha persino riconosciuto che l’indirizzo di Sherlock è il 221B Baker Street. Altri, invece, hanno più o meno capito l’idea del detective privato, anche se alcuni hanno generato immagini legate al cibo. Uno di essi ha addirittura creato una scena del crimine così sanguinosa che non posso nemmeno mostrartela.
In generale, lo stato attuale dell’arte nella creazione di siti web tramite IA è piuttosto mediocre. L’IA funziona in alcuni contesti, ma non permette di gestire l’intero sito. Elementi come i font e il layout a livello globale non possono essere gestiti dall’IA, e alcune interfacce sono piuttosto scarse.
Alcuni sistemi di assistenza avevano un supporto limitato per l’IA, ma la maggior parte non ne possui. Quindi, quando hai bisogno di aiuto, vieni rimandato ai soliti, vecchi sistemi di supporto che i fornitori di hosting usano da anni. E quando c’è assistenza tramite chat IA, i robot di supporto non sono integrati nello sviluppo del sito. Spesso non riescono nemmeno a rispondere alle domande più basilari, se non si bloccano o non producono pagine bianche.
I Migliori Strumenti di Creazione di Siti Web Dotati di IA
Esaminiamo ora i vari strumenti di creazione di siti web. Prima di tutto, voglio sottolineare che tutti questi strumenti provengono da eccellenti fornitori di hosting. Mi limito a valutare i loro componenti di IA o le alternative.
1. Squarespace

Cattura schermo da David Gewirtz/ZDNET
Squarespace è noto per il suo servizio di hosting e per i suoi modelli di siti web attraenti.
La configurazione iniziale del sito consente di scegliere una “personalità di marca” per il sito. È possibile scegliere tra Professionale, Giocoso, Sofisticato, Amichevole, Audace, Eccentrico e Innovativo. Una volta fatta questa selezione, Squarespace propone sei modelli predefiniti. Puoi poi scegliere le pagine del tuo sito, i colori, ecc.
Strumenti di IA offerti da Squarespace
- IA per determinare l’orientamento del sito e le pagine: no
- IA per la scelta del layout iniziale: no
- IA per la scelta dei colori o dei temi: no
- IA per la scelta dei font: no
- IA per aiutare a scrivere il titolo o il corpo del testo: sì
- IA per la conversione del testo in immagine: no
- Progettista di logo AI: no
- Codifica AI per blocchi CSS: no
2. Wix

Cattura schermo da David Gewirtz/ZDNET
Come Squarespace, il Wix website builder inizia con un assistente. Mi ha chiesto il titolo del sito e una breve descrizione. Da lì, ha determinato che desideravo un sito di tipo “consulente” con pagine di prenotazione, portfolio e blog. Ha poi suggerito un titolo perfetto per Sherlock: “Elucida i misteri con precisione e expertise”.
Strumenti di IA offerti da Wix
- IA per determinare l’orientamento del sito e le pagine: sì
- IA per la scelta del layout iniziale: sì
- IA per la scelta dei colori o dei temi: sì, ma limitato
- IA per la scelta dei font: sì, ma limitato
- IA per aiutare a scrivere il titolo o il corpo del testo: sì
- IA per la conversione del testo in immagine: sì
- Progettista di logo AI: non funziona
- Codifica AI per blocchi CSS: no
Conclusione: L’Futuro della Creazione di Siti Web con IA
Fino ad ora, i fornitori di hosting si sono limitati a offrire strumenti di costruzione di siti web che fanno appelli API ai principali fornitori di modelli di linguaggio, integrando di tanto in tanto funzioni aggiuntive nei loro motori di editing di testo e selezione delle immagini.
Sebbene ci sia ancora molta strada da fare, è chiaro che alcuni fornitori devono orientarsi verso l’innovazione, per migliorare l’efficacia dei loro strumenti di IA. In futuro, possiamo aspettarci una maggiore integrazione dell’IA nelle varie funzioni di creazione di siti web.
