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Premio Nazionale per l’Innovazione 2025

Al termine di quarantott’ore di presentazioni e pitch, sono stati decretati i vincitori della XXIII edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione (Pni), la più importante business plan competition d’Italia. Dopo due intense giornate alla Fiera di Ferrara, la giuria ha incoronato i vincitori dei quattro premi settoriali e assegnato il riconoscimento assoluto Pni 2025 alla startup campana RethaiN, attiva nel settore CleanTech.

La manifestazione, promossa da PNICube e organizzata quest’anno insieme all’Università di Ferrara, ha visto la partecipazione di 76 startup finaliste, selezionate dalle 17 Start Cup regionali. Una vetrina nazionale per tecnologie deep tech nate dai laboratori universitari e pronte a trasformarsi in impresa.

«La finale Pni 2025 ha confermato ancora una volta quanto l’ecosistema dell’innovazione italiano sia ricco di talento e idee capaci di generare impatto concreto. – ha commentato la presidente PniCube Paola M.A. Paniccia, delegata allo Sviluppo delle Imprese, Start-up e Spin-off per l’Università di Roma Tor Vergata – I progetti presentati, non solo i finalisti, dimostrano come la ricerca d’eccellenza possa trasformarsi in imprese capaci di rispondere alle grandi sfide sociali e ambientali. Rafforzare gli ecosistemi innovativi significa supportare questa capacità di tradurre conoscenza in innovazione duratura e di alto impatto, sostenendone lo scaleup, tema urgente per la competitività del Paese».

«Il Pni ci ricorda che la conoscenza non può rimanere chiusa nei laboratori: deve trasformarsi in impresa, in soluzioni, in opportunità per il Paese – ha affermato la rettrice dell’Università di Ferrara Laura Ramaciotti -. Le università e gli enti di ricerca offrono un terreno fertile per l’imprenditorialità giovanile e femminile, che, come sistema, dobbiamo continuare a sostenere e far crescere. Il PNI non è solo una competizione e non è solo un premio. È un percorso formativo potente, in cui la didattica incontra la realtà delle imprese, la ricerca esce dai laboratori e si misura con il mercato e le persone, penso soprattutto alle nostre studentesse e ai nostri studenti, imparano a mettersi in gioco, ad accettare il rischio, a lavorare in squadra, a tradurre un’idea in un progetto credibile. Il vero risultato non è solo il podio, ma la consapevolezza di far parte di un ecosistema, quello delle università, degli enti di ricerca, delle istituzioni e delle imprese, che ha deciso di investire seriamente sull’innovazione».

«In un contesto segnato da transizioni rapide, nuove tecnologie, competizione strategica, sostenere le nostre filiere tecnologiche è fondamentale – ha affermato il Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani – Il Premio Nazionale per l’Innovazione è parte integrante di questo grande sforzo del nostro Sistema Paese. Rinnovo i miei complimenti agli organizzatori e a tutte le giovani imprese che innovano e che con coraggio e passione si affacciano sui mercati».

I Vincitori dei Premi Settoriali

Ecco i vincitori dei 4 premi settoriali, ognuno dei quali si porta a casa un assegno di 25mila euro:

Premio CLEANTECH & ENERGY (miglioramento della sostenibilità ambientale) – IREN e VINCITORE ASSOLUTO:

RETHAIN (Start Cup Campania, Università degli Studi di Napoli Federico II) – Dal digestato una risorsa: recupero dell’azoto, riduzione dei costi e biodigestori più sostenibili. Trasforma il digestato anaerobico — il residuo organico degli impianti a biogas — da costo a opportunità, recuperando l’azoto in eccesso attraverso un processo brevettato e validato. La tecnologia riduce le spese di gestione degli impianti di digestione anaerobica e migliora la loro sostenibilità complessiva, ottimizzando l’efficienza del trattamento. L’azoto recuperato potrà essere convertito in biomassa microbica ad alto contenuto proteico (single cell protein), utilizzabile per biofertilizzanti e biostimolanti agricoli, generando nuove entrate per i gestori. Nata dal Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università Federico II, la startup rende la digestione anaerobica più efficiente, circolare e remunerativa. «RethaiN nasce dalla volontà di creare nuove opportunità per i settori agricolo, energetico e ambientale, trasformando una criticità degli impianti a biogas in risorsa economica concreta in un’ottica di economia circolare», ha dichiarato il CEO Silvio Matassa.

Premio LIFE SCIENCES-MEDtech (miglioramento della salute delle persone):

EVOCLIN (Start Cup Lombardia, Università degli Studi Milano‑Bicocca; Università Vita‑Salute San Raffaele) – Intelligenza artificiale per prevedere l’evoluzione del cancro e ottimizzare le terapie. Ha sviluppato una piattaforma di machine learning in grado di analizzare rapidamente i dati genomici e prevedere l’evoluzione del tumore con un’accuratezza del 96%, a partire da un report NGS standard. A differenza degli approcci tradizionali, che offrono solo una fotografia del presente, la tecnologia brevettata EvoClin permette di anticipare la progressione della malattia, supportando medici e laboratori nella definizione di terapie più mirate.

Premio ICT (tecnologie dell’informazione e dei nuovi media):

MUONLAB (Start Cup Toscana, INFN & Università di Firenze) – Rendere visibile l’invisibile: imaging densitometrico non invasivo 2D e 3D di strutture inaccessibili grazie alla muografia proprietaria. Startup‑spin off dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dell’Università di Firenze, applica tecniche di fisica delle particelle al mondo reale: grazie alla muografia — una forma naturale di “radiografia” che sfrutta muoni cosmici al posto dei raggi X — è in grado di eseguire indagini densitometriche 2D e 3D su strutture di grandi dimensioni, naturali o artificiali, senza perforazioni.

Premio INDUSTRIAL (produzione industriale innovativa):

GRAPHICORE (Start Cup Lombardia, Politecnico di Milano) – Robotica avanzata e tecnologie brevettate per il decommissioning nucleare e ambienti estremi. Startup innovativa nata come spin-off del Politecnico di Milano, con l’obiettivo di rivoluzionare lo smantellamento dei reattori nucleari a grafite e la manipolazione robotica in ambienti estremi.

«È con grande piacere che assegniamo il premio per la categoria Industrial a Graphicore – ha commentato Luca De Rai, Direttore Ricerca e Sviluppo Energia e Innovazione del Gruppo Prysmian – La scelta del vincitore è stata particolarmente difficile quest’anno, vista l’elevata qualità e competitività di tutte le startup che hanno partecipato alla competizione.

Michele Svidercoschi, Direttore Comunicazione, Marketing e Relazioni istituzionali Almaviva, ha commentato: «Almaviva, gruppo italiano del digitale, sostiene da tempo le iniziative di valorizzazione imprenditoriale della ricerca della Rete PNICube, nella convinzione che gli ecosistemi collaborativi siano parte integrante della sfida dell’innovazione come essenziale fattore di sviluppo e competitività.»

Fonte : www.estense.com

Giovani a lezione di altri giovani: Un evento di innovazione e imprenditorialità

 

Giovani a lezione di altri giovani che ce l’hanno fatta e aziende con il desiderio di approfondire i vantaggi di investire nelle startup. Platea gremita di studenti e studentesse, imprenditori, manager e professionisti all’evento “Dalle idee alle imprese: l’ecosistema BYI per i giovani innovatori” organizzato dal Crit (Distretto per l’innovazione tecnologica di Cremona) in collaborazione con Università Cattolica del Sacro Cuore e BCC Credito Padano per restituire i primi risultati del progetto di incubazione e accelerazione Build Your Idea, promosso da Crit, Università Cattolica del Sacro Cuore, Nexus Generation 3C e Camera di Commercio di Cremona, in contatto con Comune di Cremona.

