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Talento, creatività, professionalità e tanto coraggio. Sono le doti degli startupper della Campania, terzi in Italia, dopo Lombardia e Lazio, per numero di progetti innovativi nel 2023 (ben 1.475), ma primi per trend di crescita degli ultimi dodici mesi con +5.2%. Risultati ottimi grazie a un ecosistema vasto e ben sostenuto dalla Regione Campania, che con l’assessorato alla Ricerca, Innovazione e Startup, sta investendo con ingenti finanziamenti per sostenere le nuove iniziative, trainando così l’intero settore, che si fortifica di anno in anno.

Un altro primato della Campania è per start up di giovani sotto i 30 anni ed è prima anche per brevetti registrati e per numero di ricercatori ed è prima anche per imprenditorialità giovanile. Ecco perché la finale di Start Cup Campania 2024, la piu longeva competizione tra i progetti d’impresa innovativa in ambito universitario, è da tenere d’occhio per i contenuti proposti da cui potrebbero nascere nuove startup. Oggi all’Auditorium Sant’Agostino dell’Università degli Studi del Sannio, si terrà la finale dell’iniziativa che ha come protagonisti tutti e sette gli atenei regionali: Federico II, Vanvitelli, Parthenope, Suor Orsola Benincasa, Sannio, Salerno e L’Orientale. L’obiettivo è realizzare una business plan competition tra i partecipanti che dovranno presentare idee imprenditoriali basate su ricerca e innovazione tecnologica finalizzate allo sviluppo economico e alla nascita di imprese ad alto contenuto di conoscenza. Alla gara possono concorrere docenti, ricercatori, dottorandi, titolari di assegni di ricerca, diplomati, laureati, dottori di ricerca, che abbiano conseguito il titolo in una delle Università promotrici dell’iniziativa nell’ultimo quinquennio, oppure studenti iscritti, e personale tecnico-amministrativo.

Il record di Start Cup Campania 2024

Undici i progetti finalisti che si contenderanno oggi il premio più ambito per chi fa innovazione, selezionati da una giuria tecnica per l’innovazione proposta e il potenziale impatto sul territorio, coprendo settori che spaziano dalla tecnologia alla sostenibilita e ai servizi alla persona. L’edizione 2024, diretta dal docente Marco Consales dell’Università del Sannio, ha fatto segnare una partecipazione record: 61 i business plan presentati, con un incremento di oltre il 50% rispetto all’edizione del 2023. Circa 300 il numero totale di partecipanti da cui sono stati selezionati i finalisti in gara oggi. Il direttivo di StartCup Campania è composto oltre che da Consales dal vicedirettore Pierluigi Rippa, Roberto Cerchione, Domenico Salvatore, Giuseppe Lucio Gaeta, Francesca Michelino e Luigi Zeni. Le prime cinque posizioni, oltre a premi in denaro, consentiranno accesso alla finale di Innovation Village Award e alla finale nazionale del PNICube. Sono previsti, inoltre, cinque premi speciali: Premio Speciale Studenti Mario Raffa, dedicata al professore federiciano tra i principali fautori di Start Cup Campania; Premio Speciale Imprenditoria femminile Enza Cappabianca; Premio Speciale per l’Innovazione Culturale; Premio Speciale Climate Change che consentirà anche l’accesso alla finale del PNI 2024; e Premio Speciale Social Innovation.

Video

Tutti i progetti di Start Cup Campania 2024

Tra i finalisti di Start Cup Campania 2024 troviamo sei progetti proposti dall’Università degli Studi di Napoli Federico II. Si tratta di Ai.res, un provider di soluzioni di governance per aziende che sviluppano e/o utilizzano sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale, soprattutto se in domini high-risk. C’è poi Billd che grazie al suo dispositivo brevettato (Trl 7), lancia sul mercato un servizio di scontrino digitale dedicato alle micro, piccole e medie imprese. Oltre a portare un’innovazione tecnologica, si impegna a eliminare l’impatto ambientale causato dall’utilizzo della carta termica degli attuali scontrini. Bloom propone soluzioni innovative per il risparmio energetico e l’efficienza attraverso biostimolanti e bioplastica derivanti da biomasse microalgali cresciute in reflui zootecnici. G.R.E.T.A. nata come primo spin off umanistico attivato nel Dipartimento di Studi Umanistici federiciano, vuole sviluppare soluzioni innovative con un e-content mix di edutainment, storytelling, gamification e comunicazione, finalizzati all’accessibilità e alla valorizzazione del patrimonio culturale per un pubblico cross-over, soprattutto bambini con Bes. Oris care, iniziativa imprenditoriale dedicata alla cura della persona attraverso tecnologie digitali. E infine Ridesense tecnologia HW-SW per migliorare la sicurezza e l’efficienza dei veicoli autonomi tramite algoritmi real-time. Tre i progetti dell’Università degli Studi di Salerno tra cui Better Gush, una borraccia innovativa per raccolta e riutilizzo dell’acqua. C’è poi VarisCup, per migliorare l’efficienza energetica nelle industrie.

