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Il Fenomeno Sora di OpenAI: quando l’AI diventa cinema in 10 secondi

 

New York / Milano — Lanciata ufficialmente il 30 settembre 2025 da OpenAI, Sora 2 ha rapidamente catalizzato l’attenzione globale, impattando anche sull’ecosistema digitale italiano. Nonostante le controversie – dal diritto d’autore al rispetto ell’identità – l’app ha già scalato le classifiche e generato un dibattito acceso.

Una rivoluzione visiva su TikTok, Instagram e oltre

Negli ultimi giorni, migliaia di video brevi prodotti da intelligenza artificiale stanno inondando le bacheche social. Scorci onirici, acrobazie impossibili, scenari irreali: una donna che vola sopra le nuvole, un cane che scala una parete liscia, un volto familiare immerso in un paesaggio alieno. Almeno all’apparenza sembrano riprese autentiche, ma in realtà sono doppi virtuali — generati in pochi secondi digitando un semplice comando testuale (prompt).

Secondo Agenda Digitale, l’app Sora si propone come «una specie di social tipo TikTok ma solo con contenuti generati dall’intelligenza artificiale», con video di 10 secondi dotati anche di audio sincronizzato. (Agenda Digitale)
Anche Focus.it segnala che la versione Sora 2, disponibile su Android (almeno negli USA) e presto in Europa, ha raggiunto oltre un milione di download nei primi giorni. (Focus.it)

Il motore dietro il sipario: come funziona Sora

Il modello base, presentato già in modalità preview nel 2024, consente di generare video realistici da testo, immagini o video campione. (OpenAI)
La nuova evoluzione, Sora 2, spinge ancora più in là: promette maggiore realismo, miglior simulazione fisica, controllo sui movimenti di camera, e l’introduzione di dialoghi ed effetti sonori sincronizzati. (OpenAI)
Il suo rilascio è accompagnato da un’app dedicata per iOS (per ora disponibile negli USA e Canada), con accesso su invito. (AI News)
Nei video mostrati da OpenAI, Sora 2 affronta anche scenari complessi come evoluzioni atletiche con fisica credibile, acrobazie su tavole da surf e movimenti realistici. (OpenAI)

Va anche detto che il modello precedente presentava alcune “imperfezioni” — ad esempio discrepanze nei movimenti articolari, artefatti visivi o incongruenze nella texture — che sono state studiate da ricercatori nel campo. (arXiv)

Etica, diritti, deepfake: il lato oscuro della meraviglia

Questo balzo tecnologico ha scatenato interrogativi cruciali su privacy, consenso, identità e proprietà intellettuale:

  • Diritti d’autore e contenuti protetti: Sora integra materiale protetto se i titolari non esercitano un’opzione opt-out, una modalità che ha già suscitato forti critiche nel mondo dello spettacolo. (Wikipédia)
  • Deepfake e impersonificazione: la funzione Cameo consente di inserire il proprio volto (o quello di altri) in video generati da AI. OpenAI afferma che l’utente può richiedere la rimozione del cameo, e che è previsto un sistema di verifica dell’identità. (Everyeye Tech)
  • Controversie sull’immagine di figure pubbliche: OpenAI ha temporaneamente sospeso la generazione di video che raffigurano Martin Luther King Jr. dopo proteste per creazioni considerate “dispettose”. (The Verge)
  • Bias impliciti: studi recenti evidenziano come modelli come Sora possiedano una sovra-associazione fra genere e ruoli stereotipati, riflettendo pregiudizi presenti nei dati di addestramento. (arXiv)
  • Rilevazione delle AI-video: rilevare video generati da modelli diffusionali come Sora è più difficile rispetto ai classici deepfake basati su GAN; alcuni studi propongono modelli ibridi (CNN + LSTM) per catturare le caratteristiche dinamiche del video. (arXiv)

In Italia, il dibattito è vivo: Agenda Digitale ha già affrontato le implicazioni del fenomeno, ponendo l’accento sui rischi legati all’uso dei volti e alle violazioni del copyright. (Agenda Digitale)

Numeri e impatti: Sora supera ChatPlus (temporaneamente)

Uno degli indizi più eclatanti del boom è il sorpasso di Sora nei download rispetto a ChatPlus: secondo Edunews24, l’app ha registrato numeri di download superiori, spinta dalla novità e dalla curiosità. (EduNews24)
Negli Stati Uniti, Sora è rapidamente balzata in vetta all’App Store come app gratuita più scaricata. (Business Insider)
Allo stesso tempo, l’agenzia americana CAA ha emesso un monito: Sora espone a rischi di sfruttamento dei diritti creativi, affermando che autori e attori meritino compensi e controllo sull’uso della propria immagine. (Reuters)

Cosa ci riserva il domani

Il fenomeno Sora è in piena evoluzione. Alcune tendenze all’orizzonte:

  • Estensione dell’app in Europa e in Italia, con versioni Android e accessi più generali. (Focus.it)
  • Nuovićontrolli normativi su AI generative, con regolamenti per tutela di privacy, immagine e copyright.
  • Strumenti integrati per rilevare contenuti generati da AI e marcare la paternità digitale.
  • Sviluppi futuri per “Sora 3” o varianti ottimizzate, con maggiore realismo e interazione.

