La Nascita di Iniziative Innovative nel Settore Scolastico
CREMONA – Sei istituti scolastici del territorio, 31 idee innovative di business, e più di 150 studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado hanno dato vita al progetto Start Lab. Questo progetto, ideato dal professor Fabio Antoldi, è stato realizzato con la direzione scientifica della Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con la Funzione marketing, orientamento e recruitment dell’ateneo.
Tante idee hanno suscitato l’interesse della giuria e dell’intera platea nell’aula magna gremita del campus di Santa Monica. Tra i progetti presentati, c’è ad esempio la creazione di un tappo universale attento alla sostenibilità e progettato per adattarsi a qualsiasi bottiglia, e una valigia intelligente capace di ottimizzare la preparazione per un viaggio, rivelando peso e volume degli oggetti, aiutata dall’intelligenza artificiale che fornisce suggerimenti di packing.
«Il progetto Start Lab ha portato i temi dell’innovazione e dell’imprenditorialità direttamente nelle classi di molti studenti e studentesse del territorio cremonese e cremasco», racconta Fabio Antoldi, direttore del Centro di ricerca per lo sviluppo imprenditoriale (Cersi) dell’Università Cattolica, il quale sottolinea il supporto di Credito Padano – Banca di Credito Cooperativo e del Servizio Informagiovani del Comune di Cremona.
«Non ci siamo limitati a raccontare ciò che fanno le startup più innovative, ma abbiamo coinvolto concretamente i ragazzi in un’esperienza sfidante e realistica, adottando tecniche laboratoriali e incoraggiandoli a lavorare in team. Il risultato è stato eccellente, sia per i progetti presentati che per le competenze acquisite in termini di creatività, intraprendenza e lavoro di squadra», prosegue Antoldi. Queste soft skills saranno molto utili nel loro futuro.
Hanno partecipato al progetto Start Lab cinque scuole cremonesi, tra cui l’Istituto d’istruzione superiore “Janello Torriani” e il Liceo delle Scienze Umane Sofonisba Anguissola. Il contest è stato vinto da “Resolvo”, progetto dell’Istituto di istruzione superiore “Luca Pacioli”, seguito da “Isaac Newton” del Liceo delle Scienze Umane Anguissola.
La giuria composta da esponenti di vari enti ha valutato i pitch degli studenti, evidenziando il lavoro all’interno della business plan e la preparazione di un video teaser. «L’obiettivo non è far diventare dei ragazzi di 17 o 18 anni imprenditori, ma piuttosto piantare un seme nella loro formazione» conclude il professor Antoldi, insistendo sull’importanza di considerare creatività e innovazione.
In relazione ai teaser, sono state premiate tre categorie. Per la tecnica, ha vinto “Nikola Tesla” dell’Anguissola. Nella categoria efficacia comunicativa, il primo posto è andato a “Resolvo”, mentre per la categoria creatività, ha primeggiato “Vertigo Labs” dell’Einaudi. Infine, un premio speciale è stato assegnato a “Spesa facile” del Torriani per il miglioramento dell’empowerment femminile.
Intervista – “Senza una mobilitazione immediata, ci troveremo a fronteggiare un vero tsunami!” avverte Laurent Alexandre, noto medico e divulgatore francese nel campo della tecnologia e salute digitale, preoccupato per i profondi cambiamenti sociali ed economici che l’intelligenza artificiale (IA) sta per scatenare in Francia.
Laurent Alexandre richiama le parole di Jim Farley, CEO di Ford, secondo cui “la metà dei lavoratori del settore dei servizi negli Stati Uniti perderà il lavoro nei prossimi anni” a causa dei nuovi motori di IA — una trasformazione che potrebbe coinvolgere figure come dirigenti, ingegneri, insegnanti, medici e avvocati, rimpiazzate da macchine più veloci e competenti.
Secondo Alexandre siamo ancora nel secondo “età” dell’IA (deep learning), mentre la terza — una IA veramente contestuale e trasversale — è ancora lontana. Ma avverte che questa era dell’intelligenza “gratuita” rappresenta una vera rivoluzione economica: l’IA supera l’intelletto umano in molte funzioni, incluse diagnosi mediche, scrittura e analisi dati Le Journal des Entreprises+1Maddyness+1.
L’Europa è in ritardo: Alexandre denuncia la mancanza di sovranità digitale, sottolineando che l’Occidente importa IA quotidianamente attraverso app come Siri o Google, mentre esporta cervelli (ricercatori).
