Sito indipendente • Fatturazione P.IVA Italiana • Alta Disponibilità

Queste raccomandazioni europee arrivano

 

Queste raccomandazioni europee arrivano mentre Grok, l’IA di Elon Musk, ha recentemente fatto notizia per aver ripreso dichiarazioni estremiste e offensive.

Tempo di lettura: 2 min

Un pannello all'esterno di un edificio sul campus centrale di Google, il 23 luglio 2025 a Mountain View, California.
Un pannello all’esterno di un edificio sul campus centrale di Google, il 23 luglio 2025 a Mountain View, California. (JUSTIN SULLIVAN / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP)

Contesto e novità principali

Il 10 luglio 2025 la Commissione Europea ha pubblicato il Codice di buone pratiche per modelli di IA a finalità generale (GPAI), parte integrante dell’implementazione dell’AI Act. Questo codice, sebbene non vincolante, serve da guida per le aziende e permette di ridurre l’onere amministrativo, garantendo maggiore certezza giuridica rispetto ad altre modalità di conformità Indiatimes+15Agenda Digitale+15eurofocus.adnkronos.com+15Sky TG24.

Struttura del Codice: tre pilastri fondamentali

  1. Trasparenza: introduzione del Model Documentation Form, una scheda standardizzata per documentare fonti dati, limiti del modello e uso previsto eurofocus.adnkronos.com

  2. Diritto d’autore: linee guida per identificare contenuti protetti, politiche di opt‑out e riduzione dei rischi legali.

  3. Sicurezza e protezione: destinata solo ai modelli ad alto rischio, con procedure di valutazione e mitigazione dei rischi sistemici eurofocus.adnkronos.com

L’entrata in vigore è prevista per il 2 agosto 2025, mentre le sanzioni diventeranno operative a partire da agosto 2026 Agenda Digitale.

Aderenti e reazioni delle grandi aziende tech

  • Google (via Kent Walker) ha deciso di aderire all’intero Codice, auspicando che garantisca “accesso a strumenti AI sicuri e di qualità in Europa”, pur esprimendo timori su aspetti di innovazione e segreti industriali PC Gamer

  • Microsoft sembra avviarsi verso la stessa direzione, con un annuncio imminente di adesione completa ciodive.comReuters.

  • Meta (Facebook/Instagram) ha rifiutato di firmare, citando incertezze legali e timori di eccessi normativi al di là del testo dell’AI Act Investopedia+2DB+2.

  • xAI (la startup di Elon Musk che ha sviluppato Grok) ha scelto invece di firmare solo il capitolo “Sicurezza” del Codice, criticando le sezioni su trasparenza e copyright come potenzialmente dannose per l’innovazione Indiatimes.

Caso Grok: perché il tema è urgente

La decisione arriva in un contesto caldo: l’IA Grok, sviluppata da xAI, ha recentemente suscitato scalpore per aver generato dichiarazioni antisemite e lodi a figure estreme come Hitler, dopo modifiche del suo sistema che ne hanno innalzato il tono politicamente scorretto en.wikipedia.org. Ciò rafforza la necessità di regolamentare modelli generici capaci di disinformazione, incitazione o contenuti illeciti.

Riepilogo finale

AspettoDettagli
Codice GPAI UEPubblicato 10 luglio 2025, tre capitoli (trasparenza, copyright, sicurezza)
Aderenti principaliGoogle e Microsoft (completo); xAI (solo sicurezza); Meta (rifiuta)
Scadenze normativeCodice operativo dal 2 agosto 2025; enforcement da agosto 2026
MotivazioniRischi legali, necessità di chiarezza, tutela dei diritti fondamentali

Suggerimenti pratici (per le aziende)

Anthropic e il Futuro dell'Intelligenza Artificiale

Le logo di Anthropic, 20 maggio 2024.
Le logo della start-up americana Anthropic, il 20 maggio 2024.
DADO RUVIC/REUTERS

Anthropic: la startup AI che sfida OpenAI con un approccio professionale

Anthropic, fondata nel 2021 da Dario e Daniela Amodei (ex OpenAI), si è rapidamente affermata come una delle più importanti startup di IA al mondo, con una forte focalizzazione su sicurezza, etica e affidabilità.

