La Necessità di un’Indipendenza Tecnologica in Europa
Cento aziende tecnologiche e organizzazioni europee hanno scritto alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, evidenziando la necessità di una maggiore autosufficienza tecnologica europea, esortandola a creare un fondo sovrano per le infrastrutture tecnologiche al fine di incrementare gli investimenti pubblici nelle tecnologie all’avanguardia. Tra loro: Aruba, Proxima Fusion, Cubbit, OVH Cloud, Proton, Sopra Steria, Airbus, Dassault Systemes e ancora European Software Institute, European Startup Network, Italian Tech Alliance.
Nella lettera, le startup e le organizzazioni, che hanno dato vita all’iniziativa EuroStack, sottolineano come gli sviluppi geopolitici recenti rilevino l’urgenza per l’Europa di agire per mantenere la propria autonomia strategica nei settori chiave del digitale: dalla connettività al cloud, all’intelligenza artificiale fino alle piattaforme.
L’Europa si trova in una posizione di ritardo significativo nello spazio digitale e, se non si interviene rapidamente, il rischio evidente è che nei prossimi tre anni la dipendenza del Continente da tecnologie non europee – in primis americane e cinesi – diventerà quasi totale. “La visione è di sostenere l’imprenditorialità e la competitività europea (un ecosistema formato da aziende, pmi e startup), creare resilienza, proteggere la nostra autonomia e sovranità in un mondo volatile, dando potere a persone e aziende d’Europa”.
È Necessaria un’Indipendenza Digitale
Il cloud occupa un posto centrale nel documento inviato a Bruxelles. I firmatari chiedono all’Ue innanzitutto di sostenere lo sviluppo di requisiti armonizzati per gli utenti di cloud pubblico/privato affinché optino per l’utilizzo di “servizi cloud sovrani” per l’archiviazione dei propri dati sensibili, il che è anche da considerarsi come una misura di sicurezza ulteriore per proteggersi dalle leggi extraterritoriali non UE, che potrebbero rappresentare un rischio per i dati europei. Il contesto geopolitico attuale, sta spingendo l’UE a rafforzare le proprie capacità strategiche. Tant’è che proprio all’inizio di marzo, l’Unione ha proposto misure fiscali per mobilitare 800 miliardi di euro, destinati in gran parte all’aumento della spesa per la Difesa e alla resilienza economica, il “ReArm Europe”. Abbiamo raggiunto Alessandro Cillario, Ceo di Cubbit, tra le aziende italiane firmatarie dell’iniziativa EuroStack. La scaleup bolognese si occupa di sovranità dei dati dal 2016, ha più di 350 clienti ed è supportata da partnership internazionali come Exclusive Networks e Leonardo. Ad oggi conta su una squadra di 50 persone e si sta espandendo velocemente in Europa, Gran Bretagna e USA.
Cillario, perché avete deciso di aderire all’iniziativa EuroStack, quanto è importante?
“Partiamo da un dato: nel 2017 i provider europei di servizi cloud coprivano con i loro servizi il 30% del mercato nel continente. In meno di dieci anni sono crollati al 10%, nonostante il mercato continui a crescere. Se continuiamo così, nell’arco di qualche anno scompariranno. Le cause sono molteplici, ma la principale è che nell’ultimo decennio come europei abbiamo abdicato al nostro compito di creare, investire e acquistare tecnologie europee. È tempo di invertire la rotta, EuroStack va in questa direzione, in perfetto allineamento con quanto affrontato anche dal rapporto Draghi: c’è uno svantaggio competitivo da recuperare causato da regolamentazioni eccessive, frammentazione del mercato e scarsi investimenti.