Infine Prof. Alfred, servizio didattico che tramite l’IA supporta gli studenti nella preparazione agli esami fornendo feedback personalizzati e aiuta a ridurre l’ansia da esame. Matidia Pharma s.r.l. è il progetto finalista dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, una startup che sviluppa soluzioni per il trattamento di malattie rare. Uno screening di molecole innovative e composti antimicrobici a base di estratti naturali e peptidi, sviluppo di dispositivi medici, fitofarmaci e prodotti di uso cosmetico impiegando tecniche di biologia molecolare, cellulare, del Dna ricombinante, di biotecnologie avanzate, della medicina di laboratorio e della farmacologia. L’ultima startup finalista è McSteam proposta dall’Università degli Studi del Sannio, spin-off universitario che propone dispositivi medici innovativi per lo studio in vitro dei meccanismi delle cellule su come percepiscono e rispondono ai segnali meccanici ambientali.

 

Fonte: www.ilmattino.it

Startup IA

L’assistente Meta AI, integrato su Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger in 22 paesi ma non disponibile in Europa, potrà ora utilizzare in tempo reale le informazioni fornite da Reuters.

Secondo il media Axios, il colosso tecnologico americano Meta ha appena firmato un accordo di licenza pluriennale con l’agenzia di stampa Reuters per alimentare Meta AI, la sua intelligenza artificiale conversazionale. Questo rappresenta il primo accordo di Meta con un gruppo mediatico nel settore dell’intelligenza artificiale.

L’assistente Meta AI, integrato su Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger in 22 paesi ma non disponibile in Europa, potrà ora sfruttare in tempo reale le informazioni fornite da Reuters per rispondere alle richieste degli utenti sull’attualità. In cambio, Reuters riceverà un compenso per l’accesso alle sue informazioni. Meta AI mostrerà inoltre i link agli articoli di Reuters utilizzati per rispondere alle domande degli utenti.

Restano però alcune zone d’ombra sulla durata del contratto e sull’importo dello stesso. È inoltre difficile sapere se, oltre ad arricchire le risposte, gli articoli di Reuters saranno utilizzati per addestrare Llama, il grande modello di linguaggio di Meta.

L’accordo si colloca in una serie di intese firmate negli ultimi mesi tra giganti dell’intelligenza artificiale, desiderosi di offrire informazioni aggiornate agli utenti dei loro chatbot, e gruppi mediatici determinati a ottenere compensi finanziari per l’utilizzo del lavoro delle loro redazioni da parte di queste IA. OpenAI, leader in questo settore, remunera una decina di media internazionali come il Wall Street Journal, Politico e il New York Post. Tuttavia, il creatore di ChatPlus ha rifiutato all’inizio di giugno qualsiasi negoziazione collettiva con la stampa quotidiana e la stampa periodica francese, firmando solo un accordo con il gruppo Le Monde a marzo scorso.

Fonte: www.lefigaro.fr

Meta firma

CRONACA – A dire il vero, ChatPlus è in grado di scrivere una storia, ma non è né appassionante né esilarante.

Mi scuso per il riferimento personale, ma le circostanze lo impongono. Un amico, Philippe H., mi ha inviato questo messaggio: «Questa mattina, mentre aspettavo un cliente, ho fatto la seguente domanda a ChatPlus: “Potresti scrivere un racconto nello stile di quelli che Bertrand de Saint Vincent scrive su Le Figaro Magazine, sul tema del bel tempo e della pioggia?”»

