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IA: dopo un avvio tardivo, Google torna in corsa con Gemini 3 e sfida OpenAI

 

Competizione IA Google Gemini 3 vs OpenAI ChatPlus

Dopo un periodo in cui OpenAI e il suo ChatPlus sembravano dettare il ritmo dell’intelligenza artificiale generativa, il settore sta vivendo una fase di grande competizione e crescita accelerata. L’uscita di Google Gemini 3, l’ultimo modello IA annunciato dal colosso di Mountain View, ha dato un nuovo impulso alla corsa tra giganti tecnologici e startup specializzate. Fortune+1

Secondo resoconti recenti, Sam Altman, CEO di OpenAI, ha condiviso internamente ai dipendenti una nota allarmata in cui avverte di possibili rallentamenti nella crescita nei prossimi anni e di un clima lavorativo difficile, evidenziando la crescente pressione competitiva generata principalmente da Google. Frandroid

Google Gemini 3: la nuova punta di diamante dell’IA

Lanciato il 18 novembre 2025, Google Gemini 3 è descritto come uno dei modelli IA più avanzati finora sviluppati da Alphabet, con miglioramenti significativi nelle capacità multimodali (testo, immagini, audio e ragionamento complesso), e integrato direttamente nei prodotti core di Google come Search, Workspace e Vertex AI. BlogNT+1

Secondo analisti tecnologici, Gemini 3 rappresenta una sfida strategica importante per OpenAI, non solo perché compete in termini di performance, ma anche per la profonda integrazione verticale nei servizi Google usati quotidianamente da miliardi di persone. BlogNT

OpenAI e la reazione competitiva

Nonostante le difficoltà interne, OpenAI non resta a guardare: a dicembre 2025 ha annunciato GPT‑5.2, una nuova versione del suo modello che mira a colmare il gap con Gemini 3 grazie a capacità avanzate di gestione del contesto, programmazione, creazione di contenuti e strumenti di produttività. Reuters

Un panorama competitivo sempre più affollato

La sfida non riguarda solo Google e OpenAI. Altri attori importanti entrano nella corsa:

  • Anthropic, con il suo Claude, noto per le sue prestazioni sulle attività di coding e ragionamento; TechStock²

  • xAI di Elon Musk, che propone modelli come Grok con un posizionamento aggressivo sul mercato; Vox

  • Meta e altri progetti open‑source come LLaMA, utilizzati da sviluppatori e comunità accademiche. Android Authority

Questa pluralità di modelli e tecnologie sta trasformando la competizione in un ecosistema dinamico in cui ricerca, performance, accessibilità e integrazione sono variabili chiave. Vox

Le implicazioni tecnologiche ed economiche

La presenza di più concorrenti nel settore dell’IA generativa ha portato a:

  • accelerazione dell’innovazione tecnologica; TechCrunch

  • aumento degli investimenti in ricerca e infrastrutture; The Edge Singapore

  • pressioni economiche e strategiche sulle Big Tech che vedono la competizione non solo sui modelli, ma anche sull’adozione da parte delle imprese e dei consumatori. Android Authority

Conclusione: una corsa che cambia la tecnologia globale

La competizione tra Google Gemini 3, OpenAI ChatPlus e altri modelli IA non è solo una questione di prestazioni tecniche: è una partita strategica che ridefinisce l’innovazione tecnologica globale, influenza i modelli di business delle piattaforme digitali e determina l’evoluzione di strumenti che saranno sempre più integrati nella vita quotidiana, nel lavoro e nella ricerca.

In questo contesto, la capacità di adattarsi a nuove tecnologie e alle loro implicazioni etiche, economiche e sociali diventerà un elemento cruciale per governi, aziende e utenti. The Guardian

 

Intelligenza Artificiale e la Rivoluzione del Sapere

 

Consultare Internet significava un tempo sfogliare pagine di risultati e cliccare da sito a sito. Oggi, questa esplorazione è sempre più affidata all’intelligenza artificiale, capace di sintetizzare informazioni e restituire una risposta diretta in pochi secondi. Questa trasformazione sta rimodellando radicalmente il potere informativo online. (Techopedia)

Qualcosa è cambiato profondamente nel modo in cui accediamo alla conoscenza. Prima dell’emergere di strumenti come ChatPlus (OpenAI), Claude (Anthropic) o Gemini (Google), una ricerca significava generalmente inserire parole chiave in un motore di ricerca e poi sfogliare una lunga lista di link ai quali accedere manualmente. (Techopedia)

Con l’IA, il processo diventa molto diverso: l’utente pone una domanda a una macchina che, in background, può reperire dati e generare una sintesi coerente. Non è più necessario navigare da una pagina all’altra; la conoscenza “ci trova” direttamente. Questo è ciò che in gergo viene chiamato un risultato “zero‑click”, ovvero una risposta che risolve la query senza che l’utente debba visitare altre pagine web. (Wikipédia)

Questa evoluzione tecnologica non è solo un aggiornamento software, ma una trasformazione culturale, perché modifica le aspettative degli utenti e il modo in cui concepiamo l’informazione. (Italian Tech)

Il Cambiamento è Inevitabile

La trasformazione della ricerca online non è soltanto tecnica: è un fenomeno culturale. Oggi gli utenti si aspettano risposte rapide, concise e chiare, e questo ha portato a un’era in cui le informazioni vengono reinterpretate da algoritmi intelligenti, invece che trovate cliccando link manualmente. (Techopedia)