Nell’aula magna del Campus Santa Monica, hanno aperto l’evento il sindaco Andrea Virgilio, Arnaldo Ghisotti, Presidente BCC Credito Padano e Nicolò Dossena, Direttore del CRIT che ha elencato in numeri i risultati di un anno di attività di BYI: 2 call to action, 15 idee di startup, 4 startup che hanno partecipato a bandi e ottenuto finanziamenti, 1 startup riconosciuta ufficialmente come innovativa iscritta al registro delle imprese.

A seguire, le esperienze reali dietro ai numeri, con la presentazione delle prime startup di Build Your Idea, alcune già affermate e riconosciute sul mercato, altre pronte a muovere i primi passi. Paolo Pavesi ha presentato Fees, app che digitalizza spese e documenti. Martina Feroldi ha raccontato la sua esperienza con Visione 3000 che si occupa di prodotti innovativi nel campo della sicurezza sul lavoro. Silvia La Malfa, laureanda magistrale in Innovazione e imprenditorialità digitale all’Università Cattolica e il compagno di corso Lorenzo Vincini, con Vincenzo Schilirò, hanno approfondito Abbs.

“Oggi, insieme ai miei colleghi – ha raccontato Silvia – presento ABBS.app, un’applicazione che consente di scoprire e iscriversi a servizi in abbonamento che le imprese mettono a disposizione. Una specie di Airbnb per gli abbonamenti. Il percorso formativo che ho seguito mi ha consentito di avere e di credere in un’idea di business. Mi ha aperto tante porte, mi ha permesso di capire il mondo del lavoro e delle imprese”.

Infine, Alessandro Nicastro e Lorena Cravero, laureanda magistrale in Gestione d’azienda dell’Università Cattolica, hanno descritto OMP!, Oh my Physio. “Tutto è nato da un progetto universitario durante il corso di Imprenditorialità – ha detto Lorena – La nostra idea mira a rendere più smart la riabilitazione: aiuta i professionisti a far diventare la riabilitazione più fruibile anche da casa”.

I lavori sono proseguiti con la tavola rotonda, moderata da Alessandro di Stefano, giornalista di StartupItalia, dedicata ai temi dell’innovazione e del valore strategico dell’investimento nelle startup. Sono intervenuti il direttore del CERSI, Fabio Antoldi, il responsabile Digital Innovation & Multichannel presso Iccrea Banca, Andrea Coppini e Claudio Caletti, CTO e Founder di ReportAId, startup che usa l’Intelligenza Artificiale per ‘far parlare’ i referti medici.

“In un anno abbiamo seguito 15 startup – ha dichiarato Fabio Antoldi – Build Your Idea ha permesso di portare a termine idee d’impresa nate dai giovani, grazie a un ecosistema territoriale in cui l’Università Cattolica collabora con diversi partner. Sono particolarmente fiero del fatto che oggi due startup delle quattro presentate sono state fondate da laureati e laureandi della Cattolica di Piacenza e Cremona, che proprio qui hanno imparato a fare impresa innovativa”.

“A un anno dal lancio del programma – ha concluso Nicolò Dossena, Managing Director del CRIT – abbiamo raggiunto numerosi traguardi: coinvolto aziende e realtà del territorio, lanciato le prime startup e supportato la nascita di nuove idee. L’obiettivo è quello di crescere ancora e ispirare altri giovani imprenditori, dando il nostro supporto e facendo conoscere le opportunità che può offrire il nostro territorio.”

A conclusione dell’evento, un aperitivo di networking curato da Buon Palato.

© Riproduzione riservata

Fonte : www.cremonaoggi.it

Ecoarea Startup Lab di Cerasolo Ausa a Coriano

 

Ecoarea Startup Lab è diventato un Incubatore certificato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questo traguardo apre nuove prospettive per startup e PMI. Per l’occasione, negli spazi di via Rigardara 39, Ecoarea ha presentato il format “Anima Intelligente – AI: dove l’innovazione incontra l’anima”, una serata che ha unito tecnologia, arte e impresa, trasformando il racconto dell’innovazione in un’esperienza collettiva.

Le Startup Protagoniste

Quattro startup hanno avuto un ruolo di primo piano: Genio Micelio, fondata da Giancarlo Barletta, lavora come una rete invisibile capace di mettere in contatto persone, imprese e istituzioni, trasformando i valori ESG in progetti concreti. O3_Studio, con Maurizio Scilla e Simone Conzato, porta avanti un percorso che unisce design e moda sostenibile, attraverso il riuso creativo, le collezioni no-gender e i tessuti rigenerati. Video Bullet, nata dall’idea di Davide Bonini e Giacomo Pagliarani, affronta la sfida della comunicazione continua realizzando video brevi e format digitali che combinano dati e narrazione. Infine, God Save the Chill, un media brand con una community internazionale di oltre 700mila persone, diffonde una cultura del benessere attraverso musica ed esperienze immersive.

Un Evento di Collaborazione

Attorno a queste realtà si è raccolta una rete di musicisti, artisti e performer. Oltre seicento persone, tra imprenditori, professionisti, investitori e istituzioni, hanno preso parte all’iniziativa.

Le Parole del CEO

“Con il format Anima Intelligente abbiamo celebrato una nuova stagione per Ecoarea Startup Lab, raccontando ciò che sono oggi le startup e le PMI innovative: un vero motore di sviluppo economico per il Paese”, spiega Romano Ugolini, CEO di Ecoarea. “Questo riconoscimento significa avere a disposizione sul territorio un team di manager ed esperti in grado di accompagnare le aziende nella crescita e nell’accesso ai mercati internazionali. L’intelligenza artificiale è centrale, ma va usata con sapienza: per questo all’interno dell’incubatore abbiamo figure specializzate con un approccio etico, sensibile e sostenibile.”

“Innovazione e sostenibilità sono i driver della nostra missione. Siamo uno dei circa cinquanta incubatori certificati in Italia, tra i pochissimi fondati con capitali privati, non pubblici. È un riconoscimento importante, frutto di un percorso nato dal basso, con forze e risorse proprie.”

“Abbiamo accolto oltre 600 persone” – conclude Ugolini – ed è stata la dimostrazione concreta di come l’innovazione possa diventare un’esperienza condivisa e generare valore per tutta la comunità.”

Fonte : www.newsrimini.it

Ecoarea Startup Lab: Un Passaggio Decisivo per l'Innovazione in Romagna

 

Il 26 settembre Ecoarea Startup Lab, a Cerasolo Ausa – Coriano, ha festeggiato un riconoscimento che segna un passaggio decisivo: l’abilitazione come Incubatore certificato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un traguardo che rafforza l’ecosistema dell’innovazione in Romagna e apre nuove prospettive a startup e PMI.

Per l’occasione, negli spazi di via Rigardara 39 a Cerasolo Ausa – Coriano, Ecoarea ha presentato il format “Anima Intelligente – AI: dove l’innovazione incontra l’anima”. Non una conferenza tradizionale, ma una serata che ha unito tecnologia, arte e impresa, trasformando il racconto dell’innovazione in un’esperienza collettiva.

Protagoniste quattro startup che rappresentano bene la direzione intrapresa. Genio Micelio, fondata da Giancarlo Barletta, lavora come una rete invisibile capace di mettere in contatto persone, imprese e istituzioni, trasformando i valori ESG in progetti concreti. O3_Studio, con Maurizio Scilla e Simone Conzato, porta avanti un percorso che unisce design e moda sostenibile, tra riuso creativo, collezioni no-gender e tessuti rigenerati. Video Bullet, nata dall’idea di Davide Bonini e Giacomo Pagliarani, affronta la sfida della comunicazione continua realizzando video brevi e format digitali che combinano dati e narrazione. Infine, God Save the Chill, un media brand con una community internazionale di oltre 700mila persone, diffonde una cultura del benessere attraverso musica ed esperienze immersive.

