MESSINA – Il Sud Innovation Summit, giunto alla terza edizione, sta affrontando i più disparati temi legati al mondo del lavoro e alla tecnologia, all’intelligenza artificiale e a un’innovazione a tutto tondo, che porterà le attività e più in generale la società a una nuova quotidianità, immersa in un futuro che ormai è il presente. E tra i vari incontri della prima giornata del SIS, c’è stato anche quello dal titolo “Champions e luoghi dell’innovazione: verso una filiera siciliana”.
Moderato da Biagio Semilia, fondatore di Digitrend e Innovation Island, il panel si è concentrato su startup, investitori, hub di innovazione, competenze e territorio. Semilia nel presentare l’incontro ha spiegato che è stato organizzato per capire “cosa si può fare e a che punto siamo” sui temi dell’innovazione.
D’Urso e l’esperienza di Le Village
La prima a parlare è stata Annarita D’Urso, di Le Village Catania. Ha spiegato che “nel mondo dell’innovazione non esiste la competizione e non a caso abbiamo tutti lo stesso obiettivo, portare in Sicilia l’innovazione con la I maiuscola. Sono sinergie che nascono e coltiviamo. Ci siamo focalizzati nel creare un ecosistema a Catania e in Sicilia fatto di startup, imprese corporate e stakeholder. Le Village ha l’obiettivo di stare al fianco di startup e corporate. Volevamo offrire un percorso e consulenze, scegliendo le startup più promettenti da affiancare alle corporate per una crescita reciproca. Abbiamo aumentato in un anno le startup accelerate e anche le corporate che hanno scelto di investire. Le Village è a Catania in centro. Però rappresenta un Hub di innovazione per tutto il territorio. Ci sono anche startup del resto della Sicilia che si appoggiano a noi e magari aprono una sede a Catania sfruttando i nostri uffici.”
Domina, LexHero e i ritmi della Sicilia
Manfredi Domina di LexHero ha portato il punto di vista delle startup, ricordando la storia della propria avventura e sottolineando come nel 2021, da Palermo, “ci sentivamo un po’ isolati”. Poi ha spiegato: “Se noi come azienda possiamo trovare capitali da investire in Sicilia, a casa, per assumere qui che sia a Palermo o nel resto dell’isola, è normale che faremo di tutto per farlo. Ma la vera difficoltà è che a Palermo si sta troppo bene e si finisce per rilassarsi e prendere i ritmi della Sicilia. Quando faccio qualche giorno a Milano ne esco frullato. Dobbiamo ricordarci che anche a casa bisogna tenere un certo ritmo e bisogna correre.”
Di Pasquale, Plug and Play: “Serve consapevolezza”
Sulla vivacità siciliana è intervenuto poi Daniele Di Pasquale di Plug and Play, che ha ricordato come l’obiettivo debba essere portare “una maggiore consapevolezza in Sicilia. Prima non avevo mai avuto la possibilità di capire come bisognasse investire in una startup, che competenze servissero. Ma negli ultimi anni anche grazie a iniziative come il Sud Innovation Summit vedo che la cosa sta migliorando. Il tema non è l’assenza o la poca voglia di fare. Il tema è avere la consapevolezza di cosa si possa fare in ambito di innovazione sul territorio, che si sia una startup o una corporate.”
Il trend degli investimenti in evoluzione secondo Scarano
Andrea Scarano, di Elis Innovation Hub, è partito dalla propria esperienza personale, perché “la mia formazione è partita dal Politecnico di Milano”, passando poi per diverse esperienze che lo hanno portato prima a Roma e poi a Catania. E ha sottolineato come “lo scenario degli ultimi 5 anni parla di un trend di investimenti in evoluzione, anche grazie all’intervento della politica. Credo che si stia facendo molto per attirare capitali e tecnologie in Sicilia.”