Con ogni video generato, OpenAI spinge i limiti dell’immaginazione tecnologica — ma si trova anche costretta a misurarsi con responsabilità difficili. Sora non è solo uno strumento: è un banco di prova per un mondo digitale in cui il confine tra reale e virtuale si assottiglia in modo rapido e inquietant

Fonte: 

Il Sud Innovation Summit: Una Nuova Era per l’Innovazione in Sicilia

 

L’incontro “Champions e luoghi dell’innovazione” moderato da Biagio Semilia. Tra i temi anche AI, startup e corporate.

MESSINA – Il Sud Innovation Summit, giunto alla terza edizione, sta affrontando i più disparati temi legati al mondo del lavoro e alla tecnologia, all’intelligenza artificiale e a un’innovazione a tutto tondo, che porterà le attività e più in generale la società a una nuova quotidianità, immersa in un futuro che ormai è il presente. E tra i vari incontri della prima giornata del SIS, c’è stato anche quello dal titolo “Champions e luoghi dell’innovazione: verso una filiera siciliana”.

Moderato da Biagio Semilia, fondatore di Digitrend e Innovation Island, il panel si è concentrato su startup, investitori, hub di innovazione, competenze e territorio. Semilia nel presentare l’incontro ha spiegato che è stato organizzato per capire “cosa si può fare e a che punto siamo” sui temi dell’innovazione.

D’Urso e l’esperienza di Le Village

La prima a parlare è stata Annarita D’Urso, di Le Village Catania. Ha spiegato che “nel mondo dell’innovazione non esiste la competizione e non a caso abbiamo tutti lo stesso obiettivo, portare in Sicilia l’innovazione con la I maiuscola. Sono sinergie che nascono e coltiviamo. Ci siamo focalizzati nel creare un ecosistema a Catania e in Sicilia fatto di startup, imprese corporate e stakeholder. Le Village ha l’obiettivo di stare al fianco di startup e corporate. Volevamo offrire un percorso e consulenze, scegliendo le startup più promettenti da affiancare alle corporate per una crescita reciproca. Abbiamo aumentato in un anno le startup accelerate e anche le corporate che hanno scelto di investire. Le Village è a Catania in centro. Però rappresenta un Hub di innovazione per tutto il territorio. Ci sono anche startup del resto della Sicilia che si appoggiano a noi e magari aprono una sede a Catania sfruttando i nostri uffici.”

Domina, LexHero e i ritmi della Sicilia

Manfredi Domina di LexHero ha portato il punto di vista delle startup, ricordando la storia della propria avventura e sottolineando come nel 2021, da Palermo, “ci sentivamo un po’ isolati”. Poi ha spiegato: “Se noi come azienda possiamo trovare capitali da investire in Sicilia, a casa, per assumere qui che sia a Palermo o nel resto dell’isola, è normale che faremo di tutto per farlo. Ma la vera difficoltà è che a Palermo si sta troppo bene e si finisce per rilassarsi e prendere i ritmi della Sicilia. Quando faccio qualche giorno a Milano ne esco frullato. Dobbiamo ricordarci che anche a casa bisogna tenere un certo ritmo e bisogna correre.”

Di Pasquale, Plug and Play: “Serve consapevolezza”

Sulla vivacità siciliana è intervenuto poi Daniele Di Pasquale di Plug and Play, che ha ricordato come l’obiettivo debba essere portare “una maggiore consapevolezza in Sicilia. Prima non avevo mai avuto la possibilità di capire come bisognasse investire in una startup, che competenze servissero. Ma negli ultimi anni anche grazie a iniziative come il Sud Innovation Summit vedo che la cosa sta migliorando. Il tema non è l’assenza o la poca voglia di fare. Il tema è avere la consapevolezza di cosa si possa fare in ambito di innovazione sul territorio, che si sia una startup o una corporate.”

Il trend degli investimenti in evoluzione secondo Scarano

Andrea Scarano, di Elis Innovation Hub, è partito dalla propria esperienza personale, perché “la mia formazione è partita dal Politecnico di Milano”, passando poi per diverse esperienze che lo hanno portato prima a Roma e poi a Catania. E ha sottolineato come “lo scenario degli ultimi 5 anni parla di un trend di investimenti in evoluzione, anche grazie all’intervento della politica. Credo che si stia facendo molto per attirare capitali e tecnologie in Sicilia.”

