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CommerceClarity chiude un round da 2,7 milioni

 

CommerceClarity ha recentemente ufficializzato la chiusura di un
round di investimento da 2,7 milioni di euro. Questa startup, che
sviluppa soluzioni di intelligenza artificiale nel settore dell’e-commerce, ha visto
la partecipazione guida di Italian Founders Fund (Iff), il primo venture
capital italiano creato da imprenditori per imprenditori all’interno di Koinos Capital
Sgr. In aggiunta, ha partecipato anche il fondo belga Entourage.

Ma non sono gli unici investitori coinvolti. Hanno partecipato al round anche Euregio+
(Alpine Vc) e Redstone, insieme a Vento, Vesper Holding, Ithaca
Investments e numerosi business angel di spicco nei settori tech e AI italiani.
Tra questi troviamo Gianluca Cocco (Qomodo), Simone Mancini
(Scalapay), Danila De Stefano (UnoBravo), Luca Rossi (Refactoring) e Fabio Tomassini
(Starting Finance).

Le soluzioni di CommerceClarity

La tech company, fondata da Federico Sargenti, Daniele Vella, Michele Sampieri
e Alessandro Angelini
, ha una missione chiara: costruire l’infrastruttura
intelligente del commercio online moderno. Questo obiettivo è finalizzato a
permettere ai team e-commerce di scalare e automatizzare le proprie
operazioni di catalogo con precisione, velocità e controllo, creando nuove
opportunità di crescita e vendita.

Fino a oggi, CommerceClarity è stata
adottata da oltre 40 retailer e brand attivi in diversi settori. Tra
i clienti includono nomi noti come Nestlè Purina (pet food), Cisalfa (abbigliamento e
attrezzature sportive), Arcaplanet (pet care), 1000Farmacie (pharma), Caddy’s
(cura della casa e della persona) e Next Hs (elettronica di consumo). Le tecnologie
offerte da CommerceClarity hanno permesso, a pochi mesi dal loro sbarco sul mercato,
di ridurre i costi operativi fino al 90%, aumentare il traffico e le
vendite fino al 30% e abbattere il time-to-market da settimane a poche ore.

(riproduzione riservata)

Fonte : www.milanofinanza.it

Ecoarea Startup Lab di Cerasolo Ausa a Coriano

 

Ecoarea Startup Lab è diventato un Incubatore certificato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questo traguardo apre nuove prospettive per startup e PMI. Per l’occasione, negli spazi di via Rigardara 39, Ecoarea ha presentato il format “Anima Intelligente – AI: dove l’innovazione incontra l’anima”, una serata che ha unito tecnologia, arte e impresa, trasformando il racconto dell’innovazione in un’esperienza collettiva.

Le Startup Protagoniste

Quattro startup hanno avuto un ruolo di primo piano: Genio Micelio, fondata da Giancarlo Barletta, lavora come una rete invisibile capace di mettere in contatto persone, imprese e istituzioni, trasformando i valori ESG in progetti concreti. O3_Studio, con Maurizio Scilla e Simone Conzato, porta avanti un percorso che unisce design e moda sostenibile, attraverso il riuso creativo, le collezioni no-gender e i tessuti rigenerati. Video Bullet, nata dall’idea di Davide Bonini e Giacomo Pagliarani, affronta la sfida della comunicazione continua realizzando video brevi e format digitali che combinano dati e narrazione. Infine, God Save the Chill, un media brand con una community internazionale di oltre 700mila persone, diffonde una cultura del benessere attraverso musica ed esperienze immersive.

Un Evento di Collaborazione

Attorno a queste realtà si è raccolta una rete di musicisti, artisti e performer. Oltre seicento persone, tra imprenditori, professionisti, investitori e istituzioni, hanno preso parte all’iniziativa.

Le Parole del CEO

“Con il format Anima Intelligente abbiamo celebrato una nuova stagione per Ecoarea Startup Lab, raccontando ciò che sono oggi le startup e le PMI innovative: un vero motore di sviluppo economico per il Paese”, spiega Romano Ugolini, CEO di Ecoarea. “Questo riconoscimento significa avere a disposizione sul territorio un team di manager ed esperti in grado di accompagnare le aziende nella crescita e nell’accesso ai mercati internazionali. L’intelligenza artificiale è centrale, ma va usata con sapienza: per questo all’interno dell’incubatore abbiamo figure specializzate con un approccio etico, sensibile e sostenibile.”

“Innovazione e sostenibilità sono i driver della nostra missione. Siamo uno dei circa cinquanta incubatori certificati in Italia, tra i pochissimi fondati con capitali privati, non pubblici. È un riconoscimento importante, frutto di un percorso nato dal basso, con forze e risorse proprie.”

“Abbiamo accolto oltre 600 persone” – conclude Ugolini – ed è stata la dimostrazione concreta di come l’innovazione possa diventare un’esperienza condivisa e generare valore per tutta la comunità.”

Fonte : www.newsrimini.it

Talento, creatività, professionalità e tanto coraggio. Sono le doti degli startupper della Campania, terzi in Italia, dopo Lombardia e Lazio, per numero di progetti innovativi nel 2023 (ben 1.475), ma primi per trend di crescita degli ultimi dodici mesi con +5.2%. Risultati ottimi grazie a un ecosistema vasto e ben sostenuto dalla Regione Campania, che con l’assessorato alla Ricerca, Innovazione e Startup, sta investendo con ingenti finanziamenti per sostenere le nuove iniziative, trainando così l’intero settore, che si fortifica di anno in anno.