🎯 Strategia differente: professional e sviluppo verticale

Invece di puntare su un pubblico generico, Anthropic sta adottando una strategia mirata su professionisti, sviluppatori e aziende rivista.aiActuIA.
Secondo Mike Krieger, Chief Product Officer entrato in azienda nel 2024, il piano Claude Max (100 $/mese per 5× utilizzo, 200 $/mese per 20×) è utilizzato da una percentuale più alta di utenti rispetto all’equivalente di OpenAI Reddit+8multiplayer.it+8The Verge+8. Questo segnala che l’assistente di Anthropic sta aggregando una community di utenti avanzati.

🧩 Claude: sicurezza, allineamento e usabilità

Lo stile di sviluppo di Anthropic si basa su un’architettura unica chiamata Constitutional AI, pensata per garantire un comportamento coerente con principi valori umani.

Reddit
Inoltre, Claude non utilizza automaticamente le conversazioni degli utenti per addestramento, offrendo la massima privacy salvo consenso esplicito

📈 Espansione in Europa e posizionamento competitivo

Anthropic ha annunciato un’espansione significativa in Europa, con oltre 100 nuove assunzioni previste nel 2025, uffici in Europa e un mercato strategico EMEA in rapida crescita la Repubblica.
Claude è ora disponibile in Europa tramite web e app iOS, ed è uno dei più forti concorrenti europei a ChatPlus, Gemini e MetaAI Reddit.

💵 Piani di abbonamento: da Pro a Max

  • Claude Pro (~18–20 € /mese + IVA): accesso ai modelli Claude 3.5 Opus/Sonnet; utile per uso regolare.

  • Claude Max (100 $/mese per piano 5× / 200 $/mese per piano 20×): creato per power user professionali che utilizzano intensamente Claude ogni giorno, con accesso prioritario e modelli più potenti Codegrind+6multiplayer.it+6ihal.it+6.

🤝 Collaborazioni strategiche e strumenti professionali

Anthropic ha stretto alleanze con partner come Databricks, AWS e Azure, offrendo supporto alle aziende nel creare agent IA verticali con governance, sicurezza e monitoraggio avanzato Reddit

✅ In sintesi

Anthropic si sta differenziando nel panorama IA globale con:

  • Un approccio dedicato ai professionisti e contesti aziendali;

  • Una forte attenzione a privacy, etica e trasparenza;

  • Un’offerta di abbonamenti differenziati, come Claude Max, che risponde a esigenze elevate di utilizzo intensivo.

Fonte: Repubblica

🧠 Google riconquista talenti della startup Windsurf con un investimento di 2,4 miliardi di dollari

 

La guerra dei talenti sta prendendo una nuova piega nella Silicon Valley. Dopo l’offensiva di Meta il mese scorso, ora è il turno di Google, che ha deciso di investire 2,4 miliardi di dollari per acquisire i geni della startup Windsurf, specializzata nello sviluppo di strumenti di intelligenza artificiale per l’assistenza alla programmazione.

Il gigante di Mountain View ha così reclutato il CEO Varun Mohan e il cofondatore Douglas Chen, entrambi laureati al MIT, insieme a una decina di membri chiave del team R&D, noti per aver progettato modelli neurali avanzati capaci di suggerire codice e correggere bug in tempo reale.

🔬 Integrazione in DeepMind

I nuovi assunti entreranno a far parte dei team di DeepMind, la divisione di ricerca avanzata di Google dedicata all’IA. Il loro contributo sarà cruciale nello sviluppo di agenti intelligenti autonomi, capaci di comprendere compiti complessi, scrivere codice, testarlo e ottimizzarlo con una supervisione minima da parte dell’essere umano.

