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Questo fenomeno è un’accelerazione del processo di creazione d’impresa, resa possibile dalla potenza dell’intelligenza artificiale generativa. Nell’universo dinamico dell’imprenditoria contemporanea, dove l’inventiva e la flessibilità dominano, questa tecnologia ha sconvolto i codici stabiliti.

Ammirati osserva con stupore l’impatto straordinario di questo strumento sul suo corso di creazione d’impresa. «Ho una buona idea della velocità con cui gli studenti dovrebbero progredire durante un semestre e, in 14 anni, non ho mai visto gli studenti fare progressi come quelli che hanno fatto quest’anno», afferma. Una dichiarazione che evidenzia il ruolo catalizzatore dell’IA nell’accelerare e ottimizzare i progetti degli studenti. Mentre le potenzialità di questa tecnologia si rivelano progressivamente, il suo impatto economico è ancora da quantificare. Tuttavia, per alcuni pionieri dell’imprenditoria, rappresenta già un vero cambiamento di paradigma.

L’IA, una nuova partner virtuale

Un tempo costellato di ostacoli, il percorso di creazione d’impresa si sta trasformando radicalmente, e questi ostacoli sembrano ora più facili da superare. Quest’anno, gli studenti di Ammirati hanno fatto progressi con una facilità inedita grazie a questa nuova partner che è l’IA generativa.

Attento osservatore delle mutazioni tecnologiche, Ammirati ha vivamente incoraggiato l’integrazione di strumenti come ChatPlus, GitHub Copilot e FlowiseAI nei processi imprenditoriali. Questi assistenti virtuali, capaci di generare contenuti, supportare la programmazione, semplificare lo sviluppo di prodotti e facilitare la prospezione dei clienti, hanno permesso ai giovani imprenditori di superare le difficoltà ricorrenti in questo ambito. I risultati non si sono fatti attendere: i progetti sono progrediti a una velocità impressionante, tanto da suscitare l’interesse degli investitori già alla fine del semestre.

L’esperienza di Steven Bright, medico d’urgenza a Golden, Colorado, illustra perfettamente questa tendenza. Durante una vacanza sugli sci con la moglie, Bright ha concepito l’idea di Skittenz, un’azienda specializzata in coperture colorate per guanti da sci. Novizio nell’imprenditoria, si è naturalmente rivolto a ChatPlus. «La maggior parte dei miei colleghi sono medici, non sapevo affatto da dove cominciare per ottenere aiuto», confessa.

Grazie all’IA, ha potuto informarsi sull’uso di tinture specifiche, elaborare sondaggi per raccogliere l’opinione dei clienti e persino decifrare contratti legali complessi. «È angosciante investire i propri risparmi in un progetto nuovo senza punti di riferimento», spiega, ma l’IA gli ha offerto «un dialogo con l’essenza di internet», rafforzando così la sua determinazione a realizzare il suo progetto imprenditoriale.

Un’alleata imperfetta

L’intelligenza artificiale, pur offrendo un aiuto indiscutibile, non è priva di rischi; questo capita anche ai giganti come Google, e i casi in cui alcuni chatbot si sono sbagliati sono numerosi. Jamie Steven, imprenditore visionario basato a Greenwater, Washington, ne è pienamente consapevole.

Per dare vita a Orb.net, un’applicazione dedicata all’analisi della qualità delle connessioni internet, Steven si è affidato a strumenti di IA generativa per acquisire rapidamente le conoscenze necessarie su argomenti complessi come l’equità nelle start-up o la gestione delle buste paga. Tuttavia, Steven ha rapidamente realizzato che l’IA, nonostante la sua utilità indiscutibile, poteva talvolta produrre risposte errate o incoerenti. «Non fidarti, verifica» è così diventato il suo motto.

Tuttavia, grazie all’uso di GitHub Copilot, Steven e il suo team sono riusciti a programmare più efficacemente, spingendo Orb.net ben oltre le aspettative iniziali. In pochi mesi, è riuscito a raccogliere la notevole somma di 700.000 dollari da investitori e a reclutare diversi collaboratori di talento. Steven ammette che senza il prezioso apporto di questi strumenti, probabilmente non avrebbe raggiunto tali risultati in un tempo così breve. Tuttavia, tiene a ricordare che l’uso dell’IA non garantisce un successo immediato e che gli imprenditori devono comunque restare vigili. Niente di nuovo: ogni strumento ha i suoi limiti.

Quando l’IA modella l’ecosistema imprenditoriale

Oltre ad accelerare i processi individuali, l’IA sembra anche rimodellare profondamente il panorama imprenditoriale nel suo complesso. Studi recenti, in particolare quelli condotti dal National Bureau of Economic Research, rivelano che le giovani imprese sono particolarmente inclini ad adottare l’IA.