Ci si deve allora chiedere se i motori di ricerca tradizionali e i siti web classici siano ancora competitivi in questo nuovo ecosistema. In effetti, molte aziende editoriali lamentano una drastica riduzione del traffico derivante dalle ricerche, dato che gli utenti ottengono le risposte direttamente nella pagina dei risultati creati dall’IA. (The Guardian)

Implicazioni Economiche

Questa rivoluzione ha impatti economici significativi. Le aziende che dipendono da SEO tradizionale e dalla pubblicità legata alle visite web potrebbero trovarsi in difficoltà se gli utenti smettono di cliccare i link e consumano le risposte direttamente attraverso strumenti IA. (The Guardian)

Inoltre, la competizione tra piattaforme sta cambiando il panorama: motori come You.com offrono risultati organizzati diversamente rispetto alla classica lista di link, e strumenti come Perplexity.ai generano risposte citando le fonti, cercando di bilanciare sintesi e trasparenza. (Wikipédia)

Verso un Nuovo Ecosistema dell’Informazione

Il futuro dell’informazione online sembra sempre più guidato da interfacce di IA conversazionale. Queste tecnologie non solo forniscono risposte, ma in molti casi ridefiniscono come l’informazione viene organizzata, filtrata e presentata agli utenti. In alcuni scenari, gli utenti possono ottenere tutte le risposte senza visitare alcun sito web, mettendo in discussione il modello di traffico che ha sostenuto Internet per decenni. (Wikipédia)

Il passaggio da una ricerca basata su parole chiave a una basata su domande in linguaggio naturale riflette un’evoluzione profonda nelle aspettative degli utenti e nella tecnologia stessa. (Techopedia)

Conclusione

La rivoluzione dell’intelligenza artificiale è solo all’inizio. Sta cambiando il modo in cui accediamo alla conoscenza e sta trasformando la nostra interazione con il mondo digitale. Continueremo ad osservare grandi implicazioni tecnologiche, economiche e culturali nei prossimi anni, mentre l’IA diventa sempre più integrata nelle nostre vite quotidiane.

Fonti 

  • ChatPlus e oltre: Viaggio nel mondo dell’intelligenza artificiale generativa – Ledijournals (studio su IA e linguaggio) (ledijournals.com)
  • IA e impatto sulla conoscenza – Italian Tech (analisi cambiamento ricerca e conoscenza) (Italian Tech)
  • Wikipedia: Perplexity.ai (motore di ricerca IA che fornisce risposte con fonti) (Wikipédia)
  • Wikipedia: Browser AI (browser con IA integrata) (Wikipédia)
  • Wikipedia: You.com (motore di ricerca alternativo alla Google tradizionale) (Wikipédia)

Fonti internazionali

  • Studio sul fenomeno dei risultati “zero‑click” e come l’IA influenza la ricerca internet (Wikipédia)
  • Analisi sugli impatti economici delle sintesi IA sui media online (The Guardian)
  • Notizie sulla strategia AI Mode di Google, che riflette l’evoluzione della ricerca verso l’IA conversazionale. (The Verge)

 

Google introduce una nuova funzionalità di Gemini in Google Docs

 

Google continua a integrare la sua IA di punta, Gemini, in tutti i suoi servizi. L’ultima novità? Una funzione che permette a Gemini di leggere ad alta voce i tuoi documenti in Google Docs, offrendo un’esperienza audio personalizzabile e accessibile.

Gemini legge i tuoi documenti

Da agosto 2025, Google Docs consente agli utenti di trasformare i propri documenti in audio grazie all’IA Gemini. Non si tratta di una semplice sintesi vocale robotica, ma di una lettura naturale, flessibile e personalizzabile TechRadarThe Verge.

Esperienza audio personalizzata

Uno dei punti di forza è la personalizzazione:

  • Si possono regolare la velocità di lettura e scegliere tra differenti tipi di voce per adattarsi al tono desiderato (narratore, educatore, coach…) TechRadarFrandroid01net.com.

  • Google sottolinea che l’audio serve per migliorare la comprensione, agevolare la revisione (per scovare errori o frasi ambigue) e aumentare l’accessibilità, in particolare per chi ha difficoltà di lettura 01net.comWorkspace Updates Blog.


Disponibilità e limiti attuali

  • La distribuzione è graduale, iniziata il 18 agosto 2025 per i domini Rapid Release; prevista anche per i Scheduled Release dal 25 agosto 2025 Workspace Updates Blog.

  • Al momento, la funzione è disponibile solo nella versione desktop di Google Docs e solo in inglese TechRadarWorkspace Updates Blog01net.com.

  • Ne possono beneficiare:

    • utenti Workspace con piani Business Standard/Plus, Enterprise Standard/Plus, Gemini Education / Education Premium, e add-on Business/Enterprise (quest’ultimi non più in vendita da gennaio 2025) Workspace Updates Blog,

    • sottoscrittori individuali dei piani AI Pro e AI Ultra TechRadarWorkspace Updates Blog.


Un contesto più ampio: Gemini dentro Workspace

Questa nuova funzione si inserisce in un quadro più vasto di innovazioni AI di Google:

  • Nel marzo 2025, Gemini ha introdotto Audio Overview, che trasforma documenti, presentazioni o slide in conversazioni audio in stile podcast, con voci AI dialoganti Il Sole 24 Orecorrierenet.comPhonAndroid.

  • A questa si aggiungono funzionalità come Canvas, che permette di editare testo e codici in tempo reale all’interno di Gemini, e Help me refine in Docs, che suggerisce miglioramenti stilistici e strutturali alla scrittura Il Sole 24 OreGoogle WorkspaceBlogNT.