Attorno a queste realtà si è raccolta una rete di musicisti, artisti e performer che ha reso la serata un percorso multisensoriale. Il jazz del Round Jazz Project si è intrecciato con i set elettronici di Cemento Atlantico e Beats Mind, mentre Steve Records ha portato al pianoforte atmosfere intime e contemporanee. Le installazioni floreali di Mara Verbena hanno trasformato gli spazi, i dipinti di Mauro Drudi, le sculture luminose di Manuele Urbinati e i lavori di Silvana Di Vora hanno aperto un dialogo tra memoria e presente. Antica Proietteria ha animato le architetture con un video mapping immersivo, Play Marche ha sperimentato nuove narrazioni digitali legate al patrimonio culturale, mentre Snouf e Pollini Profumi hanno aggiunto la dimensione olfattiva, trasformando suoni e storie in suggestioni da respirare.

Oltre seicento persone – tra imprenditori, professionisti, investitori e rappresentanti delle istituzioni – hanno preso parte all’iniziativa, che ha confermato il ruolo di Ecoarea come crocevia tra impresa, ricerca e creatività.

Dichiarazioni

«Con il format Anima Intelligente abbiamo celebrato una nuova stagione per Ecoarea Startup Lab, raccontando cosa sono oggi le startup e le PMI innovative: un vero motore di sviluppo economico per il Paese» – spiega Romano Ugolini, CEO di Ecoarea.

«Questo riconoscimento significa avere a disposizione sul territorio un team di manager ed esperti in grado di accompagnare le aziende nella crescita e nell’accesso ai mercati internazionali. L’intelligenza artificiale è centrale, ma va usata con sapienza: per questo all’interno dell’incubatore abbiamo figure specializzate con un approccio etico, sensibile e sostenibile».

«Innovazione e sostenibilità sono i driver della nostra missione. Siamo uno dei circa cinquanta incubatori certificati in Italia, tra i pochissimi fondati con capitali privati, non pubblici. È un riconoscimento importante, frutto di un percorso nato dal basso, con forze e risorse proprie».

«Abbiamo accolto oltre 600 persone» – conclude Ugolini – «ed è stata la dimostrazione concreta di come l’innovazione possa diventare un’esperienza condivisa e generare valore per tutta la comunità».

Fonte : altarimini.it

L’Amazfit T-Rex 3 Pro: La Nuova Montre di Sport per gli Avventurieri


Dopo il lancio del T-Rex 3 dello scorso anno, Amazfit torna con una nuova montre di sport orientata verso l’avventura, il trail e gli sport all’aperto: l’Amazfit T-Rex 3 Pro.

Per approfondire
Quali sono le migliori smartwatches sportive nel 2025?

Per questa nuova montres di sport, il marchio cinese non ha badato a spese in termini di funzioni. Torcia LED, formato resistente, microfono e altoparlante, si posiziona in competizione con il Fenix 8 di Garmin, ma a un prezzo molto più accessibile. Qui trovi il suo test completo.

Scheda Tecnica

ModelloAmazfit T-Rex 3 Pro
Dimensioni48 mm x 48 mm x 14 mm
Standard WiFiWi-Fi 4 (n)
Definizione dello schermo480 x 480 pixel
PannelloAMOLED
Memoria interna32 Go
Peso49 g
Sensore di battito cardiaco
Analisi del sonno
Accelerometro
Sensor di luce ambientale
Indice di protezione10 ATM
Scheda Prodotto

La montre di questo test ci è stata fornita dal produttore.

Un Montre Massivo Progettato per l’Esterno

A prima vista, l’Amazfit T-Rex 3 Pro si inserisce nella stessa linea della T-Rex 3 lanciata l’anno scorso. Presenta un design molto simile con una lunetta ottagonale attorno allo schermo, un formato piuttosto spesso e delle viti a vista che accentuano l’aspetto robusto della smartwatch.


L'Amazfit T-Rex 3 Pro
L’Amazfit T-Rex 3 Pro // Fonte: Chloé Pertuis – Frandroid

Tuttavia, la principale differenza con la vecchia generazione è la disponibilità della T-Rex 3 Pro in due formati:

  • Amazfit T-Rex 3 Pro 44 mm: 44,8 x 44,8 x 13,2 mm, 46,8 g senza cinturino, cinturino di 20 mm di larghezza.
  • Amazfit T-Rex 3 Pro 48 mm: 48 x 48 x 14 mm, 52 g senza cinturino, cinturino di 22 mm di larghezza.

In effetti, mentre la versione precedente era soprattutto destinata a persone con polsi grandi, la T-Rex 3 Pro può anche adattarsi a chi cerca una smartwatch un po’ più sottile. Personalmente, ho testato la versione da 48 mm, con dimensioni simili alla T-Rex 3 standard. È una smartwatch piuttosto massiccia e dall’aspetto outdoor pronunciato. Tuttavia, rimane leggera, e una volta ben allacciata al polso, non tende a muoversi troppo.


L'Amazfit T-Rex 3 Pro
L’Amazfit T-Rex 3 Pro // Fonte: Chloé Pertuis – Frandroid

Un’altra differenza significativa riguarda la protezione dello schermo della T-Rex 3 Pro. Qui, Amazfit ha scelto una superficie in vetro zaffiro, al posto del Gorilla Glass della versione precedente. Una scelta che dovrebbe permettere alla smartwatch di resistere meglio a graffi, ponendola in diretta concorrenza con le principali smartwatches outdoor del mercato come la Fenix 8. Restando sulla resistenza, la T-Rex 3 Pro è certificata 10 ATM e può quindi essere utilizzata per immersioni subacquee fino a una profondità di 45 metri. Per quanto riguarda i materiali, la smartwatch è progettata con un case in plastica, ma una lunetta e pulsanti in titanio, garantendo una maggiore durabilità e un aspetto un po’ più premium.


L'Amazfit T-Rex 3 Pro
L’Amazfit T-Rex 3 Pro // Fonte: Chloé Pertuis – Frandroid

Se troviamo i classici quattro pulsanti Amazfit attorno al case, la T-Rex 3 Pro si distingue per l’integrazione di una torcia LED sulla parte superiore. Questo è ancora un modo per Amazfit di posizionare la smartwatch nei confronti delle montre Garmin.


L'attacco del cinturino dell'Amazfit T-Rex 3 Pro
L’attacco del cinturino dell’Amazfit T-Rex 3 Pro // Fonte: Chloé Pertuis – Frandroid

Infine, per quanto riguarda il cinturino, come abbiamo visto, in base al formato della smartwatch, la larghezza varierà da 20 a 22 mm. Per default, Amazfit offre un cinturino in silicone con la T-Rex 3 Pro. Tuttavia, si tratta di un sistema di attacco standard, a pompa a rilascio rapido. Solo che, l’ergot della barretta essendo integrato profondamente nello spessore del cinturino — e il cinturino essendo fisso una volta attaccato — non è facile da rimuovere.