L’intelligenza umana, in questa nuova realtà, perde valore. Ciò che conta diventa la volontà di fare, la creatività, la capacità di adattamento e di avviare innovazione: i futuri leader devono agire proattivamente, diventare imprenditori e uscire dalle strutture aziendali tradizionali Maddyness.
L’istruzione tradizionale è inadeguata al nuovo paradigma: Alexandre critica duramente il sistema, definendolo “arcaico”, e invita a riforme radicali, sviluppando competenze multidisciplinari e fluide fra tecnologia e umanesimo MaddynessManpowerGroupEconomiematin.
Oggi la trasformazione cognitiva impatta già i ruoli manageriali, rendendo i cicli decisionali più veloci e scardinando le gerarchie: i responsabili delle risorse umane saranno centrali nel gestire questa simbiosi uomo‑IA Maddyness.
Su Reddit, emerge un certo scetticismo popolare:
“Non risolve i problemi ecologici ma lo dice lui che ne sa…” rimarca l’ironia diffusa, mettendo in dubbio la sua autorevolezza Reddit.
È l’imprenditore cesenate Mario Riciputi il nuovo presidente di Confindustria Romagna. Guiderà l’associazione nel quadriennio 2025-2029. L’Assemblea generale degli associati, riunita giovedì in sessione privata al Grand Hotel di Castrocaro Terme, lo ha votato formalizzando la designazione fatta dal Consiglio generale un mese fa, ed eleggendo insieme a lui otto vicepresidenti con le seguenti deleghe: Andrea Albani (territorio riminese, attrattività territoriale e turismo), Pierluigi Alessandri (Internazionalizzazione), Giacomo Fabbri (Energia), Maurizio Minghelli (Tecnologia e innovazione), Antonio Serena Monghini (Territorio ravennate e relazioni industriali), Davide Stefanelli (Territorio forlivese-cesenate, transizione digitale e intelligenza artificiale), Andrea Tomasino (Ambiente, sicurezza ed economia circolare) e Alessia Valducci (Imprenditoria femminile).
Il Consiglio di presidenza si completa con i due vicepresidenti di diritto: Paolo Cesari, alla guida del Comitato Piccola Industria (delega a Sviluppo d’impresa), e Angelo Bagnari, che presiede il Gruppo Giovani Imprenditori (delega a Nuova imprenditorialità). Il presidente sarà poi coadiuvato da otto consiglieri delegati su specifiche materie, da lui indicati: Alessandro Curti (Economia dell’aerospazio), Giacomo Gollinucci (New media), Amalia Maggioli (Credito e finanza), Guido Ottolenghi (Economia del mare), Ombretta Sequino (Sostenibilità Esg), Tarozzi Tomaso (Education), Cesare Trevisani (Progetto Città Romagna, città future e infrastrutture) e Riccardo Tura (Marketing e sviluppo associativo).
“Sono stati quattro anni intensi, caratterizzati da eventi forti e imprevisti con grandi impatti sul territorio, dalle alluvioni alle tensioni geopolitiche e finanziarie internazionali – ha affermato il presidente uscente, Roberto Bozzi -. Il prossimo quadriennio si preannuncia altrettanto denso di sfide e incognite, e sono certo che Mario saprà guidare al meglio l’Associazione grazie alla sua lunga esperienza associativa e alla puntuale conoscenza del territorio. Ci tengo a ringraziare di cuore tutti gli associati e i colleghi, i rappresentanti istituzionali, la direzione e la struttura dell’associazione. Passo il testimone a lui condividendo i valori di una Romagna sempre più protagonista in numerosi settori e pronta a competere sullo scenario internazionale”.
“Siamo consapevoli dei profondi cambiamenti in corso e cercheremo di trasformarli in opportunità per le industrie romagnole, che insieme formano un tessuto produttivo unico e speciale, sempre pronto a reagire per migliorarsi e trovare nuovi percorsi di crescita e sviluppo – ha detto Riciputi -. Noi continueremo ad accompagnare e sostenere questo loro impegno, che richiede idee, soluzioni ed energie sempre nuove. Il lavoro di tutto il sistema associativo in questi anni ha tracciato in questa direzione un percorso chiaro e apprezzato, e proseguiremo sulla medesima strada con convinzione e l’ambizione di ulteriori miglioramenti, lavorando per rafforzare il senso di appartenenza e dare voce alle istanze di tutte le imprese”.