Il Parco scientifico e tecnologico
Sebastiano Di Stefano di PST Sicilia ha portato il punto di vista del Parco scientifico e tecnologico: “Cosa fa un polo come il nostro e cosa può comportare? Siamo un parco scientifico attivo dagli anni ’90. Abbiamo messo in collegamento il mondo delle università e le imprese. Oggi il polo tende a rimettere a disposizione delle grandi imprese i contatti e le interlocuzioni con piccole e medie imprese, le startup innovative e il territorio. Dopo 10 anni abbiamo riaperto al sistema pubblico-privato, ma non cerchiamo soci finanziatori ma soci attuatori.” Il presidente e direttore del PST ha sottolineato l’importanza dell’innovazione scientifica e dei rapporti con gli enti sul territorio, non focalizzando solo su Catania ma su tutta la Sicilia. E ha dato una nuova prospettiva sugli obiettivi: “Per rendere sostenibile l’ecosistema dell’innovazione bisogna muoversi con velocità. Ma bisogna fare ossigeno a questi ragazzi e oggi ce ne sono tanti che se no sono costretti ad andare via.”
Le “buone notizie” secondo Parodi Giusino
Infine Ugo Parodi Giusino, founder di Magnisi: “Quando abbiamo fondato Magnisi abbiamo pensato ai problemi che avevamo avuto noi nel creare la startup e capito che volevamo basare tutto sulla risoluzione di questi problemi. La Sicilia non è il miglior posto dove creare una startup ma il capitale è tra gli ultimi punti. Chi dà i capitali però spesso è un soggetto estremamente sofisticato abituato a dialogare con soggetti dello stesso livello e spesso gli startupper non sono preparati a questo dialogo. Quando abbiamo iniziato noi non c’era niente, non c’erano village, workshop. La prima cosa deve essere la cultura economico-finanziaria. Quello che c’è è il capitale umano che però va fatto crescere in maniera corretta e veloce. In Sicilia spesso è difficile. Quali sono le buone notizie? Vivere in Sicilia è una scelta. Ci sono cose che ora vanno di pari passo con due trend: il primo è che si comincia a cercare la qualità della vita e prima non era così. Questo alla fine premierà la Sicilia. Il secondo tempo è che ora ci sarà un accesso diverso agli strumenti grazie alle tecnologie, alle relazioni, ai prodotti. Oggi la Sicilia è diversa da quella che era 20 anni fa.”
Bandi e rapporti pubblico-privato
Tra i temi anche quello dei bandi, con i relatori ad evidenziare pregi e difetti, questi ultimi soprattutto in tema di chiarezza e “scrittura”. Domina ad esempio ha spiegato che non si può fare impresa “passando da un bando a un altro. Le risorse pubbliche possono essere a sostegno, ma non unica fonte. Se questa cosa può aiutare a investire bene, ma se parliamo di un progettificio non serve.” La collaborazione con le istituzioni è un aspetto, quindi, dell’innovazione, ma da supporto a investimenti e non come base su cui costruire. I bandi però, “pur complessi”, restano “un’opportunità” ha spiegato D’Urso. In conclusione, parlando della gestione delle startup, Parodi ha sottolineato come tutto sia basato su “fiducia e competenze”, anche i rapporti tra imprese o tra pubblico e privato.
Questa è la traduzione in italiano, mantenendo la struttura HTML di base per principianti nel campo dell’intelligenza artificiale.
Le vostre password potrebbero essere aspirate da agenti di intelligenza artificiale senza che ve ne accorgiate. Le aziende che sviluppano gestori di password stanno cominciando a implementare soluzioni per proteggervi.
Gli agenti IA sono ovunque, dalla produttività alla cybersicurezza, ed è in grado di automatizzare molteplici attività. Tuttavia, questi strumenti hanno talvolta accesso ai vostri identificativi e password personali, che possono manipolare o memorizzare senza il vostro consenso.