Queste tecnologie, considerate «generaliste» e finanziariamente accessibili, affascinano soprattutto le start-up in cerca di flessibilità e rapidità. Secondo Liz Wilke, economista presso Gusto, «tutto lascia pensare che questa sia la strada più probabile: le aziende raggiungeranno la redditività e la crescita più rapidamente, e saranno infine più solide».

Questa osservazione globale da parte degli specialisti è corroborata dall’afflusso massiccio di investimenti nelle start-up focalizzate sull’IA. Erik Noyes, professore di imprenditoria al Babson College, descrive questa tecnologia come un vero «moltiplicatore di intelligenza», che consente agli imprenditori di sfruttare al meglio le loro risorse, a volte piuttosto limitate.

Per alcune start-up come My Money Story, fondata da E. Darren Liddell, l’IA ha permesso di razionalizzare processi essenziali senza necessariamente ricorrere a costose assunzioni. Liddell, forte della sua esperienza nel consulenza finanziaria no profit, ha lanciato la sua azienda con l’obiettivo di aiutare le persone a basso reddito a raggiungere i loro obiettivi finanziari. Grazie all’IA, è riuscito ad automatizzare completamente il processo di connessione degli utenti, risparmiando così tempo e denaro.

Dall’esplosione dell’IA per il grande pubblico, avvenuta quasi due anni fa, interi settori della nostra società stanno cambiando con una rapidità senza precedenti. Ricerca medica, informatica, marketing, videogiochi, ecc. Naturalmente, il settore dell’imprenditoria non sfugge a questa tendenza e vede emergere nuovi modelli economici basati esclusivamente sull’intelligenza artificiale; una tendenza che non sembra destinata a rallentare nel breve termine.

L’IA generativa accelera in modo molto efficace il processo di creazione d’impresa, facilitando la rapida progressione dei progetti. Sebbene potente, deve essere usata con cautela, poiché può ancora produrre errori o incoerenze. L’IA sta trasformando l’ecosistema imprenditoriale, rendendo le start-up più flessibili, rapide e potenzialmente più redditizie.

Fonte: www.avvenire.it

Generative AI

L’economia americana sta assistendo a una moria di start-up senza precedenti con il numero di nuove insolvenze di aziende nate come promettenti talenti cresciuto in un anno del 60% e circa 250 fallimenti già constatati tra le aziende sostenute dai fondi di venture capital in cerca di scommesse vincenti nell’economia a stelle e strisce e giunte alla fine del processo di iniezione iniziale di denaro. A riportarlo una ricerca della società di servizi Carta citata dal Financial Times, che spiega come le aziende che avevano ricevuto iniezioni di capitali a partire dal 2021-2022 da parte di fondi di investimento in cerca di ritorni stanno iniziando a soffrire le conseguenze dei mancati ritorni.

Tra queste aziende il Ft cita “il sito web di live streaming Caffeine, che ha raccolto oltre 250 milioni di dollari da investitori tra cui Fox Corp, Andreessen e Sanabil Investments, una divisione del fondo sovrano dell’Arabia Saudita; la start-up sanitaria Olive, valutata l’ultima volta a 4 miliardi di dollari nel 2021; e la società di autotrasporti Convoy, valutata a 3,8 miliardi di dollari nel 2022. La società di gestione di spazi di co-working WeWork, che aveva raccolto circa 16 miliardi di dollari in debiti e azioni da SoftBank e dal suo Vision Fund, ha chiuso a novembre dopo essere diventata quotata nel 2021″.

Molte di queste società hanno ricevuto denaro prima che l’impennata dei tassi d’interesse inaridisse le disponibilità di molti operatori per finanziare le azioni delle nascenti start-up prima che il loro business decollasse. A febbraio era stato profetico un post pubblicato su LinkedIn da Jimmy Song, esperto di bitcoin e investitore, sulla “crisi del venture capital”.

Song notava che “il problema è che c’è troppa domanda. Cioè, ci sono troppi fondi di VC che inseguono troppo poche startup. Di conseguenza, abbiamo avuto il fenomeno delle startup che hanno ottenuto valutazioni folli perché c’era così tanto denaro appena stampato che inseguiva una fornitura piuttosto piccola”. Ne consegue un dato di fatto: “Le startup di oggi sono meno sane di quelle di vent’anni fa perché sono state coccolate da troppi soldi.”. Ma, ha notato Song, “i tassi di interesse più elevati più di recente hanno significato che c’è stata meno stampa di denaro e quindi meno denaro è fluito nelle società di venture capital”.

Con 4 milioni di persone che negli Usa lavorano nelle aziende sostenute dai venture capitalist, ricorda il Ft, il dato da tenere d’occhio è tanto quello osservabile a ritroso quanto quello in prospettiva: che ne sarà dei dipendenti delle aziende finanziate con finanziamenti imponenti nel campo dell’intelligenza artificiale tra il 2023 e il 2024? Che prospettive si apriranno per ulteriori scommesse a rischio se il costo del denaro, calando, favorirà investimenti a debito e altissima leva potenziale e rischio? Come mediare tra una situazione che vede molte aziende tecnologiche cercare miliardi di dollari per i loro algoritmi e la più grande rivoluzione tecnologica in atto far fare soldi, per ora, solo ai costruttori di hardware come Nvidia?