FAQ e testimonianze

  • Che scopo ha questa funzione?
    Permette di ascoltare i documenti per risparmiare tempo, migliorare la comprensione, individuare errori, offrire accessibilità a utenti con disabilità o difficoltà di lettura TechRadarGoogle Workspace.

  • Chi può usarla?
    Utenti professionali, educativi o con abbonamenti AI Pro/Ultra, su versioni desktop e solo in inglese Workspace Updates BlogTechRadar.

  • Chi ha già usato Audio Overview (da NotebookLM)?
    Gli utenti apprezzano l’approccio podcast:

    “Gemini Audio Overview is so good when you want AI to write you something and get you an audio overview like a podcast” Reddit.
    E ancora:
    “I love the audio overviews… They definitely help me learn more about subjects” Reddit.

Valutazione delle funzionalità di programmazione delle IA: Un confronto tra Gemini Pro 2.5 e altri strumenti AI

Nel contesto delle mie valutazioni delle funzionalità di codifica delle IA, sottopongo ogni intelligenza artificiale a quattro test di programmazione. Questi test sono progettati per determinare in che misura un’IA possa aiutarti nella programmazione. È molto utile, specialmente se conti sull’IA per aiutarti a produrre codice. L’ultima cosa che vuoi è che un’IA introduca bug nel tuo lavoro di sviluppatore, giusto?

Si tratta di test molto semplici, poiché utilizzo PHP e JavaScript, che non sono esattamente linguaggi difficili. E eseguo le richieste di script tramite le IA. Utilizzando esattamente gli stessi test, possiamo confrontare direttamente le prestazioni.

  • Uno di essi consiste nel scrivere un semplice plugin per WordPress.
  • Un altro è chiedere aiuto per riscrivere una funzione di gestione delle stringhe.
  • Il terzo test è per trovare un bug che ho avuto difficoltà a individuare da solo.
  • Infine, l’ultimo test usa alcuni strumenti di programmazione per recuperare dati da Chrome.

Gemini Pro 2.5 è disponibile gratuitamente per tutti

Tuttavia, è importante trattare le IA come faresti con qualcuno che impara a guidare; se non riesci a farlo uscire dal garage, non lo lascerai di certo su un’autostrada affollata.

Fino ad oggi, solo il LLM GPT-4 (e versioni successive) di ChatPlus ha superato tutti i test. Sì, anche Perplexity Pro ha superato tutti i test, ma perché utilizza il LLM GPT-4. Curiosamente, Microsoft Copilot, che usa anche il LLM di ChatPlus, ha fallito tutti i test. Anche Gemini di Google non ha ottenuto risultati molto migliori. Quando ho testato Bard (il primo nome di Gemini), ha fallito nella maggior parte dei test. L’anno scorso, quando ho testato Gemini Advanced (20 $ al mese), ha fallito in tre dei quattro test.

Oggi, Google torna con Gemini Pro 2.5. Ciò che ha attirato la nostra attenzione qui a ZDNET è che Gemini Pro 2.5 è disponibile gratuitamente, per tutti. Nessun supplemento di 20 dollari al mese. Anche se Google ha chiaramente indicato che l’accesso gratuito è soggetto a limiti tariffari, non credo che qualcuno di noi avesse realizzato che ci strangolerebbe dopo due richieste. È ciò che è successo durante i miei test.

Le mie prime due richieste chiedevano a Gemini Pro 2.5 di scrivere un plugin completo per WordPress e di correggere del codice. Potrei aver esaurito i limiti più rapidamente rispetto a se lo usassi per porre una semplice domanda. Ma con grande sorpresa, ne è valsa davvero la pena.

Test 1: Scrivere un semplice plugin per WordPress

È impressionante. Siamo lontani dal fallimento di Bard e da quello di Gemini Advanced. Gemini Pro 2.5 ha superato questo test fin dal primo tentativo.

Il compito consisteva nello scrivere un semplice plugin per WordPress che fornisse un’interfaccia utente semplice. Randomizza le righe di input e distribuisce (e non rimuove) i duplicati per fare in modo che non siano uno accanto all’altro.

Gemini Pro 2.5 mi ha fornito un’interfaccia utente molto corretta. E il codice ha funzionato come doveva.

Gemini Pro 2.5

Cattura dello schermo di David Gewirtz/ZDNET

Quello che ha attirato la mia attenzione, oltre all’interfaccia ben presentata, è stata la scelta dell’icona per il plugin. La maggior parte delle IA ignora la scelta dell’icona, lasciando che l’interfaccia si adatti di default a quanto assegnato da WordPress.

Tuttavia, Gemini Pro 2.5 ha chiaramente scelto un’icona da la selezione Dashicon di WordPress. Inoltre, quest’icona è perfettamente adatta per la randomizzazione delle righe di un plugin.

icon

Cattura dello schermo di David Gewirtz/ZDNET

Non solo Gemini Pro 2.5 ha superato questo test, ma ha anche ricevuto un “wow” per la scelta dell’icona. Non l’ho invitato a farlo, ed è stato esattamente ciò di cui avevo bisogno. Il codice era completamente in linea (JavaScript e HTML erano incorporati nel PHP) ed era ben documentato. Inoltre, Gemini Pro 2.5 ha documentato ogni segmento principale del codice con un testo esplicativo separato.