Questo tema interessa tutti, perché la perdita di competitività equivale anche a una perdita di valore per il nostro sistema produttivo. Se non nascono campioni europei, perdiamo talenti che vanno all’estero, perdiamo know-how tecnologico, e soprattutto perdiamo lavori di qualità e crescita economica. Come europei non abbiamo realmente beneficiato della crescita economica portata dal digitale negli ultimi vent’anni, e molto di questo dipende proprio dal fatto che non ci siamo ritagliati un nostro ruolo nel settore della tecnologia”.
Perché è cruciale promuovere investimenti in tecnologie europee in questa fase?
“La sovranità digitale è la capacità di mantenere indipendenza tecnologica e sui propri dati. Questo non è solo un tema per esperti del settore, è nell’interesse di tutti, perché garantisce stabilità economica, potenziale di innovazione e indipendenza geopolitica. Faccio un rapido esempio che ha impattato la vita di tutti noi: durante gli anni della pandemia da Covid, abbiamo dovuto affrontare una forte carenza di mascherine e abbiamo scoperto che erano tutte prodotte in Cina. Lo stesso è accaduto poi con i vaccini, che le grandi nazioni del mondo si sono contese, negoziando con le case farmaceutiche. Ora dobbiamo chiederci: cosa succederà se la prossima carenza riguarderà i semiconduttori per i data center, che sono prodotti a Taiwan e che saranno colpiti da una potenziale guerra con la Cina? C’è qualche possibilità che le aziende straniere che gestiscono il 90% dei nostri dati sui loro server si concentreranno sulla conservazione dei data center europei invece, che su quelli presenti nei loro paesi di origine? La risposta è no. E se non abbiamo player europei forti in questo settore, saremo molto più vulnerabili e nelle mani di qualche Ceo che si trova a migliaia di chilometri di distanza oltre oceano.”
In che modo l’Europa può diventare più indipendente dal punto di vista tecnologico?
“Dobbiamo creare, investire, ma soprattutto acquistare tecnologia europea. Solo così possono nascere grandi aziende nel settore. Le aziende crescono perché creano prodotti di valore per i clienti e quindi generano ricavi. Questa è l’unica strada per attrarre capitali d’investimento che ne rafforzino la crescita. Dobbiamo aumentare la domanda di tecnologia europea, è un win-win-win: rafforziamo la nostra indipendenza tecnologica e la nostra sovranità, facciamo crescere aziende europee forti che attraggono talenti e rafforzano l’economia, generiamo valore che viene redistribuito nel nostro continente e che non finisce all’estero. Ma siamo anche consapevoli che da ogni minaccia, ci sia sempre un’opportunità. Nelle ultime settimane stiamo ricevendo sempre più chiamate da CIO e Responsabili IT italiani ed europei fortemente preoccupati per quello che sta succedendo: tutti stanno lavorando a una strategia per limitare la loro dipendenza e diversificare il rischio. Sono consapevoli che, senza i dati, le loro aziende non hanno futuro.”
Quali sono le azioni concrete di Cubbit in questa fase storica?
“Vogliamo creare uno stack software europeo a partire dal settore dello storage dei dati. L’unico modo per farlo non è inseguire gli americani, ma creare innovazioni che superino i loro modelli tecnologici. Per questo abbiamo sviluppato in anni di lavoro un modello di geo-distribuzione delle informazioni che garantisce più sicurezza, ma anche costi più competitivi rispetto ai servizi tradizionali. Il risultato è che oggi siamo l’unica soluzione software europea in questo ambito. La verità è che abbiamo ricevuto diverse proposte per trasferirci all’estero: questo avrebbe senz’altro accelerato la nostra crescita, ma avrebbe impoverito l’ecosistema italiano, che invece è quello che ci interessa. Abbiamo attratto noi capitali e talenti internazionali in Italia, invece che andarcene. E i frutti stanno arrivando: oltre alle nostre partnership con Leonardo e con WIIT, che continuano a crescere, ci sono progetti strategici con importanti organizzazioni a cui stiamo lavorando e che racconteremo nei prossimi mesi. Vogliamo essere protagonisti nella catena del valore dell’industria italiana e europea.”
