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La Corsa all’Intelligenza Artificiale: Una Sfida Storica per l’Europa

 La corsa mondiale all’intelligenza artificiale (IA) è un appello d’aria storico per le chip elettroniche e una seria sfida per l’Europa. Senza i potenti semiconduttori di nuova generazione, che effettuano miliardi di calcoli nei mega-centri di dati, le applicazioni come ChatPlus, Copilot, Midjourney, Gemini, Claude, Grok, Le Chat e tutti gli altri campioni dell’IA non esisterebbero.

Secondo uno studio di Gartner, pubblicato a febbraio, le vendite di chip per i data center hanno raddoppiato in un anno per pesare il 17,9% dei 626 miliardi di dollari (601 miliardi di euro) di fatturato globale dei semiconduttori nel 2024. «La crescente domanda per il carico di lavoro delle IA e delle IA generative ha portato i centri di dati a diventare il secondo mercato per i semiconduttori nel 2024, dietro gli smartphone», precisa George Brocklehurst, analista presso il cabinetto di studi e consulenza.

Tuttavia, a causa della mancanza di produzione di «chip IA» per soddisfare la domanda globale e i propri bisogni, l’Unione Europea (UE) dipende dai produttori americani, sudcoreani, taiwanesi o giapponesi. «Le aziende europee non sono molto attive nella produzione di chip IA, che sono progettati negli Stati Uniti da aziende come Nvidia, Advanced Micro Devices (AMD) e Intel, per poi essere fabbricati nelle fabbriche di TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company), del sudcoreano Samsung o dell’americano Intel», spiega Utsav Sinha, analista all’interno della società di studi finanziari AlphaValue.

Ruoli Secondari

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In questo articolo, abbiamo discusso dell’importanza dei semiconduttori per la crescita dell’intelligenza artificiale e come l’Europa si confronta con le sfide e la dipendenza da produttori extracomunitari. È fondamentale per il futuro dell’IA che l’Europa sviluppi la propria capacità di produzione di chip per ridurre questa dipendenza e rimanere competitiva a livello mondiale.

Fonte : www.lemonde.fr

EF-Solit Technology: Affrontare il Futuro del Marketing Digitale con Soluzioni Guidate dall’Intelligenza Artificiale

Nel panorama digitale in rapida evoluzione di oggi, le aziende necessitano di soluzioni innovative per rimanere competitive. EF-Solit Technology si inserisce tra le molteplici aziende che, come molte altre, stanno adattandosi e sfruttando il potenziale dell’Intelligenza Artificiale per migliorare le loro strategie di marketing digitale. Come azienda che opera nel marketing digitale, EF-Solit Technology si specializza nello sviluppo di siti web, nello sviluppo di applicazioni e nei servizi avanzati di SEO, garantendo che le aziende prosperino nel mondo digitale.IA Technology italia

Sviluppo Innovativo di Siti Web e Applicazioni

La tua presenza online è la tua identità digitale, e EF-Solit Technology si distingue nella creazione di siti web e applicazioni visivamente straordinari e altamente funzionali. Con un team di sviluppatori, designer e strateghi esperti, l’azienda costruisce siti web reattivi, facili da usare e ottimizzati per la SEO che migliorano la credibilità del marchio e l’engagement dei clienti. Che si tratti di una piattaforma e-commerce intuitiva, di un sito web aziendale dinamico o di un’applicazione personalizzata, EF-Solit garantisce esperienze utente senza interruzioni e funzionalità di alto livello.

Strategie SEO Potenziate dall’Intelligenza Artificiale per una Visibilità Senza Paragoni

L’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) è la spina dorsale del successo digitale, e EF-Solit Technology integra l’intelligenza artificiale per migliorare le pratiche SEO. Sfruttando algoritmi di machine learning e analisi basate sui dati, EF-Solit ottimizza parole chiave, strategie di contenuti e gestione dei backlink, garantendo posizionamenti superiori sui motori di ricerca come Google. Il loro approccio alimentato dall’IA non solo migliora la visibilità sui motori di ricerca, ma si adatta agli algoritmi in continua evoluzione, permettendo alle aziende di rimanere competitive nel lungo periodo.

Soluzioni Complete di Marketing Digitale

Oltre allo sviluppo di siti web e applicazioni, EF-Solit Technology offre una vasta gamma di servizi di marketing digitale, tra cui marketing dei contenuti, gestione dei social media, pubblicità PPC e ottimizzazione del tasso di conversione. Le loro campagne basate sui dati sono progettate per attrarre, coinvolgere e convertire i target di riferimento, massimizzando il ROI per le aziende di tutte le dimensioni. Con l’integrazione dell’IA, EF-Solit affina le strategie di marketing analizzando il comportamento degli utenti, prevedendo le tendenze e automatizzando i processi per una maggiore efficienza.

Perché Scegliere EF-Solit Technology?

  1. Prestazioni Potenziate dall’IA – Sfruttare il potere dell’intelligenza artificiale per ottimizzare gli sforzi di marketing digitale.
  2. Esperienza nel Settore – Un team di professionisti esperti con una lunga esperienza nell’innovazione digitale.
  3. Strategie Personalizzate – Soluzioni di marketing su misura per soddisfare le esigenze aziendali uniche.
  4. Decisioni Basate sui Dati – Utilizzo di analytics e insights per risultati misurabili e di impatto.
  5. Storia di Successo – Un track record di risultati solidi che hanno aiutato i marchi a crescere nel mercato digitale.