Test 2: Riscrivere una funzione di gestione delle stringhe

Nel secondo test, ho chiesto a Gemini Pro 2.5 di riscrivere un codice per la gestione delle stringhe che trattava dollari e centesimi. Il codice di test iniziale consentiva solo numeri interi (quindi, solo dollari). L’obiettivo era consentire sia dollari che centesimi. Questo è un test che ChatPlus ha superato. Bard ha fallito inizialmente prima di riuscire.

E Google Advanced ha fallito in un modo sia sottile che pericoloso. Il codice generato da Gemini Advanced non consentiva le voci non decimali. In altre parole, 1,00 era consentito, ma non 1. Così come 20. Peggio ancora, ha deciso di limitare i numeri a due cifre prima della virgola anziché dopo, mostrando che non comprendeva il concetto di dollari e centesimi. Falliva se inserivi 100,50, ma permetteva 99,50.

Si tratta di un problema molto semplice, uno di quelli che si danno agli studenti del primo anno di programmazione. Peggio, il difetto di programmazione di Gemini Advanced è molto difficile da individuare per un programmatore.

Il codice generato da Gemini Pro 2.5 è un po’ troppo rigido

Quando ho ripetuto il test con Gemini Pro 2.5, i risultati sono stati diversi. Il codice verifica correttamente i tipi di input, rimuove gli spazi bianchi, ripara l’espressione regolare per consentire gli zeri iniziali, le voci decimali e le voci negative.

Commenta anche in modo esaustivo il codice dell’espressione regolare, fornendo un insieme completo di esempi di test ben etichettati, sia validi che non validi (e elencati come tali).

Il codice generato da Gemini Pro 2.5 è un po’ troppo rigido. Non consente di raggruppare le virgole (come in $1,245.22) e non permette neppure i simboli monetari all’inizio. Ma dato che il mio prompt non lo richiedeva, e che l’uso di virgole o simboli monetari genera un errore controllato e non un crash, considero che sia accettabile.

È una seconda vittoria.

Test 3: Trovare un bug

Passiamo ora al test di rilevamento bug. ChatPlus ha compreso il problema. Gemini Advanced non ha nemmeno provato a fornire una risposta. Ha fornito solo la raccomandazione di cercare “probabilmente altrove nel plugin o in WordPress” per trovare l’errore.

Ma oggi, con Gemini Pro 2.5? Onestamente, non lo so, e non lo saprò fino a domani. Apparentemente, ho esaurito il mio quota gratuita di Gemini Pro 2.5 con le mie prime due domande.

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Cattura dello schermo di David Gewirtz/ZDNET

Quindi, tornerò domani.

D’accordo, sono di nuovo qui. È il giorno dopo, il cane ha fatto una bella passeggiata, il sole splende e Gemini Pro 2.5 mi dà di nuovo spazio per inviare messaggi. Ho dato vita alla richiesta per il mio terzo test.

Non solo ha superato il test e trovato il bug. Ma mi ha indicato il punto del codice da correggere. Letteralmente. Mi ha disegnato una mappa, con una freccia e tutto.

Gemini Pro 2.5

Cattura dello schermo di David Gewirtz/ZDNET

Con tre test corretti su quattro, Gemini Pro 2.5 esce dalla categoria “Chatbot da evitare per l’aiuto alla programmazione” e entra nella prima metà della nostra classifica.

Ma rimane ancora un test. Vediamo come se la cava Gemini Pro 2.5.

Test 4: Scrivere uno script

Quest’ultimo test non è molto difficile in termini di competenze di programmazione. Ciò che testano è la capacità dell’IA di passare da un ambiente all’altro, così come l’oscura comprensione degli ambienti di programmazione.

Il test richiede:

  • Comprendere la rappresentazione interna del modello dell’oggetto in Chrome
  • Imparare a scrivere in AppleScript (che è molto più oscuro rispetto, ad esempio, a Python)
  • Scrivere codice per Keyboard Maestro, uno strumento per la creazione di macro scritto da un australiano

La routine è progettata per aprire le schede di Chrome e impostare la scheda attiva su quella utilizzata come parametro. Si tratta di un requisito di codifica abbastanza specifico. Ma è esattamente il tipo di cosa che potrebbe richiedere ore per essere risolto manualmente, poiché si basa sulla comprensione dei parametri giusti per ogni ambiente.

La maggior parte delle IA si comporta bene con il collegamento tra AppleScript e Chrome. Ma più della metà di esse non sa come trasmettere parametri a Keyboard Maestro.

E di nuovo, wow. Gemini Pro 2.5 ha effettivamente compreso Keyboard Maestro. Ha scritto il codice necessario per trasmettere le variabili correttamente. Ha aggiunto valore controllando gli errori e avvisando l’utente (cosa non richiesta nel prompt) se la variabile non poteva essere impostata.

Inoltre, più avanti nella sezione di spiegazione, ha persino fornito i passaggi necessari per configurare Keyboard Maestro affinché funzioni in questo contesto.

maestro

Cattura dello schermo di David Gewirtz/ZDNET

È così, signore e signori, che Gemini Pro 2.5 entra nel ristretto circolo dei vincitori.

Lo sapevamo che sarebbe successo

Era solo una questione di tempo. Google è pieno di persone molto, molto intelligenti. Infatti, è Google che ha dato inizio al boom dell’IA generativa nel 2017 con il suo documento di ricerca “L’attenzione è tutto ciò di cui hai bisogno“.

Bard, Gemini e anche Gemini Advanced hanno fallito miseramente nei miei test di programmazione IA. Ma era solo una questione di tempo prima che l’IA di Google raggiungesse le offerte di OpenAI.