Fonte: www.repubblica.it
Il display interattivo con stilus Wacom Movink 13, Ph. Wacom.
Wacom è ben noto come leader nella tecnologia delle tavolette e dei display con stilus per i creatori di contenuti e gli artisti digitali.
Con la sua ultima soluzione, il Movink 13, l’azienda tiene conto dello stile di vita nomade dei creatori di oggi. Ho avuto il piacere di testarlo nelle ultime due settimane.
I tre punti essenziali da ricordare sul display mobile Wacom Movink 13
- Il Wacom Movink 13 è dotato di un display OLED ed è venduto a 850 €.
- È ultraportatile e la qualità costruttiva dovrebbe garantirgli anni di operatività.
- Sarebbe stato preferibile un supporto integrato per un’esperienza di disegno più confortevole.
Creo contenuti, soprattutto in fotografia e video. Ho utilizzato diversi prodotti Wacom nel corso della mia carriera. La facilità d’uso e l’ergonomia sono sempre state un punto di forza del marchio. Diamo quindi un’occhiata al Movink (pronunciato “move-ink”) e vediamo come si comporta.
Leggere tra le righe (di specifiche)
Il Movink 13 di Wacom è quindi un display con stilus. Sembra un iPad a cui è stato attaccato un cavo. Ma è molto più bello di un iPad. Il Movink 13 è dotato di un display touchscreen OLED in vetro Gorilla HD di 13”. Di lato, i suoi bordi hanno una forma a goccia.
Dal lato più largo, il Movink è spesso quanto una normale porta USB-C. Dal lato più sottile, misura 4 mm. Si tratta di un prodotto bello. Sono stati espressi molti commenti sull’eleganza dell’iPad. Ma penso che il Movink superi l’iPad grazie al suo design più snodato e a quella sottile pendenza a forma di goccia lungo il suo bordo.
Sul piano funzionale, su ciascun lato del Movink ci sono una porta USB-C, un pulsante a levetta e un pulsante capacitivo. Questo contribuisce a farne un prodotto compatto e leggero. Il display certificato Pantone ha una risoluzione di 1080p. E il contrasto brillante è possibile solo con la tecnologia OLED. Grazie alla certificazione Pantone, puoi essere certo che i colori sono accurati e utilizzabili per i tuoi lavori creativi. Da parte mia, sono felice di sapere che le correzioni di ritratto fatte sul Movink rifletteranno splendidi toni di pelle.
Utilizzare il Movink come fotografo
Come accennato in precedenza, non sono illustratore né disegnatore. Ma ho sempre ritenuto che l’uso di una tavoletta Wacom o di un display con stilus fosse utile nel mio flusso di lavoro fotografico. Ho un Cintiq 16, che utilizzo molto quando mi immergo nei dettagli delle mie foto di ritratto. Non c’è niente di meglio che ingrandire fino al pixel per effettuare una correzione della pelle perfettamente equilibrata.
Il Cintiq è piacevole da usare. Ma rispetto al Movink 13, è piuttosto ingombrante. Quest’ultimo, con il suo ingombro notevolmente inferiore, offre le stesse funzionalità e prestazioni ancora migliori. A differenza del mio Cintiq 16, il Movink 13 è touchscreen.
È quindi facile navigare in un’immagine senza dover usare la tastiera o il mouse del mio computer. Ma se disattivo la funzione touchscreen, posso comunque godere di una navigazione fluida e estesa con lo stilus Pro Pen 3 fornito. Questo stilus è dotato di tre pulsanti personalizzabili che consentono l’uso di funzioni come “clicca e trascina” anziché usare un mouse tradizionale.

Display touchscreen Wacom Movink 13. Ant Pruitt/ZDNET.