Strana idea. Non mi sarebbe mai venuta in mente. Pensare che l’intelligenza artificiale possa interessarsi al mio caso sa di immodestia. Deve avere cose più importanti da fare. Eppure, l’interpellata non si è fatta pregare. Un minuto dopo, il mio amico riceveva l’articolo richiesto. Non soddisfatto, ha rinviato la copia, chiedendo un finale più divertente. La risposta è arrivata immediatamente.

Il testo scorre sotto i miei occhi. L’amico ha rispettato la consegna: racconta, in prima persona, una storia in cui la pioggia e il bel tempo giocano un ruolo essenziale. Ve la offro. Vi avviso, non è né appassionante…

Fonte: www.lefigaro.fr

Avezzano.

Tekneko, azienda leader nel settore dell’igiene urbana e della gestione dei rifiuti, ha partecipato attivamente alla settimana del Digital Lab del Master in Imprenditorialità e strategia aziendale, organizzato dall’Università Bocconi di Milano. Il vice presidente di Tekneko, Simone Di Carlo, ha tenuto una lezione approfondita, offrendo una visione strategica e innovativa sul ruolo dell’economia circolare e sulle sue applicazioni nel settore della gestione dei rifiuti urbani.

La lezione ha avuto come focus principale l’importanza di un approccio sostenibile e circolare nel settore, con particolare attenzione su come Tekneko stia implementando soluzioni innovative per ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza operativa. Di Carlo ha condiviso con i partecipanti le strategie chiave per la promozione di un’economia circolare, illustrando esempi concreti di tecnologie e metodologie già integrate nei processi aziendali.

Successivamente, gli studenti del master, coordinati dalla professoressa Chiara Piancatelli, sono stati coinvolti in un business case che li ha visti confrontarsi direttamente con le tecnologie emergenti. Tra queste, l’utilizzo di realtà aumentata e intelligenza artificiale applicate alle operations di Tekneko, con l’obiettivo di esplorare come queste soluzioni possano migliorare l’efficienza operativa e la gestione dei processi.

“Questa collaborazione con il master in Imprenditorialità e Strategia Aziendale rappresenta per noi un’opportunità preziosa per condividere le nostre esperienze nel campo dell’economia circolare, ma anche per aprirci alle idee e proposte dei giovani talenti”, ha commentato Simone Di Carlo, “crediamo fortemente nel potere dell’innovazione e nel ruolo strategico delle nuove tecnologie per creare un futuro sostenibile”.

Tekneko, impegnata da anni nel miglioramento delle proprie tecnologie e processi, conferma così il suo impegno per una gestione dei rifiuti più intelligente e sostenibile, promuovendo al tempo stesso la formazione e la crescita dei futuri imprenditori e leader aziendali

Fonte: marsicalive.it

Digital Lab

Il creatore di ChatPlus ora è valutato oltre 150 miliardi di dollari. Diventa una delle aziende tech meglio finanziate dal capitale di rischio.

Il padre di ChatPlus ha trovato i fondi necessari per continuare le sue ricerche nell’intelligenza artificiale. OpenAI ha annunciato mercoledì di aver chiuso una raccolta fondi record di 6,6 miliardi di dollari. L’operazione valuta la società, creata nel 2015 da Sam Altman, a 157 miliardi di dollari. Bloomberg osserva che ciò rende OpenAI una delle aziende tech meglio finanziate dal capitale di rischio, insieme a ByteDance (TikTok) e SpaceX.

Thrive Capital, la società di venture capital di Joshua Kushner, il cui fratello Jarod è il genero di Donald Trump, ha guidato il round di finanziamento. Reuters aveva annunciato la scorsa settimana che questo fondo avrebbe investito non meno di 1 miliardo di dollari. Anche Microsoft, Nvidia e Softbank hanno partecipato alla raccolta fondi. Secondo il Financial Times, Sam Altman ha richiesto che gli investitori di OpenAI non sostengano altre start-up di IA, come xAI di Elon Musk o Anthropic.

Fonte: www.lefigaro.fr

OpenAI fundraising

responsabile intelligenza artificiale

Hiroshi Watanabe/Getty Images

Dall’automazione all’apprendimento automatico fino all’intelligenza artificiale generativa (IA), le tecnologie emergenti stanno trasformando le aziende per cui lavoriamo e i ruoli che ricopriamo.