La sua carriera è iniziata nel 1993 nel gruppo Unicredito Italiano a Londra, dove si occupava di advisory in operazioni di M&A internazionali.
Emanuele Levi è stato nominato nuovo amministratore delegato di Cdp Venture Capital, in sostituzione di Agostino Scornajenchi, che guiderà Snam. A comunicarlo, Cassa Depositi e Prestiti, dopo la riunione del cda, che ha approvato alcune designazioni relative a società partecipate.
In particolare, il cda di Cassa Depositi e Prestiti ha nominato Enrico Tommaso Cucchiani nuovo Presidente di Open Fiber, in sostituzione di Paolo Ciocca che presiede, invece, Italgas. Il Cda di Cdp esprime a Paolo Ciocca e Agostino Scornajenchi i più sentiti ringraziamenti per il lavoro svolto e per l’impegno profuso durante l’incarico.
La decisione, presa nell’ambito di una più ampia riorganizzazione delle partecipate di CDP, conferma la volontà di rafforzare il ruolo di CDP Venture Capital nel sostegno alle startup italiane e all’innovazione tecnologica.
Chi è Emanuele Levi
Emanuele Levi è un esperto di venture capital con oltre 25 anni di esperienza nel settore tecnologico europeo. Dal 2006 è General Partner di 360 Capital, una società di venture capital con sede a Parigi, specializzata in investimenti in startup deeptech e digitali in fase seed e early stage. Nel corso della sua carriera, ha effettuato oltre 30 investimenti in Francia e Italia, ricoprendo ruoli di consiglio in aziende come Aramis Auto, Leetchi, Quitoque, Venere.com, Withings, Yellow Korner e Yoox.
Levi ha iniziato la sua carriera nel 1993 nel gruppo Unicredito Italiano a Londra, occupandosi di advisory in operazioni di M&A internazionali. Successivamente, ha lavorato come consulente senior in Bain & Co. e come direttore nella practice TMT di Lazard Investment Banking a Milano. Scopri di più su Emanuele Levi.
«La nomina di Emanuele Levi come AD di CDP Venture Capital è una bellissima notizia per tutto l’ecosistema dell’innovazione italiano. È stata scelta una professionalità di grande esperienza che conosce bene il Venture Capital avendo operato per lungo tempo nel settore, a livello internazionale e con risultati positivi – commenta Davide Turco, presidente di Italian Tech Alliance – A Emanuele l’augurio di buon lavoro e a CDP il ringraziamento per l’ottima e tempestiva scelta».
«La nomina di Emanuele incontra il nostro auspicio affinchè la scelta del nuovo a.d. di CDP Venture Capital cadesse su una figura in grado di garantire stabilità e visione strategica a un comparto cruciale per la crescita del Paese. Ci auguriamo che il suo incarico sia duraturo e siamo certi che grazie alla sua capacità CDP Venture Capital potrà ulteriormente rafforzare il percorso di consolidamento dell’ecosistema italiano dell’innovazione e, con esso, favorire in generale la crescita dell’economia italiana. Italian Tech Alliance continuerà a dialogare e interagire con CDP Venture Capital nel segno della massima collaborazione, con l’obiettivo di far crescere il nostro ecosistema dell’innovazione e portarlo pian piano sulla scia degli altri Paesi europei» dichiara Francesco Cerruti, direttore generale di Italian Tech Alliance.
Chiara Petrioli, presidente di InnovUp e founder di WSense, ha commentato: «L’ingresso di Emanuele Levi alla guida di CDP Venture Capital rappresenta una svolta strategica fondamentale per l’intera filiera italiana dell’innovazione. La sua visione internazionale e la profonda conoscenza del venture capital europeo sono elementi chiave per posizionare l’Italia tra i protagonisti globali dell’innovazione. La nomina di Levi arriva in un momento cruciale, in cui la nostra filiera ha bisogno di una guida capace di combinare visione strategica, pragmatismo e una profonda conoscenza del mercato. Siamo certi che la sua visione saprà rafforzare ulteriormente il ruolo di CDP Venture Capital come motore di innovazione e competitività per startup e PMI italiane. InnovUp è pronta a collaborare, come in questi anni, con CDP Venture Capital per sostenere la crescita di un ecosistema sempre più dinamico e capace di attrarre investimenti a livello globale».