Gli agenti IA, una nuova minaccia per le vostre password
Dietro la loro straordinaria efficienza, gli agenti di intelligenza artificiale pongono una questione fondamentale: hanno bisogno di connettersi ai vostri account per operare, e quindi di usare le vostre credenziali. In molti casi, queste password vengono immesse direttamente negli strumenti automatizzati o nei browser utilizzati dall’IA, aprendo la porta a perdite involontarie verso i grandi modelli di linguaggio.
Una situazione particolarmente preoccupante in un ambiente professionale, dove dati molto sensibili possono essere esposti rapidamente. Le aziende specializzate nella gestione delle password ne sono consapevoli e iniziano a implementare soluzioni. È il caso di 1Password, uno dei molti gestori di password sul mercato, con la sua tecnologia Secure Agentic Autofill, che consente a un agente IA di accedere a un servizio senza mai vedere né memorizzare la password utilizzata.
Una barriera tra i vostri account e le IA
Il principio è basato sull’estensione di 1Password per il vostro browser web. Essa funge da intermediario tra l’IA e le vostre credenziali. Quando un agente ha bisogno di una password, la richiesta passa attraverso un canale crittografato basato sul Noise Framework, e l’utente deve approvare l’accesso prima che il campo venga automaticamente compilato. L’IA, per sua parte, non vede mai la password.
1Password ha collaborato con Browserbase per rendere questa soluzione compatibile con le piattaforme di automazione web. L’obiettivo è sia prevenire qualsiasi fuga di identificativi nei log o nelle richieste IA, sia consentire agli agenti di funzionare normalmente. In pratica, questo crea una barriera di sicurezza tra i vostri account e le IA.
Tuttavia, anche con questo tipo di innovazione, rimane la necessità di essere cauti. È meglio evitare di trasmettere identificativi a agenti o chatbot, attivare l’autenticazione a due fattori sui conti sensibili e monitorare le autorizzazioni concesse ai vostri strumenti automatizzati. Applicando queste semplici regole di base, si riduce notevolmente il rischio che le vostre informazioni siano intercettate o riutilizzate da sistemi di IA.
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OpenAI, la società che gestisce ChatPlus, ha recentemente annunciato che il suo noto modello di intelligenza artificiale avrà ora la memoria. Quali saranno gli impatti per gli utenti?
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Fino ad ora, ChatPlus conservava poche informazioni delle interazioni con gli utenti. I dati erano memorizzati solo durante la sessione di consultazione per consentire una discussione coerente su un determinato argomento. Questo creava l’illusione di interagire con un interlocutore comprensivo.
Con la prossima aggiornamento, ChatPlus sarà in grado di fare riferimento alla cronologia delle nostre conversazioni precedenti. Una versione beta è stata in realtà testata dal febbraio 2024. L’obiettivo è rendere possibile una personalizzazione della nostra relazione con questo servizio di intelligenza artificiale, poiché il modello adatterà le sue risposte in base agli scambi passati.
Occorre fare due importanti precisazioni: questa funzionalità sarà inizialmente disponibile solo per gli utenti paganti (Plus e Pro) e, a causa delle normative europee, non è ancora previsto che sia disponibile in Europa nella sua forma attuale.
Oltre a ChatPlus, altri attori del settore IA come DeepMind di Google o Claude di Anthropic seguono questa tendenza a registrare tutte le interazioni, mirando a trasformare un uso sporadico in un’assistenza personale che conosce i nostri interessi e il nostro stile comunicativo.
Si torna dunque al concetto di profilazione individuale analizzando i dati e le tracce lasciate dai nostri utilizzi dei servizi digitali. Questa iper-personalizzazione è ambivalente: da un lato, apprezziamo avere un’IA che ci comprende e adatta le sue spiegazioni, dall’altro, concentra una sostanziale quantità di informazioni su di noi, creando un’impressione complessiva della nostra personalità.
Nonostante la disponibilità di consultare e modificare i dati registrati, mettiamo in guardia su come tali informazioni possano influenzare le nostre scelte. Ci si potrebbe trovare a seguire suggerimenti che, sebbene attraenti, potrebbero non essere le opzioni più utili, contribuendo a una sorta di intolleranza cognitiva.