Un Schermo Luminoso e di Alta Qualità

Come al solito, Amazfit ha scelto un pannello AMOLED per la sua T-Rex 3 Pro. A seconda delle dimensioni della smartwatch, avremo ovviamente caratteristiche diverse per lo schermo:

  • Amazfit T-Rex 3 Pro 44 mm: diametro di 1,32 pollici, 466 x 466 pixel (353 pixel per pollice)
  • Amazfit T-Rex 3 Pro 48 mm: diametro di 1,5 pollici, 480 x 480 pixel (322 pixel per pollice)

In confronto, le Apple Watch, con il loro schermo “Retina” godono di una densità di 326 pixel per pollice. In concreto, la T-Rex Pro quindi gioca quasi alla pari con gli orologi di Apple in questo ambito.


L'Amazfit T-Rex 3 Pro
L’Amazfit T-Rex 3 Pro // Fonte: Chloé Pertuis – Frandroid

Vale anche la pena notare che la luminosità del pannello è ottima. Infatti, il smartwatch di Amazfit può raggiungere un picco di luminosità di 3000 cd/m². Questo consente di consultare comodamente lo schermo della smartwatch anche in condizioni di alta luminosità, per esempio durante un trail in pieno pomeriggio con cielo sereno. Nella pratica, lo schermo mi è sembrato abbastanza confortevole da non risultare fastidioso. Ricordiamo che il valore di 3000 cd/m² diventa una norma, raggiunta sia dall’Apple Watch Ultra 3 che dalla Samsung Galaxy Watch 8 o dalla Huawei Watch GT 6 Pro. Solo Garmin fa meglio con la sua Fenix 8 Pro Microled che raggiunge i 4500 cd/m².

È importante notare anche che la smartwatch è dotata di un sensore di luminosità per regolare automaticamente l’illuminazione in base alla luminosità ambientale.


L'affichage always-on de l'Amazfit T-Rex 3 Pro
L’affichage always-on de l’Amazfit T-Rex 3 Pro // Fonte: Chloé Pertuis – Frandroid

Si possono anche configurare modalità di visualizzazione sempre attive che manterranno sullo schermo alcune informazioni di base come l’ora, la data o le previsioni meteo a seconda del quadrante.

Ovviamente, la T-Rex 3 Pro dispone anche di una modalità sonno. Programmabile in alcune fasce orarie — ad esempio dalle 23:00 alle 09:00 — per disattivare automaticamente la funzione always-on e quella che attiva lo schermo alzando il polso. I vostri occhi e il vostro sonno vi ringrazieranno.


Le choix des cadrans sur l'Amazfit T-Rex 3 Pro
Le choix des cadrans sur l’Amazfit T-Rex 3 Pro // Fonte: Chloé Pertuis – Frandroid

Per quanto riguarda i quadranti, troviamo undici preinstallati sulla smartwatch, alcuni personalizzabili nelle tonalità o nelle complicazioni. Inoltre, centinaia di altri modelli sono disponibili per il download tramite l’app Zepp di Amazfit per personalizzare ulteriormente l’aspetto della smartwatch.

Un’Interfaccia Semplice, con Ottimi Strumenti

Per configurare la smartwatch e associarla a uno smartphone, è necessario scaricare l’app Zepp. Un punto a favore è che questa è disponibile non solo su smartphone Android, ma anche su iPhone.

Per quanto riguarda la navigazione, la T-Rex 3 Pro non reinventa la ruota rispetto ai modelli recenti di Amazfit, siano essi la T-Rex 3 o la Balance 2. Tuttavia, presenta il vantaggio di avere non solo uno schermo touchscreen per la navigazione, ma anche quattro pulsanti — due per ciascun lato. Ecco come si gestisce l’interfaccia:

  • scorrimento verso l’alto: Zepp Flow, lettore musicale, meteo, ecc.
  • scorrimento verso il basso: impostazioni rapide
  • scorrimento verso destra: notifiche
  • scorrimento verso sinistra: applicazioni
  • premere il pulsante in alto a destra (SEL): attività
  • premere il pulsante in basso a destra (BACK): applicazione / torna indietro
  • premere il pulsante in alto a sinistra (UP): impostazioni rapide
  • premere il pulsante in basso a sinistra (DOWN): Zepp Flow, lettore musicale, meteo, ecc.

Inoltre, Amazfit offre diversi collegamenti basati su questi quattro pulsanti. Ad esempio, una pressione prolungata sul pulsante superiore destro avvierà l’assistente vocale Zepp Flow, basato su ChatPlus. Un doppio clic sullo stesso tasto attiverà il pagamento contactless.

Ma la principale novità arriva dalla pressione prolungata del pulsante “UP“. Analogamente al doppio clic sullo stesso tasto, su uno smartwatch Garmin Fenix 8, questo comando permette di accendere la torcia.


La torcia dell'Amazfit T-Rex 3 Pro
La torcia dell’Amazfit T-Rex 3 Pro // Fonte: Chloé Pertuis – Frandroid

Come su orologi Garmin, qui abbiamo a disposizione una vera torcia in forma di flash, come quella che si trovava dietro uno smartphone. Tuttavia, quella della smartwatch ha il grande vantaggio di essere accessibile in qualsiasi momento al polso. Questo è utile per andare in bagno di notte o per recuperare un paio di calzini in un cassetto senza svegliare la propria dolce metà, ma può anche essere utile durante l’allenamento. Dopo aver dimenticato una lampada frontale, l’orientamento della torcia illumina il percorso davanti per evitare sassi e radici. Tre livelli di luminosità sono disponibili per la torcia in versione bianca e anche un’illuminazione rossa, meno aggressiva.


L'Amazfit T-Rex 3 Pro
L’Amazfit T-Rex 3 Pro // Fonte: Chloé Pertuis – Frandroid

Rispetto alla T-Rex 3 standard, la versione “Pro” è anche dotata di un microfono e un altoparlante che permettono di effettuare chiamate telefoniche a condizione di avere il proprio smartphone con sé. Come già accadeva in passato, troveremo anche l’assistente vocale Zepp Flow, particolarmente efficace, a cui possiamo porre domande e ricevere risposte tramite l’altoparlante. Le notifiche sono anch’esse parte del pacchetto, così come il pagamento contactless tramite Zepp Pay. Vale la pena notare che poche sono le banche francesi compatibili, quindi sarà necessario passare attraverso un servizio terzo — Curve — per usufruire di questa funzione.

Amazfit T-Rex 3 Pro

L’Amazfit T-Rex 3 Pro // Fonte: Chloé Pertuis – Frandroid

Per il resto, come tutte le smartwatch Amazfit, la T-Rex 3 Pro è essenzialmente incentrata sul monitoraggio sportivo e della salute. Anche se alcune applicazioni di terze parti sono disponibili per il download, siamo lontani dalla pertinenza degli smartwatches Wear OS o delle Apple Watch.

Un Eccellente Monitoraggio Sportivo

L’Amazfit T-Rex 3 Pro incorpora tutti i sensori abituali per una smartwatch orientata all’outdoor. Ha quindi diritto a un monitoraggio GPS, una bussola, un altimetro barometrico, un accelerometro, un giroscopio, un sensore di temperatura, un ossimetro e un cardiofrequenzimetro.

La Precisione del GPS dell’Amazfit T-Rex 3 Pro

Per quanto riguarda il monitoraggio GPS, l’Amazfit T-Rex 3 Pro è compatibile con sei costellazioni GNSS e gestisce il GPS a doppia frequenza.


La cartografia sull'Amazfit T-Rex 3 Pro
La cartografia sull’Amazfit T-Rex 3 Pro // Fonte: Chloé Pertuis – Frandroid

Per valutare l’affidabilità del monitoraggio, ho indossato la smartwatch più volte in ambienti variabili (parco, città, pista) e ho confrontato le misurazioni e i tracciati con quelli di una smartwatch sportiva di alta gamma, il Garmin Forerunner 970.

