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Il nuovo browser Atlas di OpenAI

Il nuovo browser Atlas di OpenAI solleva già forti preoccupazioni riguardo alla privacy. Alimentato da ChatPlus, è programmato per memorizzare elementi di navigazione nella sua memoria. Test condotti da una tecnologa hanno dimostrato che l’IA non filtra adeguatamente i dati da memorizzare o meno. Di conseguenza, riesce a raccogliere informazioni sensibili, come dati medici, sugli utenti.

OpenAI ha recentemente svelato Atlas, un browser web progettato attorno a ChatPlus. Pilotato dall’IA, il browser ha già sollevato preoccupazioni per la privacy. Infatti, Atlas conserva dettagli utili della navigazione per aiutare a ritrovare pagine o automatizzare compiti. Il browser crea una memoria personale riguardo all’utente, registrando una grande quantità di dati, come i siti visitati, contenuti e comportamenti dell’utente. Tutte queste informazioni vengono immagazzinate sui server di OpenAI.

 

Atlas filtra male i dati sensibili

Nonostante OpenAI affermi di non registrare alcune informazioni sensibili, come password o dati bancari, test hanno dimostrato che il browser conserva tracce di ricerche mediche o personali. Lena Cohen, tecnologa alla Electronic Frontier Foundation, una ONG internazionale per la protezione delle libertà su Internet, ha condotto diversi test e ha riscontrato che Atlas ha memorizzato informazioni sui siti legati alla salute intima.

In particolare, il browser ha registrato che un utente si era iscritto a servizi di salute sessuale e riproduttiva su Parenthood Direct, una piattaforma di consultazione online. L’IA ha addirittura memorizzato il nome del medico consultato.

Durante l’annuuncio, OpenAI ha promesso che tali informazioni non sarebbero mai state memorizzate nella memoria di Atlas. La scoperta di Lena Cohen dimostra però che il sistema non filtra correttamente i dati sensibili degli utenti. Di fatto, è possibile che informazioni molto sensibili sul tuo profilo vengano raccolte da OpenAI. Queste informazioni potrebbero teoricamente finire nelle mani sbagliate. La ricercatrice afferma quindi che «l’ampiezza della raccolta dati in Atlas è un incubo per la privacy degli utenti».

Come gestire la memoria di Atlas?

OpenAI chiarisce che l’utente decide cosa viene memorizzato, può consultare ed eliminare ciò che è registrato. Consapevole delle preoccupazioni legate all’IA, la startup afferma che il contenuto di navigazione non viene utilizzato per migliorare o addestrare i modelli di ChatPlus.

È quindi possibile gestire cosa ricorda Atlas. Tuttavia, il sistema implementato da OpenAI è tutt’altro che semplice. Nella barra degli indirizzi, che permette di comunicare con ChatPlus, è infatti necessario dire esplicitamente all’IA di non memorizzare un sito web. È fondamentale ricordarsi di avvisare ChatPlus ogni volta che si visita un sito che si considera sensibile. In pratica, è difficile immaginare che gli utenti possano fare ciò durante la loro navigazione.

Per questo motivo, l’utente può anche cancellare tutti i ricordi di Atlas relativi a un sito eliminando la cronologia di navigazione. Inoltre, l’utente ha la libertà di accedere alla memoria nelle impostazioni. Qui troverà il registro di tutti i dati memorizzati da Atlas. La memoria è in fase di distribuzione graduale e non è ancora disponibile per tutti gli utenti. Vale la pena notare che Atlas è stato lanciato solo pochi giorni fa, motivo per cui alcune funzionalità non sono ancora attive.

Si noti che Lena Cohen sottolinea che i dati recuperati da Atlas sono distinti dalle informazioni raccolte da ChatPlus. La ricercatrice considera l’approccio di OpenAI alla privacy e ai dati esageratamente complesso. Secondo la tecnologa, troppi utenti non saranno in grado di configurare correttamente le funzionalità legate alla memoria per proteggere la loro privacy.

Fonte:
Washington Post

 

 

L'intelligenza artificiale e i pericoli per le vostre password

 

Le vostre password potrebbero essere aspirate da agenti di intelligenza artificiale senza che ve ne accorgiate. Le aziende che sviluppano gestori di password stanno cominciando a implementare soluzioni per proteggervi.