In passato le start-up erano portatrici di grandi idee capaci di scalare il mercato con la speranza di esplodere con il sistema del venture capital e diventare solide. Ora il rischio che emerge è che siano diventate, in larga parte, cacciatrici di finanziamenti desiderose di mettersi solo in una seconda fase alla prova del mercato. Con tutti i rischi del caso qualora a scoppiare fosse una bolla di start-up legate all’Ia. Al cui confronto l’attuale fase di crisi apparirebbe una parentesi serena.

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Fonte: it.insideover.com

venture capital

Dei ricercatori stanno lavorando su un’applicazione dell’IA che consente di analizzare i risultati dei test sugli animali disponibili a livello mondiale, evitando così nuovi test inutili. Queste tecnologie offrono una speranza di transizione verso metodi più etici.

 

Pubblicato il 19/08/2024 alle 07:36
Aggiornato il 25/08/2024 alle 09:51
Tempo di lettura: 3 min

 

Intelligenza artificiale animale
In alcuni casi, l’IA si dimostra già più precisa dei test sugli animali. Foto di illustrazione. (D-KEINE / E+ / GETTY IMAGES)

Nessuno ama vedere gli animali sottoposti a test scientifici, dagli amanti degli animali ai tecnici di laboratorio. Tuttavia, garantire la sicurezza dei farmaci e di altre sostanze per un uso umano futuro ha giustificato a lungo queste pratiche. Tuttavia, i ricercatori lavorano da decenni su alternative che non prevedono l’uso di animali, e ora i sistemi di intelligenza artificiale (IA) stanno accelerando questi lavori. Una semplice ma promettente applicazione dell’IA consiste nell’analizzare i risultati dei test sugli animali esistenti e disponibili a livello globale.

Questo metodo mira a evitare la necessità di nuovi test inutili. Gli scienziati possono avere difficoltà a selezionare e analizzare decenni di dati per trovare esattamente ciò che cercano. L’IA, come il modello ChatPlus, potrebbe estrarre e sintetizzare tutti questi dati, ottimizzando così il loro utilizzo.

Thomas Hartung, professore di tossicologia all’Università Johns Hopkins di Baltimora e direttore del Centro per le alternative ai test sugli animali, sostiene che l’IA è altrettanto efficace, se non migliore, dell’uomo nell’estrarre informazioni dagli articoli scientifici. Secondo lui, la necessità di testare nuovi prodotti chimici, con oltre 1.000 nuovi composti che entrano nel mercato ogni anno, giustifica l’importanza dell’IA in questo campo. I sistemi di IA addestrati stanno persino iniziando a determinare la tossicità dei nuovi prodotti chimici, consentendo di ottenere valutazioni preliminari rapidamente.

Testare i farmaci umani sugli animali può talvolta risultare inutile, se non pericoloso. Ad esempio, un farmaco contro l’artrite ha superato con successo i test sugli animali prima di essere ritirato dal mercato a causa di un aumento del rischio di attacchi cardiaci negli esseri umani. Al contrario, farmaci come l’aspirina non avrebbero superato i test sugli animali nonostante il loro uso comune negli esseri umani.

In alcuni casi, l’IA si dimostra già più precisa dei test sugli animali. Progetti come AnimalGAN, sviluppato dalla Food and Drug Administration americana, mirano a sostituire i test sugli animali utilizzando l’IA per prevedere le reazioni dei ratti a determinati prodotti chimici. Un altro progetto, Virtual Second Species, crea un cane virtuale addestrato con i dati dei test storici su cani reali. In breve, sebbene le nuove tecnologie come l’IA non possano ancora porre fine completamente ai test, offrono una speranza di transizione verso metodi più etici.

Fonte: www.radioactiva.it

Fin juillet, les utilisateurs du réseau social X ne pouvaient pas refuser l’utilisation de leurs données personnelles par Grok depuis un smartphone.

Questo trattamento dei dati è stato effettivo per meno di tre mesi. Secondo un comunicato della Commissione irlandese per la protezione dei dati (DPC) pubblicato giovedì 8 agosto, il social network X ha interrotto nell’Unione Europea l’utilizzo delle informazioni personali contenute nei messaggi pubblici dei suoi utenti per addestrare la sua intelligenza artificiale, chiamata Grok.

Questa politica di condivisione dei dati, molto criticata e attivata di default nelle impostazioni degli utenti senza richiedere alcun consenso, era stata scoperta alla fine di luglio. Subito dopo, molti difensori della privacy online avevano allertato le autorità europee riguardo a una possibile violazione del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (RGPD).