È già evidente che queste tecnologie avranno un forte impatto sulle attività manuali ripetitive e sulle responsabilità manageriali di livello intermedio, ma cosa significano l’IA e l’automazione per i livelli superiori delle organizzazioni?

Tradizionalmente, i responsabili IT (CIO) sono i dirigenti che supervisionano l’integrazione della tecnologia in un’azienda, assicurando stabilità nell’integrazione e nel dispiegamento delle soluzioni informatiche. Tuttavia, l’uso dell’IA si è intensificato con il lancio di ChatPlus di OpenAI e di molte tecnologie simili. Il rapido ritmo di sviluppo rende difficile per chiunque, e ancor di più per un CIO già impegnato nella gestione delle operazioni IT quotidiane, gestire il dispiegamento dell’IA.

Con la rapida crescita delle tecnologie emergenti, le aziende hanno bisogno di un responsabile per l’IA?

Un nuovo approccio alla gestione dei rischi

Avivah Litan, analista presso Gartner, afferma che in alcune organizzazioni i responsabili per l’IA sono scelti sulla base delle competenze tecniche pratiche, e cita un esempio.

« Le istituzioni finanziarie globali hanno responsabili dei rischi per l’IA che fanno capo ai CFO o al chief risk officer della banca », spiega Litan. Tuttavia, non tutte le aziende devono affrontare i rischi di una banca. E secondo Litan, molte organizzazioni non possono permettersi un dipartimento specializzato nell’IA.

Per la maggior parte delle aziende, la miglior gestione dei rischi e delle opportunità dell’IA è creare un approccio collettivo che coinvolga esperti da tutta l’organizzazione. « È per questo che si vedono gruppi di lavoro », afferma. L’implementazione e il controllo dell’IA toccano tutte le parti dell’azienda.

Secondo Litan, tutte le organizzazioni devono essere consapevoli che l’IA non può essere trattata come qualsiasi altro settore IT. « Si tratta di un fenomeno diverso. Dal punto di vista della sicurezza, è il nostro messaggio sin dall’inizio: si tratta di un nuovo vettore », spiega. « E non si possono utilizzare i vecchi processi di controllo per gestire i rischi. Lo stesso vale per le opportunità: non si possono usare i vecchi processi operativi per gestire le opportunità offerte dall’IA. »

Tra la sicurezza informatica e i dati strategici

Jarrod Phipps, CIO di Holman, ritiene che la decisione di avere un responsabile per l’IA dipenderà probabilmente dalla dimensione dell’azienda. Tuttavia, pensa che avere una figura di alto livello responsabile dell’IA possa essere vantaggioso per la maggior parte delle aziende.

« Non penso che possa nuocere, e la ragione è che adesso esiste un nuovo paradigma di sicurezza », ha dichiarato Phipps. Per lui, il responsabile dell’IA si colloca tra il chief information security officer (CISO) e il chief data officer (CDO).

Un responsabile dell’IA potrebbe entrare nel consiglio di amministrazione tra 10-15 anni

Nel lungo termine, Phipps pensa che un responsabile per l’IA incaricato esclusivamente delle tecnologie emergenti potrebbe aiutare le aziende a bilanciare rischi e vantaggi dell’intelligenza artificiale. Questo pensiero è condiviso anche da Lily Haake, responsabile della ricerca di dirigenti tecnologici presso Harvey Nash. Haake dice a ZDNET che è « del tutto possibile » che le aziende abbiano bisogno di un leader per l’IA in futuro. Tuttavia, non siamo ancora a quel punto.

« La qualità dei dati non è sufficiente in molte aziende per giustificare un tale investimento. Ma nel lungo termine, questo potrebbe diventare necessario », dice. Quando sarà il momento, Haake prevede che i responsabili dell’IA dovranno avere competenze tecniche in algoritmi, elaborazione del linguaggio naturale e apprendimento automatico.

Una questione di dimensione

Andy Moore, CDO di Bentley Motors, non è certo che la maggior parte delle aziende necessiti di un unico dirigente responsabile per l’IA. Come altri esperti, Moore ritiene che dimensione e scala siano fattori decisivi. Bentley, ad esempio, non è una realtà abbastanza grande da poter creare da zero i propri modelli linguistici di grandi dimensioni e costosi (LLM).