Gli agenti IA sono ovunque, dalla produttività alla cybersicurezza, ed è in grado di automatizzare molteplici attività. Tuttavia, questi strumenti hanno talvolta accesso ai vostri identificativi e password personali, che possono manipolare o memorizzare senza il vostro consenso.

Gli agenti IA, una nuova minaccia per le vostre password

Dietro la loro straordinaria efficienza, gli agenti di intelligenza artificiale pongono una questione fondamentale: hanno bisogno di connettersi ai vostri account per operare, e quindi di usare le vostre credenziali. In molti casi, queste password vengono immesse direttamente negli strumenti automatizzati o nei browser utilizzati dall’IA, aprendo la porta a perdite involontarie verso i grandi modelli di linguaggio.

Protezione Password Agenti IA 1Password
© 1Password

Una situazione particolarmente preoccupante in un ambiente professionale, dove dati molto sensibili possono essere esposti rapidamente. Le aziende specializzate nella gestione delle password ne sono consapevoli e iniziano a implementare soluzioni. È il caso di 1Password, uno dei molti gestori di password sul mercato, con la sua tecnologia Secure Agentic Autofill, che consente a un agente IA di accedere a un servizio senza mai vedere né memorizzare la password utilizzata.

Una barriera tra i vostri account e le IA

Il principio è basato sull’estensione di 1Password per il vostro browser web. Essa funge da intermediario tra l’IA e le vostre credenziali. Quando un agente ha bisogno di una password, la richiesta passa attraverso un canale crittografato basato sul Noise Framework, e l’utente deve approvare l’accesso prima che il campo venga automaticamente compilato. L’IA, per sua parte, non vede mai la password.

agenti di intelligenza artificiale password
© 1Password

1Password ha collaborato con Browserbase per rendere questa soluzione compatibile con le piattaforme di automazione web. L’obiettivo è sia prevenire qualsiasi fuga di identificativi nei log o nelle richieste IA, sia consentire agli agenti di funzionare normalmente. In pratica, questo crea una barriera di sicurezza tra i vostri account e le IA.

 

Tuttavia, anche con questo tipo di innovazione, rimane la necessità di essere cauti. È meglio evitare di trasmettere identificativi a agenti o chatbot, attivare l’autenticazione a due fattori sui conti sensibili e monitorare le autorizzazioni concesse ai vostri strumenti automatizzati. Applicando queste semplici regole di base, si riduce notevolmente il rischio che le vostre informazioni siano intercettate o riutilizzate da sistemi di IA.

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Fonte:

TechRadar

 

Ecoarea Startup Lab: Un Passaggio Decisivo per l'Innovazione in Romagna

 

Il 26 settembre Ecoarea Startup Lab, a Cerasolo Ausa – Coriano, ha festeggiato un riconoscimento che segna un passaggio decisivo: l’abilitazione come Incubatore certificato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un traguardo che rafforza l’ecosistema dell’innovazione in Romagna e apre nuove prospettive a startup e PMI.

Per l’occasione, negli spazi di via Rigardara 39 a Cerasolo Ausa – Coriano, Ecoarea ha presentato il format “Anima Intelligente – AI: dove l’innovazione incontra l’anima”. Non una conferenza tradizionale, ma una serata che ha unito tecnologia, arte e impresa, trasformando il racconto dell’innovazione in un’esperienza collettiva.

Protagoniste quattro startup che rappresentano bene la direzione intrapresa. Genio Micelio, fondata da Giancarlo Barletta, lavora come una rete invisibile capace di mettere in contatto persone, imprese e istituzioni, trasformando i valori ESG in progetti concreti. O3_Studio, con Maurizio Scilla e Simone Conzato, porta avanti un percorso che unisce design e moda sostenibile, tra riuso creativo, collezioni no-gender e tessuti rigenerati. Video Bullet, nata dall’idea di Davide Bonini e Giacomo Pagliarani, affronta la sfida della comunicazione continua realizzando video brevi e format digitali che combinano dati e narrazione. Infine, God Save the Chill, un media brand con una community internazionale di oltre 700mila persone, diffonde una cultura del benessere attraverso musica ed esperienze immersive.

