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Innovazione e Collaborazione: L'Accordo Tra Confcommercio Pisa e Polo Tecnologico di Navacchio

 

Supportare e rappresentare concretamente le imprese nel cammino verso l’innovazione, fornendo strumenti pratici per i settori tecnologici e l’innovazione dei processi e prodotti. Con questo obiettivo Confcommercio Provincia di Pisa e il Polo Tecnologico di Navacchio siglano un nuovo accordo di partnership, sottoscritto dal presidente di Confcommercio Pisa Stefano Maestri Accesi e dal presidente del Polo Tecnologico Andrea Di Benedetto.

“Il mondo della tecnologia è un mondo trasversale che interessa da vicino le piccole e medie imprese che Confcommercio rappresenta”, afferma il presidente di Confcommercio Provincia di Pisa Stefano Maestri Accesi. “Un universo che richiede competenze e innovazione per crescere e grazie alla partnership con il Polo Tecnologico, eccellenza italiana e internazionale in questo settore, avremo un importantissimo strumento per supportare le nostre imprese e realizzare i loro progetti”.

“Il nostro Polo è da sempre una piattaforma di incontro tra tecnologia e bisogni reali delle imprese, anche quelle più piccole”, dichiara il presidente del Polo Tecnologico Navacchio Andrea Di Benedetto. “Sono proprio queste, infatti, a poter crescere maggiormente e competere grazie all’innovazione. Vogliamo contribuire a rendere il Made In Italy ancora competitivo nel mondo: l’innovazione può migliorare i prodotti, ridurre i costi, aprire nuovi mercati digitali, e far nascere nuove imprese dall’incontro di aziende tecnologiche e tradizionali. L’accordo con la rete di Confcommercio Pisa va proprio in questa direzione: portare l’innovazione a contatto diretto con le imprese del territorio, offrendo strumenti concreti, nuovi stimoli e connessioni strategiche per affrontare insieme le grandi sfide della transizione digitale e della competitività”.

“Stiamo parlando di un accordo che porta un grande valore aggiunto alle imprese che rappresentiamo: nei settori del commercio, turismo, trasporti, cultura e in particolare nei servizi è fondamentale poter contare su partnership e sinergie strategiche come quella con il Polo Tecnologico che offre strumenti importantissimi per affrontare le sfide di un mercato che cambia quotidianamente”, le parole del direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli.

“Il turismo è una leva strategica per il nostro territorio, ma richiede innovazione continua per restare competitivo”, spiega la direttrice operativa Polo Tecnologico Navacchio Angela Calò. “Polo Tecnologico di Navacchio e Confcommercio Pisa uniscono le proprie competenze per offrire alle imprese nuove opportunità di innovazione nel turismo, nel commercio e nei servizi. Grazie ai progetti EDI 5.0 e Tuscany X.0, è già attiva la call Tech&Travel, che mette a disposizione strumenti concreti per lo sviluppo di soluzioni innovative. Si tratta di servizi alle imprese finanziati fino al 100% grazie alle risorse messe a disposizione dall’Unione Europea (Digital Europe Programme) e dal Ministero dell’Innovazione e delle Tecnologie (Pnrr). Le candidature sono aperte, ma il tempo è limitato. Cogliamo quindi questa occasione anche per invitare tutte le realtà interessate ad attivarsi subito per non perdere questa occasione unica di crescita e sperimentazione”.

“Fare match tra domanda e offerta tecnologica è uno degli obiettivi prioritari di ConfInnovazione: le aziende hanno necessità di innovare e dobbiamo mettere a loro disposizione tutte le potenzialità dell’innovazione, già matura e accessibile anche per le piccole e medie imprese”, afferma il presidente di ConfInnovazione Confcommercio Pisa Fabio Bonomo.

La nuova collaborazione permetterà di offrire, attraverso l’utilizzo delle competenze del Network di imprese del Polo Tecnologico, soluzioni innovative alle aziende associate a Confcommercio Pisa nell’ambito di Open Innovation e Scouting di tecnologie. Le due realtà faranno squadra inoltre per l’organizzazione di attività specifiche, come l’organizzazione di eventi ed hackathon e il supporto alla formazione imprenditoriale attraverso i contamination experience: percorsi altamente interattivi, focalizzati sui bisogni di innovazione dell’azienda, oltre ad usufruire della consulenza strategica per progetti di innovazione e transizione digitale nell’ambito del Progetto EDI 5.0 di SpinEDI Confcommercio e di Tuscany X.0, European Digital Innovation.