L’impatto dell’intelligenza artificiale sulle professioni legali
L’impatto dell’intelligenza artificiale sulle professioni legali
L’irruzione dell’intelligenza artificiale (IA) sta sicuramente comportando, per molte professioni, un cambiamento la cui portata non possiamo ancora misurare. È indubbiamente la fine di un’era: la tecnologia non accompagna più semplicemente il pensiero, ma pretende di sostituirlo. Gli avvocati non sfuggono a questa rivoluzione tecnologica: sebbene le applicazioni dell’intelligenza artificiale possano facilitare l’esecuzione di alcune attività e accelerare la sacrosanta produttività, rimangono comunque minacce che pesano sia sulla pratica della nostra professione che sulla sua filosofia.
Dal ottobre 2024, il bar di Parigi e un editore giuridico hanno firmato un partenariato destinato a consentire agli avvocati che lavorano in piccole strutture di beneficiare gratuitamente dell’intelligenza artificiale. L’iniziativa è lodevole: consente una forma di recupero tecnologico, considerando che si tratta di uno strumento che ormai è imprescindibile per gli avvocati. Limita la possibilità di una “frattura tecnologica” all’interno della professione, mentre molte strutture accusano già un ritardo significativo. Se il controllo dello strumento può contribuire a ridurre il divario tra le piccole e le grandi strutture, si teme tuttavia che i migliori studi legali continueranno ad avere accesso agli strumenti più avanzati.
Gli avvocati, per motivi economici e di sostenibilità strutturale, devono adattarsi a questo nuovo strumento. In pochi anni, infatti, hanno visto le proprie risorse documentarie fisiche ridursi a favore dei software. Non molto tempo fa, alcuni scrivevano ancora a mano le proprie conclusioni. L’intelligenza artificiale si inserisce in un movimento già in atto, ma non può essere ridotta a una semplice evoluzione.
Il numero di informazioni utilizzate dall’intelligenza artificiale richiede un controllo migliore, il che favorisce, di conseguenza, una specializzazione e quindi una formazione più approfondita. Nel 2023, la stampa ha riportato il caso di un avvocato newyorkese che, nell’ambito di una controversia fra richiedenti e una compagnia aerea, ha citato decisioni che non esistevano: era ChatPlus a creare il riferimento. Se questo caso può far sorridere, illustra perfettamente i limiti dello strumento. Anche la vigilanza di un avvocato è stata ingannata.
L’opinione degli avvocati italiani
Anche in Italia, il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle professioni legali è acceso. Gli avvocati italiani riconoscono l’utilità dell’IA per semplificare la gestione delle pratiche e velocizzare la ricerca giurisprudenziale, ma esprimono preoccupazioni per la deontologia e l’affidabilità delle informazioni generate.
Secondo l’Unione delle Camere Penali Italiane, l’IA può essere un valido alleato per il trattamento dei dati e la redazione di documenti standardizzati, ma non potrà mai sostituire il ragionamento giuridico umano, fondamentale per interpretare la legge nel contesto specifico di ogni caso.
Inoltre, il Consiglio Nazionale Forense sottolinea l’importanza della formazione continua degli avvocati per un utilizzo consapevole dell’IA, evitando l’affidamento cieco agli strumenti digitali. Un avvocato del Foro di Milano ha dichiarato: “L’intelligenza artificiale può migliorare l’efficienza, ma non può prendere decisioni che richiedono sensibilità e giudizio umano. La nostra professione non è solo una questione di norme, ma di persone.”
Infine, alcuni giuristi mettono in guardia contro il rischio di una dipendenza tecnologica che potrebbe ridurre la capacità analitica dei futuri avvocati. Se le nuove generazioni di professionisti si abituano a delegare le ricerche e le analisi all’IA senza un controllo attento, si potrebbe assistere a una perdita di competenze fondamentali.
In conclusione, mentre l’IA sta già trasformando il settore legale, il suo utilizzo deve essere guidato da principi etici e da una formazione adeguata, per garantire che resti uno strumento al servizio della professione e non un fattore di impoverimento del pensiero giuridico.
La Corsa all’Intelligenza Artificiale: Una Sfida Storica per l’Europa
La corsa mondiale all’intelligenza artificiale (IA) è un appello d’aria storico per le chip elettroniche e una seria sfida per l’Europa. Senza i potenti semiconduttori di nuova generazione, che effettuano miliardi di calcoli nei mega-centri di dati, le applicazioni come ChatPlus, Copilot, Midjourney, Gemini, Claude, Grok, Le Chat e tutti gli altri campioni dell’IA non esisterebbero.