Attorno a queste realtà si è raccolta una rete di musicisti, artisti e performer che ha reso la serata un percorso multisensoriale. Il jazz del Round Jazz Project si è intrecciato con i set elettronici di Cemento Atlantico e Beats Mind, mentre Steve Records ha portato al pianoforte atmosfere intime e contemporanee. Le installazioni floreali di Mara Verbena hanno trasformato gli spazi, i dipinti di Mauro Drudi, le sculture luminose di Manuele Urbinati e i lavori di Silvana Di Vora hanno aperto un dialogo tra memoria e presente. Antica Proietteria ha animato le architetture con un video mapping immersivo, Play Marche ha sperimentato nuove narrazioni digitali legate al patrimonio culturale, mentre Snouf e Pollini Profumi hanno aggiunto la dimensione olfattiva, trasformando suoni e storie in suggestioni da respirare.

Oltre seicento persone – tra imprenditori, professionisti, investitori e rappresentanti delle istituzioni – hanno preso parte all’iniziativa, che ha confermato il ruolo di Ecoarea come crocevia tra impresa, ricerca e creatività.

Dichiarazioni

«Con il format Anima Intelligente abbiamo celebrato una nuova stagione per Ecoarea Startup Lab, raccontando cosa sono oggi le startup e le PMI innovative: un vero motore di sviluppo economico per il Paese» – spiega Romano Ugolini, CEO di Ecoarea.

«Questo riconoscimento significa avere a disposizione sul territorio un team di manager ed esperti in grado di accompagnare le aziende nella crescita e nell’accesso ai mercati internazionali. L’intelligenza artificiale è centrale, ma va usata con sapienza: per questo all’interno dell’incubatore abbiamo figure specializzate con un approccio etico, sensibile e sostenibile».

«Innovazione e sostenibilità sono i driver della nostra missione. Siamo uno dei circa cinquanta incubatori certificati in Italia, tra i pochissimi fondati con capitali privati, non pubblici. È un riconoscimento importante, frutto di un percorso nato dal basso, con forze e risorse proprie».

«Abbiamo accolto oltre 600 persone» – conclude Ugolini – «ed è stata la dimostrazione concreta di come l’innovazione possa diventare un’esperienza condivisa e generare valore per tutta la comunità».

Fonte : altarimini.it

Nuove Opportunità per Mistral AI

Mistral AI, la startup francese di intelligenza artificiale, ha recentemente concluso un round di finanziamento di Serie C da 1,7 miliardi di euro, portando la sua valutazione a 11,7 miliardi di euro. ASML, leader olandese nella produzione di macchinari per semiconduttori, ha investito 1,3 miliardi di euro, acquisendo una partecipazione dell’11% e diventando il principale azionista di Mistral AI. Reuters

Questa alleanza strategica mira a potenziare le capacità tecnologiche europee nel campo dell’intelligenza artificiale, riducendo la dipendenza dai giganti tecnologici americani. La collaborazione tra Mistral AI e ASML si concentra sull’integrazione dei modelli di IA nei prodotti di ASML, offrendo soluzioni innovative per i clienti e opportunità di ricerca congiunta. ASML

Mistral AI, fondata nel 2023 da ex ricercatori di Google DeepMind e Meta, ha già attratto clienti di rilievo come Orange, BNP Paribas, Cisco, Stellantis e CMA CGM, consolidando la sua posizione nel panorama europeo dell’IA.

Ultimi Giorni per Iscriversi a "Giovani Imprenditori: Come Avviare una Startup"

 

Ultimi giorni per iscriversi a “Giovani imprenditori: come avviare una startup. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Giovani al Centro 2.0”, è in programma per sabato 6 settembre, dalle 9 alle 17, presso Palazzo Forti a Sabbioneta.

L’Informagiovani di Viadana promuove una giornata formativa in collaborazione con i Comuni di Bozzolo, Dosolo, Marcaria, Viadana e Sabbioneta. L’evento, a partecipazione gratuita, è realizzato con il contributo di Regione Lombardia ed è rivolto alla fascia d’età compresa tra i 18 e i 34 anni. In programma workshop, testimonianze imprenditoriali, momenti formativi e interattivi.

Tra gli argomenti trattati, oltre alle modalità per strutturare un progetto di start-up, si parlerà anche dell’etica nell’imprenditorialità e della digitalizzazione dell’impresa con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Infine, i partecipanti si confronteranno con due imprenditori del territorio che racconteranno le rispettive esperienze professionali e aziendali. Il termine per le iscrizioni scade il 31 agosto: per partecipare occorre inviare una e-mail a informagiovani@comune.viadana.mn.it.

L.C.