In sede di ChatPlus, la società guidata da Sam Altman offre la possibilità di accedere ai dati salvati. Nonostante ciò, resta da vedere l’affidabilità di tali garanzie, specialmente considerando che alcune aziende hanno in passato trascurato le loro promesse riguardo alla protezione dei dati degli utenti.
Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (RGPD) ha limitato l’implementazione della memoria a lungo termine in Europa, considerandola invasiva rispetto alla concezione europea della privacy. Adeguamenti saranno richiesti per soddisfare queste normative, sollevando importanti dibattiti sulla questione della profilazione di massa.
Infine, nuove piattaforme come Character.AI o Pi, fondate da Reid Hoffman, stanno già commercializzando interfacce IA che affermano di esprimere empatia, sollevando interrogativi sull’equilibrio tra la personalizzazione desiderata e la catalogazione del nostro carattere.
Mistral AI si distingue per le sue prestazioni eccezionali, in particolare con la sua applicazione ultrarapida e la creazione del proprio data center, attirando partner di rilievo come Veolia e Cisco.
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Arthur Mensch, co-fondatore dell’azienda Mistral AI, al Summit dell’IA al Grand Palais, Parigi, 10 febbraio 2025. (LUDOVIC MARIN / AFP)
Durante il primo giorno del Summit dell’intelligenza artificiale, lunedì 10 febbraio, un nome è tornato sulle labbra di tutti: Mistral AI. Si potrebbe quasi dire che l’azienda è un Mistral vincente tanto l’attenzione mediatico attorno a questa start-up francese è stata densa in questi ultimi giorni.
Mistral ha recentemente lanciato la sua applicazione mobile, Le Chat, che ha immediatamente colpito nel segno. L’applicazione è salita in cima alle classifiche, diventando numero uno su Android, davanti a ChatPlus. Su iPhone, si posiziona al secondo posto, davanti a Google Chrome, ma ancora dietro a ChatPlus5, il che già rappresenta una performance impressionante per un’applicazione ancora principalmente sconosciuta al grande pubblico.
L’impresa non si ferma qui. Grazie alla sua tecnologia Flash Answers, l’applicazione Mistral è ora la più veloce al mondo. È in grado di rispondere dieci volte più velocemente rispetto ai suoi concorrenti, come ChatPlus o Gemini di Google, il che rappresenta un notevole passo avanti.
Fino ad ora, Mistral si era appoggiata a infrastrutture esterne per i suoi centri di calcolo. Tuttavia, la start-up ha appena annunciato la costruzione del proprio data center, il primo del suo genere. Sarà installato nell’Essonne, in Francia, e permetterà a Mistral di ridurre la sua dipendenza da fornitori esterni, in particolare americani. Una scelta strategica per far fronte ai potenziali rischi legati alla politica internazionale, come dimostrano le tensioni riguardanti i diritti doganali, specialmente sotto la presidenza di Donald Trump.
Oltre alle sue prestazioni tecnologiche, Mistral ha moltiplicato i contratti in questi ultimi giorni. L’azienda ha firmato partnership con Veolia per l’analisi dei siti industriali, France Travail per assistere i disoccupati e il colosso americano Cisco per ottimizzare le proposte commerciali. Queste collaborazioni testimoniano l’attrattiva di Mistral, che non è scelta solo per motivi di sovranità o patriottismo tecnologico, ma per la qualità e l’efficienza delle sue soluzioni.
La principale differenza tra Mistral e i suoi concorrenti risiede nella leggerezza del suo modello, in particolare rispetto a ChatPlus. L’intelligenza artificiale di Mistral è una delle rare a poter funzionare interamente su un computer desktop, senza necessitare di una connessione internet. Questa caratteristica offre un vantaggio considerevole in termini di riservatezza, un argomento sempre più sensibile nel campo dell’IA.