Quel momento è arrivato. Almeno per i miei test di programmazione. Gemini Pro 2.5 è più lento di ChatPlus Plus. ChatPlus Plus risponde quasi istantaneamente. Gemini Pro 2.5 sembra prendere tra 15 secondi e un minuto.

Tuttavia, aspettare qualche secondo per ottenere un risultato preciso e utile è molto più prezioso che ricevere immediatamente risposte errate.

Fonte : www.zdnet.fr

Google ha svelato il suo nuovo LLM Gemini 2.5 Pro, un modello di intelligenza artificiale che promette di superare i limiti con le sue capacità di ragionamento avanzato. Disponibile da subito.
 

CHAT GEMINI IA

Google non ha cercato di essere molto veloce con Gemini 2.5 Pro, è un’IA che si prende il tempo di “riflettere” prima di darti una risposta. L’idea? Offrire soluzioni più precise e meglio elaborate, in particolare su argomenti complessi come matematiche, codici o scienze.

 

CHAT GEMINI IA

Questo modello, denominato Gemini 2.5 Pro Experimental, è già accessibile tramite Google AI Studio (una piattaforma per gli sviluppatori) e nell’app Gemini per gli abbonati Gemini Advanced a 21,99 euro al mese. E buona notizia: per ora, puoi provarlo gratuitamente.

Perché Gemini 2.5 Pro fa la differenza

Innanzitutto, parliamo di questa famosa capacità di ragionamento. A differenza delle IA classiche che si limitano a prevedere una risposta a partire dai dati, Gemini 2.5 Pro analizza, contestualizza e verifica le sue conclusioni prima di condividerle. Risultato: eccelle in benchmark (test standardizzati) come LMArena, AIME o MMMU, dove conquista il primo posto.

Google ha anche dotato questo modello di una “finestra di contesto” di 1 milione di token – in sostanza, può elaborare l’equivalente di 750.000 parole in un colpo solo. Presto, sarà anche in grado di gestire 2 milioni di token. Ciò significa che puoi sottoporgli documenti o progetti molto lunghi, e si destreggerà senza problemi.



Dal punto di vista delle performance, Google non si limita a belle parole. Su Aider Polyglot, un test di editing di codice, Gemini 2.5 Pro raggiunge il 68,6 %, superando concorrenti come OpenAI o Anthropic. Su SWE-bench, un altro test per gli sviluppatori, ottiene 63,8 % – rispettabile, anche se resta leggermente indietro rispetto a Claude 3.7 Sonnet di Anthropic (70,3 %). In breve, eccelle particolarmente nella creazione di applicazioni web o strumenti automatizzati.

Un’IA progettata per il futuro

Google non si ferma qui: l’azienda promette che tutti i suoi futuri modelli integreranno queste capacità di ragionamento. Perché? Perché nel mondo della tecnologia, si parla sempre di più di agenzia AI – sistemi autonomi in grado di gestire compiti senza supervisione costante. Immagina un’IA che prenota i tuoi biglietti aerei, codifica il tuo sito web o risolve da sola un problema complesso di matematica. Gemini 2.5 Pro getta le basi per questo futuro.

Certo, tutto questo ha un costo, e non solo in risorse informatiche. I modelli di ragionamento come questo richiedono più potenza, il che li rende più costosi da far funzionare. Google non ha ancora rivelato i prezzi dell’API (l’interfaccia per gli sviluppatori), ma questi dettagli dovrebbero arrivare nelle prossime settimane. Nel frattempo, è il momento di approfittare dell’accesso gratuito tramite Google AI Studio

Fonte: www.frandroid.com

Sergey Brin, uno dei cervelli dietro Google, ha un’idea ben precisa: per vincere la corsa all’IA, è necessario lavorare duramente, molto duramente. Ritorno in ufficio e settimane di 60 ore, ecco la sua ricetta!



In una nota inviata questa settimana ai suoi dipendenti, Sergey Brin, co-fondatore di Google, ha chiesto ai suoi team di tornare in ufficio “almeno tutti i giorni della settimana” e di puntare a 60 ore di lavoro settimanali.

Sì, avete letto bene: 60 ore, equivalenti a 12 ore al giorno se consideriamo 5 giorni. Per lui, è il “momento ideale” per essere produttivi.

Per il momento, Google non impone nulla di nuovo ufficialmente. La politica attuale prevede tre giorni a settimana in presenza, il resto in smart working se necessario. Ma questa nota di Sergey Brin, ripresa dal New York Times, dimostra quanto sia intensa la pressione nella Silicon Valley. Sergey Brin vuole sviluppare l’AGI, un’intelligenza artificiale completa in grado di risolvere compiti complessi con capacità cognitive umane generalizzate.

L’AGI è il Graal: tutti vogliono trovarlo, e Google percepisce il fiato dei concorrenti sul collo. Così, Sergey Brin mette in campo le grandi manovre: vuole che i suoi team siano al massimo impegnati, fisicamente presenti, per fare brainstorming, codificare e innovare a ritmi vertiginosi.

60 ore, non è scioccante nella Silicon Valley

60 ore. Potrebbe sembrare tantissimo, soprattutto se si è abituati a 35 ore. Ma nella Silicon Valley non è poi così sorprendente. Lì, le settimane lunghe sono quasi una tradizione tra i giganti della tecnologia. Per Sergey Brin, questo ritmo consentirebbe di massimizzare la produttività senza bruciare i team – un equilibrio che lui chiama “momento ideale”.