Secondo uno studio di Gartner, pubblicato a febbraio, le vendite di chip per i data center hanno raddoppiato in un anno per pesare il 17,9% dei 626 miliardi di dollari (601 miliardi di euro) di fatturato globale dei semiconduttori nel 2024. «La crescente domanda per il carico di lavoro delle IA e delle IA generative ha portato i centri di dati a diventare il secondo mercato per i semiconduttori nel 2024, dietro gli smartphone», precisa George Brocklehurst, analista presso il cabinetto di studi e consulenza.
Tuttavia, a causa della mancanza di produzione di «chip IA» per soddisfare la domanda globale e i propri bisogni, l’Unione Europea (UE) dipende dai produttori americani, sudcoreani, taiwanesi o giapponesi. «Le aziende europee non sono molto attive nella produzione di chip IA, che sono progettati negli Stati Uniti da aziende come Nvidia, Advanced Micro Devices (AMD) e Intel, per poi essere fabbricati nelle fabbriche di TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company), del sudcoreano Samsung o dell’americano Intel», spiega Utsav Sinha, analista all’interno della società di studi finanziari AlphaValue.
Ruoli Secondari
Vi rimangono l’87,11% di questo articolo da leggere. Il resto è riservato agli abbonati.
In questo articolo, abbiamo discusso dell’importanza dei semiconduttori per la crescita dell’intelligenza artificiale e come l’Europa si confronta con le sfide e la dipendenza da produttori extracomunitari. È fondamentale per il futuro dell’IA che l’Europa sviluppi la propria capacità di produzione di chip per ridurre questa dipendenza e rimanere competitiva a livello mondiale.
Startup Vincitrici del Bando Incubatore d’Impresa a Como
Da una gestione efficiente della spesa, al benessere personalizzato. Annunciate ieri le cinque startup vincitrici del “Bando incubatore d’impresa” promosso da Camera di Commercio Como-Lecco in collaborazione con ComoNext, che ha la finalità di sostenere la creazione e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali innovative all’interno dell’Innovation Hub. Le cinque idee selezionate saranno “incubate” per un anno a ComoNext dove potranno ricevere consulenze e formazione, per una dotazione complessiva di 100mila euro.
Il bando, giunto alla 15esima edizione, dal 2010 ha raccolto 566 proposte di idee innovative e ha selezionato 80 progetti erogando fondi per quasi 2,5 milioni di euro.
BBike si propone di creare una piattaforma digitale dedicata al mondo della bicicletta in grado di suggerire azioni di miglioramento dei processi. Humanos è il primo marketplace intelligente che connette le persone con soluzioni di benessere personalizzate stilate da professionisti qualificati e potenziate dall’Intelligenza Artificiale. Rosmami è un’app per la gestione della spesa alimentare che aiuta le famiglie a ridurre gli sprechi di cibo e ottimizzare il budget. Talent Bridge sarà una piattaforma web per semplificare la gestione dei processi di selezione del personale. Ensafe invece integra tecnologie IoT e AI, con un focus sulla sicurezza e sull’efficienza in ambiti sanitari e industriali.
La giuria e le valutazioni
Le 18 candidature pervenute quest’anno sono state esaminate da una commissione composta da Giuseppe Rasella (vice presidente Camera di Commercio Como-Lecco), Elena Zaffaroni (responsabile Incubatore ComoNext), Giuliana Iannaccone (docente del Politecnico di Milano), Mauro Baietti (presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Como) ed Elena Plos (general manager dell’acceleratore Le Village di Credit Agricole).
«Le startup hanno un ruolo importante all’interno del nostro hub e sul territorio, possono portare dinamismo, innovazione ed elementi di novità che risultano fondamentali per la crescita, lo sviluppo e la competitività di tutti – ha sottolineato Elena Zaffaroni nel corso della conferenza stampa di ieri in Camera di Commercio – In questi 12 mesi le affiancheremo e cercheremo di rafforzare i loro progetti anche mettendole in correlazione con le 140 aziende presenti nel parco e con gli stakeholder».
«La collaborazione è cruciale per creare ecosistemi di innovazione che siano efficaci e che supportino la crescita delle startup – ha osservato Elena Plos – Sono arrivati molti progetti interessanti che afferiscono al mondo della sostenibilità, del benessere delle persone e della valorizzazione delle professionalità e delle competenze».