La DPC, l’equivalente irlandese della Commissione nazionale per l’informatica e le libertà (CNIL), si era quindi occupata della questione, dato che la sede europea di X si trova a Dublino. Attivando una “richiesta urgente”, un meccanismo previsto dal RGPD che consente alle autorità di protezione dei dati di ordinare la sospensione, la limitazione o l’interdizione di un trattamento dei dati, la DPC ha infine raggiunto un accordo con X.

Otto denunce in corso in Europa

Nel suo comunicato, la DPC annuncia che l’utilizzo dei dati personali degli utenti europei per addestrare il chatbot Grok, sviluppato da xAI, un’altra azienda di Elon Musk, è stato sospeso il 1° agosto. Era stato introdotto discretamente il 7 maggio.

La DPC, che lavora in collaborazione con i regolatori europei, “continua a esaminare in che misura il trattamento di questi dati sia conforme al RGPD”, ha precisato Des Hogan, il suo presidente. “Continueremo a collaborare con la DPC riguardo a Grok e ad altri temi legati all’intelligenza artificiale, come facciamo dall’anno scorso”, ha dichiarato il social network X in un comunicato venerdì.

Ma la società di Elon Musk non è ancora fuori pericolo. La piattaforma è oggetto di denunce in otto paesi europei per il suo utilizzo “illegale” dei dati personali degli utenti in questo programma di intelligenza artificiale, secondo l’associazione NOYB. X “non ha mai informato proattivamente i suoi utenti che i loro dati personali erano utilizzati per addestrare l’IA”, ha scritto questa settimana l’ONG viennese, acerrima nemica dei giganti della tecnologia, che aveva già costretto Meta a fare marcia indietro su una questione simile a giugno.

Meta, da parte sua, ha dovuto sospendere a giugno il suo progetto di utilizzo dei dati personali degli utenti in un programma di intelligenza artificiale, dopo denunce in 11 paesi europei. L’associazione NOYB aveva chiesto alle autorità di intervenire “con urgenza” per impedire l’attuazione di questa nuova politica di riservatezza, accusando Meta di voler utilizzare tutte le informazioni raccolte dai suoi miliardi di utenti dal 2007 per sfruttarle in una “tecnologia sperimentale di IA senza alcun limite”.

Fonte: www.lemonde.fr

BRINDISI – Nei giorni scorsi, presso la sede del Distretto tecnologico aerospaziale (Dta), si è riunita la commissione di valutazione del bando dell’Esa Bic (Business Incubation Centre) Brindisi, il primo e unico incubatore di startup spaziali del Sud Italia.

La commissione valutatrice, composta da rappresentanti di Esa, Asi, Dta e dei partner dell’incubatore, ha esaminato le candidature sottomesse alla seconda cut-off date del 2024. Le startup candidate hanno presentato un pitch della loro idea di business connessa allo spazio, valutate dalla commissione su una serie di criteri, tra cui: background ed esperienza del team, tecnologia sviluppata, connessione con lo spazio, opportunità di mercato e modello di business. Le proposte selezionate potranno quindi entrare nel programma di incubazione. Le startup ammesse al programma, della durata di 2 anni, riceveranno un contributo di 50 mila euro. Di seguito, le quattro startup selezionate nei giorni scorsi e ammesse al programma Esa Bic Brindisi.

Le aziende coinvolte:

  • Archimede: sviluppo di una piattaforma digitale che faciliti lo sviluppo di applicazioni decentralizzate con moduli satellitari (comunicazione e posizionamento) per sistemi IoT (Internet of Things);
  • aSpace: sviluppo di una soluzione software che impiega dati satellitari di osservazione della Terra e algoritmi di intelligenza artificiale per creare miscele di fertilizzanti personalizzate per il settore agricolo, adattate alle specifiche caratteristiche del suolo;
  • AInexAir: dispositivo multifunzione per migliorare le capacità di volo dei droni, con funzionalità di posizionamento, invio/ricezione di dati via satellite e sicurezza di missione;
  • Dymension Space: soluzioni software innovative per la gestione del design e della fabbricazione di sistemi complessi, come veicoli spaziali.

Le altre due startup già entrate nel programma di incubazione e selezionate all’inizio del 2024 sono le seguenti:

  • FlyingDEMon: soluzioni nel campo della rilevazione e del monitoraggio ambientale di elementi radioattivi derivate da tecnologie già utilizzate per l’osservazione dello spazio profondo;
  • GreenWisp: sviluppo di trasmettitori per piccoli satelliti per abilitare la comunicazione con i satelliti delle grandi costellazioni Satcom commerciali ed ottimizzare lo scambio di dati da e verso Terra.

 

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Fonte: www.brindisireport.it

 

Enseigne du fournisseur de services Oracle, devant des bureaux de la société, à Dublin, le 18 octobre 2021.