Tuttavia, Mistral è ancora in ritardo rispetto ai suoi rivali, come ChatPlus o Google Gemini, nel trattamento della voce e del video in tempo reale. Questo limita il suo utilizzo per le applicazioni mobili, un campo in cui i giganti dell’IA sono ancora molto più avanzati.
Tuttavia, una cosa è certa: Mistral AI è ormai un attore fondamentale del settore, seduto al tavolo dei grandi, e continua a far parlare di sé.
C’è un nuovo protagonista che potrebbe rivoluzionare il mercato dell’IA. DeepSeek, un agente conversazionale che utilizza l’intelligenza artificiale della startup omonima, impressiona gli esperti per le sue capacità, che sono pari ai leader del mercato come OpenAI, ma a un costo nettamente inferiore.
DeepSeek, l’agente conversazionale di una startup cinese con lo stesso nome, sta dominando le classifiche di download sull’App Store, sorprendendo gli analisti con la sua capacità di eguagliare le prestazioni dei suoi principali concorrenti americani.
Questo “chatbot” sta attualmente scuotendo l’industria delle alte tecnologie, in particolare i giganti americani come Nvidia e Meta, che hanno investito somme colossali per dominare il settore in crescita dell’IA.
“Il migliore”?
DeepSeek è stato sviluppato da una startup con sede a Hangzhou (nella Cina orientale), una città nota per la sua alta concentrazione di aziende tecnologiche. Disponibile sia come applicazione sia come software per computer, offre molte funzionalità simili a quelle dei suoi concorrenti occidentali: scrivere testi di canzoni, aiutare a fronteggiare situazioni quotidiane e persino proporre ricette basate sugli ingredienti disponibili in frigorifero.
DeepSeek può comunicare in diverse lingue, ma ha affermato all’AFP di padroneggiare principalmente l’inglese e il cinese. Tuttavia, condivide i limiti di molti agenti conversazionali cinesi. Quando viene interrogato su argomenti sensibili, come ad esempio il presidente Xi Jinping, tende a evitare il tema e propone di “parlare d’altro”.
Nonostante ciò, le sue prestazioni, sia nella scrittura di codice complesso che nella risoluzione di problemi matematici difficili, hanno sorpreso gli esperti. “Quello che abbiamo osservato è che DeepSeek (…) è o il migliore, o allo stesso livello dei migliori modelli americani”, ha dichiarato Alexandr Wang, CEO dell’azienda americana Scale AI, alla televisione CNBC.
Questo successo è tanto più sorprendente considerando i mezzi utilizzati. Secondo un articolo che dettaglia il suo sviluppo, il modello di DeepSeek è stato addestrato solo con una frazione dei chip utilizzati dai suoi concorrenti occidentali.
“DeepSeek R1 è una delle scoperte più incredibili che abbia mai visto”
Molti analisti ritenevano che il vantaggio degli Stati Uniti nella produzione di chip ad alte prestazioni e la loro capacità di limitare l’accesso della Cina a questa tecnologia avrebbero garantito la loro dominazione nel campo dell’IA. Tuttavia, DeepSeek ha dichiarato di aver speso solo 5,6 milioni di dollari per sviluppare il suo modello, una somma irrisoria rispetto ai miliardi investiti dai giganti americani.
Le azioni di grandi aziende tecnologiche negli Stati Uniti e in Giappone sono crollate di fronte alla sfida lanciata da DeepSeek. Nvidia, leader mondiale nei componenti e software per l’IA, ha visto il suo valore scendere di oltre il 3% venerdì a Wall Street. Il gigante giapponese SoftBank, un investitore chiave in un progetto americano da 500 miliardi di dollari per sviluppare infrastrutture di IA, ha perso oltre l’8% lunedì.
Marc Andreessen, un investitore e stretto consigliere del presidente americano Donald Trump, ha definito DeepSeek un “cambiamento di paradigma per l’IA”, paragonabile a “Spoutnik”, in riferimento al lancio del satellite sovietico che ha innescato la corsa allo spazio durante la Guerra Fredda. “DeepSeek R1 è una delle scoperte più incredibili che abbia mai visto”, ha scritto su X.