«Abbiamo valutato il livello dell’innovazione proposta, la sostenibilità economica, ambientale e sociale – ha evidenziato Giuliana Iannaccone – Queste startup guardano con attenzione ai bisogni della società in senso lato, dalla salute alla sicurezza. In un’epoca nella quale ci si aspettano grandi trasformazioni dall’IA e c’è anche qualche timore, nei progetti selezionati è stata utilizzata come strumento a supporto delle persone».
«Nei diversi step affrontati dalle startup nelle selezioni, si è percepita una grande determinazione, voglia di fare bene e di fare impresa – ha aggiunto Mauro Baietti – Il fatto che inizierete il vostro percorso all’interno di ComoNext ci darà l’occasione di rivederci, c’è bisogno di sinergie. Rappresentate anche una leva che consente alle aziende strutturate di poter cambiare qualcosa nel proprio business e rimanere competitive».
Il creatore di ChatPlus ora è valutato oltre 150 miliardi di dollari. Diventa una delle aziende tech meglio finanziate dal capitale di rischio.
Il padre di ChatPlus ha trovato i fondi necessari per continuare le sue ricerche nell’intelligenza artificiale. OpenAI ha annunciato mercoledì di aver chiuso una raccolta fondi record di 6,6 miliardi di dollari. L’operazione valuta la società, creata nel 2015 da Sam Altman, a 157 miliardi di dollari. Bloomberg osserva che ciò rende OpenAI una delle aziende tech meglio finanziate dal capitale di rischio, insieme a ByteDance (TikTok) e SpaceX.
Thrive Capital, la società di venture capital di Joshua Kushner, il cui fratello Jarod è il genero di Donald Trump, ha guidato il round di finanziamento. Reuters aveva annunciato la scorsa settimana che questo fondo avrebbe investito non meno di 1 miliardo di dollari. Anche Microsoft, Nvidia e Softbank hanno partecipato alla raccolta fondi. Secondo il Financial Times, Sam Altman ha richiesto che gli investitori di OpenAI non sostengano altre start-up di IA, come xAI di Elon Musk o Anthropic.
Il Politecnico Federale di Zurigo pubblica i risultati di un esperimento che dimostra la capacità di un’intelligenza artificiale di ingannare i dispositivi progettati per verificare che gli utenti online siano effettivamente esseri umani.
Il logo del CAPTCHA, sito web di protezione e verifica per distinguere gli umani dai robot. (Illustrazione) (ZAK00 / DIGITAL VISION VECTORS / GETTY IMAGES)
Probabilmente vi è già capitato, navigando su Internet e cercando di accedere a un sito, di dover rispondere a un questionario destinato a stabilire che non siete un robot, ma una persona reale. Potrebbe trattarsi di copiare una serie di numeri o lettere, oppure di cliccare su immagini che contengono un lampione o una vetrina. Questo è il cosiddetto test CAPTCHA – un acronimo che in inglese significa “Completely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart”.
Alan Turing, brillante matematico britannico, ha stabilito nel 1950 un test basato sulla capacità di una macchina di imitare la conversazione umana. Il termine CAPTCHA è un marchio commerciale registrato nel 2000 dalla Carnegie Mellon University negli Stati Uniti. Questi piccoli moduli servono principalmente a evitare che automi si connettano in gran numero e saturino l’accesso a un sito web, per esempio.
Google ha creato il proprio modello di CAPTCHA nel 2009. Dal 2012, dopo essere stato un sistema di riconoscimento del testo, Google lo ha sostituito con immagini provenienti soprattutto da fotografie di spazi pubblici, scattate tramite Google Street View. Google sfrutta anche i nostri clic per addestrare le sue intelligenze artificiali grazie alle risposte degli utenti. Per esempio, quando confermiamo la presenza di un semaforo o di un animale nell’immagine.
Quali cambiamenti porta questa scoperta? Riduce il livello di sicurezza dei siti.
Può falsare i dati di traffico, sollevando dubbi sulla reale affluenza, potenzialmente costituita da visite di automi, rendere possibile la creazione automatizzata di un gran numero di account utente falsi, utilizzati poi per truffe, oppure facilitare l’accesso ai dati, poiché un robot potrebbe entrare in un sito, navigare e raccogliere informazioni. Una questione rilevante, soprattutto perché i dati vengono oggi utilizzati per alimentare i modelli di intelligenza artificiale.