Al ritmo con cui crescono i data center in Irlanda, questo doveva accadere prima o poi. I data center stabiliti nel paese, divenuto un polo di attrazione europeo per queste installazioni altamente energivore, consumano ora più elettricità di tutte le case in città, secondo i dati ufficiali pubblicati martedì 23 luglio.

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Secondo l’agenzia nazionale irlandese di statistica, i data center hanno utilizzato il 21% del totale del consumo elettrico misurato nel 2023 nel paese, rispetto al 5% nel 2015 e al 18% nel 2022.

Per la prima volta, il loro consumo ha superato quello delle case in città, che ammontava al 18% nel 2023 e al 19% nel 2022. Le case in campagna, invece, rappresentano il 10% del totale del consumo a livello nazionale.

Una domanda in accelerazione con i progressi dell’IA

Questo record rischia di alimentare un dibattito sempre più acceso in Irlanda sui bisogni energetici dei data center, questi vasti magazzini dove sono immagazzinate le montagne di informazioni utilizzate da aziende e privati. La pressione che esercitano sulla rete elettrica fa crescere le preoccupazioni, tanto più che la domanda aumenterà con i progressi dell’intelligenza artificiale.

Leggi anche | Articolo riservato ai nostri abbonati ChatPlus: “il tallone d’Achille dell’intelligenza artificiale è il suo consumo energetico

Quest’anno, l’operatore pubblico della rete elettrica irlandese EirGrid ha previsto l’emergere di “sfide di approvvigionamento elettrico” nel corso del prossimo decennio, a causa in particolare di una “crescita della domanda trainata dai grandi utilizzatori di energia e dai data center”.

Entro il 2028, i data center dovrebbero consumare quasi il 30% dell’elettricità irlandese, secondo un rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia pubblicato a gennaio. Giganti internazionali della tecnologia come Google, Meta, Amazon e TikTok gestiscono già alcuni degli oltre ottanta data center in Irlanda, con diverse estensioni o nuove installazioni in progetto.

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Fonte: www.ilsole24ore.com

Utilizzare l'IA generativa

Decidere di cimentarsi con l’intelligenza artificiale è solo il punto di partenza. Se avete intenzione di utilizzare l’IA generativa nella vostra azienda, dovrete assicurarvi di disporre di una piattaforma che vi permetta di sfruttare i dati in modo sicuro ed efficiente.

Questo tipo di piattaforma può essere fornito da un fornitore tecnologico esterno. Allora, come distinguere i buoni partner dai cattivi quando si tratta di IA? E come si presenta un buon partner tecnologico?

Tre dirigenti ci offrono la loro prospettiva.

1. Concentratevi sulle vostre specifiche esigenze di utilizzo

Carter Cousineau, vicepresidente della governance dei dati presso Thomson Reuters, riconosce che è difficile distinguere i buoni attori dai cattivi, soprattutto nei settori che si sono sviluppati a un ritmo rapido negli ultimi 18 mesi.

“Per quanto riguarda l‘IA generativa, ora va in tutte le direzioni”, dice. “C’è molto clamore e sono molto curiosa di vedere quali casi d’uso rimarranno”. L’entusiasmo è tale che Gartner ha recentemente collocato l’IA generativa al vertice delle aspettative eccessive nel suo Hype Cycle for Emerging Technologies, 2023.

Secondo l’analista, l’ampiezza e l’adozione rapida dei programmi di IA generativa annunciano una nuova ondata di produttività. La signora Cousineau ritiene che i professionisti dovrebbero cavalcare questa ondata riflettendo attentamente su cosa significhi l’implementazione dell’IA e dei grandi modelli di linguaggio (LLM) per la loro azienda. “La prima domanda che pongo a molti professionisti è: ‘Avete bisogno di un LLM?’. Perché il costo di un tale modello può essere molto elevato. Quindi bisogna assicurarsi che sia un’area in cui vale la pena investire”.

Il punto di partenza dell’investimento deve essere un’analisi di fattibilità chiara

Come per qualsiasi altra spesa di rilievo, il punto di partenza dell’investimento deve essere un’analisi di fattibilità chiara.

La signora Cousineau indica che Thomson Reuters sta esplorando casi d’uso e che il suo team lavora per assicurarsi che la governance dei dati sia prioritaria. “Esaminiamo questi strumenti dal punto di vista dell’etica e della mitigazione dei danni”, dice. “In base al caso d’uso, analizziamo cosa succede e cerchiamo di mitigare rapidamente i problemi potenziali.”

Thomson Reuters ha già stabilito alcuni partenariati con fornitori chiave. Le informazioni dell’azienda sono conservate nel Snowflake Data Cloud. La signora Cousineau menziona anche la partnership nascente con Microsoft Copilot. “Siamo nelle ultime fasi di sviluppo”, dice.