© Riproduzione riservata

Spiegazione:

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Fonte : www.oglioponews.it

Innovazione e Collaborazione: L'Accordo Tra Confcommercio Pisa e Polo Tecnologico di Navacchio

 

Supportare e rappresentare concretamente le imprese nel cammino verso l’innovazione, fornendo strumenti pratici per i settori tecnologici e l’innovazione dei processi e prodotti. Con questo obiettivo Confcommercio Provincia di Pisa e il Polo Tecnologico di Navacchio siglano un nuovo accordo di partnership, sottoscritto dal presidente di Confcommercio Pisa Stefano Maestri Accesi e dal presidente del Polo Tecnologico Andrea Di Benedetto.

“Il mondo della tecnologia è un mondo trasversale che interessa da vicino le piccole e medie imprese che Confcommercio rappresenta”, afferma il presidente di Confcommercio Provincia di Pisa Stefano Maestri Accesi. “Un universo che richiede competenze e innovazione per crescere e grazie alla partnership con il Polo Tecnologico, eccellenza italiana e internazionale in questo settore, avremo un importantissimo strumento per supportare le nostre imprese e realizzare i loro progetti”.

“Il nostro Polo è da sempre una piattaforma di incontro tra tecnologia e bisogni reali delle imprese, anche quelle più piccole”, dichiara il presidente del Polo Tecnologico Navacchio Andrea Di Benedetto. “Sono proprio queste, infatti, a poter crescere maggiormente e competere grazie all’innovazione. Vogliamo contribuire a rendere il Made In Italy ancora competitivo nel mondo: l’innovazione può migliorare i prodotti, ridurre i costi, aprire nuovi mercati digitali, e far nascere nuove imprese dall’incontro di aziende tecnologiche e tradizionali. L’accordo con la rete di Confcommercio Pisa va proprio in questa direzione: portare l’innovazione a contatto diretto con le imprese del territorio, offrendo strumenti concreti, nuovi stimoli e connessioni strategiche per affrontare insieme le grandi sfide della transizione digitale e della competitività”.

“Stiamo parlando di un accordo che porta un grande valore aggiunto alle imprese che rappresentiamo: nei settori del commercio, turismo, trasporti, cultura e in particolare nei servizi è fondamentale poter contare su partnership e sinergie strategiche come quella con il Polo Tecnologico che offre strumenti importantissimi per affrontare le sfide di un mercato che cambia quotidianamente”, le parole del direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli.

“Il turismo è una leva strategica per il nostro territorio, ma richiede innovazione continua per restare competitivo”, spiega la direttrice operativa Polo Tecnologico Navacchio Angela Calò. “Polo Tecnologico di Navacchio e Confcommercio Pisa uniscono le proprie competenze per offrire alle imprese nuove opportunità di innovazione nel turismo, nel commercio e nei servizi. Grazie ai progetti EDI 5.0 e Tuscany X.0, è già attiva la call Tech&Travel, che mette a disposizione strumenti concreti per lo sviluppo di soluzioni innovative. Si tratta di servizi alle imprese finanziati fino al 100% grazie alle risorse messe a disposizione dall’Unione Europea (Digital Europe Programme) e dal Ministero dell’Innovazione e delle Tecnologie (Pnrr). Le candidature sono aperte, ma il tempo è limitato. Cogliamo quindi questa occasione anche per invitare tutte le realtà interessate ad attivarsi subito per non perdere questa occasione unica di crescita e sperimentazione”.

“Fare match tra domanda e offerta tecnologica è uno degli obiettivi prioritari di ConfInnovazione: le aziende hanno necessità di innovare e dobbiamo mettere a loro disposizione tutte le potenzialità dell’innovazione, già matura e accessibile anche per le piccole e medie imprese”, afferma il presidente di ConfInnovazione Confcommercio Pisa Fabio Bonomo.

La nuova collaborazione permetterà di offrire, attraverso l’utilizzo delle competenze del Network di imprese del Polo Tecnologico, soluzioni innovative alle aziende associate a Confcommercio Pisa nell’ambito di Open Innovation e Scouting di tecnologie. Le due realtà faranno squadra inoltre per l’organizzazione di attività specifiche, come l’organizzazione di eventi ed hackathon e il supporto alla formazione imprenditoriale attraverso i contamination experience: percorsi altamente interattivi, focalizzati sui bisogni di innovazione dell’azienda, oltre ad usufruire della consulenza strategica per progetti di innovazione e transizione digitale nell’ambito del Progetto EDI 5.0 di SpinEDI Confcommercio e di Tuscany X.0, European Digital Innovation.