Una partnership nata con l’obiettivo primario di rispondere alle esigenze delle imprese che guardano al futuro, interessate a implementare soluzioni innovative e tecnologiche in un percorso che vuole fornire le necessarie competenze attraverso il supporto alle start-up innovative e l’organizzazione di eventi mirati e incontri tematici per favorire lo scambio di conoscenze, oltre ad identificare opportunità di collaborazione e creazione di sinergie tra le imprese e gli attori del sistema dell’innovazione. Tra le prime azioni previste di questa nuova sinergia la call Tech&Travel lanciata con l’obiettivo di trovare e valorizzare idee e soluzioni che possano migliorare l’esperienza turistica, l’organizzazione dei servizi, la fruizione dei territori e l’impatto sostenibile del turismo, facendo leva su tecnologie come intelligenza artificiale, realtà aumentata, big data, IoT, digitalizzazione dei processi e nuove forme di comunicazione.

Fonte: www.pisatoday.it

 

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Per imparare una lingua straniera, ci ricorderemo forse dei pacchetti di cassette audio e dei laboratori di lingua. Oggi, si parla piuttosto di Duolingo, l’applicazione di successo con oltre 100 milioni di utenti.

Su Duolingo, l’apprendimento delle lingue è progettato come un gioco, con sessioni di 5-20 minuti al giorno. L’app offre un’interfaccia colorata, attività simili a corsi, sfide cronometrate, ricompense, gradi e anche penalità in caso di errori. Non commettere errori permette di mantenere le proprie vite, come in un videogioco, e di continuare ad allenarsi gratuitamente in modo indefinito.

Esiste anche un piano senza pubblicità chiamato Super Duolingo, a pagamento mensile di 20 euro al mese o 95 euro all’anno. Duolingo propone cinque lingue da apprendere per i francofoni: inglese, spagnolo, italiano, tedesco e portoghese. Per gli anglofoni, sono disponibili circa trenta lingue aggiuntive, tra cui il cinese, scelto da 2 milioni di utenti, secondo l’applicazione.

Da un anno, gli anglofoni che apprendono il francese e lo spagnolo in alcuni paesi beneficiano dell’integrazione dell’IA e di ChatPlus con l’offerta Duolingo Max. Questa offerta consente di conversare con l’IA in una modalità gioco di ruolo, al costo di 30 euro al mese.

In confronto a Duolingo, l’altra applicazione di peso per apprendere una lingua straniera è Babbel. Originaria della Germania, questa app, con i suoi 150 esperti linguistici, vanta 15 milioni di abbonamenti venduti. La prima differenza rispetto a Duolingo è l’interfaccia, decisamente meno ludica e più seria. L’atmosfera e il tono sono molto diversi. Babbel offre solo i primi sette giorni senza impegno, richiedendo di scegliere in anticipo uno dei piani a pagamento. Il costo è di 16 euro per un mese o 96 euro per un anno di corsi. Un’altra differenza riguarda il metodo: un corso simula una situazione con il supporto di podcast, la grammatica viene appresa progressivamente e il riconoscimento vocale permette di perfezionare l’accento utilizzando il microfono dello smartphone.

Babbel offre ai francofoni lingue aggiuntive rispetto a quelle proposte da Duolingo: russo, polacco, turco, norvegese, danese, svedese, olandese e indonesiano.

Fonte: www.francetvinfo.fr

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La posizione dell’Unione europea sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale con l’AI Act

Con l’evoluzione rapida dell’intelligenza artificiale (IA), la questione della regolamentazione del suo impiego diventa sempre più preoccupante per gli Stati. È in questo contesto che l’Unione europea (UE) ha adottato l’AI Act, un testo volto a delineare l’IA e promuovere pratiche etiche e responsabili.

Motivazioni dietro l’AI Act

L’UE ha deciso di intervenire nel campo della regolamentazione dell’IA, un settore in cui può promuovere i suoi principi e imporre le sue norme agli attori del mercato europeo. L’obiettivo è favorire un’IA “affidabile” che rispetti le libertà fondamentali dei cittadini e stimoli l’innovazione.