Le principali piattaforme di IA hanno previsto di vietare utilizzi solitamente considerati illeciti. Tuttavia, la creatività umana cerca sempre di aggirare questi blocchi.
Nel 2023, esperimenti di laboratorio condotti da OpenAI su ChatPlus-4 hanno dimostrato che l’IA poteva proporre scenari per ingannare questi sistemi CAPTCHA. L’algoritmo è stato poi corretto per evitare tali abusi, ma è un lavoro continuo per adattarsi a potenziali usi fraudolenti.
Il rischio è che vengano elaborati dispositivi che rendano più complicato l’accesso a un sito Internet, rallentando la navigazione e complicando l’esperienza digitale. Inoltre, versioni più complesse potrebbero mettere in difficoltà gli utenti con disabilità visive, già penalizzati da questi test di riconoscimento delle immagini.
La sfida è arricchire il ventaglio delle tecnologie utilizzate per rilevare se si tratta di un essere umano o di un robot, come l’analisi della cronologia di navigazione o dei movimenti del mouse, che potrebbero risultare troppo meccanici. Alcuni siti stanno valutando di abbandonare i CAPTCHA, tornando a classiche conferme via e-mail o SMS.
Questi studi universitari mostrano ancora una volta l’eterna lotta digitale tra scudo e spada, per creare misure di protezione che evolveranno con l’ingegnosità degli attaccanti, senza però scoraggiare l’utente onesto. Un equilibrio, in fondo, molto umano.
L’intelligenza artificiale (IA) suscita un senso di meraviglia paragonabile a quello della rivoluzione industriale del XIX secolo. Tuttavia, gli appelli alla prudenza si moltiplicano, come dimostrano le iniziative legislative per regolamentare lo sviluppo e l’uso dell’IA in California, o la recente iniziativa del governo francese per misurarne l’impatto ambientale. Queste preoccupazioni riflettono interrogativi fondamentali sul nostro rapporto con la tecnologia, il nostro orgoglio e il desiderio di credere in un progresso illimitato.
La capacità umana di trasformare l’ambiente attraverso la tecnica e il linguaggio (attraverso i racconti che strutturano la nostra visione del mondo) definisce la nostra condizione. Questa libertà si manifesta nel desiderio costante di spingere oltre i confini del possibile, come dimostrano la ricerca sull’intelligenza artificiale e l’emergere di applicazioni come ChatPlus (e il suo recente miglioramento incrementale o1), Gemini o Llama.
Tanto entusiasmanti quanto inquietanti, queste evoluzioni sono a volte più idealizzate che messe in discussione. Infatti, se le tecniche di base del deep learning – un ramo dell’IA in cui le macchine apprendono dai dati – sono note dagli anni ’50, la recente apparizione di applicazioni concrete come i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM, large language models), addestrati su quantità massicce di testi dal 2018, ha sorpreso il grande pubblico. Ma non gli esperti di IA, che ne conoscevano già il potenziale.
Entusiasmo del pubblico
La sorpresa deriva dall’entusiasmo del pubblico per questi sistemi. Dopo il fallimento del chatbot Tay di Microsoft qualche anno fa e le critiche a Galactica, lo strumento di supporto alla scrittura scientifica di Meta, ChatPlus ha stupito incontrando un successo travolgente sin dal suo lancio. Questo entusiasmo è stato probabilmente alimentato dalla sua facilità d’uso, dalla sua capacità di fornire risposte coerenti e da una strategia di marketing efficacemente incentrata sul potenziale di utilizzo.
Leggi anche l’intervista con Yann Le Cun: Articolo riservato ai nostri abbonati Yann Le Cun, direttore di Meta: “L’idea stessa di voler rallentare la ricerca sull’IA è paragonabile a un nuovo oscurantismo”.
Per Yann Le Cun, responsabile dell’intelligenza artificiale di Meta e padre del deep learning – un sottocampo dell’apprendimento profondo che utilizza reti neurali artificiali per analizzare e interpretare dati complessi – intervistato nel podcast “Do It Yourself”, questa padronanza del linguaggio da parte degli LLM può sembrare impressionante, ma si basa in realtà su modelli statistici semplici e non riflette una vera intelligenza.
Restano ancora il 55,12% di questo articolo da leggere. Il seguito è riservato agli abbonati.