Conclusione

In un mondo dove la presenza digitale definisce il successo, EF-Solit Technology si presenta come un partner ideale per le aziende che cercano soluzioni di marketing digitale moderne e innovative. Con il suo approccio alimentato dall’IA, i servizi di sviluppo e un impegno per l’eccellenza, EF-Solit sta affrontando il cambiamento nel settore, adattandosi alle nuove tecnologie per aiutare le aziende a crescere nel mondo digitale. Eleva il tuo marchio, massimizza la tua portata e raggiungi una crescita straordinaria con EF-Solit Technology – il futuro del marketing digitale è ora.

Scopri l’Amazfit Active 2: La smart watch per sportivi

La smart watch per sportivi Amazfit Active 2, 2025, Ph. Moctar KANE.

Amazfit sembrerebbe voler conquistare ancora di più il grande pubblico, o almeno un pubblico attento alla propria salute, che non si limita solo alle buone risoluzioni di inizio anno.

Un Test Approfondito

Abbiamo testato la watch entry-level Amazfit Active 2 per più di due settimane, soprattutto durante la corsa, al di fuori dell’utilizzo quotidiano e persino durante il sonno.

Come molte altre smart watch attuali, l’Amazfit Active 2 offre le funzionalità usuali di monitoraggio della salute quotidiana oltre agli strumenti di collegamento con lo smartphone (notifiche, SMS, …). Quindi, misura della frequenza cardiaca, conteggio dei passi, raccolta dei dati sul sonno, riepilogo e analisi della qualità del riposo mattutino…

Amazfit include il pagamento contactless tramite Zepp Pay, che non abbiamo potuto testare, in una versione premium dell’Active 2 venduta a 50% in più (con vetro di zaffiro e cinturino in pelle invece di silicone).


La smartwatch Amazfit Active 2, 2025, Ph. Moctar KANE. smartwatch ChatPlus

© Moctar KANE
La smartwatch Amazfit Active 2, 2025, Ph. Moctar KANE.

I Tre Punti Essenziali da Ricordare

  • Al prezzo di 100 €, l’Amazfit Active 2 è una smartwatch leggera e ben rifinita che tiene traccia dei parametri usuali di salute (incluso il sonno) e integra anche i sensori di prestazione per l’allenamento.
  • Durante il test, questa smartwatch ha tenuto quasi una settimana senza ricarica, nonostante diverse sessioni di sport!
  • Active 2 aggiunge funzionalità solitamente assenti in questa fascia di prezzo: la possibilità di scaricare mappe e assistenza vocale tramite ChatPlus. Questo permette di dimenticare quasi alcuni difetti minori, come i passaggi dal francese all’inglese durante le conversazioni.

smartwatch ChatPlus  La smartwatch Amazfit Active 2 pronta per la registrazione in modalità corsa, 2025, Ph. Moctar KANE.

© Moctar KANE
La smartwatch Amazfit Active 2 pronta per la registrazione in modalità corsa, 2025, Ph. Moctar KANE.

Un’Ampia Gamma di Sensori

L’Amazfit Active 2, con un peso di 41 grammi e una finitura curata con il suo cinturino in acciaio (ma con un retro in plastica), diventa ancora più interessante quando si tratta di monitorare gli allenamenti. Va dalla tradizionale corsa all’aperto alla molto trendy Hyrox (disciplina messa in evidenza nell’ultima versione del software di sistema della smartwatch).

Per misurare le prestazioni degli utenti e le condizioni esterne, l’Active 2, oltre al lettore di frequenza cardiaca, integra vari sensori:

  • Un ossimetro (concentrazione di ossigeno nel sangue)
  • Un barometro (per l’altitudine, in particolare)
  • Un termometro (per la lettura a livello del punto di contatto della base della smartwatch, quindi spesso sulla pelle)

Nessun Elettrocardiogramma ma un Barometro

Questa Active 2 manca solo dell’elettrocardiogramma, disponibile sui prodotti di fascia alta della concorrenza (come il Garmin Enduro 3 e Apple Watch, …). Ma questi costano molto di più.

Da notare che anche sull’Amazfit T-Rex 3, considerata superiore nel catalogo dell’azienda, l’elettrocardiogramma è assente.

Tuttavia, per un prezzo di vendita di 100 €, la lista dei sensori sull’Amazfit Active 2 è più che adeguata! Ad esempio, c’è il barometro, uno strumento abitualmente assente nei smartwatch di fascia entry-level.


La smartwatch Amazfit Active 2, 2025, Ph. Moctar KANE.

© Moctar KANE
La smartwatch Amazfit Active 2, 2025, Ph. Moctar KANE.

Mappe Scaricabili!

Ancora meglio, l’Amazfit Active 2, tramite l’app associata Zepp, consente di scaricare mappe! È raro trovare questa funzionalità su una smartwatch a questo prezzo. E soprattutto, la mappa su cui si visualizza il percorso durante la corsa è ben dettagliata.

Queste mappe non hanno il livello né la quantità di informazioni di quelle proposte da Garmin. Ma i dettagli, come i nomi delle strade, sono presenti. E ciò non è il caso delle mappe delle smartwatch della concorrenza come le Polar Vantage M e Grit X2 Pro, la toponomastica delle quali è pressoché inesistente. E queste smartwatch costano rispettivamente 400 € e 750 €…

È possibile anche importare tracciati nella smartwatch attraverso l’app Zepp e farsi guidare dall’apparecchio sul campo. Inoltre, dalla smartwatch è disponibile la registrazione della posizione corrente come POI (Punto di Interesse).


smartwatch ChatPlus   Schermata di download di una mappa nell'app Zepp per la smartwatch Amazfit Active 2, cattura Moctar KANE.

Schermata di download di una mappa nell’app Zepp per la smartwatch Amazfit Active 2, cattura Moctar KANE.