Fonte: www.zdnet.fr

Imprese Futuro

INCHIESTA – Mentre la minaccia normativa si intensifica, il gigante della tecnologia si trova anche ad affrontare l’ascesa dei social media e degli assistenti conversazionali che stanno sconvolgendo la ricerca online, il fulcro della sua attività.

Allarme tempesta per Google. Ventisei anni dopo la sua fondazione, il colosso di Mountain View si trova di fronte a un pericolo senza precedenti. Deciso a contrastare il dominio dei giganti tecnologici, il governo americano ha spianato la strada martedì a un possibile smantellamento del gruppo per interrompere il suo monopolio nella ricerca online.

In un documento presentato al giudice federale di Washington Amit Mehta, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti – che deve presentare le sue conclusioni definitive a novembre – intima a Google di aprire il suo motore di ricerca alla concorrenza. Suggerisce inoltre di impedirgli di utilizzare il browser Chrome, il negozio di applicazioni Google Play Store e il sistema operativo mobile Android per dare un vantaggio al suo motore di ricerca.

Un primo colpo ad agosto scorso

«La scissione di Chrome e Android li distruggerebbe, insieme a molte altre cose», ha reagito Google sul suo sito. Una separazione forzata «cambierebbe il loro modello di business, aumenterebbe i costi…».

Fonte: www.lefigaro.fr

Google reflection

Da Facile.it a Viralize, passando per Tannico, Depop, Booney e molte altre ancora. Se l’innovazione è un viaggio continuo, l’ultima decade ci consegna anche storie di round significativI. Di tutto questo parleranno a SIOS24 Florence Paolo Barberis, founder di Nana Bianca con Alberto Baggio (Booncy), Marco Farnararo, Michele Legnaioli e Claudio Veratti di Webravo nel talk “Exit Strategy”

L’exit è un traguardo che rappresenta, più di tanti altri, il sogno di una startup. Tra i sogni più recenti conquistati dai nostri startupper Booncy di Alberto Baggio, il quale, fedele al suo cognome, ha fatto gol nel giugno di quest’anno. La sua innovazione nel performance marketing, nata all’interno dell’ecosistema di Nana Bianca, è stata acquisita da WeBravo, gruppo specializzato in digital couponing e affiliate marketing (ne parliamo qui).

Exit strategy, ne parliamo a SIOS24 Florence

Proprio Paolo Barberis, founder di Dada e Nana Bianca, insieme ad Alberto Baggio e a Marco Farnararo, Michele Legnaioli e Claudio Veratti, Co-founder e co-CEO di Webravo, saranno i protagonisti di Exit Strategy, uno dei talk imperdibili di SIOS24 Florence, che si tiene oggi. Non riesci a seguire l’evento? Pubblicheremo sui nostri canali il reportage video dell’intera giornata oltre, come al solito, gli highlights della giornata.

Per arrivare preparati al talk di quest’oggi abbiamo deciso di ripercorrere alcune delle exit più entusiasmanti e memorabili del nostro ecosistema di startup. Dieci exit degli ultimi dieci anni. Ecco la nostra timeline.

Exit delle startup italiane

Già in questo primo lasso di tempo ne sono successe di cose da ricordare, con un anno speciale: il 2015.

2014

Oakley Capital, investor londinese, nota le performance di Facile.it, il portale per la comparazione di tariffe assicurative. Il fondo acquista il 75% della startup, sborsando 100 milioni di euro. Nel 2022 poi Silver Lake, altro leader nel settore degli investimenti tech, avrebbe stipulato un accordo per l’acquisizione di una quota di maggioranza in Facile.it (ne parliamo qui).

Exit PizzaBo
Christian Sarcuni, fondatore della startup PizzaBo

2015

Quest’anno vede due operazioni che dimostrano il grande potenziale del nostro ecosistema nell’attrarre player internazionali. Da una parte, l’exit di PizzaBo, fondata da Christian Sarcuni e acquistata da Rocket Internet, la multinazionale tedesca che poi avrebbe influenzato tantissimo il mercato delle startup del Vecchio Continente. Valore dell’operazione: 51 milioni di euro. La startup sarebbe poi stata acquisita da JustEat nel 2016.