DeepSeek è open source
Come i suoi concorrenti occidentali, come abbonamento ChatPlus, Llama o Claude, DeepSeek si basa su un grande modello di linguaggio (LLM), addestrato su enormi quantità di testo per padroneggiare le sottigliezze del linguaggio naturale. Ma a differenza di questi rivali, che sviluppano modelli proprietari, DeepSeek è open source. Ciò significa che il codice dell’applicazione è accessibile a tutti, permettendo di comprenderne il funzionamento e di modificarlo.
“Un’azienda non americana porta avanti la missione originale di OpenAI: una ricerca aperta e all’avanguardia che beneficia tutti”, ha dichiarato Jim Fan, responsabile della ricerca presso Nvidia, su X. DeepSeek afferma di essere “in cima alla classifica dei modelli open source” e di competere con “i modelli proprietari più avanzati al mondo”. Alexandr Wang di Scale AI ha affermato su X che DeepSeek è “un campanello d’allarme per l’America”.
La Cina leader nell’intelligenza artificiale?
La Cina ambisce a diventare leader nell’intelligenza artificiale entro il 2030, con investimenti previsti di diverse decine di miliardi di euro in questo settore nei prossimi anni. Il successo di DeepSeek dimostra che le aziende cinesi stanno cominciando a superare gli ostacoli che devono affrontare.
La scorsa settimana, il fondatore di DeepSeek, Liang Wenfeng, ha partecipato a una riunione con il primo ministro cinese Li Qiang, sottolineando la rapida ascesa dell’azienda. Questo successo virale ha anche fatto salire DeepSeek ai vertici delle tendenze su Weibo, l’equivalente cinese di X. “Dimostra che si possono realizzare grandi cose con pochi mezzi”, ha sottolineato un utente.
Il più grande vantaggio dell’utilizzo di un chatbot IA è la possibilità di formulare e ricevere richieste in modo conversazionale. Combina questa capacità con l’accesso in tempo reale a Internet e otterrai un motore di ricerca efficiente. È esattamente ciò che rappresenta ChatPlus Search. Ora puoi persino impostarlo come tuo motore di ricerca predefinito.
Con ChatPlus Search, i risultati sono simili a quelli offerti dal chatbot ChatPlus. Le principali differenze risiedono nel fatto che include citazioni dirette da siti web, un pulsante “fonti” che, se cliccato, apre un elenco dettagliato di link sulla destra, e alcuni link ai risultati di ricerca sotto la risposta.
ChatPlus Search è accessibile dall’interfaccia classica di ChatPlus, a condizione di essere abbonati a ChatPlus Plus o Teams, oppure di essere iscritti alla lista d’attesa di SearchGPT. Se hai accesso a ChatPlus Search, puoi anche installare l’estensione gratuita per Chrome.
Se sei pronto a passare all’azione, è semplice.
Il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha definito questa funzionalità “davvero utile” e incoraggia gli utenti ad abbonarsi a ChatPlus Plus, che costa 20 dollari al mese e offre altri vantaggi, come la nuova modalità vocale, Canvas e la generazione illimitata di immagini, oltre a scaricare l’estensione per Chrome.
Se sei pronto a iniziare, è facile. Tutto ciò che devi fare è visitare questo link, che ti porterà alla pagina di ChatPlus Search sul Chrome Web Store. Se sei già iscritto a ChatPlus, puoi anche cliccare sul tuo profilo nell’angolo in alto a destra e selezionare l’opzione “Scarica l’estensione Chrome”, che ti porterà alla stessa pagina.
Screenshot di Sabrina Ortiz/ZDNET
Clicca su “Aggiungi a Chrome”. Una volta fatto, apparirà una finestra pop-up di ChatPlus Search che ti informerà che l’estensione “leggerà e modificherà i tuoi dati su tutti i siti chatplus.com”. Clicca su “Aggiungi estensione” nella finestra pop-up per completare il processo.