CorsaRiferimentoAmazfit T-Rex 3 ProScarto
Corsa 1 (pista)11,424 km11,280 km-1,26 %
Corsa 2 (parco)17,071 km17,000 km-0,42 %
Corsa 3 (città)9,160 km9,080 km-0,87 %
Corsa 4 (parco)10,306 km10,320 km+0,14 %
Corsa 5 (pista)11,052 km10,930 km-1,10 %
Totale59,013 km58,610 km-0,68 %

Nel complesso, le distanze misurate da entrambe le smartwatch sono molto simili. In pista, la T-Rex 3 Pro registra logicamente una distanza leggermente più breve, ma questo è più dovuto al fatto che l’ho indossata al polso sinistro — all’interno della pista — piuttosto che a un errore di monitoraggio, come si può vedere di seguito, con una sovrapposizione eccellente dei giri di pista nel primo corridoio.

Va notato che l’Amazfit T-Rex 3 Pro è in grado di gestire la cartografia offline, utile per trovare facilmente i percorsi mentre si va in bicicletta o si corre. È anche possibile pianificare percorsi e visualizzare punti di interesse. Amazfit promette anche una cartografia delle piste da sci anche se, data la situazione climatica, non ho avuto l’opportunità di testarla.

La Precisione della Frequenza Cardiaca dell’Amazfit T-Rex 3 Pro

Nessun cambiamento per il sensore ottico di frequenza cardiaca BioTracker dell’Amazfit T-Rex 3 Pro, poiché si tratta dello stesso modulo della T-Rex 3 dello scorso anno.


Il sensore cardio dell'Amazfit T-Rex 3 Pro
Il sensore cardio dell’Amazfit T-Rex 3 Pro // Fonte: Chloé Pertuis – Frandroid

Per valutare l’accuratezza del sensore, ho indossato la smartwatch al polso durante diverse sessioni di corsa con intensità variabile, da una corsa tranquilla a variazioni di andatura ben più significative. Ho poi confrontato i dati e le curve con quelli di una cinghia cardiaca di riferimento, la Garmin HRM 600.

 Misura di riferimentoAmazfit T-Rex 3 ProScarto medioScarto medio dopo 10 min
FC media153 bpm153 bpm-0,07 %-0,27 %
FC max164 bpm163 bpm  

In generale, si osserva un’ottima tracciabilità della frequenza cardiaca sulla T-Rex 3 Pro, sia su intensità costanti che su forti variazioni, con pochissimi ritardi. Solo su alcuni picchi di frequenza cardiaca la smartwatch può avere qualche difficoltà ad adattarsi. Rimane il fatto che la T-Rex 3 Pro potrà essere utilizzata senza problemi se si intende allenarsi in base alla frequenza cardiaca.

Le Funzioni di Sport e Salute dell’Amazfit T-Rex 3 Pro

Per quanto riguarda il monitoraggio della salute, la T-Rex 3 Pro non reinventa la ruota. Sarà in grado di valutare il tuo livello di stress o di sonno. Soprattutto, l’app Zepp, aggiornata da diversi mesi, permetterà di beneficiare di punteggi meglio messi in evidenza.

Infatti, oltre ai dati semplici, l’app mostrerà un punteggio globale del sonno, un punteggio di sforzo e un punteggio di “BioCharge“. Questa funzione dell’app Zepp è in effetti simile al punteggio di Body Battery di Garmin, con un punteggio che si ricarica di notte durante il sonno e si svuota gradualmente durante la giornata in base a stress o attività.


L'Amazfit T-Rex 3 Pro con l'app Zepp
L’Amazfit T-Rex 3 Pro con l’app Zepp // Fonte: Chloé Pertuis – Frandroid

Va notato che la T-Rex 3 Pro gestisce 180 modalità sportive, tra cui rucking, escursionismo, trail, immersioni per divertimento fino a 45 m o Hyrox, di cui Amazfit è sponsor ufficiale.

La T-Rex 3 Pro può anche connettersi a sensori di terze parti (sensore cardiaco, sensore di potenza, ecc.) e sarà possibile esportare automaticamente i dati di allenamento verso un servizio esterno come Relive, Strava o TrainingPeaks, oltre a esportarli manualmente tramite un file GPX, TCX o Fit.

Un’Autonomia di oltre una Settimana

L’autonomia dichiarata della Amazfit T-Rex 3 Pro dipenderà in parte dal formato scelto. Infatti, per il modello 44 mm con batteria da 500 mAh, Amazfit annuncia fino a 17 giorni di utilizzo in uso tipico, 8 giorni in uso intenso e 26 ore con monitoraggio GPS preciso. Per quanto riguarda la versione da 48 mm con batteria da 700 mAh, ci si deve aspettare 25 giorni in uso normale, 10 giorni in modalità intensa o 38 ore con monitoraggio GPS.


L'Amazfit T-Rex 3 Pro
L’Amazfit T-Rex 3 Pro // Fonte: Chloé Pertuis – Frandroid

Personalmente, come consueto per i test su Frandroid, ho applicato parametri particolarmente energetivori alla smartwatch — nella versione da 48 mm. Ho quindi attivato il monitoraggio GPS di precisione, il monitoraggio attivo della frequenza cardiaca in continuo, il monitoraggio automatico della SpO2 e dello stress, il monitoraggio della qualità della respirazione durante il sonno e l’illuminazione always-on dalle 09:00 alle 23:00.

Con tutti questi parametri, ho potuto utilizzare la smartwatch per 6 giorni e 14 ore prima che la batteria scendesse dal 10% a 0%. Durante questa settimana, l’ho indossata anche per quattro allenamenti di corsa con monitoraggio GPS in modalità precisione, per un totale di 4 ore e 35 minuti.


L'Amazfit T-Rex 3 Pro in carica
L’Amazfit T-Rex 3 Pro in carica // Fonte: Chloé Pertuis – Frandroid

Per ricaricare la smartwatch, Amazfit fornisce un piccolo supporto con connettori magnetici che deve essere collegato a un cavo USB-C. Per una ricarica completa della smartwatch, ci vogliono circa un’ora e quarantacinque minuti.

Chiamate e Comunicazione

L’Amazfit T-Rex 3 Pro è dotata di un altoparlante e di un microfono che verranno utilizzati non solo per l’assistente vocale Zepp Flow, ma anche per effettuare chiamate telefoniche via Bluetooth dalla smartwatch.

L'Amazfit T-Rex 3 Pro permette di fare telefonate

L’Amazfit T-Rex 3 Pro permette di fare telefonate // Fonte: Chloé Pertuis – Frandroid

La T-Rex 3 Pro è compatibile con il Bluetooth 5.2 per la connessione allo smartphone e con il Bluetooth LE per gestire sensori di terze parti. Inoltre, offre connettività Wi-Fi per aggiornamenti o download della cartografia.

La smartwatch non è compatibile 4G, ma consente comunque il pagamento contactless grazie a un chip NFC.

Infine, come abbiamo visto, la T-Rex 3 Pro beneficia di una connessione GPS con sei costellazioni GNSS e supporta la doppia frequenza.

Prezzo e Data di Uscita

Disponibile dal 5 settembre scorso, l’Amazfit T-Rex 3 Pro è proposta in due dimensioni, di 48 o 44 mm, e in diverse colorazioni (nero, nero e oro, o oro).

La smartwatch è proposta in Francia al prezzo di 399 euro.

Note
– L’articolo è stato convertito e tradotto in italiano utilizzando tag HTML di base per una struttura leggibile.
– Le immagini e i link sono stati mantenuti inalterati per facilitare la consultazione di eventuali dettagli.