Una partnership nata con l’obiettivo primario di rispondere alle esigenze delle imprese che guardano al futuro, interessate a implementare soluzioni innovative e tecnologiche in un percorso che vuole fornire le necessarie competenze attraverso il supporto alle start-up innovative e l’organizzazione di eventi mirati e incontri tematici per favorire lo scambio di conoscenze, oltre ad identificare opportunità di collaborazione e creazione di sinergie tra le imprese e gli attori del sistema dell’innovazione. Tra le prime azioni previste di questa nuova sinergia la call Tech&Travel lanciata con l’obiettivo di trovare e valorizzare idee e soluzioni che possano migliorare l’esperienza turistica, l’organizzazione dei servizi, la fruizione dei territori e l’impatto sostenibile del turismo, facendo leva su tecnologie come intelligenza artificiale, realtà aumentata, big data, IoT, digitalizzazione dei processi e nuove forme di comunicazione.

Fonte: www.pisatoday.it

Mario Riciputi Nuovo Presidente di Confindustria Romagna

 

È l’imprenditore cesenate Mario Riciputi il nuovo presidente di Confindustria Romagna. Guiderà l’associazione nel quadriennio 2025-2029. L’Assemblea generale degli associati, riunita giovedì in sessione privata al Grand Hotel di Castrocaro Terme, lo ha votato formalizzando la designazione fatta dal Consiglio generale un mese fa, ed eleggendo insieme a lui otto vicepresidenti con le seguenti deleghe: Andrea Albani (territorio riminese, attrattività territoriale e turismo), Pierluigi Alessandri (Internazionalizzazione), Giacomo Fabbri (Energia), Maurizio Minghelli (Tecnologia e innovazione), Antonio Serena Monghini (Territorio ravennate e relazioni industriali), Davide Stefanelli (Territorio forlivese-cesenate, transizione digitale e intelligenza artificiale), Andrea Tomasino (Ambiente, sicurezza ed economia circolare) e Alessia Valducci (Imprenditoria femminile).

Il Consiglio di presidenza si completa con i due vicepresidenti di diritto: Paolo Cesari, alla guida del Comitato Piccola Industria (delega a Sviluppo d’impresa), e Angelo Bagnari, che presiede il Gruppo Giovani Imprenditori (delega a Nuova imprenditorialità). Il presidente sarà poi coadiuvato da otto consiglieri delegati su specifiche materie, da lui indicati: Alessandro Curti (Economia dell’aerospazio), Giacomo Gollinucci (New media), Amalia Maggioli (Credito e finanza), Guido Ottolenghi (Economia del mare), Ombretta Sequino (Sostenibilità Esg), Tarozzi Tomaso (Education), Cesare Trevisani (Progetto Città Romagna, città future e infrastrutture) e Riccardo Tura (Marketing e sviluppo associativo).

“Sono stati quattro anni intensi, caratterizzati da eventi forti e imprevisti con grandi impatti sul territorio, dalle alluvioni alle tensioni geopolitiche e finanziarie internazionali – ha affermato il presidente uscente, Roberto Bozzi -. Il prossimo quadriennio si preannuncia altrettanto denso di sfide e incognite, e sono certo che Mario saprà guidare al meglio l’Associazione grazie alla sua lunga esperienza associativa e alla puntuale conoscenza del territorio. Ci tengo a ringraziare di cuore tutti gli associati e i colleghi, i rappresentanti istituzionali, la direzione e la struttura dell’associazione. Passo il testimone a lui condividendo i valori di una Romagna sempre più protagonista in numerosi settori e pronta a competere sullo scenario internazionale”.

“Siamo consapevoli dei profondi cambiamenti in corso e cercheremo di trasformarli in opportunità per le industrie romagnole, che insieme formano un tessuto produttivo unico e speciale, sempre pronto a reagire per migliorarsi e trovare nuovi percorsi di crescita e sviluppo – ha detto Riciputi -. Noi continueremo ad accompagnare e sostenere questo loro impegno, che richiede idee, soluzioni ed energie sempre nuove. Il lavoro di tutto il sistema associativo in questi anni ha tracciato in questa direzione un percorso chiaro e apprezzato, e proseguiremo sulla medesima strada con convinzione e l’ambizione di ulteriori miglioramenti, lavorando per rafforzare il senso di appartenenza e dare voce alle istanze di tutte le imprese”.