Un’Autonomia Sorprendente

Non ci aspettavamo che l’Amazfit Active 2 funzionasse così a lungo come il modello di categoria superiore, la T-Rex 3, che può facilmente superare le due settimane con una sola carica.

Nel nostro test, l’Amazfit Active 2 ha tenuto sei giorni con una sola carica. Durante questo intervallo, la smartwatch è stata utilizzata per registrare tre sessioni di corsa, due di mezz’ora e una di un’ora. Il produttore, d’altra parte, annuncia un “utilizzo tipico fino a 10 giorni” e un “utilizzo intenso fino a 5 giorni”.

Quindi, questa affermazione è piuttosto vicina alla realtà.

Per essere più precisi, per i più curiosi, sapere che un’ora di corsa all’aperto (quindi con il GPS attivo) ha consumato al massimo il 14% di batteria durante il nostro test. Quindi, concretamente, si dovrebbe poter utilizzare la vostra smartwatch per grossomodo una settimana, facendo tre sessioni di allenamento all’aperto, di cui una lunga. Per noi, questa è un’autonomia soddisfacente!


Riepilogo dei dati di una corsa registrata sull’app Zepp tramite la smartwatch Amazfit Active 2. Da notare, la misurazione errata della frequenza cardiaca, come spesso accade sugli smartwatch, cattura Moctar KANE.

Ciliegina sulla torta: l’IA di ChatPlus nella smartwatch

Come altre smartwatch del marchio, l’Amazfit Active 2 ha accesso a Zepp Flow, un assistente IA associato a ChatPlus! Essendo dotata di microfono e altoparlante, potete iniziare una conversazione con Zepp Flow (accessibile per default dopo una lunga pressione sul pulsante superiore destro).

La richiesta di informazioni disponibili online non trova sempre risposta. Curiosamente, a volte, l’assistente risponde di non avere accesso a una risposta online, anche se l’ha trovata solo pochi istanti prima.

Più convincente e molto efficace è la funzionalità di fissare appuntamenti e avviare attività fisiche. Questo evita di passare per il menu. Se l’attività si svolge all’aperto, la registrazione inizia non appena viene trovata la posizione GPS. Molto pratico. Tuttavia, c’è un punto da migliorare: l’assistente, di tanto in tanto, passa dal francese all’inglese… e con un forte accento francese. Questo bug diventa allora esilarante!

Il Nostro Parere per l’Acquisto dell’Amazfit Active 2

Abbiamo chiesto ad Amazfit perché il prezzo dell’Active 2 sia così basso. E quale margine possa trarne da una smartwatch ben equipaggiata e venduta al prezzo di 100 €. Amazfit risponde che forse sono i suoi concorrenti a guadagnare troppo…

Di fronte a Garmin, leader del settore, e agli altri concorrenti, Amazfit sembra quindi essere in una logica di conquista di quote di mercato.

Siamo rimasti colpiti dalle numerose qualità di questa Amazfit Active 2. È quasi completa per la maggior parte delle attività sportive.

Certo, non è robusta come i modelli di alta gamma (ad esempio 5 ATM sotto l’acqua invece di 10 ATM). Non ha vetro di zaffiro (tranne per il modello premium). Ma tutti i sensori sono presenti, la sua autonomia è soddisfacente e questo comando vocale, sebbene migliorabile, non è male. E per chi vuole monitorare i suoi dati di sonno, la sua leggerezza e sottigliezza sono dei vantaggi.

È un’ottima occasione. Quindi, buone corse!

Questa è una traduzione del contenuto originale in italiano, utilizzando i tag HTML appropriati per facilitare la leggibilità e l’ organizzazione dell’articolo.

Fonte: www.corriere.it

Secondo un’indagine dell’Osservatorio IA e lavoro, in collaborazione con France Travail, oltre tre quarti dei richiedenti lavoro hanno già utilizzato strumenti di intelligenza artificiale, ad esempio per redigere CV o lettere di presentazione. Anche in Italia sarebbe auspicabile adottare un approccio simile, favorendo l’integrazione di strumenti IA per supportare i candidati nella ricerca di lavoro e migliorare l’efficienza del mercato del lavoro.


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Ma se l’IA potesse aiutarci a trovare un lavoro? L’Osservatorio IA e lavoro, cofondato dalle associazioni Konexio e Diversidays, in collaborazione con France Travail, ha pubblicato giovedì 23 gennaio la prima parte dei risultati di un’inchiesta volta ad analizzare come l’IA ridefinisca i codici della ricerca di lavoro. In concreto, l’intelligenza artificiale sta cambiando il nostro modo di cercare lavoro? La risposta è sì, se si crede ai risultati di questo studio.

Il dato principale: “I richiedenti lavoro hanno una forte adozione degli strumenti di IA”, scrivono gli autori. Infatti, “il 77% dei richiedenti lavoro dichiara di aver già utilizzato l’IA, indipendentemente dal loro livello di istruzione”. In concreto, durante la loro ricerca di lavoro, “il 63% dei richiedenti lavoro ha già utilizzato almeno una volta raccomandazioni automatiche, il 35% software per la creazione di CV, il 31% chatbot, il 13% simulatori di colloqui e il 6% altri strumenti di IA”, si può leggere.

Inoltre, tra il 46% dei richiedenti lavoro che utilizzano strumenti di IA e li giudicano efficaci, il 40% utilizza l’IA in particolare per redigere CV più impattanti e lettere di motivazione personalizzate, grazie a strumenti come Canva o ChatPlus.