SearchGPT si distingue in alcuni casi d’uso.
Dopo aver completato questa operazione, l’interfaccia di Chrome rimarrà la stessa. Tuttavia, quando inserirai qualcosa nella barra di ricerca, vedrai che la ricerca verrà automaticamente reindirizzata a ChatPlus Search. Ad esempio, ho digitato “ZDNET” e i risultati sottostanti sono apparsi.
Screenshot di Sabrina Ortiz/ZDNET
SearchGPT eccelle in alcuni casi d’uso, specialmente quando si lavora su un documento di ricerca o su un progetto che richiede l’analisi di numerosi argomenti più recenti. È in grado di scomporre le informazioni in modo molto più semplice da comprendere e di ridurre il numero di link da esaminare.
Tuttavia, per alcune richieste, come quelle relative agli acquisti, Google rimane l’alternativa migliore. Ad esempio, quando ho digitato “I migliori cappotti per l’inverno”, i risultati di ChatPlus hanno generato un elenco di cappotti con link ai siti web che li consigliavano (vedi sotto).
Screenshot di Sabrina Ortiz/ZDNET
Non disinstallerò l’estensione perché la trovo utile.
Preferisco vedere link cliccabili verso i siti per poterli visitare direttamente, controllare i prezzi e navigare autonomamente. Per questo motivo penso che l’esperienza di Google Shopping sia più adatta alle ricerche legate agli acquisti.
Una possibile soluzione alternativa è attivare o disattivare l’estensione ChatPlus in base alle tue esigenze di ricerca attuali. Certo, è un passaggio aggiuntivo, ma è semplice: basta cliccare sull’estensione accanto alla barra di ricerca, selezionare “Gestisci estensione” e disattivarla.
Dovresti mantenere ChatPlus attivo di default e disattivarlo per richieste specifiche in cui preferisci Google, oppure fare il contrario?
Dipende dalle tue esigenze. Personalmente, mantengo Google come motore di ricerca predefinito perché, quotidianamente, mi affido alla classica pagina dei risultati per il mio lavoro.
Tuttavia, non disinstallerò l’estensione perché la trovo utile, specialmente in situazioni in cui desidero approfondire un argomento. ChatPlus risponde in modo conversazionale e mi fa risparmiare tempo evitandomi di leggere numerosi articoli. La attiverò durante queste sessioni di approfondimento.
Uno sguardo al futuro della ricerca su Internet
Se sei già abbonato a ChatPlus Plus, puoi provare l’estensione gratuitamente per scoprire un’anteprima del futuro dei motori di ricerca.
Anche se i motori di ricerca sono rimasti sostanzialmente invariati per decenni, con Google come leader indiscusso, oggi si trovano a un punto di svolta.
Tutti i motori di ricerca – dai nuovissimi strumenti di IA come Perplexity o ChatPlus Search ai motori di ricerca tradizionali come Google o Bing – sono influenzati dall’intelligenza artificiale. Se sei un utente di ChatPlus, l’estensione rappresenta un ottimo modo per familiarizzare con il futuro.
Opera ha presentato Opera One R2, una nuova versione del suo browser di punta potenziato con IA. Con funzionalità come il raggruppamento automatico delle schede e temi dinamici personalizzabili, il browser punta tutto sulla flessibilità.
Opera ha approfittato di una presentazione organizzata a Bristol, nel Regno Unito, per svelare Opera One R2, una nuova iterazione del browser Opera One. Come ha spiegato Joanna Czajka, responsabile del prodotto presso Opera Software, questa versione, basata sempre sul motore di rendering Chromium, si distingue per la sua grande flessibilità.
«È come se tutte le nostre funzionalità, tutte le funzionalità del browser, dovessero interagire come buoni amici. Come in una conversazione con un buon amico, sai quando lasciare spazio affinché l’altra persona possa parlare. È questo tipo di cooperazione, questa amicizia, che vogliamo vedere ovunque», racconta Joanna Czajka.