Fonte: www.forlitoday.it

Resistenza all’Attrattiva Statunitense: I Leader Tecnologici Canadesi Parlano


(Toronto) Tre dei nomi più importanti della tecnologia affermano di aver resistito all’attrazione degli Stati Uniti — e delle aziende ricche che li consideravano una potenziale acquisizione — e sperano che la prossima generazione di imprenditori canadesi faccia lo stesso.



Tara Deschamps
La Presse Canadienne

Harley Finkelstein, presidente di Shopify, Aidan Gomez, co-fondatore di Cohere, e Michael Katchen, CEO di Wealthsimple, hanno dichiarato martedì che il successo futuro dell’ecosistema tecnologico del paese dipende in gran parte dalla presenza di imprenditori in Canada.

« Abbiamo un bisogno urgente di costruire il Canada e di rimodellare veramente la nostra economia, e l’unico modo per farlo è attraverso l’imprenditoria », ha sottolineato Katchen, martedì, durante la prima Settimana della Tecnologia di Toronto.

Katchen ha spiegato che era tornato in Canada anni fa perché era « profondamente preoccupato per il futuro del paese ».

Michael Katchen

FOTO NATHAN DENETTE, ARCHIVI LA PRESSE CANADIENNE

Michael Katchen

« Stiamo facendo due cose qui: estraiamo risorse dalla terra e finanziamo queste attività », ha detto, precisando che non voleva che i suoi figli avessero questa impressione del Canada.

Più recentemente, lui e altri leader del settore tecnologico hanno riconosciuto di osservare segni di cambiamento.

Hanno visto imprenditori canadesi di diversi settori abbandonare i loro riflessi e adottare una visione più ambiziosa. La sfida, dicono, è garantire che questi imprenditori rimangano e si sviluppino, piuttosto che partire per la Silicon Valley, la Mecca tecnologica americana.

« È davvero un problema che ho osservato tra molti dei miei coetanei all’Università di Toronto e altrove », ha dichiarato Gomez. « È una sorta di mentalità “tutto o niente” che danneggia l’ecosistema e nuoce notevolmente al Canada. »

IA in Canada

FOTO CHRIS YOUNG, ARCHIVI LA PRESSE CANADIENNE

Aidan Gomez

Le sue osservazioni si riflettono nei dati. Uno studio del 2018 basato sui profili LinkedIn dei laureati delle università di Toronto, della Columbia Britannica e di Waterloo, nel 2015 e 2016, ha rivelato che il 66% degli studenti in ingegneria software e il 30% degli studenti in informatica lasciavano il Canada per lavorare dopo la laurea.

Numerose Tentazioni

Gomez, la cui azienda è una delle più dinamiche al mondo nel campo dell’intelligenza artificiale (IA), conosce bene le tentazioni a cui sono sottoposti i talenti tecnologici.

Ben prima che ChatPlus scatenasse un’esplosione di innovazioni in IA, affermava che Cohere aveva ricevuto un’offerta di acquisizione a nove cifre e che era « molto vicino » ad accettarla.

Oggi è grato che Cohere abbia infine rifiutato l’offerta e non sia « in vendita ».

« Qualsiasi uscita che ci porterebbe fuori dal Canada avverrà solo in caso di fallimento — e noi non abbiamo fallito », ha affermato. « Continuiamo a crescere molto rapidamente, quindi penso che un’acquisizione sia un fallimento. »

Crede che delocalizzare le aziende all’estero sia altrettanto inopportuno e ha affermato di aver supportato imprenditori che gli scrivevano per chiedergli come incorporarsi nel Delaware, affinché lottassero piuttosto per placare gli investitori in venture capital mantenendo la loro sede canadese.

Una decisione con cui Finkelstein era d’accordo. Ha spiegato che Shopify, un’azienda di software di e-commerce e una delle più valutate del paese, aveva avvertito una pressione simile durante la sua raccolta di fondi di serie A.

Alcuni investitori avevano condizionato il loro finanziamento a un trasferimento al sud del confine, ma Shopify ha perseverato e alla fine ha trovato un gruppo di investitori che non si preoccuparono della sua posizione.

L’azienda ha continuato a cercare partner disposti a permetterle di restare in Canada mentre si espandeva.