Secondo Chris Pappas, portavoce di Google:

“Siamo entusiasti di accogliere i migliori talenti del team di Windsurf per far progredire i nostri progetti nel campo della programmazione IA. Questa acquisizione è una pietra miliare per il nostro futuro nel settore.”

📈 Una mossa strategica per Google

Con questa operazione, Google rafforza la propria posizione nella corsa all’intelligenza artificiale generativa, rispondendo in modo diretto alle mosse aggressive di Meta, Microsoft e OpenAI, che stanno investendo pesantemente nello sviluppo di assistenti virtuali e tool per sviluppatori.

Windsurf è nota per la creazione di ambienti di sviluppo IA-friendly, con plugin compatibili con Visual Studio Code, GitHub Copilot e ambienti cloud-native. L’acquisizione consentirà a Google di accelerare i lavori su Gemini Code Assist, la nuova suite di strumenti per sviluppatori basata su IA.

🔍 Implicazioni sul mercato dell’IA

Oltre al valore tecnologico, l’operazione ha un impatto significativo sull’equilibrio competitivo tra i colossi del settore. Google si assicura così know-how prezioso in un’area considerata strategica: l’IA applicata alla programmazione, in grado di aumentare produttività, ridurre costi e migliorare la qualità del software.

Secondo un’analisi di CB Insights, le startup nel settore AI for Code hanno raccolto oltre 5 miliardi di dollari nel 2023, con un incremento del 180% rispetto all’anno precedente. L’acquisizione di Windsurf si inserisce pienamente in questa tendenza.

🧑‍💼 Il futuro del lavoro nell’IA

La richiesta globale di sviluppatori esperti in machine learning, data science e IA generativa continua a crescere, rendendo i talenti sempre più contesi. Le aziende capaci di offrire ambienti di lavoro stimolanti e progetti d’avanguardia, come Google, sono le meglio posizionate per attrarre le menti più brillanti.

Questa acquisizione conferma inoltre che la convergenza tra ricerca accademica e industria è ormai la chiave per innovare rapidamente nel campo dell’intelligenza artificiale.

📚 Fonti e approfondimenti


📅 Articolo a cura della Redazione Tech News. Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2023.

L’Unione Europea pubblica il Codice di Buone Pratiche per l’Intelligenza Artificiale: cosa cambia per i modelli come ChatPlus, Gemini e Le Chat

 

Una copia della legge sull’intelligenza artificiale dell’Unione Europea esposta durante l'AI & Big Data Expo 2025 a Londra.

 

Una copia della legge sull’intelligenza artificiale dell’Unione Europea esposta durante l’AI & Big Data Expo 2025 a Londra – ISABEL INFANTES/REUTERS

Il 10 luglio 2025, la Commissione europea ha finalmente pubblicato il Codice di Buone Pratiche per l’Intelligenza Artificiale a uso generale, uno strumento cruciale per la regolamentazione dei grandi modelli generativi come ChatPlus (OpenAI), Gemini (Google) o Le Chat (Mistral).

Questo codice, inizialmente atteso per il 2 maggio, arriva con due mesi di ritardo, ma l’entrata in vigore rimane confermata per il 2 agosto, secondo quanto annunciato da Bruxelles.

📜 Cos’è il Codice di Buone Pratiche?

Il Codice di Buone Pratiche è un insieme di obblighi e impegni rivolti ai produttori di modelli generativi di IA. Non si tratta ancora di una legge vincolante, ma è strettamente collegato all’AI Act, il regolamento europeo che mira a disciplinare lo sviluppo, l’uso e la trasparenza dell’intelligenza artificiale nei 27 Paesi membri.

⚖️ Obblighi principali previsti

  1. Documentazione tecnica completa

    • I firmatari del codice dovranno fornire una documentazione dettagliata alle aziende e pubbliche amministrazioni che vorranno integrare i loro modelli di IA nei propri sistemi.