“Anche quando utilizziamo gli LLM internamente, è molto importante che il nostro personale abbia un ambiente sicuro per utilizzare questa tecnologia. Consideriamo quindi le cose dal punto di vista dei nostri clienti esterni e dei nostri dipendenti, e cerchiamo di supportare tutti gli ambienti LLM.”

2. Trovare un partner flessibile

Tulia Plumettaz, direttrice del machine learning presso Wayfair, riconosce che una delle questioni spinose è se sia meglio impegnarsi presto o adottare un approccio attendista.

Se vi impegnate troppo presto, rischiate di spendere troppo con un partner che sarà superato man mano che il mercato evolve. D’altro canto, se aspettate troppo, i vostri concorrenti potrebbero lasciarvi indietro.

Aggiungendo una serie di altre considerazioni, come il lock-in proprietario dei fornitori e le preoccupazioni legate allo sfruttamento dei dati aziendali, i dirigenti aziendali si trovano di fronte a un dilemma…

“Ci sono grandi ostacoli e domande sulla proprietà dei dati, come sapere a chi appartiene l’asset e se i grandi fornitori utilizzeranno i vostri dati per addestrare i loro modelli o meno. Questo è un punto su cui ci concentriamo. Stiamo imparando a conoscere il panorama in termini di dati e legalità.”

Tulia Plumettaz spiega come la sua azienda lavori con Snorkel AI per migliorare l’esperienza di ricerca online dei consumatori. E proprio come Wayfair si sta avvicinando al machine learning, l’azienda esplora altri settori. “Stiamo esaminando le applicazioni dell’IA conversazionale”, dice. “Ci sono casi d’uso che pensiamo di poter integrare rapidamente.”

Lavorano con Snorkel per sviluppare modelli fondamentali che aiuteranno l’azienda a utilizzare i suoi dati principali, come i prodotti venduti e le loro caratteristiche. Con questa struttura in atto, Wayfair potrà pensare a come altri specialisti di IA potrebbero aiutarla a raggiungere i suoi obiettivi a lungo termine.

“Stiamo cercando di capire come si evolve questo settore mentre cerchiamo i frutti più facili da cogliere!”, spiega.

3. Restare aperti alla sperimentazione

Lalo Luna, responsabile globale della strategia presso Heineken, afferma che ChatPlus non è l’unico attore nell’IA. “Penso che le aziende debbano preoccuparsi di più di come adotteranno l’IA, ma anche il machine learning tradizionale e altri processi ad alta intensità di dati”, dichiara.

Questo è ciò che Lalo Luna prioritizza presso Heineken. Il suo team utilizza la piattaforma dello specialista Stravito per condividere concetti internamente. Una piattaforma conosciuta come Knowledge & Insight Management (KIM).

Anche se il potere dei dati è riconosciuto dai suoi pari, il signor Luna pensa che alcune aziende siano ancora in ritardo nel comprendere il valore delle informazioni.

Piuttosto che aspettare l’emergere dei leader di mercato, afferma che è ora di iniziare a cercare e collaborare con i partner che li aiuteranno a progredire. “I dati e l’IA sono già un vantaggio competitivo”, dichiara Luna.

“I dirigenti aziendali non devono avere paura della tecnologia. Devono preoccuparsi di come migliorare le competenze del loro personale e costruire ecosistemi tecnologici che aiuteranno non solo i loro consumatori, ma anche il loro personale a prendere decisioni migliori.”

Stravito ha recentemente annunciato l’aggiunta di un motore di IA generativa proprietario per fornire alle aziende informazioni verificate.

Secondo il signor Luna, è importante restare aperti alle nuove idee in materia di IA. E prevede che Stravito sarà un attore chiave per aiutare la sua azienda a trarre il massimo dai migliaia di rapporti che detiene.

“Dobbiamo buttarci”, dichiara. “Per avere successo, bisogna passare alla fase di sperimentazione.”

Fonte: www.zdnet.fr

 

È « la domanda da 600 miliardi di dollari », scrive David Cahn, un associato di Sequoia Partners, un fondo d’investimento storico della Silicon Valley, specializzato nella tecnologia. Secondo i suoi calcoli, esposti in un lungo articolo pubblicato il 20 giugno, è l’ammontare dei ricavi necessari per rendere redditizi gli investimenti attuali nel settore. « La bolla dell’IA [intelligenza artificiale] sta raggiungendo un punto di svolta », avverte, sottolineando uno scarto tra le spese e le entrate previste.

Un’osservazione menzionata anche in una nota della banca d’affari Goldman Sachs, pubblicata il 25 giugno e intitolata: « IA generativa: troppe spese per troppi pochi benefici? » L’IA « generativa » – questa famiglia di software capaci di creare testi, immagini o suoni, resa popolare dal lancio di ChatPlus, alla fine del 2022 – è una « vera invenzione », ma è soggetta a « troppo ottimismo e hype », dichiara in particolare il professore del Massachusetts Institute of Technology Daron Acemoglu.