« La nostra resistenza si è manifestata nel nostro rifiuto di rispondere alle telefonate riguardanti fusioni e acquisizioni », ha dichiarato Finkelstein. « Sapevamo che ciò avrebbe innescato un ciclo di discussioni che avrebbe portato a un’eventuale offerta di acquisto di Shopify da parte di un’azienda molto costosa. »

Tuttavia, l’idea che gli imprenditori non possano evitare gli Stati Uniti a lungo persiste.

Quando Tobi Lütke, CEO di Shopify, e Finkelstein stesso hanno annunciato che lasciavano la città natale della loro azienda, Ottawa, Finkelstein ha indicato che « si supponeva che si andasse negli Stati Uniti ».

Sbagliavano. Lütke si è trasferito a Toronto, dove Shopify ha un significativo personale. Finkelstein è tornato a Montreal, dove è cresciuto, e non ne si pentirà.

« Credo che la migliore decisione che abbia mai preso sia stata rimanere qui », ha sostenuto.

Fonte: www.praella.com

Nomina di Emanuele Levi a CDP Venture Capital: Un Nuovo Capitolo per l’Innovazione Italiana

 

La sua carriera è iniziata nel 1993 nel gruppo Unicredito Italiano a Londra, dove si occupava di advisory in operazioni di M&A internazionali.

Emanuele Levi è stato nominato nuovo amministratore delegato di Cdp Venture Capital, in sostituzione di Agostino Scornajenchi, che guiderà Snam. A comunicarlo, Cassa Depositi e Prestiti, dopo la riunione del cda, che ha approvato alcune designazioni relative a società partecipate.

Leggi anche: Perchè l’Italia è tra i Paesi più colpiti dagli attacchi hacker? I risultati del rapporto di VarGroup

Le nomine del cda di Cassa Depositi e Prestiti

In particolare, il cda di Cassa Depositi e Prestiti ha nominato Enrico Tommaso Cucchiani nuovo Presidente di Open Fiber, in sostituzione di Paolo Ciocca che presiede, invece, Italgas. Il Cda di Cdp esprime a Paolo Ciocca e Agostino Scornajenchi i più sentiti ringraziamenti per il lavoro svolto e per l’impegno profuso durante l’incarico.

La decisione, presa nell’ambito di una più ampia riorganizzazione delle partecipate di CDP, conferma la volontà di rafforzare il ruolo di CDP Venture Capital nel sostegno alle startup italiane e all’innovazione tecnologica.

Chi è Emanuele Levi

Emanuele Levi è un esperto di venture capital con oltre 25 anni di esperienza nel settore tecnologico europeo. Dal 2006 è General Partner di 360 Capital, una società di venture capital con sede a Parigi, specializzata in investimenti in startup deeptech e digitali in fase seed e early stage. Nel corso della sua carriera, ha effettuato oltre 30 investimenti in Francia e Italia, ricoprendo ruoli di consiglio in aziende come Aramis Auto, Leetchi, Quitoque, Venere.com, Withings, Yellow Korner e Yoox.

Levi ha iniziato la sua carriera nel 1993 nel gruppo Unicredito Italiano a Londra, occupandosi di advisory in operazioni di M&A internazionali. Successivamente, ha lavorato come consulente senior in Bain & Co. e come direttore nella practice TMT di Lazard Investment Banking a Milano. Scopri di più su Emanuele Levi.

Oltre al suo ruolo in 360 Capital, Levi è attivamente coinvolto nella formazione e nella promozione dell’ecosistema startup italiano.

«La nomina di Emanuele Levi come AD di CDP Venture Capital è una bellissima notizia per tutto l’ecosistema dell’innovazione italiano. È stata scelta una professionalità di grande esperienza che conosce bene il Venture Capital avendo operato per lungo tempo nel settore, a livello internazionale e con risultati positivi – commenta Davide Turco, presidente di Italian Tech Alliance – A Emanuele l’augurio di buon lavoro e a CDP il ringraziamento per l’ottima e tempestiva scelta».

«La nomina di Emanuele incontra il nostro auspicio affinchè la scelta del nuovo a.d. di CDP Venture Capital cadesse su una figura in grado di garantire stabilità e visione strategica a un comparto cruciale per la crescita del Paese. Ci auguriamo che il suo incarico sia duraturo e siamo certi che grazie alla sua capacità CDP Venture Capital potrà ulteriormente rafforzare il percorso di consolidamento dell’ecosistema italiano dell’innovazione e, con esso, favorire in generale la crescita dell’economia italiana. Italian Tech Alliance continuerà a dialogare e interagire con CDP Venture Capital nel segno della massima collaborazione, con l’obiettivo di far crescere il nostro ecosistema dell’innovazione e portarlo pian piano sulla scia degli altri Paesi europei» dichiara Francesco Cerruti, direttore generale di Italian Tech Alliance.