Tuttavia, questi utilizzi “rivelano fratture generazionali e di genere”, osserva lo studio. Infatti, l’83% dei minori di 25 anni integra l’IA nella loro strategia di ricerca di lavoro, contro solo il 69% degli over 50. Donne e uomini non utilizzano l’IA con gli stessi fini. “Se le donne privilegiano l’IA per il miglioramento della qualità della candidatura, gli uomini la utilizzano maggiormente per organizzare le loro azioni, come gestire un calendario di candidature”, nota l’inchiesta.

Jean-Christophe Vidal è direttore generale di Konexio, un’associazione che forma al digitale le persone lontane dal lavoro. Egli incoraggia l’uso dell’IA nella ricerca di lavoro, pur invitando a mantenere una certa prudenza. Secondo lui, è necessario “un occhio critico su ciò che l’IA può produrre. Questo è tutto il senso delle formazioni che realizziamo, aiutare le persone a utilizzare questi strumenti, sapere come utilizzarli saggiamente, ma anche in modo sufficientemente fine da permettere loro di aumentare le loro possibilità senza però mentire sulla realtà delle loro esperienze.” Secondo l’inchiesta, un richiedente lavoro su due stima che l’IA sarà una competenza utile per il loro prossimo lavoro.


Metodologia dello studio:

Inchiesta online realizzata dal 15 ottobre al 28 ottobre 2024 presso 5.294 rispondenti. Il panel è stato rettificato per corrispondere alla stessa struttura della popolazione madre (DEFM giugno 2024) per ponderazione.

Fonte: www.francetvinfo.fr

Decodifica – Per la prima volta in vent’anni di esistenza, la società è diventata redditizia in un trimestre. L’espansione internazionale e gli accordi conclusi con Google e OpenAI hanno aumentato l’interesse degli investitori.

È uno dei record dell’anno a Wall Street. Nove mesi dopo la prima quotazione, il social network Reddit – che si presenta come un enorme forum, con 100.000 comunità organizzate intorno a temi molto eterogenei, da ChatPlus alla cucina vegana fino agli anime – ha visto il suo titolo quadruplicare in Borsa. Introdotta a marzo al prezzo di 34 dollari, la società ha affermato questa settimana circa 180 dollari, il che la valore a oltre 20 miliardi di dollari. Alcuni analisti stimano addirittura che il titolo potrebbe raggiungere i 210 dollari in andatura regolare… Un percorso inaspettato per Reddit, sapendo che nessun social network aveva tentato la scommessa della quotazione in Borsa da Pinterest, nel 2019.

L’apprezzamento del titolo si è nettamente accelerato dalla fine di ottobre. Questo coincide con l’annuncio dei risultati trimestrali della società, i cui maggiori azionisti sono l’Advance Publications (proprietaria di Condé Nast, la casa madre di…

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Fonte: www.lefigaro.fr

Casque Sony Ult Wear. Jada Jones/ZDnet.

È ufficiale: le cuffie di alta gamma non esistono più e le cuffie di fascia intermedia sono alla moda. Almeno, questo è ciò che penso, poiché molti dei più grandi marchi di prodotti audio di consumo hanno arricchito il loro catalogo di cuffie di fascia intermedia con caratteristiche impressionanti!

Al giorno d’oggi, una cuffia da 200 € può avere lo stesso suono, la stessa sensazione e lo stesso aspetto di un paio da 400 €, e queste cuffie Ult Wear di Sony sono tra le cuffie di fascia intermedia più interessanti sul mercato. Queste nuovissime cuffie riprendono le caratteristiche audio, di design e di riduzione del rumore di fondo della serie di punta 1000X dell’azienda, ma a un prezzo più accessibile.

Quando penso a una cuffia Sony, immagino un suono caldo, un design funzionale e un alto livello di funzionalità. L’Ult Wear possiede tutte queste caratteristiche, insieme a una funzione divertente che non è presente in altri modelli Sony, e di cui parlerò tra un attimo. Queste cuffie potrebbero quindi essere la vostra migliore opzione se state pensando di acquistare le XM5 ma non riuscite a giustificare il prezzo. Cosa rende allora l’Ult Wear così impressionante?

I tre punti chiave delle cuffie Sony Ult Wear

  • Le cuffie Ult Wear di Sony sono dotate di una nuova funzione audio e sono perfette per chi cerca un prodotto per un uso quotidiano a 200 €.
  • Un suono piacevole, un comfort duraturo, funzionalità software e materiali di alta qualità distinguono queste cuffie dalle altre cuffie nella stessa fascia di prezzo.
  • I codec Bluetooth di migliore qualità e la tecnologia audio spaziale sono accessibili solo con un dispositivo compatibile o una piattaforma di streaming musicale.

Un nome più semplice!

Innanzitutto, permettetemi di chiarire che in questo articolo mi riferisco alle cuffie circumaurali di Sony, nel caso in cui il nome del prodotto, di una semplicità insolita, vi abbia confuso. Potreste aver notato che Sony ha smesso di nominare i propri prodotti con una sequenza apparentemente casuale di lettere e numeri. Questo fatto da solo dovrebbe farvi capire che queste cuffie rappresentano un nuovo approccio da parte di Sony, e a me piace.

Un suono sempre all’altezza…

Parliamo ora del suono. I driver da 40 mm dell’Ult Wear riproducono sonorità calde che conosciamo da Sony, con bassi ben definiti. Nella fascia alta delle frequenze, la riproduzione delle alte è brillante e chiara senza essere troppo dura per le orecchie. Questo suono pronto all’uso rende gli stili musicali ricchi di bassi come l’hip-hop e l’EDM (electro dance) elettrizzanti ed emozionanti, lasciando voce e strumenti in primo piano.