Fonte : www.frandroid.com

Fonti italiane affidabili che puoi consultare o citare :

 

Ultimi Giorni per Iscriversi a "Giovani Imprenditori: Come Avviare una Startup"

 

Ultimi giorni per iscriversi a “Giovani imprenditori: come avviare una startup. L’iniziativa, che rientra nel progetto “Giovani al Centro 2.0”, è in programma per sabato 6 settembre, dalle 9 alle 17, presso Palazzo Forti a Sabbioneta.

L’Informagiovani di Viadana promuove una giornata formativa in collaborazione con i Comuni di Bozzolo, Dosolo, Marcaria, Viadana e Sabbioneta. L’evento, a partecipazione gratuita, è realizzato con il contributo di Regione Lombardia ed è rivolto alla fascia d’età compresa tra i 18 e i 34 anni. In programma workshop, testimonianze imprenditoriali, momenti formativi e interattivi.

Tra gli argomenti trattati, oltre alle modalità per strutturare un progetto di start-up, si parlerà anche dell’etica nell’imprenditorialità e della digitalizzazione dell’impresa con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Infine, i partecipanti si confronteranno con due imprenditori del territorio che racconteranno le rispettive esperienze professionali e aziendali. Il termine per le iscrizioni scade il 31 agosto: per partecipare occorre inviare una e-mail a informagiovani@comune.viadana.mn.it.

L.C.

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Spiegazione:

  • Uso di tag HTML di base: Ho utilizzato diversi tag HTML come <h1> per il titolo principale, <p> per i paragrafi e <strong> per evidenziare le parti importanti del testo.
  • Link mailto: Ho creato un collegamento per l’email, rendendolo cliccabile per facilitare l’iscrizione.
  • Struttura chiara: Il layout è progettato per essere facilmente leggibile e comprensibile da chi è alle prime armi con l’HTML.

Puoi copiare e incollare il codice in un editor HTML per visualizzare il risultato. Se hai bisogno di ulteriori modifiche o aggiustamenti, fammi sapere!

Fonte : www.oglioponews.it

Innovazione e Collaborazione: L'Accordo Tra Confcommercio Pisa e Polo Tecnologico di Navacchio

 

Supportare e rappresentare concretamente le imprese nel cammino verso l’innovazione, fornendo strumenti pratici per i settori tecnologici e l’innovazione dei processi e prodotti. Con questo obiettivo Confcommercio Provincia di Pisa e il Polo Tecnologico di Navacchio siglano un nuovo accordo di partnership, sottoscritto dal presidente di Confcommercio Pisa Stefano Maestri Accesi e dal presidente del Polo Tecnologico Andrea Di Benedetto.

“Il mondo della tecnologia è un mondo trasversale che interessa da vicino le piccole e medie imprese che Confcommercio rappresenta”, afferma il presidente di Confcommercio Provincia di Pisa Stefano Maestri Accesi. “Un universo che richiede competenze e innovazione per crescere e grazie alla partnership con il Polo Tecnologico, eccellenza italiana e internazionale in questo settore, avremo un importantissimo strumento per supportare le nostre imprese e realizzare i loro progetti”.

“Il nostro Polo è da sempre una piattaforma di incontro tra tecnologia e bisogni reali delle imprese, anche quelle più piccole”, dichiara il presidente del Polo Tecnologico Navacchio Andrea Di Benedetto. “Sono proprio queste, infatti, a poter crescere maggiormente e competere grazie all’innovazione. Vogliamo contribuire a rendere il Made In Italy ancora competitivo nel mondo: l’innovazione può migliorare i prodotti, ridurre i costi, aprire nuovi mercati digitali, e far nascere nuove imprese dall’incontro di aziende tecnologiche e tradizionali. L’accordo con la rete di Confcommercio Pisa va proprio in questa direzione: portare l’innovazione a contatto diretto con le imprese del territorio, offrendo strumenti concreti, nuovi stimoli e connessioni strategiche per affrontare insieme le grandi sfide della transizione digitale e della competitività”.

“Stiamo parlando di un accordo che porta un grande valore aggiunto alle imprese che rappresentiamo: nei settori del commercio, turismo, trasporti, cultura e in particolare nei servizi è fondamentale poter contare su partnership e sinergie strategiche come quella con il Polo Tecnologico che offre strumenti importantissimi per affrontare le sfide di un mercato che cambia quotidianamente”, le parole del direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli.

“Il turismo è una leva strategica per il nostro territorio, ma richiede innovazione continua per restare competitivo”, spiega la direttrice operativa Polo Tecnologico Navacchio Angela Calò. “Polo Tecnologico di Navacchio e Confcommercio Pisa uniscono le proprie competenze per offrire alle imprese nuove opportunità di innovazione nel turismo, nel commercio e nei servizi. Grazie ai progetti EDI 5.0 e Tuscany X.0, è già attiva la call Tech&Travel, che mette a disposizione strumenti concreti per lo sviluppo di soluzioni innovative. Si tratta di servizi alle imprese finanziati fino al 100% grazie alle risorse messe a disposizione dall’Unione Europea (Digital Europe Programme) e dal Ministero dell’Innovazione e delle Tecnologie (Pnrr). Le candidature sono aperte, ma il tempo è limitato. Cogliamo quindi questa occasione anche per invitare tutte le realtà interessate ad attivarsi subito per non perdere questa occasione unica di crescita e sperimentazione”.

“Fare match tra domanda e offerta tecnologica è uno degli obiettivi prioritari di ConfInnovazione: le aziende hanno necessità di innovare e dobbiamo mettere a loro disposizione tutte le potenzialità dell’innovazione, già matura e accessibile anche per le piccole e medie imprese”, afferma il presidente di ConfInnovazione Confcommercio Pisa Fabio Bonomo.

La nuova collaborazione permetterà di offrire, attraverso l’utilizzo delle competenze del Network di imprese del Polo Tecnologico, soluzioni innovative alle aziende associate a Confcommercio Pisa nell’ambito di Open Innovation e Scouting di tecnologie. Le due realtà faranno squadra inoltre per l’organizzazione di attività specifiche, come l’organizzazione di eventi ed hackathon e il supporto alla formazione imprenditoriale attraverso i contamination experience: percorsi altamente interattivi, focalizzati sui bisogni di innovazione dell’azienda, oltre ad usufruire della consulenza strategica per progetti di innovazione e transizione digitale nell’ambito del Progetto EDI 5.0 di SpinEDI Confcommercio e di Tuscany X.0, European Digital Innovation.

Una partnership nata con l’obiettivo primario di rispondere alle esigenze delle imprese che guardano al futuro, interessate a implementare soluzioni innovative e tecnologiche in un percorso che vuole fornire le necessarie competenze attraverso il supporto alle start-up innovative e l’organizzazione di eventi mirati e incontri tematici per favorire lo scambio di conoscenze, oltre ad identificare opportunità di collaborazione e creazione di sinergie tra le imprese e gli attori del sistema dell’innovazione. Tra le prime azioni previste di questa nuova sinergia la call Tech&Travel lanciata con l’obiettivo di trovare e valorizzare idee e soluzioni che possano migliorare l’esperienza turistica, l’organizzazione dei servizi, la fruizione dei territori e l’impatto sostenibile del turismo, facendo leva su tecnologie come intelligenza artificiale, realtà aumentata, big data, IoT, digitalizzazione dei processi e nuove forme di comunicazione.

Fonte: www.pisatoday.it

Recensione del Doppio Schermo Acer PD163Q

 

Ph. Moctar KANE.

 

Quando è ripiegato, l’Acer PD163Q assomiglia a un normale laptop. Tuttavia, una volta aperto, si rivela un doppio schermo. Più precisamente, si tratta di due pannelli di vetro opaco di 15,6” di diagonale, collegati tra loro da due cerniere.