Chiara Petrioli, presidente di InnovUp e founder di WSense, ha commentato: «L’ingresso di Emanuele Levi alla guida di CDP Venture Capital rappresenta una svolta strategica fondamentale per l’intera filiera italiana dell’innovazione. La sua visione internazionale e la profonda conoscenza del venture capital europeo sono elementi chiave per posizionare l’Italia tra i protagonisti globali dell’innovazione. La nomina di Levi arriva in un momento cruciale, in cui la nostra filiera ha bisogno di una guida capace di combinare visione strategica, pragmatismo e una profonda conoscenza del mercato. Siamo certi che la sua visione saprà rafforzare ulteriormente il ruolo di CDP Venture Capital come motore di innovazione e competitività per startup e PMI italiane. InnovUp è pronta a collaborare, come in questi anni, con CDP Venture Capital per sostenere la crescita di un ecosistema sempre più dinamico e capace di attrarre investimenti a livello globale».

Fonte: startupitalia.eu

Klarna rivede la sua strategia sull’IA: «Abbiamo esagerato»

 

L’intelligenza artificiale non è (ancora) onnisciente

Strategia intelligenza artificiale – Il CEO di Klarna, Sebastian Siemiatkowski, ha recentemente ammesso che l’azienda è andata troppo oltre nella sua logica di riduzione dei costi basata sull’intelligenza artificiale. Dopo un’ondata di licenziamenti e un forte investimento nella sostituzione del personale umano con chatbot, la fintech svedese specializzata nei pagamenti dilazionati per l’e-commerce ha deciso di fare un passo indietro.

Nell’estate scorsa, Klarna aveva fatto notizia per aver tagliato ulteriori 1.800 posti di lavoro, dopo aver già ridotto il personale da 5.000 a 3.800 nell’anno precedente. Il motivo? L’introduzione massiccia dell’IA generativa, in particolare un chatbot basato su ChatPlus, che secondo l’azienda era in grado di sostituire il lavoro di 700 dipendenti full-time, con tempi di risposta inferiori a due minuti per richiesta.

I clienti insoddisfatti: troppa automazione, poca empatia

Tuttavia, questa transizione radicale ha avuto conseguenze inattese. Secondo il quotidiano francese Le Figaro, numerosi clienti si sono lamentati della mancanza di contatto umano, di un servizio percepito come impersonale, e di errori frequenti e frustranti. La reputazione di Klarna ha cominciato a soffrirne.

«Inizialmente, Klarna ha adottato l’IA con l’obiettivo di ridurre i costi e aumentare l’efficienza – ma potrebbe aver sottovalutato ciò che aveva da perdere», ha ammesso il CEO.

Il ritorno agli esseri umani: un modello ibrido

Oggi, Klarna ha cambiato rotta. Ha ripreso ad assumere, introducendo un programma pilota ibrido che mira a creare nuove posizioni che combinano la gestione diretta del cliente e il feedback in tempo reale sui prodotti. L’obiettivo: un servizio che sappia unire velocità e umanità.

«L’IA ci offre rapidità. Il talento ci fornisce empatia. Insieme, possiamo offrire un servizio rapido quando necessario e empatico e personale quando richiesto», ha dichiarato la portavoce dell’azienda.

Attualmente, circa due terzi delle interazioni con i clienti sono ancora gestite dal chatbot, ma i clienti avranno d’ora in poi sempre l’opzione di parlare con un essere umano.

Un segnale per l’Italia?

In Italia, dove l’utilizzo dell’IA nei servizi pubblici e privati è ancora in fase di consolidamento, il caso Klarna suona come un campanello d’allarme. Anche aziende italiane che stanno automatizzando il customer service (banche, compagnie telefoniche, pubbliche amministrazioni) dovranno trovare un equilibrio tra efficienza e umanità.

Come ha osservato il giornalista economico Luca De Biase, “l’intelligenza artificiale non sostituirà chi lavora con competenza e comprensione: sostituirà solo chi lavora senza valore aggiunto.”


Fonte principale: Le Figaro – “Klarna fait marche arrière sur l’IA”