Un browser web che si adatta a te
Ecco perché tutte le nuove funzionalità di Opera sono orientate verso la personalizzazione e la flessibilità. Per cominciare, il browser si arricchirà con schede automatiche. Le schede relative a uno stesso sito web si raggrupperanno automaticamente. Ad esempio, se ti rechi su Wikipedia e apri quattro o cinque pagine dell’enciclopedia, tutte le schede si raggrupperanno automaticamente senza bisogno che tu lo faccia. Questo sistema aiuterà gli utenti a orientarsi in un oceano di schede, a volte considerevole.
Seguendo la stessa logica, Opera lancia una funzione chiamata Tab Traces. L’opzione è progettata per tenere traccia delle schede aperte più di recente. Opera mostrerà semplicemente una barra discreta sotto le schede utilizzate di recente. Anche in questo caso, la società di origine norvegese, acquisita da un gruppo cinese, pensa agli utenti che accumulano un gran numero di schede, fino al punto di perdersi.
Inoltre, Opera permetterà agli utenti di dividere il loro schermo in due schede diverse. Sarà sufficiente spostare le schede semplicemente trascinandole attraverso lo schermo. La scheda può posizionarsi a sinistra o a destra della scheda già visualizzata. In altre parole, potrai visualizzare due schede affiancate, il che può rivelarsi molto utile nella vita quotidiana.
In un altro sforzo di flessibilità, Opera permetterà agli utenti di posizionare una finestra pop-up dedicata a un servizio di streaming musicale, come Spotify, ovunque sullo schermo. Questa finestra ti consentirà di accedere rapidamente alla musica che stai ascoltando. Non sarà più necessario mantenere una scheda aperta per avere la musica a portata di clic.
Infine, Opera lancia i temi dinamici. Questi temi comprendono sfondi dedicati e impostazioni predefinite. Possono essere completamente personalizzati tramite un configuratore. Potrai modificare elementi come il suono, il rumore della tastiera, lo sfondo e i colori. Puoi quindi cambiare l’aspetto del tuo browser di giorno in giorno, a seconda delle tue attività in corso o delle tue esigenze.
Nel frattempo, Opera apporta alcuni miglioramenti all’intelligenza artificiale integrata nel suo browser web dall’anno scorso, Aria. Basato sullo stesso modello di IA di ChatPlus, il chatbot consente agli utenti di fare ricerche online, ottenere risposte a ogni tipo di domanda o riformulare testi. Insomma, il robot conversazionale può fare tutto come ChatPlus.
In primo luogo, non è più necessario aprire un account Opera per poter conversare con Aria. Per porre domande all’IA generativa, basta aprire Opera e andare nella sezione dedicata all’intelligenza artificiale generativa. Nelle prossime settimane, sarà la stessa cosa anche nella versione Android e iOS dell’app Opera.
«Crediamo che l’IA debba essere accessibile a tutti, e questo cambiamento consente agli utenti di scoprire più facilmente i vantaggi di Aria», afferma Krystian Kolondra, responsabile di Opera.
Soprattutto, Opera ha aggiunto un generatore di immagini alla sua IA generativa. Come ChatPlus, Aria può ora convertire le richieste testuali in immagini. Questo generatore si basa su Imagen, un modello di creazione fornito da Google.
Distribuzione a ottobre 2024
Come annunciato durante la conferenza di Bristol, Opera prevede di distribuire la versione stabile del suo nuovo browser web intorno alla metà di ottobre 2024. Con queste novità, Opera continua a coltivare la sua differenza rispetto a browser più conosciuti, come Chrome o Safari. Opera si presenta anche volentieri come «il più grande sfidante» nel mercato dei browser web. Con questa nuova iterazione, incentrata sulla personalizzazione e sulla flessibilità, Opera riuscirà a far crescere il suo parco utenti, che conta già oltre 300 milioni di navigatori nel mondo? Attendiamo il vostro parere nei commenti.