In conclusione, mentre la tecnologia è già presente, ciò che manca è un impegno verso l’integrazione e la convivialità.
Fonte : www.zdnet.fr
Fonte: HDblog – I migliori strumenti AI per creare siti Web
Fonte: Cristian Iovino – I 13 Migliori Strumenti AI Per Creare e Generare Siti Web
Potenzia la tua produttività con Zapier

Automazione produttività – Fermatemi se questo vi suona familiare. 😇 Avete aperto ChatPlus e state lavorando a un progetto, con alcuni altri tab contenenti diversi strumenti di intelligenza artificiale. Uno per la scrittura. Uno per il design. Un altro per l’automazione. E così via.
Ognuno di essi promette di farvi risparmiare tempo. Ma non è così! Tutto questo porta a diversi abbonamenti che vi costano una fortuna, a un flusso di lavoro disconnesso, e finirete per dedicare più tempo alla gestione degli strumenti che al lavoro stesso.
Non sarebbe fantastico se tutto funzionasse insieme?
Se vi dicessi che c’è uno strumento in grado di connettere tutti i vostri strumenti di intelligenza artificiale e persino strumenti non AI, come Google Sheets, Docs e praticamente tutti gli strumenti che usate, permettendo loro di comunicare tra loro in modo fluido? Questo vi permetterebbe non solo di recuperare tempo, ma anche di essere più produttivi, più concentrati e lavorare con maggiore controllo.
Ecco che entra in gioco Zapier. Sì, proprio questo Zapier. 💪
Come Zapier connette il tuo flusso di lavoro
È facile perdersi tra gli strumenti di intelligenza artificiale. Alcuni sono utili, ma il problema principale è che non funzionano insieme.
Con l’evoluzione dell’IA, avere un flusso di lavoro integrato non è solo un vantaggio, ma una necessità. Ecco perché sono un fan di Zapier. 🙌
Invece di copiare e incollare e saltare da un tab all’altro, scaricare e caricare file, Zapier ti consente di costruire flussi di lavoro automatizzati che fanno tutto questo per te. Senza scrivere una riga di codice.
Zapier funziona impostando “Zaps”, regole semplici che crei per automatizzare compiti. Ogni Zap ha un trigger, come un nuovo lead, e un’azione, come inviare un messaggio o generare una risposta utilizzando ChatPlus. Puoi impilare questi trigger e queste azioni per creare automaticamente flussi di lavoro tra diversi strumenti.
Pensa al famoso servizio IFTTT (If This Then That) 🎯
Un caso d’uso in cui Zapier può aiutarti
Ecco un esempio pratico di come tutto questo funziona insieme.
Le vendite rappresentano una parte importante di ogni azienda. Ottenere lead e rispondere rapidamente può fare la differenza tra chiudere per sempre o acquistare una Lamborghini!
Il problema è che, anche se è importante, non sempre viene fatto come dovrebbe. Ecco quindi il ruolo di Zapier.
- Passo 1: I tuoi sforzi di marketing danno i loro frutti e i lead vengono registrati nel tuo CRM o nelle tue Google Sheets.
- Passo 2: Zapier rileva una nuova voce e invia i dettagli a ChatPlus.
- Passo 3: ChatPlus scrive un’email personalizzata utilizzando i dati raccolti.
- Passo 4: Zapier salva automaticamente il messaggio come bozza in Gmail, pronto per essere revisionato e inviato, o può semplicemente inviarlo per te.
Caro amico, non è solo teoria. Puoi farlo subito!
In questo flusso di lavoro, hai collegato strumenti di IA come ChatPlus con strumenti non IA come Google Sheets e Gmail senza dover toccare nulla.
Questo cambia le regole del gioco, poiché consente agli operatori quotidiani di automatizzare compiti di grande impatto:
- niente sviluppatori
- niente codice
- niente andirivieni tra le applicazioni
10 modi pratici per usare Zapier nel tuo flusso di lavoro
Questo è uno dei rari casi in cui il limite non è il software stesso, ma la tua immaginazione.