Ma, lavorare di più garantisce davvero risultati migliori? Alcuni esperti direbbero di no, che la creatività e l’innovazione arrivano anche con riposo e tempo per riflettere. Ma Sergey Brin sembra convinto che la salvezza passi per lo sforzo brutale. E non è solo: altre aziende come Tesla o Amazon hanno già spinto i loro dipendenti a ritmi simili per rimanere competitivi. Che sia per creare un’AGI o per recuperare terreno su OpenAI, la strategia di Sergey Brin è chiara: dare tutto, anche a costo di mettere a dura prova i team.

Perché questa urgenza? Perché Google è stata colta di sorpresa nel 2022 da ChatPlus, l’IA di OpenAI che ha stupito il mondo intero. Da allora, l’azienda sta correndo per recuperare il ritardo, lanciando modelli come Gemini e lavorando su progetti ancora più ambiziosi.


Fonte : www.frandroid.com

Il gigante americano dell’e-commerce entra nella corsa all’IA insieme a OpenAI, Google e Apple: dopo vari rinvii, annuncia il lancio di Alexa+, la versione IA generativa del suo assistente vocale. L’offerta non è ancora disponibile in Europa.

Da anni il gigante dell’e-commerce Amazon sta lavorando su una versione potenziata con IA di Alexa, l’assistente personale vocale lanciato sul mercato nel 2014. Annunciata con grande clamore nel settembre 2023, la versione IA di Alexa doveva essere lanciata nell’estate del 2024, prima di essere promessa per il 2025. Ora è finalmente realtà: mercoledì 26 febbraio, il gruppo americano ha lanciato Alexa+, un concorrente di ChatPlus e Gemini, « facile da usare, più intelligente che mai e sempre accessibile », ha dichiarato Panos Pany, a capo dell’hardware di Amazon, durante una presentazione a New York.

Il gruppo sottolinea una « ristrutturazione completa » di Alexa. La sua versione potenziata con IA generativa selezionerà il modello di IA più adatto per rispondere alle richieste degli utenti, come Amazon Nova, il modello linguistico interno del colosso americano, o Claude, l’IA di Anthropic con cui la società ha una partnership. Ora, Alexa+ sarà in grado di prenotare ristoranti o trovare passaggi specifici in un film, come mostrato dal gruppo durante la presentazione. Ma non è tutto.

Amazon promette conversazioni approfondite con Alexa+

La nuova versione IA dell’assistente vocale sarà in grado di funzionare con altre piattaforme e controllare vari dispositivi connessi, simile a servizi come Spotify, Apple Music, Netflix, Disney+, Uber, … Alexa+ sarà capace di analizzare una scena se è dotata di una telecamera connessa. L’assistente di Amazon potrà anche comprendere il contesto di un utente, incluso il suo stato emotivo, e rispondere di conseguenza, afferma il colosso. Il gigante americano promette conversazioni approfondite con Alexa+.

Per utilizzarla e provarla, ci sono diverse possibilità: è sufficiente interagire tramite un dispositivo Echo. Ma Alexa+ sarà accessibile anche attraverso un nuovo portale web e un’applicazione aggiornata.Amazon sta quindi prendendo la strada dell’IA generativa destinata al grande pubblico, mesi dopo i suoi concorrenti. Google ha dotato i suoi dispositivi connessi del suo assistente vocale IA Gemini, mentre Siri di Apple è stato potenziato con ChatPlus. Era dunque tempo che la divisione dei dispositivi elettronici offrisse un agente conversazionale potenziato con IA.

 

Tuttavia, sarà necessario pazientare per utilizzare questa nuova versione, poiché Alexa+, che attualmente risponde solo in inglese, sarà disponibile solo negli Stati Uniti a partire dal mese di marzo. Per gli abbonati Amazon Prime, non è richiesto alcun supplemento. Per gli altri, sarà necessario pagare la somma di 19,99 dollari al mese per accedervi. Non è stata annunciata alcuna data per il lancio internazionale.

Fonte: Comunicato di Amazon del 26 febbraio 2025

Fonte: www.01net.com

Intelligenza Artificiale: Analisi delle principali IA Generative

Alcuni le utilizzano quotidianamente, ma pochi conoscono realmente i segreti dei loro sistemi. Le Figaro presenta un confronto delle intelligenze artificiali più in voga per fare chiarezza.

La battaglia è solo agli inizi. Quale intelligenza artificiale generativa sarà la migliore? ChatPlus di OpenAI, Gemini di Google, DeepSeek oppure il Chat di Mistral AI continuano a sviluppare nuove versioni per vincere la competizione. Dietro di loro, Francia, Cina e Stati Uniti si confrontano in una vera sfida tecnologica e strategica. Seppur l’utente medio non noti particolari differenze tra queste IA, i governi vedono in questa competizione una questione di sovranità e sicurezza nazionale. La lotta rischia di intensificarsi ulteriormente con l’arrivo di un nuovo partecipante, Grok-3, definita modestamente “l’IA più intelligente del pianeta”, secondo Elon Musk. Il miliardario ha appena annunciato il suo lancio e intende competere con uno dei leader del settore, OpenAI, l’azienda che ha creato ChatPlus.

Le principali IA generative a confronto

Le intelligenze artificiali generative sono modelli di machine learning avanzati in grado di creare testi, immagini, video e persino codici di programmazione con un livello di sofisticazione senza precedenti. Ma quale di queste IA offre le migliori prestazioni?