Non è necessario utilizzare il telecomando specifico di Wacom per i tasti espressi
Quando uso Photoshop, una delle mie applicazioni di fotoritocco preferite, mi piace utilizzare le scorciatoie da tastiera quando non sono su un display con stilus. Con Movink, il fotografo può configurare i pulsanti a levetta o i pulsanti capacitivi per eseguire funzioni a tasti espressi o scorciatoie.
Non è necessario utilizzare il telecomando specifico di Wacom per i tasti espressi. Un creatore destrorso può usare lo stilus con la mano destra per lavorare sull’opera e la mano sinistra per manipolare facilmente il pulsante a levetta e le scorciatoie.
La portabilità del Movink è eccellente. È piccolo, leggero e utilizza solo un cavo per la connettività tramite USB-C. Non è necessario alcun cablaggio aggiuntivo per l’alimentazione. Lo schermo è davvero luminoso e magnificamente preciso per quanto riguarda i colori. Anche se utilizzato come terzo schermo, la frequenza di aggiornamento di 60 Hz del Movink non è un problema in sé.
Il Pen Pro 3 è tecnicamente efficace
Il Pen Pro 3 è tecnicamente efficace, con una latenza quasi nulla, un’inclinazione possibile fino a 60 gradi e oltre 8.000 livelli di sensibilità alla pressione.
Tutto ciò è essenziale per artisti e illustratori, ma è anche utile per un ritoccatore di foto come me.
È un dispositivo impressionante, ma non è perfetto.
Ciò che vorrei vedere nel prossimo modello Wacom Movink
Anche se apprezzo molto il Movink, devo menzionare alcuni aspetti che non mi sono piaciuti durante il mio test. Cominciamo dal design del dispositivo. È un po’ troppo semplice, è solo una tavoletta in vetro… Vale a dire che quando posizioni il Movink sul tuo spazio di lavoro, è piatto. Questo non è ideale per fare ritocchi. Un illustratore o un artista potrebbe accettare che il Movink sia piatto, ma non è il mio caso.
Wacom offre un supporto pieghevole opzionale a 85 €. C’è anche il set di supporto One venduto a 60 € e precedentemente offerto per la sua tavoletta Wacom One. Visto il prezzo, penso che Wacom avrebbe potuto almeno fornire quest’ultimo supporto al Movink 13 per permettere un aggiustaggio in altezza e angolo.
In secondo luogo, mi piacerebbe che i pulsanti capacitivi fossero più visibili. È davvero difficile vedere questi pulsanti sulla cornice nera del Movink, a meno che non inclini il dispositivo in un certo modo per ridurre il riflesso. Sono perfetti dal punto di vista funzionale, ma sono difficili da vedere.

Pulsante capacitivo Wacom Movink 13. Ant Pruitt/ZDNET.
I comandi touchscreen sono più fluidi su Windows 10
Uso sia Windows che MacOS. Il mio laptop è un dispositivo Windows e il mio desktop è un Mac Mini.
Per una ragione a me sconosciuta, i comandi touchscreen sono più fluidi su Windows 10. Non so esattamente perché.
In particolare, la rotazione di un’immagine in Photoshop era molto più fluida sul laptop Windows rispetto al mio Mac Mini. Suppongo che ci siano differenze architetturali.
I consigli per l’acquisto del display touch mobile Wacom Movink 13
Al momento della scrittura di questo articolo, il Wacom Movink 13 è disponibile online a un prezzo di 850 €. Dovresti acquistarlo? Se sei un creatore in movimento, dico di sì. Tuttavia, a causa del suo prezzo, non lo consiglio ai principianti che desiderano avvicinarsi all’arte digitale.
D’altra parte, i creatori professionisti considereranno che si tratta di un investimento degno di nota nel loro lavoro, poiché consente loro di creare le loro grandi opere d’arte non solo in movimento, ma anche nel mondo reale.
Alcuni artisti apprezzano la possibilità di creare lontano da casa. Il Movink 13 è perfetto per questo.

Fonte: “ZDNet.com”