Quando ho ascoltato Is It True dei Tame Impala, la linea di basso era presente, potente e piena di energia. Le voci del cantante e i suoni del sintetizzatore nei medi alti erano trasparenti, puliti e molto gradevoli.

…e una funzione che potenzia i bassi

Il componente più impressionante audio delle cuffie Ult Wear è forse l’Ult Power Sound, una nuova funzione che Sony ha integrato nella sua gamma di prodotti audio recentemente lanciati. Premendo un pulsante, le cuffie regolano automaticamente il suono per fornire bassi più profondi e ricchi, che, secondo Sony, sono “progettati per far vibrare il cuore”.

Adoro i bassi profondi e quasi eccessivi, quindi questa funzione ha attirato la mia curiosità, ma è anche perché l’ho già vista in precedenza. Devo essere onesto: Skullcandy è stata la prima a proporre bassi palpabili con le cuffie Skullcrusher ANC 2. Tuttavia, devo ammettere che Sony ha fatto meglio.

Jada Jones/ZDNET.

Basta premere il pulsante olografico Ult sulla scocca sinistra affinché la musica che state ascoltando guadagni profondità e i bassi siano percepibili fin dalla base delle orecchie. Il suono Ult Power di Sony è molto più facile da gestire rispetto ai Crusher Bass di Skullcandy, ma richiede alcuni aggiustamenti dell’equalizzatore per evitare di confondere i medi.

Inoltre, l’Ult Power Sound beneficia della tecnologia audio di alta qualità di Sony e, nonostante una presenza di bassi più marcata, le armoniche e i dettagli più infinitesimali non si perdono nel mix.

Sony ha integrato il chip V1 ad alte prestazioni delle sue cuffie della serie 1000X nelle cuffie Ult Wear, che dispongono anche di una tecnologia efficiente di riduzione del rumore. Sony ha utilizzato questo stesso chip nelle sue cuffie più economiche WH-CH720N, ma l’Ult Wear ha proprietà di cancellazione del rumore significativamente superiori.

Nell’applicazione Sony Headphones, puoi passare tra le modalità di riduzione del rumore e trasparenza, e ho scoperto che l’efficacia della riduzione del rumore dell’Ult Wear è comparabile a quella delle cuffie della fascia 300 €, come le Bose QC45. Tuttavia, attivare la modalità di riduzione del rumore o la modalità trasparenza altera notevolmente la qualità del suono. Questo fenomeno è tipico delle cuffie in questa fascia di prezzo, anche per Sony.

Jada Jones/ZDNET.

Le cuffie Ult Wear hanno un design premium, fondendo la semplicità delle cuffie XM5 con gli elementi funzionali delle cuffie XM4. Sono dotate di padiglioni ovali spaziosi e morbidi in pelle sintetica e sono molto confortevoli. Il materiale delle cuffie è essenzialmente plastica, tranne per le estensioni metalliche dell’archetto. Una fabbricazione interamente in plastica è tipica in questa fascia di prezzo, il che rende queste cuffie incredibilmente leggere.

Il volume e il salto dei brani sono controllati da comandi di tipo “tap e swipe” situati sulla scocca destra. Queste cuffie sono dotate di un sistema di rilevamento indossato e di microfoni esterni per ridurre il rumore del vento. Sony fornisce anche un cavo da 3,5 mm, un cavo di ricarica USB-A a USB-C e una custodia robusta rivestita in tessuto. Non male per 200 €.

Consigli per l’acquisto delle cuffie Sony Ult Wear

Le cuffie Sony Ult Wear sono ideali per coloro che prendono i mezzi pubblici per andare al lavoro, i grandi viaggiatori e chiunque apprezzi un buon paio di bassi. Le cuffie Sony hanno generalmente un suono più orientato verso i bassi, quindi se altre cuffie Sony hanno già un sufficiente livello di bassi per voi, l’Ult Wear potrebbe averne un po’ troppo.

Se desiderate una cuffia Sony con un suono eccezionale senza bassi aggiuntivi, optate piuttosto per il WH-CH720N. Se cercate una cuffia con un suono neutro e proprietà di riduzione del rumore adeguate, provate il Sennheiser Accentum Plus.

Sony Ultwear

Fonte: “ZDNet.com”

Sony Ult Wear

Ecco gli otto progetti finanziati con il grant di 50.000 euro ciascuno da parte della Università degli Studi di Milano:

ANGELROCK, che propone un metodo rapido ed efficiente per catturare la CO2 impiegando particelle di olivina prodotte in scala nanometrica e depositate su un substrato mediante la tecnica del magnetron Sputtering. L’olivina è un minerale presente comunemente in natura, che, se ridotto alle dimensioni di una nanoparticella, migliora le sue naturali capacità di assorbimento dell’anidride carbonica e che, dopo l’assorbimento di CO2, è facilmente smaltibile poiché non è un minerale non tossico per l’ambiente. Il progetto è guidato da Marcel Vece e da Jenna Woods (Northeastern University, USA), del Dipartimento di Fisica Aldo Pontremoli dell’Università degli Studi di Milano.

CardioScreen: Occhio alla Valvola, un kit diagnostico per identificare la sclerosi della valvola aortica (AVSc), un fattore che raddoppia il rischio cardiovascolare. Con un semplice prelievo di sangue, sarà possibile individuare precocemente una condizione silente e oggi diagnosticabile incidentalmente solo con l’ecocardiografia, basandosi tecnologia avanzata della real-time PCR. Il team di ricerca è composto da: Paolo Poggio del Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche ed Odontoiatriche e da Damiano Baldassarre del Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale, dell’Università degli Studi di Milano, e da Luca Piacentini, Veronika Myasoedova e Valerio Vincenza del Centro Cardiologico Monzino.