1. ChatPlus (OpenAI)

ChatPlus, sviluppato da OpenAI, è probabilmente l’IA generativa più conosciuta e utilizzata al mondo. Con il suo rilascio iniziale nel 2022, ha rapidamente conquistato il mercato grazie alla sua capacità di generare testi fluidi e contestualizzati. La versione più recente, GPT-4 Turbo, offre risposte più rapide, un maggiore livello di coerenza e un accesso migliorato ai dati in tempo reale tramite plugin e integrazioni.

2. Gemini (Google DeepMind)

Inizialmente noto come Bard, Gemini è il frutto degli investimenti di Google nel settore dell’IA generativa. Integrato direttamente nei prodotti Google, come la Ricerca e Google Workspace, Gemini si distingue per la sua capacità di fornire informazioni affidabili e contestualizzate. La sua più grande forza risiede nella profonda integrazione con il vasto ecosistema Google, che gli permette di accedere a informazioni aggiornate e contestualizzate meglio rispetto ai concorrenti.

3. DeepSeek AI

DeepSeek AI, sviluppato in Cina, rappresenta un’alternativa emergente nel panorama dell’IA generativa. Il governo cinese ha sostenuto attivamente lo sviluppo di queste tecnologie per ridurre la dipendenza dai giganti occidentali come OpenAI e Google. Sebbene ancora meno conosciuto, DeepSeek ha dimostrato una notevole efficienza nella generazione di testi e risposte contestuali in lingua cinese, posizionandosi come un serio concorrente nel mercato asiatico.

4. Mistral AI

Mistral AI è un’iniziativa francese che punta a offrire un’alternativa europea alle IA statunitensi e cinesi. Il suo modello, sviluppato con un focus sulla privacy e l’etica, si concentra su una maggiore trasparenza e controllo dei dati rispetto ai suoi concorrenti. Mistral ha guadagnato terreno grazie alla sua architettura modulare e alla capacità di personalizzazione per le aziende.

5. Grok-3 (xAI di Elon Musk)

Grok-3, sviluppato da xAI, l’azienda di Elon Musk, si propone come un concorrente diretto di ChatPlus. Basato su una filosofia più aperta e orientata alla libertà di espressione, Grok mira a offrire risposte meno filtrate rispetto ad altre IA commerciali. La sua integrazione con la piattaforma X (ex Twitter) lo rende un’opzione interessante per l’elaborazione e l’analisi dei contenuti in tempo reale.

Criteri di valutazione

Le diverse IA sono state analizzate in base a diversi criteri fondamentali:

  • Potenza di calcolo: la velocità e l’efficienza del modello nel processare e generare risposte.
  • Velocità di risposta: il tempo necessario per elaborare una richiesta e fornire una risposta adeguata.
  • Qualità delle risposte: coerenza, accuratezza e pertinenza delle informazioni fornite.
  • Sicurezza e privacy: protezione dei dati e controllo sull’uso delle informazioni generate.
  • Capacità di personalizzazione: adattabilità alle esigenze specifiche degli utenti e delle aziende.

Quale IA scegliere?

La scelta della migliore IA generativa dipende dalle esigenze specifiche degli utenti. ChatPlus rimane il leader indiscusso in termini di versatilità e diffusione, mentre Gemini offre un vantaggio significativo grazie alla sua integrazione con l’ecosistema Google. DeepSeek si rivolge principalmente al mercato asiatico, mentre Mistral AI offre un’alternativa etica e rispettosa della privacy. Infine, Grok-3 promette un approccio innovativo e meno filtrato, ma deve ancora dimostrare la sua effettiva superiorità rispetto ai concorrenti.

La battaglia tra le intelligenze artificiali generative è appena iniziata, e nei prossimi anni assisteremo a ulteriori sviluppi che potrebbero ridefinire il panorama tecnologico globale. Resta da vedere quale di queste IA riuscirà a imporsi come leader assoluto del settore.

 

Fonte: www.lefigaro.fr

Google ha appena presentato Gemini 2.0, una versione più veloce e meno costosa da eseguire. Questa IA è progettata per essere profondamente multimodale, il che significa che può gestire testo, immagini e suoni contemporaneamente, rendendola più utile che mai.

Gemini 2.0 dovrebbe spingere le ambizioni di Google in una nuova era nel 2025 // Fonte: Google

La corsa all’intelligenza artificiale ha preso una svolta decisiva con l’accesso del grande pubblico a ChatPlus, sviluppato da OpenAI, la cui ricerca è stata fortemente sostenuta (e finanziata) da Microsoft. Di fronte alle promesse e alle prestazioni di questi progressi, gli altri giganti della tecnologia non hanno tardato a mettersi in gioco, e in questa competizione Google si posiziona come un concorrente molto serio.

Con Gemini, la società di Mountain View punta a mantenere la sua posizione dominante nel mercato della ricerca sul web, ma anche a integrare l’IA in tutti i suoi servizi che ne possono beneficiare, come Workspace, Gmail e Home. Tuttavia, questa evoluzione è iniziata solo di recente, e molti si chiedono ancora come sarà l’Internet del futuro.

Per rispondere a questa domanda, non serve più molta immaginazione: Google ha appena presentato Gemini 2.0, una versione più veloce rispetto a Gemini 1.5, più completa, più versatile e, soprattutto, secondo le parole dell’azienda americana, più utile.

Quando l’intelligenza artificiale comprende tutto per poter fare tutto

Multimodale: probabilmente questa è la parola chiave da ricordare. Se gli strumenti sviluppati da OpenAI o Google sono in grado di trattare contemporaneamente diversi tipi di informazioni, come testo, immagini o suoni, Gemini 2.0 alza ulteriormente l’asticella integrando maggiormente questo aspetto al cuore della sua IA. Secondo un comunicato stampa di Google, ciò dovrebbe garantire «prestazioni migliorate» e consentire «l’utilizzo di strumenti nativi come la ricerca Google».