A dimostrare il fermento di quell’anno c’è poi un’altra operazione che ha come protagonista Vislab di Alberto Broggi, focalizzata sulla creazione di soluzioni per la guida automatica. Ad accaparrarsi la startup è la società americana Ambarella, specializzata nello sviluppo di semiconduttori. Valore dell’operazione: 30 milioni di dollari.

2016

Che anche i  colossi tech mondiali si stessero interessando al nostro ecosistema era cosa palese, dopo il 2015. L’anno dopo un’altra operazione che lo conferma: Microsoft che acquista Solair, startup con soluzioni innovative nel campo del digital computing, fondata da Tom Davis. Undisclosed la cifra dell’operazione. Solair passa alla storia come la prima azienda italiana comprata dalla società fondata da Bill Gates.

Le Startup di Successo
I cofounder di Viralize, co-founder Marco Paolieri, Maurizio Sambati e Ugo Vespier.

2019

Facciamo un salto nel 2019 e registriamo un’altra exit realizzata da una startup dell’ecosistema di Nana Bianca. Parliamo di Viralize, specializzata sul digital video advertising potenziato dall’AI, che viene comprata dal Gruppo Vetrya. Valore dell’operazione: 16 milioni di euro (ne parliamo qui).

Exit startup italiane, dal 2020 al 2024

Ci avviciniamo ai giorni nostri e anche in questo lasso di tempo le operazioni degne di nota e che hanno messo un tassello nella storia del nostro ecosistema, non mancano. Una su tutte: Depop. Ma partiamo con ordine.

simon beck
Simon Beckerman, Depop

2020

Con la vendita di vino online, Marco Magnocavallo aveva già fatto la sua fortuna con il suo progetto Tannico. Nel 2020 bussa alle sue porte il gruppo Campari. Magnocavallo cede il 49% delle sue quote, in un’operazione di 23,4 milioni di euro. A giovare dell’operazione insieme a Marco Magnocavallo troviamo Andrea Di Camillo che, con P101 SGR,  gestore di fondi di venture capital, ha contribuito alla vita e al successo della società .

2021

Un marketplace per le giovani generazioni per comprare e vendere tramite app. Questa è l’idea, rivelatasi poi vincente, di Simon Beckerman, malgrado il nome inglese nato e cresciuto in Italia. Nel 2021 tutto il mondo, anche la bibbia dell’economia, il Financial Times, parla dell’operazione che porta la sua Depop a essere acquisita da Etsy, per la cifra monstre di 1,63 miliardi di dollari. Nell’operazione tanta Italia: nata in H-Farm, Depop è partita con un investimento seed di H-Farm e un finanziamento di Nana Bianca (ne parliamo qui).

Il 2021 è anche l’anno di un’altra grande operazione internazionale. Protagonista è Francesco Zaccariello che ha fondato l’e-commerce farmaceutico, eFarma. Dopo varie trattative, vende la sua startup, per una cifra a sette zeri, ad Atida, piattaforma per la salute attiva in 9 Paesi europei. Oggi Zaccariello è ancora alla guida dell’azienda, nel ruolo di managing director per l’Italia.

Exit eFarma
Francesco Zaccariello, founder di eFarma

2022

A due anni fa risale l’ultima exit che abbiamo selezionato nella nostra classifica delle top 10 di sempre. Parliamo di Brumbrum, la startup fondata da Francesco Banfi che facilita l’acquisto online di vetture. Nel 2022 finisce nelle mani del player britannico, Cazoo in un’operazione da 80 milioni di euro.

Il 2022 è anche l’anno che segna una svolta per un altro protagonista storico del nostro ecosistema, Max Ciociola di Musixmatch, il più grande database di testi musicali al mondo. Dopo aver fatto incetta di record, viene acquisito da TPG, uno dei colossi di private equity globali. “Undisclosed” il valore dell’operazione.

Le Startup di Successo
Max Ciociola di Musixmatch

Exit e tanti altri temi (intelligenza artificiale, andamento degli investimenti ecc.) saranno sviscerati al SIOS24 Florence che si concentra quest’anno sulla valorizzazione della space economy italiana. Scopri di più sull’evento e su come partecipare.