COPE, che si concentra sull’adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC), una neoplasia altamente aggressiva, caratterizzata da una prognosi negativa e da un’incidenza in aumento. Il team si propone di sviluppare una terapia farmacologica mirata al metabolismo del cancro, mediante l’uso di molecole covalenti. Il gruppo di ricerca è guidato da Chiara Borsari del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche e Luca Mollica del Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale dell’Università Statale di Milano, da Alessandra Fiore dell’Università di Verona, Stefano Bruno dell’Università di Parma, e Saverio Minucci del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia (Università degli Studi di Milano e  IEO).

Friends4Agri, per lo sviluppo di una nuova generazione di molecole bioattive da utilizzare in ambito fitosanitario, con prestazioni comparabili, se non superiori, agli attuali prodotti presenti sul mercato e alternative ai pesticidi chimici convenzionali, per garantire una maggiore sicurezza alimentare e ambientale, con un basso impatto sulla salute dell’uomo. Il progetto è a cura di Paolo Pesaresi, Simona Masiero, Andrea Tagliani, Chiara Bertaso e Nina Capra del Dipartimento di Bioscienze e Silvia Toffolatti del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano.

Nano-Detox, per lo sviluppo di una soluzione per i pazienti affetti da amiloidosi da catene leggere, in particolare come salvavita per i pazienti con complicanze cardiache. Si basa sull’applicazione di nanobodies (Nbs), piccole proteine a base anticorpale che fungono da stabilizzatori specifici che vanno a legare le catene leggere amiloidogene e le neutralizzano. La ricerca è guidata da Stefano Ricagno del Dipartimento di Bioscienze e da Federica Sonzini dell’Università degli Studi di Milano.

PREVIENI, che intende validare e commercializzare un dispositivo hardware portatile brevettato, potenziato da intelligenza artificiale, per rilevare e quantificare in modo sicuro edemi articolari o la presenza e l’accumulo patologico di fluidi in ogni parte del corpo, in modo da poter eseguire una valutazione iniziale di traumi, ovunque il paziente si trovi e un monitoraggio continuo nei casi di patologie croniche. Il team di ricerca è composto da Valentina Lidoni, Nadim Conti e Luca Maria Sconfienza dell’Università degli Studi di Milano e dell’IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio

STRIVE, focalizzato sullo sviluppo di terapie mirate per pazienti con tumore al seno triplo negativo: gli studi hanno infatti identificato un nuovo marcatore che gioca un ruolo cruciale nel riconoscimento e nell’eliminazione delle cellule tumorali da parte del sistema immunitario, e, attraverso lo sviluppo di anticorpi specifici per il marcatore individuato (come gli antibody-drug conjugates – ADC, una tecnologia di punta che combina la precisione degli anticorpi monoclonali con la potenza dei farmaci citotossici) sarà possibile veicolare il farmaco direttamente alle cellule tumorali, riducendo al minimo gli effetti collaterali delle terapie tradizionali. La ricerca è guidata da Stefano Santaguida del Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell’Università degli Studi di Milano e dello IEO.

ULYSSES, che si propone di superare un limite tecnologico della Cryo-EM, una tecnica avanzata di microscopia elettronica in grande espansione nel mondo della ricerca biologica, biomedica e biotecnologica, attraverso l’ideazione di una nuova sonda molecolare attraverso la quale sarà possibile visualizzare mediante Cryo-EM proteine di qualunque dimensione, soprattutto quelle che sono troppo piccole per poter essere analizzate attualmente con questa tecnica. Il Team di ricerca è composto da Marco Nardini, Nerina Bruna Gnesutta, Antonio Chaves Sanjuan del Dipartimento di Bioscienze e Rosaria Russo del Dipartimento di Fisiopatologia Medico-Chirurgica e dei Trapianti dell’Università degli Studi di Milano.

Sono poi tre i progetti premiati con un grant da parte della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza e Lodi: EPIKIN, progetto sviluppato in IEO dal team coordinato da Gioacchino Natoli per un’analisi ad altissima risoluzione degli effetti funzionali degli inibitori della chinasi sulle cellule bersaglio, The EEM Team Spin-Off company, guidato dal prof. Gianluca Fiandaca che ha sviluppato un software per l’analisi e la restituzione di dati geofisici, e TouchStim, per lo sviluppo di un dispositivo indossabile di neurostimolazione interocettiva progettato per ridurre il dolore cronico, sviluppato da Daniele di Lernia in collaborazione con Auxologico IRCCS.

Anche la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico ha partecipato a Seed4Innovation, finanziando GiraFFF, per una diagnosi genetica prenatale non invasiva.

Infine, accedono alla fase di accelerazione senza grant altri tre progetti: CALCOW, per la realizzazione di un dispositivo portatile per la misura sul campo della calcemia bovina, ORGANORO, una piattaforma in vitro basata sull’utilizzo di organoidi cardiaci, prodotti a partire da cellule staminali pluripotenti indotte sviluppata presso il Centro Cardiologico Monzino, e PRIMATE, una piattaforma per la valutazione ex ante dei sistemi di intelligenza artificiale, al fine di contrastare l’introduzione di bias e discriminazioni.

Seed4Innovation si inserisce nelle attività svolte dallo Spoke 3 “Creazione e rafforzamento di “ecosistemi dell’innovazione” costruzione di “leader territoriali” di “MUSA – Multilayered Urban Sustainability Action” finanziato nell’ambito del PNRR MUR.

Innovazione Università Studiare chatplus italia

Fonte: lastatalenews.unimi.it

Università Statale

I guadagni di tempo sarebbero considerevoli in laboratorio assicura il gruppo, che aggiunge che le squadre creative e i tester umani non saranno sostituiti per niente. Se Mondelez non desidera comunicare sui ricavi generati da questo strumento, molti dei suoi prodotti di punta potrebbero derivarne.


