La startup di intelligenza artificiale DeepSeek ha recentemente pubblicato dati che suggeriscono margini di profitto teorici del 545%, un’affermazione che ha destato molto interesse nel settore tecnologico. Tuttavia, l’azienda ha chiarito che si tratta di un calcolo ipotetico, basato su un modello di entrate che al momento non riflette la realtà operativa.
La Rivelazione su DeepSeek e la Corsa dell’Intelligenza Artificiale
Durante la conferenza stampa del 3 marzo, il ministro singaporiano degli Affari Esteri e della Giustizia ha ammesso che i chip americani prodotti da Nvidia hanno transitato per il suo paese prima di essere inviati in Malesia, che non era necessariamente la loro «destinazione finale». L’elefante nella stanza si chiama Cina che, nel 2024, ha ceduto a Singapore il posto di secondo mercato mondiale per Nvidia. Secondo il sito finanziario The Kobeissi Letter, le vendite di Nvidia a Singapore sono aumentate del 740% dalla creazione di DeepSeek, nel luglio del 2023!
Washington aveva avviato, il 30 gennaio, un’indagine per verificare se la Cina non si fosse procurata illegalmente chip Nvidia tramite paesi terzi, aggirando così l’embargo americano. Il mito dell’intelligenza artificiale (IA) cinese, sobria e a basso costo, incarnata da DeepSeek, celebrata dai media occidentali e glorificata da Pechino, potrebbe benissimo crollare così velocemente come è apparso.
Per vincere la corsa all’IA, Pechino ha adottato la stessa strategia che ha utilizzato per far crescere i suoi campioni nazionali, come Alibaba o Tencent: spingere per integrare il mercato globale… mentre esclude i concorrenti stranieri dal mercato cinese.
La stampa occidentale si è affrettata a tessere le lodi del «ChatPlus cinese», riprendendo le cifre annunciate dall’azienda – un budget di 5,5 milioni di dollari (5 milioni di euro) – senza poter verificare tali informazioni. Gli analisti hanno elogiato la fulminea ascesa dell’oggetto misterioso nella classifica dei download, dimenticando che 1,4 miliardi di cinesi non hanno il diritto di scaricare alcuna applicazione straniera simile, che sia ChatPlus, Llama, Gemini o la francese Mistral…
Una tempesta in arrivo
Di solito descritti come produttori di menzogne anti-cinesi, i media occidentali hanno improvvisamente trovato grazia agli occhi del regime totalitario, che li cita come fonti affidabili per incoronare DeepSeek del titolo di «IA rivoluzionaria». Quello che viene presentato come una guerra tecnologica è in realtà iniziato con una battaglia di comunicazione che Pechino ha vinto senza colpo ferire.
Ma le nuvole si stanno addensando all’orizzonte. L’aumento sospetto delle esportazioni di chip verso Singapore ha attirato l’attenzione delle autorità americane, che potrebbero presto adottare misure più severe per impedire il re-routing di tecnologie sensibili. Nel frattempo, la credibilità di DeepSeek inizia a essere messa in discussione: il suo modello di IA, privo di accesso diretto ai più avanzati chip Nvidia, sarà davvero in grado di competere con le soluzioni occidentali?
L’illusione di un’IA cinese autosufficiente potrebbe non durare a lungo. Se le restrizioni americane si rafforzeranno, DeepSeek potrebbe trovarsi di fronte a un futuro molto più incerto di quanto Pechino voglia far credere.
Fonte: www.notiziegeopolitiche.net
Il Futuro di DeepSeek Negli Stati Uniti: Rischi e Restrizioni
DeepSeek sta forse per scomparire negli Stati Uniti? L’amministrazione Trump sta infatti considerando di vietare l’applicazione dai dispositivi governativi. Questa riflessione potrebbe arrivare fino a richiedere la rimozione dell’app dai negozi di Apple e Google. Tuttavia, il modello aperto dell’app cinese complica le cose.
DeepSeek ha fatto molto parlare di sé nel mondo dell’IA americana all’inizio dell’anno. I modelli sviluppati dall’azienda cinese si sono dimostrati infatti altrettanto efficaci quanto i migliori rivali americani, a una frazione del costo. Il successo è stato clamoroso: l’app è salita al vertice delle classifiche dei negozi di Apple e Google, anche se da allora è un po’ scesa, rimanendo comunque nella top 10.