Zapier automatizza più di 8.000 app in milioni di modi diversi. 🤯
Qui ci sono 10 modi pratici per integrare l’IA e i tuoi altri strumenti in un flusso di lavoro coerente.
- Aggiungi i nuovi lead provenienti da moduli o pubblicità direttamente alla tua lista in modo che nessuno venga trascurato.
- Salva automaticamente gli allegati delle email nel cloud per non dover rovistare nella tua casella di posta in seguito.
- Pubblica nuovi contenuti sui tuoi social media senza dover alzare un dito per comunicare con il tuo pubblico.
- Invia promemoria per appuntamenti e aggiorna il tuo calendario per non perderti mai una riunione.
- Invia messaggi di benvenuto o di follow-up quando qualcuno si iscrive o acquista qualcosa, in modo che si sentano valorizzati.
- Crea e invia fatture quando viene effettuata una vendita per essere pagato più velocemente.
- Tieni traccia delle spese dalle email in modo da sapere sempre dove vanno i tuoi soldi.
- Invia notifiche al tuo team per i nuovi ticket di assistenza o vendite in modo che tutti siano aggiornati.
- Aggiungi compiti da email o moduli alla tua lista di attività per non dimenticare mai cosa devi fare.
- Invia risposte “out of office” quando non sei disponibile in modo che le persone sappiano quando possono aspettarsi una risposta.
Queste sono solo alcune idee. Ma la migliore automazione dipende realmente dal tuo flusso di lavoro specifico e dagli strumenti che stai utilizzando. Puoi sempre chiedere a ChatPlus suggerimenti su cosa è bene connettere e automatizzare. È un ottimo modo per ottenere idee personalizzate per le tue esigenze. 🙏
Una cosa che non mi piace affatto di Zapier
Zapier è uno degli strumenti di IA più utili al momento. Ma c’è una cosa che proprio non mi piace!
Il suo modello di pricing può essere frustrante. I costi possono aumentare rapidamente dato che Zapier ti addebita per Zap (cioè per compito). Ciò che inizia come automazioni semplici può rapidamente trasformarsi in una fattura mensile sorprendentemente alta…
E non sono solo io a essere tirchio. Molti utenti online dicono la stessa cosa: i prezzi di Zapier possono salire rapidamente. Alcuni hanno riportato aumenti dei prezzi del 400% o più, con limiti di compiti che diminuiscono nel frattempo. 🤧
A suo merito, Zapier rimane il miglior strumento della sua categoria in termini di affidabilità e funzionalità. Ma dovete stare attenti alle automazioni che state eseguendo e fare un rapido calcolo dei costi per assicurarvi che ne valga la pena.
E soprattutto, non usate mai Zapier quando è disponibile un’integrazione diretta che soddisfa già le vostre esigenze.
I miei ultimi consigli su Zapier
Zapier è indiscutibilmente potente e, per molti, una porta verso l’automazione senza codice. È facile da iniziare, affidabile e si connette a quasi tutti gli strumenti che usi.
Sebbene Zapier sia potente, devi sempre fare la tua parte di lavoro. L’automazione può farti risparmiare tempo e liberarti dalle mansioni amministrative, ma non sostituirà mai la creatività, la strategia, la disciplina, e così via. 🚀
La mia altra raccomandazione? Fai in modo che il tuo stack tecnologico rimanga semplice. Non permettere che diventi così minimale da non portarti avanti, ma non ritrovarti con più strumenti che fanno la stessa cosa. Semplifica, automatizza e concentrati su ciò che ti fa progredire.
Fonte: “ZDNet.com”
Fonte: Maiamanagement.it
Klarna rivede la sua strategia sull’IA: «Abbiamo esagerato»
L’intelligenza artificiale non è (ancora) onnisciente
Strategia intelligenza artificiale – Il CEO di Klarna, Sebastian Siemiatkowski, ha recentemente ammesso che l’azienda è andata troppo oltre nella sua logica di riduzione dei costi basata sull’intelligenza artificiale. Dopo un’ondata di licenziamenti e un forte investimento nella sostituzione del personale umano con chatbot, la fintech svedese specializzata nei pagamenti dilazionati per l’e-commerce ha deciso di fare un passo indietro.