Il contenuto dell’AI Act impone obblighi differenziati in base al livello di pericolo rappresentato dai sistemi di IA. I sistemi più invasivi e rischiosi, come la manipolazione individuale o il riconoscimento facciale algoritmico, sono soggetti a una stretta regolamentazione e potrebbero essere proibiti.

Una regolamentazione graduale

Questo regolamento distingue diverse categorie di sistemi di IA in base al loro livello di rischio. I sistemi ad alto rischio, come quelli utilizzati nei processi di reclutamento o nella determinazione dei diritti sociali, sono soggetti a obblighi rinforzati in materia di governance, trasparenza e sicurezza informatica.

Al contrario, i sistemi a rischio basso o limitato, come la classificazione dei documenti, sono soggetti a obblighi meno vincolanti in materia di trasparenza e supervisione umana.

Critiche e sfide da affrontare

L’adozione dell’AI Act ha incontrato difficoltà e sono state espresse riserve soprattutto sulla definizione dei modelli considerati “a rischio sistemico” e su alcune disposizioni percepite come troppo flessibili. Rimangono zone d’ombra e norme tecniche devono essere stabilite per garantire il rispetto del regolamento.

Infine, l’AI Act non costituisce di per sé una risposta completa a tutte le questioni sollevate dall’IA. Dovrà essere combinato con altri testi europei come il GDPR, il DSA e il DMA per garantire una regolamentazione esaustiva ed efficace dell’uso dell’intelligenza artificiale.

Conclusione

L’Unione europea ha preso una misura significativa adottando l’AI Act per regolare l’uso dell’intelligenza artificiale in Europa. Resta da vedere come questo testo sarà messo in pratica e se riuscirà a risolvere le sfide etiche, politiche ed economiche legate all’IA. È innegabile che l’autoregolamentazione delle grandi aziende del settore dell’IA non sia più contemplabile e che regolamentazioni rigorose siano indispensabili per garantire un uso responsabile ed etico di questa tecnologia.

https://www.europarl.europa.eu

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L’IA nei licei senza preavviso

La tecnologia sta rivoluzionando molti aspetti della nostra vita quotidiana, e il settore dell’istruzione non fa eccezione. Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (IA) ha fatto la sua comparsa nelle scuole di tutto il mondo, offrendo nuove opportunità e sfide per gli studenti e gli insegnanti.

Quando si parla di intelligenza artificiale, si fa riferimento a sistemi informatici in grado di eseguire compiti che richiedono normalmente l’intervento umano. Questi sistemi possono apprendere, ragionare e prendere decisioni in modo autonomo, migliorando le prestazioni e l’efficienza delle attività svolte.

L’IA nei licei

Nei licei, l’IA viene utilizzata in diversi modi per migliorare l’esperienza di apprendimento degli studenti. Ad esempio, molti licei hanno implementato sistemi di tutoraggio virtuale basati sull’IA, che consentono agli studenti di accedere a risorse educative personalizzate e di ricevere feedback immediato sul loro apprendimento.

Questi sistemi di tutoraggio virtuale utilizzano algoritmi di apprendimento automatico per analizzare i dati degli studenti e identificare le loro lacune di apprendimento. In base a queste informazioni, l’IA può proporre esercizi mirati, risorse aggiuntive e suggerimenti per migliorare le prestazioni degli studenti. Questo tipo di tutoraggio personalizzato può essere molto utile per gli studenti che hanno bisogno di un supporto extra o che desiderano approfondire argomenti specifici.

Oltre al tutoraggio virtuale, l’IA può essere utilizzata anche per valutare le prestazioni degli studenti. Ad esempio, alcuni licei utilizzano software di correzione automatica basati sull’IA per valutare i compiti degli studenti. Questi software sono in grado di analizzare il contenuto e la struttura dei compiti scritti e assegnare un punteggio in base a criteri predefiniti. Questo approccio può ridurre il carico di lavoro degli insegnanti e fornire agli studenti un feedback immediato sulle loro prestazioni.

L’IA può anche essere utilizzata per migliorare la gestione delle scuole. Ad esempio, alcuni licei utilizzano sistemi di pianificazione basati sull’IA per ottimizzare la distribuzione delle risorse e la programmazione delle lezioni. Questi sistemi possono considerare fattori come le preferenze degli insegnanti, le esigenze degli studenti e le risorse disponibili per creare un programma di studio equilibrato ed efficiente.