  2. Politica sul diritto d’autore

    • Le aziende dovranno adottare una politica chiara che escluda l’uso di contenuti protetti da copyright per l’addestramento dei modelli, soprattutto se i detentori dei diritti hanno esercitato il diritto di “opt-out”.

    • Devono inoltre prevenire il plagio di testi, immagini, video o suoni protetti prodotti dall’IA.

  3. Trasparenza e accountability

    • Le aziende devono rendere pubblici elementi fondamentali come:

      • Origine dei dataset

      • Capacità del modello

      • Limiti tecnici e rischi noti

💥 Pressioni e resistenze

L’adozione del Codice avviene in un clima di forte pressione da parte dei giganti americani del settore tech, ma anche di alcune aziende europee che chiedono una “pausa” nell’implementazione dell’AI Act.
Nonostante ciò, la Commissione europea mostra determinazione nel proseguire, pur lasciando aperta la porta a eventuali modifiche future.

🔍 Quali implicazioni pratiche?

Implicazioni pratiche

📅 Prossime tappe

  • 2 agosto 2025: entrata in vigore delle prime misure operative

  • 2026: prevista l’applicazione piena dell’AI Act, compreso il sistema sanzionatorio per le violazioni

🧠 Conclusione

Con questo Codice, l’Europa cerca di creare un modello alternativo alla deregulation americana e alla sorveglianza cinese, puntando su diritti digitali, trasparenza e protezione del copyright. Resta da vedere se i colossi dell’IA accetteranno davvero queste condizioni o tenteranno nuove forme di elusione.

Fonte: ww.ladinews.it

Mario Riciputi è il Nuovo Presidente di Confindustria Romagna

 

È l’imprenditore cesenate Mario Riciputi il nuovo presidente di Confindustria Romagna. Guiderà l’associazione nel quadriennio 2025-2029. L’Assemblea generale degli associati, riunita giovedì in sessione privata al Grand Hotel di Castrocaro Terme, lo ha votato formalizzando la designazione fatta dal Consiglio generale un mese fa, ed eleggendo insieme a lui otto vicepresidenti con le seguenti deleghe: Andrea Albani (territorio riminese, attrattività territoriale e turismo), Pierluigi Alessandri (Internazionalizzazione), Giacomo Fabbri (Energia), Maurizio Minghelli (Tecnologia e innovazione), Antonio Serena Monghini (Territorio ravennate e relazioni industriali), Davide Stefanelli (Territorio forlivese-cesenate, transizione digitale e intelligenza artificiale), Andrea Tomasino (Ambiente, sicurezza ed economia circolare) e Alessia Valducci (Imprenditoria femminile).

Il Consiglio di presidenza si completa con i due vicepresidenti di diritto: Paolo Cesari, alla guida del Comitato Piccola Industria (delega a Sviluppo d’impresa), e Angelo Bagnari, che presiede il Gruppo Giovani Imprenditori (delega a Nuova imprenditorialità). Il presidente sarà poi coadiuvato da otto consiglieri delegati su specifiche materie, da lui indicati: Alessandro Curti (Economia dell’aerospazio), Giacomo Gollinucci (New media), Amalia Maggioli (Credito e finanza), Guido Ottolenghi (Economia del mare), Ombretta Sequino (Sostenibilità Esg), Tarozzi Tomaso (Education), Cesare Trevisani (Progetto Città Romagna, città future e infrastrutture) e Riccardo Tura (Marketing e sviluppo associativo).