Nell’estate scorsa, Klarna aveva fatto notizia per aver tagliato ulteriori 1.800 posti di lavoro, dopo aver già ridotto il personale da 5.000 a 3.800 nell’anno precedente. Il motivo? L’introduzione massiccia dell’IA generativa, in particolare un chatbot basato su ChatPlus, che secondo l’azienda era in grado di sostituire il lavoro di 700 dipendenti full-time, con tempi di risposta inferiori a due minuti per richiesta.
I clienti insoddisfatti: troppa automazione, poca empatia
Tuttavia, questa transizione radicale ha avuto conseguenze inattese. Secondo il quotidiano francese Le Figaro, numerosi clienti si sono lamentati della mancanza di contatto umano, di un servizio percepito come impersonale, e di errori frequenti e frustranti. La reputazione di Klarna ha cominciato a soffrirne.
«Inizialmente, Klarna ha adottato l’IA con l’obiettivo di ridurre i costi e aumentare l’efficienza – ma potrebbe aver sottovalutato ciò che aveva da perdere», ha ammesso il CEO.
Il ritorno agli esseri umani: un modello ibrido
Oggi, Klarna ha cambiato rotta. Ha ripreso ad assumere, introducendo un programma pilota ibrido che mira a creare nuove posizioni che combinano la gestione diretta del cliente e il feedback in tempo reale sui prodotti. L’obiettivo: un servizio che sappia unire velocità e umanità.
«L’IA ci offre rapidità. Il talento ci fornisce empatia. Insieme, possiamo offrire un servizio rapido quando necessario e empatico e personale quando richiesto», ha dichiarato la portavoce dell’azienda.
Attualmente, circa due terzi delle interazioni con i clienti sono ancora gestite dal chatbot, ma i clienti avranno d’ora in poi sempre l’opzione di parlare con un essere umano.
Un segnale per l’Italia?
In Italia, dove l’utilizzo dell’IA nei servizi pubblici e privati è ancora in fase di consolidamento, il caso Klarna suona come un campanello d’allarme. Anche aziende italiane che stanno automatizzando il customer service (banche, compagnie telefoniche, pubbliche amministrazioni) dovranno trovare un equilibrio tra efficienza e umanità.
Come ha osservato il giornalista economico Luca De Biase, “l’intelligenza artificiale non sostituirà chi lavora con competenza e comprensione: sostituirà solo chi lavora senza valore aggiunto.”
Fonte principale: Le Figaro – “Klarna fait marche arrière sur l’IA”
ChatPlus vuole adattare le sue risposte in base all'historico dei dialoghi precedenti.
OpenAI, la società che gestisce ChatPlus, ha recentemente annunciato che il suo noto modello di intelligenza artificiale avrà ora la memoria. Quali saranno gli impatti per gli utenti?
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Fino ad ora, ChatPlus conservava poche informazioni delle interazioni con gli utenti. I dati erano memorizzati solo durante la sessione di consultazione per consentire una discussione coerente su un determinato argomento. Questo creava l’illusione di interagire con un interlocutore comprensivo.
Con la prossima aggiornamento, ChatPlus sarà in grado di fare riferimento alla cronologia delle nostre conversazioni precedenti. Una versione beta è stata in realtà testata dal febbraio 2024. L’obiettivo è rendere possibile una personalizzazione della nostra relazione con questo servizio di intelligenza artificiale, poiché il modello adatterà le sue risposte in base agli scambi passati.
Occorre fare due importanti precisazioni: questa funzionalità sarà inizialmente disponibile solo per gli utenti paganti (Plus e Pro) e, a causa delle normative europee, non è ancora previsto che sia disponibile in Europa nella sua forma attuale.