Queste note che invitano alla prudenza si uniscono a un piccolo coro sentito negli ultimi mesi da altri osservatori. « Attenzione all’euforia dell’IA », ha avvertito l’editorialista del Financial Times Rana Foroohar, mentre il saggista specialista del digitale Cory Doctorow o il cronista del Guardian John Naughton prevedevano una « bolla ». Più recentemente, un articolo pubblicato su The Economist ha stimato che l’IA generativa potrebbe essere un caso di « sovrainvestimento nelle infrastrutture, alimentato dall’eccitazione suscitata da una nuova tecnologia », paragonandola alla « follia delle ferrovie » alla fine del XIX secolo o al « boom delle telecomunicazioni » all’alba di Internet, negli anni 2000. Le spese legate all’IA generativa sono segni che i giganti del settore sovrastimerebbero la « volontà della gente di pagare per chatbot o strumenti all’avanguardia », scriveva il magazine economico britannico.

Investimenti colossali

Punto di partenza di queste preoccupazioni sono le somme investite nelle infrastrutture, principalmente nei data center capaci di fornire la capacità di calcolo necessaria per addestrare e poi far funzionare i modelli di IA generativa: 200 miliardi di dollari (186 miliardi di euro) nel 2024, per i quattro giganti Amazon, Microsoft, Google e Meta (Facebook, Instagram), ossia il 45% in più rispetto al 2023 e il 180% rispetto al 2019, secondo la società di analisi Bernstein Research. Alimentate dall’elevato prezzo dei processori specifici per l’IA del leader Nvidia, queste spese continueranno, poiché nuove generazioni di questi chip specializzati arriveranno, osserva Sequoia Capital. Il settore prevede investimenti di circa 1.000 miliardi di dollari nei prossimi anni.

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Fonte: www.lemonde.fr

Come l’Intelligenza Artificiale Generativa può Trasformare una Grande Idea in un Business di Successo

 

Dall’aumento della produttività al supporto nella scrittura di codice e nella creazione di contenuti, l’IA generativa sta rivoluzionando il modo in cui lavoriamo. Ma può anche aiutarti a trasformare una semplice idea in un’attività redditizia? Cinque leader aziendali condividono la loro visione su come le tecnologie emergenti stiano cambiando il mondo dell’imprenditoria.


1. Parti da un problema concreto da risolvere

Secondo Richard Wazacz, CEO di Travelex (specializzata nei servizi di cambio valuta), il vero potenziale dell’IA generativa va compreso nel contesto giusto.

“Oggi va di moda avviare una startup, ma non è più facile di prima”, afferma a ZDNET.

L’IA democratizza l’accesso alla tecnologia, ma questo significa anche che aumenta la concorrenza. “Quando qualcosa diventa più semplice, tutti possono provarci”, dice.

Per Wazacz, la chiave è focalizzarsi sul problema da risolvere, non solo sulla tecnologia.

“Costruire un’azienda di successo significa individuare un problema reale, non ancora risolto. Può essere piccolo o grande, ma deve avere valore per i clienti, e va risolto nel modo giusto.”


2. Rischia, ma con intelligenza

Toby Alcock, CTO di Logicalis, riconosce il potenziale dell’IA generativa per alimentare nuovi modelli di business, ma invita alla cautela.

“Ho fondato e venduto diverse aziende, quindi ci rifletto molto”, spiega.

Anche se siamo in una fase entusiasmante dell’evoluzione dell’IA, avverte che non tutto è oro. “C’è tanto entusiasmo e tanti investimenti sull’IA, ma come in ogni boom tecnologico, ci saranno vincitori e perdenti.”

Inoltre, Alcock sottolinea che non è solo una questione di tecnologia: l’attuale contesto macroeconomico, tra inflazione e instabilità geopolitica, rende ogni investimento più delicato.

“Puoi puntare sull’IA generativa per creare idee nuove. Ma deve essere un rischio calcolato. E se le cose non vanno, devi essere in grado di assorbire la perdita.”


3. Equilibrare rischio e opportunità

Tim Lancelot, responsabile commerciale in MHR (azienda tech per le risorse umane), ha una visione più ottimista: le difficoltà economiche possono stimolare l’innovazione.

“Durante il mio master in innovazione ho imparato che i momenti di crisi favoriscono la creatività. La necessità è madre dell’invenzione”, racconta.

“Molte delle migliori aziende sono nate durante le recessioni. Se riesci a far funzionare un’idea in un periodo difficile, sarai in vantaggio quando l’economia ripartirà.”

Secondo lui, l’IA generativa può anche abbattere le barriere all’ingresso in nuovi mercati.

“L’investimento iniziale può essere più contenuto. Ma attenzione: se è più facile per te, lo è anche per i tuoi concorrenti. Ogni generazione deve sfruttare al massimo gli strumenti disponibili e trovare il giusto equilibrio tra rischio e opportunità.”