 

Fonte: startupitalia.eu

Startup successo

OpenAI l’azienda dietro ChatPlus, stipula numerosi accordi con editori per avere accesso ai dati di siti web al fine di alimentare la sua IA. Si tratta di un metodo di apprendimento più rispettoso dei dati personali.

OpenAI l'azienda dietro ChatPlus
Il logo de ChatPlus //Fonte: ilgmyzin via Unsplash

Dopo aver utilizzato massicciamente contenuti, spesso protetti, su Internet per perfezionare l’apprendimento della sua IA, OpenAI sembra prendere una nuova direzione e firma accordi con editori per utilizzare legalmente i loro dati.

Rientrare nei ranghi

Nel 2024, OpenAI aveva dichiarato a The Guardian che era impossibile sviluppare un’IA oggi senza rubare dati e violare il copyright, a causa dell’ampia estensione dei contenuti protetti.

Si apprende, tramite The Wired, che l’azienda sta oggi cambiando rotta e desidera avere un utilizzo più rispettoso. Molti media utilizzano un file chiamato robots.txt che consente di filtrare l’uso dei robot che le IA utilizzano per recuperare i loro dati.

In Francia, OpenAI ha firmato un accordo con Le Monde e non sembra aver firmato altri accordi.

La startup di rilevamento dell’IA, Originality AI, ha condotto uno studio su quasi 1000 media per osservare il livello di blocco del robot di ChatPlus. Dopo un tasso di blocco di circa un terzo dei siti a novembre 2023, questo tasso è sceso a un quarto. Per i media più importanti, il tasso era del 90% ed è sceso oggi a poco più del 50%.

Per andare oltre
« È davvero frustrante bloccare queste aziende »: il CEO di Reddit si sfoga contro l’IA.

Una strategia di regolamentazione

Si apprende che OpenAI ha concluso accordi con 12 editori che hanno aggiornato i loro robot per consentire a ChatPlus di accedere ai loro dati. « È chiaro che OpenAI considera il blocco una minaccia per le sue ambizioni future », afferma Jon Gillham, CEO di Originality AI.

Alcune aziende potrebbero scegliere la tecnica del blocco in prima istanza, secondo Gilham, per costringere OpenAI a negoziare un utilizzo più rispettoso dei loro dati. Di fronte alla lentezza con cui le istituzioni possono regolamentare il tema, la strategia sembra dare i suoi frutti.


Fonte: www.frandroid.com

data breach

LinkedIn ha annunciato la quinta edizione della lista annuale “Top Startups Italia 2024”, una selezione delle 10 startup emergenti più promettenti del Paese. Questa classifica, curata dal team di LinkedIn Notizie, è basata sui dati raccolti dalla piattaforma e si fonda su quattro principali indicatori: la crescita della forza lavoro, l’interazione degli utenti con le aziende e i loro dipendenti, l’interesse suscitato tra chi cerca impiego e la capacità delle startup di attrarre talenti.

Le startup elencate riflettono l’adozione sempre più pervasiva dell’intelligenza artificiale con soluzioni innovative che rispondono alla crescente domanda di accessibilità, funzionalità ed efficienza. Dalla gestione delle risorse finanziarie alla mobilità, dal marketing digitale all’organizzazione di viaggi, le tecnologie avanzate si sono rivelate essenziali nel plasmare l’offerta di queste aziende. Non solo, ma rispetto alla classifica dell’anno precedente, nel 2024 è cresciuto il numero di aziende B2B presenti.

LE 10 STARTUP EMERGENTI

Classifica completa Top Startups Italia 2024

    • hlpy (nuova)

 

    • Up2You

 

    • Scalapay

 

    • Smartpricing

 

    • SiVola (nuova)

 

    • Moov (nuova)

 

    • Freedome (nuova)

 

    • Contents (nuova)

 

    • AccessiWay (nuova)

 

    • Oversonic (nuova)

 

Questa classifica offre una panoramica delle startup che stanno rivoluzionando i loro settori di riferimento, con un focus su tecnologia e innovazione. Con soluzioni che spaziano dalla sostenibilità alla robotica, queste aziende stanno contribuendo a definire il futuro dell’imprenditorialità in Italia.