Oltre a ChatPlus, altri attori del settore IA come DeepMind di Google o Claude di Anthropic seguono questa tendenza a registrare tutte le interazioni, mirando a trasformare un uso sporadico in un’assistenza personale che conosce i nostri interessi e il nostro stile comunicativo.
Si torna dunque al concetto di profilazione individuale analizzando i dati e le tracce lasciate dai nostri utilizzi dei servizi digitali. Questa iper-personalizzazione è ambivalente: da un lato, apprezziamo avere un’IA che ci comprende e adatta le sue spiegazioni, dall’altro, concentra una sostanziale quantità di informazioni su di noi, creando un’impressione complessiva della nostra personalità.
Nonostante la disponibilità di consultare e modificare i dati registrati, mettiamo in guardia su come tali informazioni possano influenzare le nostre scelte. Ci si potrebbe trovare a seguire suggerimenti che, sebbene attraenti, potrebbero non essere le opzioni più utili, contribuendo a una sorta di intolleranza cognitiva.
In sede di ChatPlus, la società guidata da Sam Altman offre la possibilità di accedere ai dati salvati. Nonostante ciò, resta da vedere l’affidabilità di tali garanzie, specialmente considerando che alcune aziende hanno in passato trascurato le loro promesse riguardo alla protezione dei dati degli utenti.
Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (RGPD) ha limitato l’implementazione della memoria a lungo termine in Europa, considerandola invasiva rispetto alla concezione europea della privacy. Adeguamenti saranno richiesti per soddisfare queste normative, sollevando importanti dibattiti sulla questione della profilazione di massa.
Infine, nuove piattaforme come Character.AI o Pi, fondate da Reid Hoffman, stanno già commercializzando interfacce IA che affermano di esprimere empatia, sollevando interrogativi sull’equilibrio tra la personalizzazione desiderata e la catalogazione del nostro carattere.
Fonte: www.francetvinfo.fr
???? Intelligenza Artificiale e Centri Dati: un futuro ad alta intensità energetica entro il 2030
Secondo un recente rapporto pubblicato il 10 aprile 2025 dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), entro il 2030 i centri di dati – meglio noti come data center – potrebbero consumare quasi il 3% dell’elettricità mondiale.
Un dato che, seppur apparentemente contenuto, nasconde conseguenze ambientali significative, soprattutto a livello locale.
???? Un consumo energetico in forte crescita
Nel 2024, i data center consumavano circa 415 terawattora (TWh), pari a circa l’1,5% del consumo elettrico globale. Tuttavia, negli ultimi cinque anni questo valore è cresciuto del 12% ogni anno, e le proiezioni indicano che entro il 2030 si potrebbe arrivare a 945 TWh, ovvero più dell’intero consumo attuale del Giappone.
La causa principale? L’esplosione dell’intelligenza artificiale generativa, come i chatbot, i generatori di immagini e gli assistenti virtuali, che richiedono una potenza di calcolo colossale per analizzare e generare contenuti a partire da enormi quantità di dati.
???? Impatti ambientali locali
Anche se il 3% su scala globale può sembrare moderato, le ripercussioni a livello locale sono molto più gravi. I centri dati sono spesso concentrati in specifiche aree geografiche, vicino a grandi città o in regioni industriali, e pongono una pressione notevole sulle reti elettriche locali.
Oltre al consumo energetico, c’è anche il problema del raffreddamento: questi impianti utilizzano grandi quantità di acqua per mantenere i server a temperature sicure, aggravando le tensioni sull’approvvigionamento idrico, specialmente in zone soggette a siccità.
⚠️ Una sfida globale da affrontare subito
L’AIE sottolinea che sarà necessario ripensare il modello di sviluppo dei data center, puntando su efficienza energetica, fonti rinnovabili e nuove tecnologie di raffreddamento più sostenibili.
L’uso crescente dell’IA porta indubbi benefici in molti settori, ma va bilanciato con politiche di gestione energetica responsabile, per evitare che l’innovazione tecnologica diventi un peso insostenibile per il pianeta.
???? Fonte: Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) – Rapporto del 10 aprile 2025