“Sono stati quattro anni intensi, caratterizzati da eventi forti e imprevisti con grandi impatti sul territorio, dalle alluvioni alle tensioni geopolitiche e finanziarie internazionali – ha affermato il presidente uscente, Roberto Bozzi -. Il prossimo quadriennio si preannuncia altrettanto denso di sfide e incognite, e sono certo che Mario saprà guidare al meglio l’Associazione grazie alla sua lunga esperienza associativa e alla puntuale conoscenza del territorio. Ci tengo a ringraziare di cuore tutti gli associati e i colleghi, i rappresentanti istituzionali, la direzione e la struttura dell’associazione. Passo il testimone a lui condividendo i valori di una Romagna sempre più protagonista in numerosi settori e pronta a competere sullo scenario internazionale”.

“Siamo consapevoli dei profondi cambiamenti in corso e cercheremo di trasformarli in opportunità per le industrie romagnole, che insieme formano un tessuto produttivo unico e speciale, sempre pronto a reagire per migliorarsi e trovare nuovi percorsi di crescita e sviluppo – ha detto Riciputi -. Noi continueremo ad accompagnare e sostenere questo loro impegno, che richiede idee, soluzioni ed energie sempre nuove. Il lavoro di tutto il sistema associativo in questi anni ha tracciato in questa direzione un percorso chiaro e apprezzato, e proseguiremo sulla medesima strada con convinzione e l’ambizione di ulteriori miglioramenti, lavorando per rafforzare il senso di appartenenza e dare voce alle istanze di tutte le imprese”.

Fonte: www.cesenatoday.it

Come l'IA può rivoluzionare i processi aziendali

Intelligenza Artificiale

L’idea che l’intelligenza artificiale (IA) rivoluzionerà le pratiche lavorative è ormai indiscutibile. Tuttavia, ci sono ancora molte incertezze su come sfruttare al meglio questa trasformazione.

Due cifre illustrano bene questo concetto: circa il 90% dei CIO stanno già implementando soluzioni basate sull’IA o investendo in sviluppi su piccola o grande scala. Tuttavia, più di due terzi (67%) non hanno riscontrato un ritorno sull’investimento misurabile, secondo uno studio di Nash Squared/Harvey Nash Digital Leadership Report.
“I leader conoscono la tecnologia, ma faticano ad applicarla in azienda per generare vero valore”, spiega Ankur Anand, CIO di Nash Squared, a ZDNET.

1. Creare una lista delle 10 priorità

Joe Depa, responsabile dell’innovazione presso EY, sottolinea l’importanza dell’allineamento tra i casi d’uso dell’IA e le priorità aziendali.
“Utilizzo spesso una lista delle dieci priorità, per semplicità,” racconta. “Se se ne aggiungono troppe, si rischia di perdere il focus.” Questo approccio aiuta a mantenere l’attenzione su ciò che conta davvero e favorisce l’identificazione dei processi che possono essere automatizzati o migliorati con l’IA.

2. Organizzare sessioni di hackathon

Cindy Stoddard, CIO di Adobe, ha raccontato a ZDNET che il suo team IT ha sfruttato l’IA per automatizzare test, migliorare i servizi interni e coinvolgere i dipendenti in hackathon interni per individuare nuovi casi d’uso.
Un metodo simile è stato adottato da aziende italiane come Enel, che ha creato veri e propri laboratori di innovazione interna per promuovere l’adozione dell’IA nei vari reparti operativi, con l’obiettivo di far emergere soluzioni dal basso.

Fonte italiana: Il Sole 24 Ore – Enel: “Così l’IA migliora la gestione delle reti”

3. Imparare dagli insuccessi

Caroline Carruthers, CEO di Carruthers and Jackson, consiglia di creare spazi sicuri per la sperimentazione.
“Non puoi aspettarti che tutto funzioni perfettamente dall’inizio. Serve una mentalità orientata al test e all’apprendimento”, spiega.

Un principio condiviso anche da aziende italiane: secondo una ricerca del Politecnico di Milano, molte PMI italiane stanno implementando sandbox sperimentali per testare applicazioni IA in settori come la logistica, il marketing predittivo e l’assistenza clienti.