Preoccupazioni sulla Sicurezza dei Dati
Ma DeepSeek solleva anche problemi di sicurezza e privacy. Tanto da essere stata ritirata dai negozi in Italia e Corea del Sud, a causa delle preoccupazioni dei regolatori sulla protezione dei dati sensibili. Anche Australia, Canada e Taiwan hanno vietato l’uso di DeepSeek sui dispositivi governativi.
La questione si pone anche alla Casa Bianca. Il Wall Street Journal riporta che l’amministrazione Trump sta considerando di vietare DeepSeek dai dispositivi governativi per timori legati alla sicurezza nazionale e alla sicurezza dei dati stoccati in Cina. L’app non ha fornito spiegazioni sufficienti sul suo uso dei dati raccolti, né su chi vi ha accesso.
Sebbene sia probabile che ai funzionari venga vietato di scaricare l’app sui propri smartphone di lavoro, le autorità americane si stanno anche interrogando sulla opportunità di bandire DeepSeek dall’App Store e dal Play Store. Un’altra iniziativa considerata è quella di imporre limitazioni ai fornitori di servizi cloud situati negli Stati Uniti, vietando loro di offrire i modelli di IA di DeepSeek ai propri clienti.
Queste restrizioni potrebbero risultare più complicate da attuare rispetto a un divieto sull’App Store. I modelli di DeepSeek sono infatti disponibili in open-source, il che significa che sono liberamente accessibili e utilizzabili da chiunque. Le aziende possono sfruttare questi modelli sui propri server, impedendo a chiunque di raccogliere dati. Perplexity, che offre i modelli di DeepSeek ai propri clienti, li ospita in data center americani, indipendenti da qualsiasi legame con la società cinese.
Per ora si tratta di una riflessione in corso. Ma visto il modo in cui il dossier TikTok viene gestito dall’attuale amministrazione (è un caos), è difficile comprendere davvero cosa stia pensando per DeepSeek.
Fonte: WSJ
In questo articolo, abbiamo esplorato le potenziali conseguenze del divieto di DeepSeek negli Stati Uniti, le preoccupazioni per la sicurezza dei dati e l’innovativa struttura open-source dell’app, che rende le restrizioni più complesse.
La startup cinese DeepSeek ha dichiarato di poter ottenere margini di profitto straordinari, ma con molte condizioni: quanto c’è di vero dietro questi numeri?
Numeri da capogiro, ma con molti “se” e “ma”
In un post su X e in un approfondimento su GitHub, DeepSeek ha spiegato il proprio metodo per aumentare il throughput e ridurre la latenza. Analizzando i dati relativi a un periodo di 24 ore di utilizzo dei suoi modelli V3 e R1, l’azienda ha stimato che, se tutto il traffico fosse stato fatturato ai prezzi del modello R1, avrebbe generato 562.027 dollari di entrate giornaliere.
D’altro canto, il costo per noleggiare le GPU necessarie per l’elaborazione sarebbe stato di 87.072 dollari, lasciando un impressionante margine teorico del 545%.
Tuttavia, DeepSeek ha ammesso che i suoi ricavi effettivi sono “sostanzialmente inferiori”, a causa di diversi fattori come i prezzi più bassi per il modello V3, gli sconti notturni sui servizi e molte funzionalità ancora gratuite (web e app accessibili senza pagamento).
Una proiezione ottimistica, ma quanto è realistica?
Se DeepSeek decidesse di monetizzare completamente i suoi servizi, il traffico potrebbe ridursi drasticamente, rendendo impossibile replicare questi numeri in un contesto reale. L’azienda ha dunque fornito una stima teorica, più che una reale previsione di redditività.
Queste affermazioni arrivano in un momento in cui il dibattito sulla sostenibilità economica dell’intelligenza artificiale è più acceso che mai. Con i costi di addestramento e mantenimento dei modelli in costante crescita, molti analisti si chiedono se le aziende di AI possano realmente ottenere profitti elevati nel lungo termine.
Mentre DeepSeek continua a sorprendere con i suoi numeri, la realtà economica del settore AI rimane incerta. Le previsioni di margine di profitto del 545% potrebbero essere più un esercizio di stile che un vero scenario finanziario, ma dimostrano comunque che l’azienda ha trovato un modello tecnologico potenzialmente scalabile ed efficiente.
Questo articolo presenta un’analisi della startup DeepSeek e dei suoi sorprendenti margini di profitto dichiarati, enfatizzando la differenza tra teoria e realtà nel mercato dell’intelligenza artificiale.
Fonte: multiplayer.it