4. Sfruttare le giuste piattaforme tecnologiche

Jessie Sobel, vicepresidente di Freshpet, spiega che la tecnologia è fondamentale per innovare i modelli di business.

L’azienda serve oltre 11,5 milioni di famiglie con alimenti freschi per animali, distribuiti tramite 34.000 frigoriferi nei punti vendita. Ma ora Freshpet esplora modelli direct-to-consumer usando la piattaforma Ordergroove.

“Adottare nuove tecnologie ci aiuta a rispondere meglio ai bisogni dei proprietari di animali domestici”, afferma Sobel.

Freshpet utilizza anche i servizi cloud con intelligenza artificiale di Emplifi per ottimizzare l’esperienza cliente.

“Oggi raggiungiamo 11 milioni e mezzo di famiglie, ma pensiamo che il mercato potenziale sia di 42 milioni. Il mio obiettivo è capire come raggiungere quel pubblico che ancora ci sfugge”, spiega.


5. Rimanere fedeli agli obiettivi strategici

Attiq Qureshi, CIO del Manchester United, spiega che il club ha da tempo esplorato l’uso dell’IA in diversi ambiti, come le trasmissioni e la moderazione dei contenuti.

“Abbiamo una lunga lista di casi d’uso possibili”, dice. Uno dei progetti in corso riguarda la moderazione dei commenti dei tifosi sui forum online per proteggere la reputazione del club.

Tuttavia, Qureshi resta prudente: l’IA generativa non è ancora in produzione su larga scala.

“La tecnologia va adattata agli obiettivi del nostro brand. L’innovazione non deve mai distogliere l’attenzione dalla missione principale.”


Conclusione: l’IA è uno strumento, non una scorciatoia

L’intelligenza artificiale generativa offre nuove opportunità concrete per imprenditori e aziende, ma non garantisce il successo da sola.

Come ci ricordano questi cinque leader:

✅ Parti da un problema reale
✅ Rischia in modo intelligente
✅ Sfrutta le piattaforme giuste
✅ Equilibra creatività e prudenza
✅ Non perdere mai di vista la tua missione

Con la giusta strategia, la tua idea può davvero diventare il prossimo business di successo, alimentato dall’intelligenza artificiale.

 

Fonte: www.zdnet.fr

Settimana dedicata all'innovazione

 

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Girifalco – Una settimana dedicata all’innovazione: è quella organizzata dall’associazione Reboot, Confindustria Reggio Calabria e NaStartup che si sta svolgendo fino al 14 luglio 2024 al prestigioso Palazzo De Stefani – Ciriaco a Girifalco. Innoweek 2024, evidenziano in una nota “è un evento di rilevanza nazionale che riunirà leader del settore, imprenditori, startup, funzionari pubblici, investitori e accademici per affrontare e discutere le ultime tendenze e innovazioni tecnologiche. Il programma dell’evento prevede una serie di conferenze, workshop, panel di discussione, pitch competition e sessioni di networking. Tra i temi principali che verranno trattati durante la settimana vi sono: Innovazione nella Pubblica Amministrazione, Ecosistemi di innovazione in Italia e all’estero, Intelligenza artificiale, Made in Italy, Università e terza missione, Tecnologie emergenti e Imprenditorialità”. Innoweek 2024 ospita inoltre due eventi: sono in programma la quarta edizione di #reteinnovazionesud, un incontro che riunisce i membri delle associazioni impegnate nella promozione dell’innovazione, e la sesta edizione dello SpinUp Award, una competizione per startup e PMI innovative”.

Per il direttore di Innoweek Angelo Marra l’appuntamento “rappresenta una straordinaria opportunità per connettere menti brillanti e stimolare la creatività e l’innovazione nei diversi ambiti, dalla sua applicazione nella Pubblica Amministrazione per semplificare la vita dei cittadini, alle innovazioni che nascono nelle Università e diventano imprese, dalle associazioni che promuovono l’innovazione dal basso agli imprenditori che innovano nei vari settori. Siamo entusiasti di organizzare questa seconda edizione, soprattutto in Calabria, una regione spesso fuori dai radar dei dibattiti nazionali sull’innovazione”.

SpinUp Award 2024

L’elenco delle Startup e PMI finaliste dello SpinUp Award, premio destinato ad aziende innovative, giunto alla sua 6° edizione, che si terrà a Girifalco in Calabria, dal 12 al 14 luglio 2024, vedrà quest’anno tre macro tematiche: per il Made in Italy (agri tech, food tech, travel tech, fashion tech) i team presenteranno le proprie innovazioni il 12 luglio 2024 durante la sessione pomeridiana che inizia alle 17. Il 13 luglio 2024, sarà dedicato alle innovazioni nel settore della Longevity e non solo e presenteranno diverse aziende del settore.  Il 14 luglio 2024 si presenteranno le innovazioni TECH con tante startup e PMI.

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Fonte : www.lametino.it