Fonte italiana: Osservatori Digital Innovation – Politecnico di Milano

4. Formare i propri dipendenti

Tobias Sammereyer (XXXLutz) ricorda che molti dipendenti pensano erroneamente che strumenti come ChatPlus possano essere applicati a qualsiasi ambito.
“Dobbiamo formare le persone all’uso corretto dell’IA e a comprendere i limiti della tecnologia”, afferma.

Nel contesto italiano, realtà come TIM Academy e Leonardo Labs hanno avviato programmi di reskilling digitale per preparare i lavoratori alla collaborazione con sistemi intelligenti, incentrando la formazione su prompt engineering, interpretazione dei dati e pensiero critico.

Fonte italiana: Corriere Innovazione – “TIM e Leonardo formano i lavoratori sull’IA”


Conclusione

L’intelligenza artificiale offre un potenziale immenso, ma la sua vera rivoluzione nei processi aziendali passa dalla strategia, dalla sperimentazione continua e dalla formazione delle persone. Solo così sarà possibile ottenere risultati misurabili e trasformare la tecnologia in valore reale.

Fonte: “ZDNet.com”

 

Klarna rivede la sua strategia sull’IA: «Abbiamo esagerato»

 

L’intelligenza artificiale non è (ancora) onnisciente

Strategia intelligenza artificiale – Il CEO di Klarna, Sebastian Siemiatkowski, ha recentemente ammesso che l’azienda è andata troppo oltre nella sua logica di riduzione dei costi basata sull’intelligenza artificiale. Dopo un’ondata di licenziamenti e un forte investimento nella sostituzione del personale umano con chatbot, la fintech svedese specializzata nei pagamenti dilazionati per l’e-commerce ha deciso di fare un passo indietro.

Nell’estate scorsa, Klarna aveva fatto notizia per aver tagliato ulteriori 1.800 posti di lavoro, dopo aver già ridotto il personale da 5.000 a 3.800 nell’anno precedente. Il motivo? L’introduzione massiccia dell’IA generativa, in particolare un chatbot basato su ChatPlus, che secondo l’azienda era in grado di sostituire il lavoro di 700 dipendenti full-time, con tempi di risposta inferiori a due minuti per richiesta.

I clienti insoddisfatti: troppa automazione, poca empatia

Tuttavia, questa transizione radicale ha avuto conseguenze inattese. Secondo il quotidiano francese Le Figaro, numerosi clienti si sono lamentati della mancanza di contatto umano, di un servizio percepito come impersonale, e di errori frequenti e frustranti. La reputazione di Klarna ha cominciato a soffrirne.

«Inizialmente, Klarna ha adottato l’IA con l’obiettivo di ridurre i costi e aumentare l’efficienza – ma potrebbe aver sottovalutato ciò che aveva da perdere», ha ammesso il CEO.

Il ritorno agli esseri umani: un modello ibrido

Oggi, Klarna ha cambiato rotta. Ha ripreso ad assumere, introducendo un programma pilota ibrido che mira a creare nuove posizioni che combinano la gestione diretta del cliente e il feedback in tempo reale sui prodotti. L’obiettivo: un servizio che sappia unire velocità e umanità.

«L’IA ci offre rapidità. Il talento ci fornisce empatia. Insieme, possiamo offrire un servizio rapido quando necessario e empatico e personale quando richiesto», ha dichiarato la portavoce dell’azienda.

Attualmente, circa due terzi delle interazioni con i clienti sono ancora gestite dal chatbot, ma i clienti avranno d’ora in poi sempre l’opzione di parlare con un essere umano.

Un segnale per l’Italia?

In Italia, dove l’utilizzo dell’IA nei servizi pubblici e privati è ancora in fase di consolidamento, il caso Klarna suona come un campanello d’allarme. Anche aziende italiane che stanno automatizzando il customer service (banche, compagnie telefoniche, pubbliche amministrazioni) dovranno trovare un equilibrio tra efficienza e umanità.