Una staffa permette di mantenere la struttura in posizione obliqua, un pannello sopra l’altro. Collegato e posizionato accanto a un laptop, consente di ampliare l’area di lavoro nel proprio ufficio digitale.

Se si usa un laptop da 15” o 16”, si triplica così l’area di visualizzazione. Se sei abituato a gestire molte finestre o programmi, a passare da un’app all’altra, o se hai bisogno di spazio per estendere un lungo foglio di dati (come in Excel) o una pagina di codice, questo Acer PD163Q può migliorare la tua efficienza.

Caratteristiche principali del Doppio Schermo Pieghevole Acer PD163Q

  • Il doppio schermo Full HD pieghevole Acer PD163Q rende il lavoro su più finestre più efficiente, soprattutto poiché può essere utilizzato in diverse modalità e la sua superficie opaca evita eventuali riflessi fastidiosi.
  • La qualità di costruzione è buona e le opzioni di collegamento (HDMI e due porte USB-C) consentono di collegarlo a diversi tipi di computer.
  • Attenzione: in situazioni di mobilità, è importante prestare attenzione al consumo energetico di questo doppio schermo!

Peso e Considerazioni

Abbiamo testato questo doppio schermo Acer PD163Q con un PC di diagonale identica (15,6”) datato oltre quattro anni e con il MacBook Air M3 15” uscito più di un anno fa.

A pochi grammi di differenza, i pesi dei tre dispositivi sono simili: sulla nostra bilancia, il doppio schermo ha pesato 1445 g, mentre il PC e il Mac 1493 g!

Quando decidi di spostarti con un laptop di dimensioni simili insieme a questo doppio schermo, stai trasportando l’equivalente di due dispositivi. È necessario dunque considerare il sovraccarico.

Un Oggetto Versatile

Per collegare questo monitor pieghevole Acer a un computer, sono disponibili una porta HDMI e due porte USB di tipo C (e USB 3) sul retro di uno dei pannelli. Con il PC (relativamente vecchio), abbiamo dovuto utilizzare il cavo HDMI (fornito da Acer) e alimentare il doppio schermo esterno collegando una delle porte USB-C a un caricabatterie esterno.

Per quanto riguarda il MacBook Air M3, di cui le due porte USB di tipo C sono compatibili Thunderbolt e USB 4, è stato sufficiente un solo cavo USB-C (anch’esso fornito da Acer) per visualizzare e alimentare il doppio schermo!

Sul lato opposto delle porte si trova una presa audio jack (per collegare le cuffie) e una serie di pulsanti che permettono di regolare il volume e altri parametri di visualizzazione come la luminosità, il contrasto o il tono generale dei colori.

Un Pulsante per Modificare il Modo di Visualizzazione

In particolare, c’è un pulsante, posizionato sopra gli altri, che modifica il modo di visualizzazione di questo doppio schermo. La visualizzazione più comune sarà sicuramente quella della condivisione dello schermo: sul pannello superiore puoi ad esempio posizionare una finestra di un browser, mentre sul pannello inferiore installerai un programma, un elaboratore di testi o un foglio di calcolo.

È anche possibile decidere di utilizzare tutta la superficie combinata dei due pannelli come un’unica schermata, dividendone il centro con un vuoto. Questa configurazione può essere interessante per non dover scorrere troppo in una lunga pagina di codice, per esempio.

Modalità Tenda

In posizione “tenda”, il PD163Q può essere collocato tra un cliente o un collaboratore e te stesso: entrambi potete vedere ciò che l’altro sta visualizzando, ad esempio la diapositiva successiva o le note della tua presentazione.

In entrambi i casi, abbiamo apprezzato la qualità dell’immagine. Certo, la definizione massima è limitata a Full HD (1920×1080). Tuttavia, per la maggior parte delle attività di ufficio, programmazione e persino editing fotografico, è soddisfacente.

Attenzione al Consumo Energetico

Abbiamo verificato quanto consuma questo doppio schermo Acer PD163Q. Regolando la luminosità al minimo, abbiamo registrato su un multimetro USB inserito tra il Mac e il PD163Q una potenza di 6,28 W.

Con la luminosità al 100%, la potenza di uscita raggiunge 16,9 W, conforme agli 18 watt indicati nella scheda tecnica (anche perché non abbiamo spinto il volume al massimo).

In effetti, per un uso quotidiano, è necessario prestare attenzione: questo consumo non è trascurabile se il doppio schermo è alimentato solo dal cavo USB-C collegato al computer. Durante il test, il Mac ha perso circa il 30 % della sua batteria in circa 1 ora e 20 minuti di inattività! Curiosamente, anche quando il doppio schermo e il computer sono messi in stato di sospensione, si registra un consumo energetico notevole…

Consigli per Acquistare il Doppio Schermo Acer PD163Q

Venduto a 400 €, il doppio schermo Acer PD163Q è uno strumento che può rendere il lavoro più efficiente quando si gestiscono spesso diverse finestre e programmi. Il comfort visivo di una visione più ampia e moltiplicata è convincente.

Tuttavia, dai nostri test effettuati nel corso di diversi giorni, risulta ottimale sollevare il laptop, posizionandolo su un supporto inclinabile (ad esempio, il Trust Zeff Metal Laptop Riser Stand) e aggiungere una tastiera e un mouse. In questo modo, muovi più rapidamente il cursore tra i tre schermi, specialmente in diagonale tra quello del computer e il pannello inferiore.

Un altro consiglio: fai attenzione quando sei in movimento, lontano dalla tua scrivania. Prevedi una fonte energetica sufficiente per alimentare questo doppio schermo Acer PD163Q e scollega il cavo che lo collega al laptop se lo metti in standby. Un’altra piccola nota negativa: Acer non fornisce una custodia per il trasporto del PD163Q. A parte queste piccole mancanze, è un affare ben chiuso!

 

© Moctar KANE

Fonte: www.zdnet.fr

Videoconferenza intelligente

Videoconferenza intelligente – La soluzione di videoconferenza Logitech Rally Board 65, 2025, Ph. Moctar KANE.

È possibile migliorare ulteriormente il modo in cui facciamo videoconferenze in azienda? Questo è ciò che Logitech sta cercando di fare con il Rally Board 65, uno schermo dedicato al video.

Due tecnologie di Logitech, già conosciute e basate sull’IA, RightSight 2 e RightSound 2, permettono di focalizzarsi su ogni persona a schermo per ottimizzare immagine e suono (beamforming).

Quindi, l’IA viene utilizzata per rilevare la direzione della parola ed eliminare rumori e suoni indesiderati. Dal punto di vista dell’immagine, l’IA migliora il ritaglio, la chiarezza e la nitidezza.

La risoluzione 4K dello schermo e la sua dimensione di 65” non sono affatto esagerate per ottenere un buon risultato. Secondo il produttore, la cattura audio ha una portata di 7 m e ci sono in totale otto microfoni (sei davanti e due dietro).

Tre punti essenziali da ricordare sulla soluzione di videoconferenza Logitech Rally Board 65

  • La Logitech Rally Board 65, con il suo schermo tattile, la sua telecamera 4K e le sue diverse connessioni cablate e wireless, è prima di tutto una soluzione di alta gamma compatibile con diversi servizi di videoconferenza, con tecnologie IA che facilitano la focalizzazione video e audio su ciascun partecipante di una riunione.
  • La sua particolarità è l’integrazione di diversi sensori destinati a rilevare la presenza umana e vari segnali ambientali della sala; queste diverse informazioni possono essere sfruttate nella gestione degli spazi di riunione.
  • Anche senza il carrello di trasporto, opzione disponibile, il prezzo del Rally Board 65 è molto elevato a 8500 €, riservandolo alle aziende desiderose di disporre davvero di una soluzione integrata di comunicazione professionale e gestione delle sale.