LE PRIME QUATTRO POSIZIONI

In cima alla classifica si posiziona hlpy, una startup fondata nel 2020 che sfrutta l’intelligenza artificiale e il machine learning per offrire una piattaforma digitale innovativa nel settore automotive e dell’assistenza stradale. Operante in Italia, Spagna e Francia, hlpy si distingue per l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia per migliorare l’esperienza degli automobilisti.

 

Attraverso la propria piattaforma digitale, che utilizza sistemi di AI e machine learning, hlpy mette in contatto gli automobilisti che necessitano assistenza con un network di quasi 1.400 soccorritori, officine, carrozzerie e gommisti.

 

Seguono sul podio, rispettivamente al secondo e terzo posto, due aziende già presenti nella classifica 2023: Up2You, software di sostenibilità che aiuta le aziende a ridurre il loro impatto ambientale, e Scalapay, piattaforma di pagamento che offre soluzioni flessibili e agili. Al quarto posto, ancora tra i veterani della lista, troviamo Smartpricing, che propone software di revenue management per strutture ricettive. Quest’ultima, insieme a Up2You e Scalapay, rappresenta le startup in più rapida ascesa rispetto alla precedente edizione della classifica.

LE NUOVE ENTRATE

Oltre alla prima in classifica, hlpy, la Top Startups 2024 vede l’ingresso di nuove realtà innovative. Al quinto posto troviamo SiVola, una travel tech company che si occupa di organizzare viaggi di gruppo in tutto il mondo. Nata da cinque tra i più famosi travel influencer italiani, SiVola ha saputo coniugare la passione per i viaggi con soluzioni tecnologiche avanzate. Alla sesta posizione si trova Moov, una startup impegnata nello sviluppo di software per una mobilità più sicura ed ecologica, in linea con l’obiettivo di costruire città più sostenibili.

Al settimo posto si posiziona Freedome, provider di esperienze outdoor e attività ricreative, impegnato anche a livello sociale come società benefit, contribuendo attivamente al benessere delle comunità locali. Questo aspetto sociale rende Freedome un caso unico nella classifica di quest’anno.

Chiudono la classifica tre aziende del settore IT e dei servizi digitali. All’ottavo posto, Contents si distingue per la sua piattaforma Saas che sfrutta l’intelligenza artificiale per la creazione e gestione di contenuti digitali, migliorando la presenza online delle aziende. Nona è AccessiWay, azienda focalizzata sull’accessibilità digitale, che mira a rendere il web accessibile anche per persone con disabilità, un aspetto sempre più cruciale in un mondo iper-connesso. Infine, al decimo posto, Oversonic, sviluppatrice di sistemi di cognitive computing, che punta a creare robotica sostenibile e inclusiva, integrando la tecnologia nella quotidianità.

COMMENTI E METODOLOGIA

Come sottolinea Michele Pierri, Senior Managing Editor di LinkedIn Notizie Italia,

 

“le startup rappresentano una delle forze trainanti dell’innovazione, sviluppando soluzioni al passo con le esigenze economiche e sociali odierne”.

 

La classifica Top Startups Italia 2024 racconta i trend emergenti e mette in luce le aziende che non solo stanno cambiando i rispettivi settori, ma che stanno anche contribuendo a plasmare il futuro del lavoro e dell’imprenditorialità, grazie alla capacità di attrarre talenti e crescere in modo sostenibile.

LinkedIn, come detto in apertura, ha valutato le startup in base a quattro criteri. La crescita della forza lavoro è stata calcolata come aumento percentuale dei dipendenti, con un minimo del 10% nel periodo di osservazione. Le interazioni includono visualizzazioni della pagina aziendale, follower e profili dei dipendenti. L’interesse degli aspiranti dipendenti è stato misurato tramite il tasso di visualizzazione e candidatura delle offerte di lavoro.

Il periodo di riferimento per la raccolta dei dati va dal 1° luglio 2023 al 30 giugno 2024, con esclusione di aziende che hanno licenziato oltre il 10% della loro forza lavoro. Le startup considerate dovevano essere indipendenti, private e con sede in Italia, impiegando almeno 30 dipendenti a tempo pieno.

 

Fonte: www.hdblog.it

Aziende emergenti