Soprattutto, Gemini 2.0 dovrebbe essere in grado di abilitare «esperienze agentive più avanzate, permettendo agli assistenti IA di anticipare le esigenze degli utenti ed eseguire azioni sotto la loro supervisione». In questo modo, Google non solo vuole rendere le conversazioni con il suo strumento più fluide e complete, sia per una ricerca veloce per strada con Astra, sia durante una semplice navigazione su internet, ma desidera anche offrirgli la capacità di svolgere più attività al posto nostro.

Questo è, tra le altre cose, il principio alla base del progetto Mariner, un’estensione per Chrome che permette al browser di operare in modo autonomo. Ad esempio, sarà possibile chiedergli una ricetta per un mojito, elencare gli ingredienti e aggiungerli al carrello sul sito del vostro commerciante preferito.

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Google ha altri assi nella manica per sviluppatori e gamer, e potrebbe essere solo l’inizio.
In un post sul blog, Sundar Pichai, CEO della società, ha annunciato una «nuova era agentiva», in cui Gemini 2.0 verrà adattato a molti più utilizzi, pensati per i servizi che ne avranno bisogno.

L’era di un’IA davvero utile, ma soprattutto meno costosa

Al momento, oltre alle impressionanti dimostrazioni pubblicate e alle aspettative di Google, non è ancora chiaro se Gemini 2.0 sarà effettivamente più utile del suo predecessore. Secondo Bloomberg, che ha potuto testare alcune delle sue funzionalità, lo strumento presenta ancora alcuni errori. Ma questo non sembra essere il punto centrale.

Come riportato da The Verge, Demis Hassabis, CEO di Google DeepMind, ha dichiarato che l’obiettivo di questa nuova versione non è solo migliorare le prestazioni, ma anche ridurre i costi. Un traguardo raggiunto con Gemini 2.0 Flash, un modello «altrettanto performante quanto il modello Pro attuale» di Gemini 1.5, ha spiegato Hassabis. «Si può quindi considerare come un livello superiore, con lo stesso rapporto costi-benefici, le stesse prestazioni e la stessa velocità», ha aggiunto.

Per andare oltre
Dopo il testo, le immagini e il suono, l’IA può ora generare videogiochi

Gemini 2.0 è ancora nella fase sperimentale, e bisognerà aspettare il 2025 per comprenderne appieno il potenziale. Tuttavia, è già possibile averne un’anteprima tramite il portale web di Gemini, attivando Gemini 2.0 Flash o provando Deep Research, una nuova funzione disponibile per gli abbonati a Gemini Advanced, in grado di condurre «ricerche complesse e compilare rapporti».

Attenzione, però: se non parli l’inglese con la tua IA, Gemini 2.0 potrebbe non essere così performante come dichiarato. Infatti, la maggior parte delle funzionalità attualmente disponibili sono in lingua inglese. Tuttavia, lo strumento di Google dovrebbe migliorare rapidamente in questo ambito, arrivando persino a gestire conversazioni in più lingue diverse all’interno dello stesso dialogo. E questo sì, sarebbe davvero utile!


Intelligenza Artificiale Gemini italia chatplus

Fonte : www.frandroid.com

Intelligenza Artificiale

Kerry Wan/ZDNET

L’applicazione Gemini è ormai disponibile per il download sull’App Store di iPhone. Fino ad ora esclusiva per dispositivi Android, l’applicazione di assistente di intelligenza artificiale del gigante di Google consente agli utenti di digitare prompt, sfruttare le sue capacità multimodali e persino conversare con Gemini Live per scambi più naturali.

L’applicazione Gemini è anche un modo più semplice per gli utenti iOS di connettersi al chatbot IA di Google. Fino adesso, era necessario aprire l’applicazione Google Search, più generalista, per accedervi.

Puoi scaricare gratuitamente l’app Gemini dall’App Store. L’unica condizione per utilizzare le funzioni di IA è avere un account Google. Ho testato l’app per un’ora e le sue funzioni e l’interfaccia utente su iOS sono praticamente identiche a quelle del suo omologo Android. Ciò è molto apprezzabile. Infatti, se ti sei abbonato a Gemini Advanced, che ti dà accesso a un modello Gemini 1.5 Pro più performante e ad altre integrazioni multiplatform; l’app iOS funzionerà anche allo stesso modo.

Molto più performante di Siri

Contrariamente alla versione attuale di Siri (anche se sei su iOS 18), l’IA di Gemini è nettamente più performante. Ti permette, ad esempio, di identificare oggetti nelle immagini, riprodurre musica su YouTube e persino aprire un documento Google su tua richiesta.

Insomma, chiedere a un assistente vocale su un iPhone di avviare una navigazione su Google Maps mi sembra la cosa più audace che ci sia! E funziona molto bene sul mio iPhone 16 Pro.

App Google Gemini su iOSApp Google Gemini su iOS

Kerry Wan/ZDNET

Lo svantaggio dell’utilizzo di Gemini su iPhone è che non può regolare o modificare le impostazioni e le applicazioni del dispositivo. Ad esempio, non è possibile impostare allarmi o diversi modi di attenzione (per la concentrazione). Tuttavia, puoi sempre usare Siri per farlo.

Fonte: “ZDNet.com”