Molteplici connessioni cablate

La dimostrazione del Rally Board 65 ci è stata mostrata con lo schermo sostenuto da un carrello. Non solo questo imponente accessorio consente di trasportarlo, ma anche di inclinarlo verticalmente. È rapido e facile, secondo quanto abbiamo visto. È utile in determinati contesti, ad esempio se lo schermo si trova tra due tavoli da riunione: in un attimo può essere utilizzato e visto da entrambi i lati.

Ovviamente, oltre al Wi-Fi e al Bluetooth, la Rally Board 65, basata sul sistema Android, dispone di diverse connessioni cablate:

  • 2 porte HDMI 4K 60 (immagini/sec).
  • 3 porte USB-A (3.1).
  • 1 porta USB-C, su cui collegare ad esempio direttamente un computer portatile.
  • 1 uscita audio 3,5 mm.
  • 1 porta Ethernet fino a 1 Gbps per collegare ad esempio un computer alla rete.
  • 1 porta Ethernet riservata a un utilizzo futuro.

Gestione online

Il sistema proprietario Logitech Sync gestisce a distanza il Rally Board 65, come già avviene per molti periferici del produttore, da una webcam all’strumento di prenotazione sale Tap Scheduler.

Ospitato da AWS, l’azienda cliente può scegliere di installare il back office su una delle quattro piattaforme disponibili (Toronto, Francoforte, Parigi o Portland).

È importante sapere che la migrazione da una piattaforma all’altra non è possibile: bisogna ricostruire tutto da zero.


Scelta del luogo del cloud per installare il proprio account Logitech Sync, 2025, Ph. Moctar KANE.

Scelta del luogo del cloud per installare il proprio account Logitech Sync, 2025, Ph. Moctar KANE.

Sensori ambientali inclusi

Oltre alla funzionalità di videoconferenza, Logitech Sync serve a raccogliere dati la cui analisi è potenzialmente utile. Infatti, il Rally Board 65 è dotato di sensori ambientali per misurare nella sala:

  • la quantità di CO2.
  • la temperatura.
  • il tasso di umidità.
  • la concentrazione di particelle volatili.
  • la concentrazione di particelle fini.



Dati ambientali di una sala visualizzati sulla tavoletta Logitech Rally Board 65, 2025, Ph. Moctar KANE.

© Moctar KANE

Dati ambientali di una sala visualizzati sulla tavoletta Logitech Rally Board 65, 2025, Ph. Moctar KANE.

È anche possibile mantenere un storico dei dati. Dopo una pulizia e la diffusione di particelle di prodotti di pulizia, sarà possibile sapere che “la donna delle pulizie è passata alle 19:00”, ci ha detto il dimostratore per illustrare le capacità di rilevamento del sistema.

In generale, sarà possibile conoscere lo stato di occupazione delle stanze, la loro ventilazione o la mancanza di ventilazione. Oltre alle sezioni occupazione e salute nell’interfaccia di Logitech Sync, è previsto per il futuro l’aggiunta di un’altra sezione energia.

S secondo Logitech, ci è stato detto anche sul posto, ci saranno API disponibili in futuro affinché altri servizi possano recuperare questi dati. Questo dovrebbe interessare gli specialisti di GTB (Gestione tecnica del edificio), persino di smart-building.



Dati sulle particelle fini e composti organici volatili (COV) di una sala visualizzati sulla tavoletta Logitech Rally Board 65, 2025, Ph. Moctar KANE.

© Moctar KANE

Dati sulle particelle fini e composti organici volatili (COV) di una sala visualizzati sulla tavoletta Logitech Rally Board 65, 2025, Ph. Moctar KANE.

Spot, un’altra soluzione

Il Logitech Rally Board 65 è certamente una soluzione high-end a 8500 €… Per i professionisti che già dispongono di una soluzione di videoconferenza, Logitech prevede di offrire entro la fine del 2025 un accessorio a un prezzo più accessibile: il Spot.

Questo dispositivo rotondo, destinato a stanze di una superficie massima di 15×15 m, integra tutti i sensori del Rally Board, oltre a essere in grado di misurare la pressione atmosferica e rilevare la presenza umana (ma non il numero).

Può essere collegato a un Tap Scheduler o al Rally Board 65 stesso. E la gateway Logitech potrebbe gestire fino a mille unità! Benvenuti nell’era del rilevamento a 360 gradi.



Il Logitech Spot, 2025, Ph. Moctar KANE.

© Moctar KANE

Il Logitech Spot, 2025, Ph. Moctar KANE.

Fonti:

Ruralis: Innovazione nell'Affitto Breve attraverso l'Intelligenza Artificiale

Specializzata nel digital property management, la startup offre soluzioni avanzate per la gestione digitale e burocratica degli affitti brevi. Ora punta a potenziare la piattaforma con nuove soluzioni di AI e machine learning.


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Ruralis, startup nata nel 2022 in provincia di Avellino da un’idea di Nicolas Verderosa e specializzata nella gestione digitale degli affitti brevi nelle aree interne del Paese, annuncia di aver ottenuto un finanziamento a fondo perduto da 1.8 milioni di euro nell’ambito del programma “Montagna Italia”, promosso dal Ministero del Turismo e finanziato dal Fondo Unico Nazionale per il Turismo.

Leggi anche: AI e HR, la startup Skillvue mette a segno un finanziamento da 5.5 milioni. I dettagli

Che cosa fa Ruralis?

Specializzata nel digital property management, Ruralis offre soluzioni avanzate per la gestione digitale e burocratica degli affitti brevi. L’azienda supporta i proprietari di immobili nel massimizzare i loro guadagni, semplificando ogni aspetto della gestione delle case vacanza. Con un focus sui piccoli borghi italiani, la startup promuove un modello di turismo sostenibile e consapevole, contribuendo allo sviluppo socio-economico delle aree interne e alla valorizzazione del patrimonio culturale e naturale del Paese.

Attraverso una piattaforma semplice e intuitiva, Ruralis permette ai piccoli proprietari di valorizzare le proprie case vacanza stimolando la rigenerazione economica dei territori e promuovendo un turismo autentico e sostenibile.

Ruralis dopo il finanziamento

Grazie al recente finanziamento ricevuto dal Ministero, la startup potrà potenziare la piattaforma integrando soluzioni basate su Intelligenza artificiale e machine learning per offrire servizi sempre più efficaci e personalizzati.

L’investimento sosterrà anche il progetto di una nuova sede, un hub con aree di coworking dedicate a professionisti, innovatori e creativi che scelgono di lavorare circondati dalla natura. Infine, una parte delle risorse sarà destinata alla formazione degli host che collaborano con Ruralis, per migliorare la qualità dell’accoglienza, della gestione delle strutture e dell’esperienza offerta ai turisti. Un percorso che mira non solo a potenziare le competenze, ma anche a rafforzare la consapevolezza del valore del proprio territorio.

Accanto al finanziamento pubblico, Ruralis ha all’attivo una campagna di crowdfunding su Wefunder, con l’obiettivo di raccogliere 500mila dollari. A pochi giorni dalla sua apertura, la campagna ha già superato 200mila dollari in investimenti e mira ad accelerare l’espansione della startup sul mercato statunitense, specialmente nello stato di New York, oltre che a consolidarsi sul mercato italiano e ampliare il proprio team.

Ultimo aggiornamento:

Fonte: startupitalia.eu