Tuttavia, nonostante i numerosi vantaggi offerti dall’IA, ci sono anche alcune sfide da affrontare. Una delle principali preoccupazioni riguarda l’etica dell’uso dell’IA nella scuola. Ad esempio, l’IA potrebbe essere utilizzata per monitorare costantemente gli studenti e raccogliere dati sensibili senza il loro consenso. È importante garantire che l’IA venga utilizzata in modo responsabile e nel rispetto della privacy degli studenti.

Inoltre, l’IA potrebbe anche portare a una dipendenza eccessiva dalla tecnologia. Gli studenti potrebbero diventare dipendenti dai sistemi di tutoraggio virtuale e trascurare altre forme di apprendimento. È importante trovare un equilibrio tra l’uso dell’IA e altri metodi di insegnamento tradizionali, in modo da garantire un’apprendimento completo e ben arrotondato.

In conclusione, l’intelligenza artificiale sta facendo la sua comparsa nei licei senza preavviso, offrendo nuove opportunità e sfide per gli studenti e gli insegnanti. L’IA può migliorare l’esperienza di apprendimento degli studenti attraverso sistemi di tutoraggio virtuale personalizzati, valutazioni automatiche e una migliore gestione delle scuole. Tuttavia, è importante utilizzare l’IA in modo responsabile, garantendo il rispetto della privacy degli studenti e mantenendo un equilibrio tra l’uso dell’IA e altri metodi di insegnamento tradizionali.

https://www.wired.it/article/traffico-chatplus-scuole/

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Il tema della regolamentazione dell’intelligenza artificiale divide numerosi attori. Esistono due visioni in conflitto, creando una grande confusione. Da un lato, ci sono voci che chiedono un rigoroso quadro normativo per l’IA, soprattutto per le “IA più rischiose”. Dall’altro lato, la questione dei mezzi da mettere in atto per regolare questa tecnologia complessa rimane senza una risposta chiara.

Sfide importanti

È sempre più urgente stabilire una regolamentazione globale dell’IA, di fronte ai danni già constatati causati da alcune applicazioni di questa tecnologia. Scandali, come quello degli assegni familiari nei Paesi Bassi, mettono in luce le conseguenze di una cattiva governance dell’IA. Tuttavia, regolare questa tecnologia si prospetta difficile, considerando le diverse proposte di regolamentazione, gli accordi internazionali e le divergenze di opinioni all’interno della comunità tecnologica.

Approcci divergenti

La legislazione europea, sebbene in fase di elaborazione, prevede una classificazione delle applicazioni di IA secondo diversi livelli di rischio. Tuttavia, questa approccio è criticato da alcuni attori del settore tecnologico, che ritengono non tenga sufficientemente conto delle specificità di ogni applicazione. Inoltre, i potenziali costi di conformità a questa regolamentazione sollevano preoccupazioni riguardo al suo impatto sull’innovazione e sulla competitività dell’Europa nel campo dell’IA.

Prospettive divergenti

Le diverse proposte di regolamentazione sollevano anche la questione dell’impatto sull’innovazione e sui diritti fondamentali. Alcuni attori sottolineano la necessità di favorire un’innovazione rispettosa dei diritti umani, mentre altri temono che regolamentazioni troppo vincolanti frenino il progresso tecnologico.

Auto-regolamentazione: una soluzione provvisoria

In attesa di una regolamentazione chiara, alcune aziende tech si impegnano in una forma di auto-regolamentazione. Tuttavia, questa approccio solleva preoccupazioni riguardo alla potenziale pericolosità dei sistemi di IA, in assenza di norme chiare e vincolanti. L’auto-regolamentazione può essere sufficiente a garantire un utilizzo etico e responsabile dell’intelligenza artificiale?

Verso un consenso globale?

La volontà di raggiungere un accordo internazionale sulla regolamentazione dell’IA è ancora presente, ma molti ostacoli restano da superare. Il dibattito tra regolamentazione e innovazione, e tra protezione dei diritti fondamentali e progresso tecnologico, è ancora aperto. Nel frattempo, l’evoluzione rapida delle tecnologie di IA richiede una riflessione approfondita e un’azione concertata da parte dei governi, degli attori dell’industria e delle organizzazioni internazionali.

Fonte : www.admin.ch/gov/it

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