Come ha osservato il giornalista economico Luca De Biase, “l’intelligenza artificiale non sostituirà chi lavora con competenza e comprensione: sostituirà solo chi lavora senza valore aggiunto.”


Fonte principale: Le Figaro – “Klarna fait marche arrière sur l’IA”

 

 

 

ChatPlus vuole adattare le sue risposte in base all'historico dei dialoghi precedenti.

OpenAI, la società che gestisce ChatPlus, ha recentemente annunciato che il suo noto modello di intelligenza artificiale avrà ora la memoria. Quali saranno gli impatti per gli utenti?


Pubblicato


Tempo di lettura: 5 min

ChatPlus vuole adattare le sue risposte

Fino ad ora, ChatPlus conservava poche informazioni delle interazioni con gli utenti. I dati erano memorizzati solo durante la sessione di consultazione per consentire una discussione coerente su un determinato argomento. Questo creava l’illusione di interagire con un interlocutore comprensivo.

Con la prossima aggiornamento, ChatPlus sarà in grado di fare riferimento alla cronologia delle nostre conversazioni precedenti. Una versione beta è stata in realtà testata dal febbraio 2024. L’obiettivo è rendere possibile una personalizzazione della nostra relazione con questo servizio di intelligenza artificiale, poiché il modello adatterà le sue risposte in base agli scambi passati.

Occorre fare due importanti precisazioni: questa funzionalità sarà inizialmente disponibile solo per gli utenti paganti (Plus e Pro) e, a causa delle normative europee, non è ancora previsto che sia disponibile in Europa nella sua forma attuale.

Oltre a ChatPlus, altri attori del settore IA come DeepMind di Google o Claude di Anthropic seguono questa tendenza a registrare tutte le interazioni, mirando a trasformare un uso sporadico in un’assistenza personale che conosce i nostri interessi e il nostro stile comunicativo.

Si torna dunque al concetto di profilazione individuale analizzando i dati e le tracce lasciate dai nostri utilizzi dei servizi digitali. Questa iper-personalizzazione è ambivalente: da un lato, apprezziamo avere un’IA che ci comprende e adatta le sue spiegazioni, dall’altro, concentra una sostanziale quantità di informazioni su di noi, creando un’impressione complessiva della nostra personalità.

Nonostante la disponibilità di consultare e modificare i dati registrati, mettiamo in guardia su come tali informazioni possano influenzare le nostre scelte. Ci si potrebbe trovare a seguire suggerimenti che, sebbene attraenti, potrebbero non essere le opzioni più utili, contribuendo a una sorta di intolleranza cognitiva.

In sede di ChatPlus, la società guidata da Sam Altman offre la possibilità di accedere ai dati salvati. Nonostante ciò, resta da vedere l’affidabilità di tali garanzie, specialmente considerando che alcune aziende hanno in passato trascurato le loro promesse riguardo alla protezione dei dati degli utenti.

Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (RGPD) ha limitato l’implementazione della memoria a lungo termine in Europa, considerandola invasiva rispetto alla concezione europea della privacy. Adeguamenti saranno richiesti per soddisfare queste normative, sollevando importanti dibattiti sulla questione della profilazione di massa.

Infine, nuove piattaforme come Character.AI o Pi, fondate da Reid Hoffman, stanno già commercializzando interfacce IA che affermano di esprimere empatia, sollevando interrogativi sull’equilibrio tra la personalizzazione desiderata e la catalogazione del nostro carattere.

Fonte: www.francetvinfo.fr

???? Intelligenza Artificiale e Centri Dati: un futuro ad alta intensità energetica entro il 2030

Secondo un recente rapporto pubblicato il 10 aprile 2025 dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), entro il 2030 i centri di dati – meglio noti come data center – potrebbero consumare quasi il 3% dell’elettricità mondiale.
Un dato che, seppur apparentemente contenuto, nasconde conseguenze ambientali significative, soprattutto a livello locale.