Un altro primato della Campania è per start up di giovani sotto i 30 anni ed è prima anche per brevetti registrati e per numero di ricercatori ed è prima anche per imprenditorialità giovanile. Ecco perché la finale di Start Cup Campania 2024, la piu longeva competizione tra i progetti d’impresa innovativa in ambito universitario, è da tenere d’occhio per i contenuti proposti da cui potrebbero nascere nuove startup. Oggi all’Auditorium Sant’Agostino dell’Università degli Studi del Sannio, si terrà la finale dell’iniziativa che ha come protagonisti tutti e sette gli atenei regionali: Federico II, Vanvitelli, Parthenope, Suor Orsola Benincasa, Sannio, Salerno e L’Orientale. L’obiettivo è realizzare una business plan competition tra i partecipanti che dovranno presentare idee imprenditoriali basate su ricerca e innovazione tecnologica finalizzate allo sviluppo economico e alla nascita di imprese ad alto contenuto di conoscenza. Alla gara possono concorrere docenti, ricercatori, dottorandi, titolari di assegni di ricerca, diplomati, laureati, dottori di ricerca, che abbiano conseguito il titolo in una delle Università promotrici dell’iniziativa nell’ultimo quinquennio, oppure studenti iscritti, e personale tecnico-amministrativo.

Il record di Start Cup Campania 2024

Undici i progetti finalisti che si contenderanno oggi il premio più ambito per chi fa innovazione, selezionati da una giuria tecnica per l’innovazione proposta e il potenziale impatto sul territorio, coprendo settori che spaziano dalla tecnologia alla sostenibilita e ai servizi alla persona. L’edizione 2024, diretta dal docente Marco Consales dell’Università del Sannio, ha fatto segnare una partecipazione record: 61 i business plan presentati, con un incremento di oltre il 50% rispetto all’edizione del 2023. Circa 300 il numero totale di partecipanti da cui sono stati selezionati i finalisti in gara oggi. Il direttivo di StartCup Campania è composto oltre che da Consales dal vicedirettore Pierluigi Rippa, Roberto Cerchione, Domenico Salvatore, Giuseppe Lucio Gaeta, Francesca Michelino e Luigi Zeni. Le prime cinque posizioni, oltre a premi in denaro, consentiranno accesso alla finale di Innovation Village Award e alla finale nazionale del PNICube. Sono previsti, inoltre, cinque premi speciali: Premio Speciale Studenti Mario Raffa, dedicata al professore federiciano tra i principali fautori di Start Cup Campania; Premio Speciale Imprenditoria femminile Enza Cappabianca; Premio Speciale per l’Innovazione Culturale; Premio Speciale Climate Change che consentirà anche l’accesso alla finale del PNI 2024; e Premio Speciale Social Innovation.

Video

Tutti i progetti di Start Cup Campania 2024

Tra i finalisti di Start Cup Campania 2024 troviamo sei progetti proposti dall’Università degli Studi di Napoli Federico II. Si tratta di Ai.res, un provider di soluzioni di governance per aziende che sviluppano e/o utilizzano sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale, soprattutto se in domini high-risk. C’è poi Billd che grazie al suo dispositivo brevettato (Trl 7), lancia sul mercato un servizio di scontrino digitale dedicato alle micro, piccole e medie imprese. Oltre a portare un’innovazione tecnologica, si impegna a eliminare l’impatto ambientale causato dall’utilizzo della carta termica degli attuali scontrini. Bloom propone soluzioni innovative per il risparmio energetico e l’efficienza attraverso biostimolanti e bioplastica derivanti da biomasse microalgali cresciute in reflui zootecnici. G.R.E.T.A. nata come primo spin off umanistico attivato nel Dipartimento di Studi Umanistici federiciano, vuole sviluppare soluzioni innovative con un e-content mix di edutainment, storytelling, gamification e comunicazione, finalizzati all’accessibilità e alla valorizzazione del patrimonio culturale per un pubblico cross-over, soprattutto bambini con Bes. Oris care, iniziativa imprenditoriale dedicata alla cura della persona attraverso tecnologie digitali. E infine Ridesense tecnologia HW-SW per migliorare la sicurezza e l’efficienza dei veicoli autonomi tramite algoritmi real-time. Tre i progetti dell’Università degli Studi di Salerno tra cui Better Gush, una borraccia innovativa per raccolta e riutilizzo dell’acqua. C’è poi VarisCup, per migliorare l’efficienza energetica nelle industrie.

Infine Prof. Alfred, servizio didattico che tramite l’IA supporta gli studenti nella preparazione agli esami fornendo feedback personalizzati e aiuta a ridurre l’ansia da esame. Matidia Pharma s.r.l. è il progetto finalista dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, una startup che sviluppa soluzioni per il trattamento di malattie rare. Uno screening di molecole innovative e composti antimicrobici a base di estratti naturali e peptidi, sviluppo di dispositivi medici, fitofarmaci e prodotti di uso cosmetico impiegando tecniche di biologia molecolare, cellulare, del Dna ricombinante, di biotecnologie avanzate, della medicina di laboratorio e della farmacologia. L’ultima startup finalista è McSteam proposta dall’Università degli Studi del Sannio, spin-off universitario che propone dispositivi medici innovativi per lo studio in vitro dei meccanismi delle cellule su come percepiscono e rispondono ai segnali meccanici ambientali.

 

Fonte: www.ilmattino.it

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