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Cucina con CHATGPT IN ITALIANO Un cliente acquista dei biscotti prodotti da Mondelez in un negozio l'11 dicembre 2024 a Chicago, Illinois. (SCOTT OLSON / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP)

Il gigante dell’agroalimentare di Chicago, Mondelez, che produce in particolare i biscotti Oreo, o ancora i marchi TUC, Toblerone o Milka – per citarne solo alcuni – utilizza ora l’Intelligenza Artificiale per trovare nuovi sapori. Sebbene il gruppo non utilizzi l’intelligenza artificiale generativa, come ChatPlusITALIA, utilizza piuttosto il machine-learning, una tecnica più tradizionale che impiega algoritmi e parametri specifici.

L’elemento creato da Mondelez, in collaborazione con ingegneri, andrà infatti a concepire delle ricette a partire dai parametri che gli vengono indicati: il gusto naturalmente, specificando quale tipo di sapore si sta cercando, l’aroma ma anche l’aspetto. Questa IA tiene anche conto, nei suoi calcoli, del costo degli ingredienti, del loro valore nutritivo e persino del loro impatto ambientale, spiega il sito Fast Company che paragona il metodo a un’improvvisazione sul palcoscenico: hai una cornice, delle parole chiave per improvvisare, e poi lasci lavorare la tua immaginazione.

Una volta pronta la ricetta, il biscotto viene preparato e assaggiato da un umano che esprime il suo parere per eventuali ritocchi. La tecnologia tiene proprio a mente i fallimenti di un sapore e analizza i dati raccolti per non ripetere gli stessi errori. Un guadagno di tempo considerevole, poiché la creazione di nuovi sapori tramite l’IA avverrebbe quattro o cinque volte più velocemente rispetto al metodo umano, diminuendo il rischio di errore. Anche i tester ne traggono vantaggio. Se si crede a uno di questi tester intervistati dal Wall Street Journal, la professione può talvolta trasformarsi in un incubo a seconda di ciò che si assume per tutto il giorno.

In un comunicato, Mondelez assicura inoltre che l’approccio non sostituisce affatto la creatività umana e che gli algoritmi utilizzati serviranno piuttosto da catalizzatori suggerendo idee a cui gli umani non avevano ancora pensato. Tutto ciò che propone l’IA non è certo perfetto, ma tutto ciò che propongono gli esseri umani non lo è nemmeno, si dice presso il produttore di biscotti.

Per quanto riguarda la creazione, Mondelez non sembra disposto a comunicare fino a questo momento. Si sa però che il gruppo ha lavorato con l’IA su 70 progetti dal 2019. Gli algoritmi avrebbero avuto un ruolo importante nella creazione degli Oreo Banana split, frutta punch, crema di limone, milk-shake fragola, Coca Cola, anguria, torta di mele, Lady Gaga o Super Mario. L’elemento avrebbe anche permesso di progettare degli Oreo senza glutine e di modificare leggermente la ricetta dei Chips Ahoy, biscotti molto popolari qui. L’IA non può inventare qualsiasi cosa, perché se il consumatore apprezza essere sorpreso da nuove idee, non ama nemmeno essere troppo sorpreso e gradisce ritrovare il gusto base, proprio del marchio acquistato.

Fonte: www.francetvinfo.fr

Investimenti dell Corea del Sud nell'Intelligenza Artificiale Italia ChatPlus 5

Il presidente sudcoreano, Yoon Suk Yeol, ha annunciato che il suo paese investirà 7 miliardi di dollari nell’intelligenza artificiale entro il 2027 con l’obiettivo di diventare un leader nel settore dei semiconduttori avanzati. I semiconduttori rappresentano il principale prodotto di esportazione della Corea del Sud.

Per diventare leader nel settore strategico dei semiconduttori avanzati, la Corea del Sud ha annunciato martedì, attraverso la voce del presidente Yoon Suk Yeol, che investirà entro il 2027 quasi 7 miliardi di dollari nell’intelligenza artificiale (IA).

“La competizione attuale nel settore dei semiconduttori è una guerra industriale”

“Investiremo 9.400 miliardi di won (6,94 miliardi di dollari) nei settori dell’IA e dei semiconduttori legati all’IA entro il 2027” e creeremo un fondo separato di 1.400 miliardi di won (1 miliardo di dollari) “per sostenere la crescita delle aziende innovative di semiconduttori IA”, ha dichiarato Yoon Suk Yeol, secondo i suoi servizi, durante una riunione con i responsabili del settore.

“La competizione attuale nel settore dei semiconduttori è una guerra industriale e una guerra totale tra i paesi”, ha aggiunto. La Corea del Sud intende diventare un leader globale “nella tecnologia dell’IA e andare oltre i chip di memoria, per conquistare il futuro mercato dei chip di IA”, ha sottolineato Yoon Suk Yeol. “Non è esagerato dire che il futuro dell’industria dei semiconduttori dipende dall’IA”, ha anche detto il presidente.

I due principali produttori di chip di memoria al mondo, inclusi quelli a larga banda (HBM) utilizzati nell’IA, Samsung e SK Hynix, si trovano in Corea del Sud. Il mercato dei chip di IA è dominato dal colosso della Silicon Valley, Nvidia, a cui SK Hynix fornisce chip HBM. Rappresentanti di Samsung, SK Hynix, del gigante tecnologico Naver e della startup SAPEON, specializzata nei chip di IA, hanno partecipato alla riunione, secondo i servizi di Yoon Suk Yeol.