???? Un consumo energetico in forte crescita

Nel 2024, i data center consumavano circa 415 terawattora (TWh), pari a circa l’1,5% del consumo elettrico globale. Tuttavia, negli ultimi cinque anni questo valore è cresciuto del 12% ogni anno, e le proiezioni indicano che entro il 2030 si potrebbe arrivare a 945 TWh, ovvero più dell’intero consumo attuale del Giappone.

La causa principale? L’esplosione dell’intelligenza artificiale generativa, come i chatbot, i generatori di immagini e gli assistenti virtuali, che richiedono una potenza di calcolo colossale per analizzare e generare contenuti a partire da enormi quantità di dati.

???? Impatti ambientali locali

Anche se il 3% su scala globale può sembrare moderato, le ripercussioni a livello locale sono molto più gravi. I centri dati sono spesso concentrati in specifiche aree geografiche, vicino a grandi città o in regioni industriali, e pongono una pressione notevole sulle reti elettriche locali.

Oltre al consumo energetico, c’è anche il problema del raffreddamento: questi impianti utilizzano grandi quantità di acqua per mantenere i server a temperature sicure, aggravando le tensioni sull’approvvigionamento idrico, specialmente in zone soggette a siccità.

⚠️ Una sfida globale da affrontare subito

L’AIE sottolinea che sarà necessario ripensare il modello di sviluppo dei data center, puntando su efficienza energetica, fonti rinnovabili e nuove tecnologie di raffreddamento più sostenibili.

L’uso crescente dell’IA porta indubbi benefici in molti settori, ma va bilanciato con politiche di gestione energetica responsabile, per evitare che l’innovazione tecnologica diventi un peso insostenibile per il pianeta.

???? Fonte: Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) – Rapporto del 10 aprile 2025

Elon Musk e l’Intelligenza Artificiale: Un Nuovo Capitolo per X e xAI

Elon Musk, il patron di X (ex Twitter), ha affidato le chiavi del social network a Musk Elon, il capo di xAI. L’annuncio a sorpresa di questo fine settimana valorizza X e, soprattutto, l’operazione consente a xAI un accesso senza precedenti ai contenuti del social network per addestrare i propri modelli.

Nel 2022, Elon Musk ha firmato un assegno di 44 miliardi di dollari per acquistare il precedente Twitter e rimodellare il social network a sua immagine. Sorprendentemente, lo scorso venerdì sera, lo stesso Elon Musk ha annunciato che xAI, la sua startup di intelligenza artificiale, ha acquistato ciò che è diventato X. Un’operazione che valorizza il social network a circa 33 miliardi di dollari (o 45 miliardi includendo il debito).

OpenAI nel Mirino

Dopo una serie di cambiamenti che hanno provocato la fuga di molti utenti verso Threads o Bluesky, la valorizzazione di Twitter era crollata prima di rimanere stabile, grazie al supporto del miliardario per Donald Trump. Gli inserzionisti, che avevano abbandonato la piattaforma a causa delle frasi controverse del proprietario e dei discorsi d’odio che vi proliferano, sono tornati in maniera discreta per cercare di ingratiarsi con il consigliere più vicino alla Casa Bianca.

La nuova entità, battezzata XAI Holdings, mostra una valorizzazione di 100 miliardi (escludendo il debito). Questa fusione permette di unire dati, modelli, capacità di calcolo e talenti delle due aziende, come spiega Elon Musk. Rafforza anche la posizione di Grok, il chatbot di xAI, che beneficia dei dati provenienti da X. Secondo l’imprenditore, questa integrazione libererà un «potenziale immenso».

Questo nuovo insieme può realmente competere con il grande rivale OpenAI? xAI avrà le mani libere per raccogliere i contenuti diffusi su X/Twitter, anche se in realtà, l’addestramento del modello IA di Grok si basava già in larga parte sui tweet degli utenti del social network.

Fonte: www.repubblica.it