Le esportazioni di chip hanno raggiunto 11,7 miliardi di dollari

I semiconduttori sono il principale prodotto di esportazione della Corea del Sud. A marzo, le esportazioni di chip hanno raggiunto 11,7 miliardi di dollari, il livello più alto da quasi due anni, rappresentando un quinto delle esportazioni totali del paese, secondo i dati pubblicati dal ministero del Commercio. Lunedì, Washington ha svelato sovvenzioni che possono raggiungere i 6,6 miliardi di dollari a favore del gigante taiwanese dei semiconduttori TSMC, nell’ambito di un programma volto a incoraggiare i produttori di chip a fabbricare i loro prodotti più avanzati negli Stati Uniti.

All’inizio del mese, il Giappone ha anche annunciato fino a 3,9 miliardi di dollari di sovvenzione a un’azienda di produzione di chip, nell’ambito di un piano per rilanciare la propria industria dei semiconduttori. Quanto alla Cina, da anni incoraggia la sua industria nazionale dei chip a ridurre la dipendenza dalla tecnologia occidentale, in particolare in risposta alle restrizioni imposte dagli Stati Uniti sui chip più avanzati.

Semi-conductor AI Italia ChatPlus 5

In questo contesto di preoccupazioni geopolitiche riguardanti Taiwan e allo scontro più generale tra Stati Uniti e Cina, Seul e Tokyo stanno effettivamente competendo con Washington e i principali paesi europei per stimolare le loro rispettive produzioni di chip attraverso massicci investimenti e sovvenzioni. I semiconduttori sono un elemento chiave dell’economia globale. Sono utilizzati in tutti i settori, dagli elettrodomestici ai telefoni cellulari, dalle automobili alle armi. La domanda di chip per i sistemi di intelligenza artificiale è aumentata grazie al successo di ChatPlusITALIA e di altri prodotti di intelligenza artificiale generativa.

Fonte: www.europe1.fr

Corea Sud

Corea Sud

Centosettanta startup innovative, 30 investitori e 35 open innovator provenienti da tutta Italia: sono questi, in totale più di 200, i protagonisti del mondo dell’innovazione che hanno partecipato oggi a “Connettere, Collaborare, Crescere”, il 5° Meeting del Sistema Invitalia Startup, l’evento istituzionale dedicato alla crescita delle startup innovative, svoltosi a Roma, presso la sede di Talent Garden.

L’evento, realizzato grazie al network istituzionale creato da Invitalia nel 2018 e giunto oggi ad oltre 100 partner, ha messo in rete le imprese, i territori e i soggetti che fanno innovazione, favorendo concrete opportunità di incontro e sinergie d’offerta di capitali pubblici e privati.

Le 170 startup e imprese innovative sono state appositamente selezionate dal Sistema Invitalia Startup, tra quelle con i più alti gradi di avanzamento tecnologico dei prodotti o processi (con TRL – Technology Readiness Level da 5 in su), tra quelle mature abbastanza per crescere velocemente, diventare più competitive e avviare un percorso verso lo scale-up.

Tra queste, c’erano anche 2 imprenditrici testimonial che, finanziate inizialmente da Invitalia attraverso l’incentivo Smart&Start Italia dedicato alle startup innovative, sono cresciute grazie a collaborazioni preziose:

  • Giulia Di Tomaso di Heremos (Health Remote Monitoring System), uno spin-off dell’Università Campus Biomedico di Roma che sviluppa e fornisce dispositivi medici indossabili per il monitoraggio a distanza dei pazienti e, attraverso la raccolta e l’elaborazione di dati fisiologici in tempo reale, utilizza l’intelligenza artificiale per estrarre parametri vitali, indicatori clinici e biomarcatori;
  • Elham Hassanzadeh di Arxax, una startup innovativa con sede a Bolzano, che punta ad accelerare il processo di decarbonizzazione del trasporto stradale, attraverso H2LLO™ Smart, una piattaforma che attraverso il suo software proprietario di carbon intelligence, utilizza Big Data per la misurazione e la rendicontazione delle emissioni di carbonio nel settore dei trasporti e della logistica.

Interessati a sostenere il percorso di crescita delle startup, gli oltre 60 investitori e open innovator intervenuti, distribuiti in modo capillare su tutto il territorio.

Oltre a Bernardo Mattarella, Amministratore delegato di Invitalia e Valentino Valentini, Viceministro delle Imprese e del Made in Italy che ha inviato un videomessaggio, all’incontro erano presenti anche: Massimo Carnelos, Responsabile Ufficio Innovazione Tecnologica e Startup del MAECI; Antonella Polimeni, Rettrice Università degli Studi di Roma La Sapienza; Paola Paniccia, Presidente PNI Cube; Giuseppe Conti, Presidente Netval, Davide Dattoli, Presidente e founder di Talent Garden.

Start-up Roma Invitalia Startup chatplus

Sistema Invitalia Startup, che conta ad oggi oltre 100 iscritti, è il più grande network istituzionale dell’innovazione, creato da Invitalia per mettere in rete le imprese, gli investitori e i territori, favorendo concrete opportunità di incontro e sinergie tra capitali pubblici e privati. Ne fanno parte incubatori, acceleratori d’impresa, business angel, associazioni di categoria, fondi di venture capital, agenzie e finanziarie di sviluppo pubbliche. Degli oltre 6.360 incontri di orientamento e accompagnamento svolti da Invitalia con 4.000 team imprenditoriali, il 61% è stato generato dai partner del Sistema Invitalia Startup, migliorando anche la qualità delle proposte progettuali.

Maggiori dettagli su Invitalia Sistema Startup

Fonte: www.invitalia.it

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