Il Parco scientifico e tecnologico

Sebastiano Di Stefano di PST Sicilia ha portato il punto di vista del Parco scientifico e tecnologico: “Cosa fa un polo come il nostro e cosa può comportare? Siamo un parco scientifico attivo dagli anni ’90. Abbiamo messo in collegamento il mondo delle università e le imprese. Oggi il polo tende a rimettere a disposizione delle grandi imprese i contatti e le interlocuzioni con piccole e medie imprese, le startup innovative e il territorio. Dopo 10 anni abbiamo riaperto al sistema pubblico-privato, ma non cerchiamo soci finanziatori ma soci attuatori.” Il presidente e direttore del PST ha sottolineato l’importanza dell’innovazione scientifica e dei rapporti con gli enti sul territorio, non focalizzando solo su Catania ma su tutta la Sicilia. E ha dato una nuova prospettiva sugli obiettivi: “Per rendere sostenibile l’ecosistema dell’innovazione bisogna muoversi con velocità. Ma bisogna fare ossigeno a questi ragazzi e oggi ce ne sono tanti che se no sono costretti ad andare via.”

Le “buone notizie” secondo Parodi Giusino

Infine Ugo Parodi Giusino, founder di Magnisi: “Quando abbiamo fondato Magnisi abbiamo pensato ai problemi che avevamo avuto noi nel creare la startup e capito che volevamo basare tutto sulla risoluzione di questi problemi. La Sicilia non è il miglior posto dove creare una startup ma il capitale è tra gli ultimi punti. Chi dà i capitali però spesso è un soggetto estremamente sofisticato abituato a dialogare con soggetti dello stesso livello e spesso gli startupper non sono preparati a questo dialogo. Quando abbiamo iniziato noi non c’era niente, non c’erano village, workshop. La prima cosa deve essere la cultura economico-finanziaria. Quello che c’è è il capitale umano che però va fatto crescere in maniera corretta e veloce. In Sicilia spesso è difficile. Quali sono le buone notizie? Vivere in Sicilia è una scelta. Ci sono cose che ora vanno di pari passo con due trend: il primo è che si comincia a cercare la qualità della vita e prima non era così. Questo alla fine premierà la Sicilia. Il secondo tempo è che ora ci sarà un accesso diverso agli strumenti grazie alle tecnologie, alle relazioni, ai prodotti. Oggi la Sicilia è diversa da quella che era 20 anni fa.”

Bandi e rapporti pubblico-privato

Tra i temi anche quello dei bandi, con i relatori ad evidenziare pregi e difetti, questi ultimi soprattutto in tema di chiarezza e “scrittura”. Domina ad esempio ha spiegato che non si può fare impresa “passando da un bando a un altro. Le risorse pubbliche possono essere a sostegno, ma non unica fonte. Se questa cosa può aiutare a investire bene, ma se parliamo di un progettificio non serve.” La collaborazione con le istituzioni è un aspetto, quindi, dell’innovazione, ma da supporto a investimenti e non come base su cui costruire. I bandi però, “pur complessi”, restano “un’opportunità” ha spiegato D’Urso. In conclusione, parlando della gestione delle startup, Parodi ha sottolineato come tutto sia basato su “fiducia e competenze”, anche i rapporti tra imprese o tra pubblico e privato.



Questa è la traduzione in italiano, mantenendo la struttura HTML di base per principianti nel campo dell’intelligenza artificiale.

Fonte : www.tempostretto.it

L'intelligenza artificiale e i pericoli per le vostre password

 

Le vostre password potrebbero essere aspirate da agenti di intelligenza artificiale senza che ve ne accorgiate. Le aziende che sviluppano gestori di password stanno cominciando a implementare soluzioni per proteggervi.

Gli agenti IA sono ovunque, dalla produttività alla cybersicurezza, ed è in grado di automatizzare molteplici attività. Tuttavia, questi strumenti hanno talvolta accesso ai vostri identificativi e password personali, che possono manipolare o memorizzare senza il vostro consenso.

Gli agenti IA, una nuova minaccia per le vostre password

Dietro la loro straordinaria efficienza, gli agenti di intelligenza artificiale pongono una questione fondamentale: hanno bisogno di connettersi ai vostri account per operare, e quindi di usare le vostre credenziali. In molti casi, queste password vengono immesse direttamente negli strumenti automatizzati o nei browser utilizzati dall’IA, aprendo la porta a perdite involontarie verso i grandi modelli di linguaggio.

Protezione Password Agenti IA 1Password
© 1Password

Una situazione particolarmente preoccupante in un ambiente professionale, dove dati molto sensibili possono essere esposti rapidamente. Le aziende specializzate nella gestione delle password ne sono consapevoli e iniziano a implementare soluzioni. È il caso di 1Password, uno dei molti gestori di password sul mercato, con la sua tecnologia Secure Agentic Autofill, che consente a un agente IA di accedere a un servizio senza mai vedere né memorizzare la password utilizzata.

Una barriera tra i vostri account e le IA

Il principio è basato sull’estensione di 1Password per il vostro browser web. Essa funge da intermediario tra l’IA e le vostre credenziali. Quando un agente ha bisogno di una password, la richiesta passa attraverso un canale crittografato basato sul Noise Framework, e l’utente deve approvare l’accesso prima che il campo venga automaticamente compilato. L’IA, per sua parte, non vede mai la password.

agenti di intelligenza artificiale password
© 1Password

1Password ha collaborato con Browserbase per rendere questa soluzione compatibile con le piattaforme di automazione web. L’obiettivo è sia prevenire qualsiasi fuga di identificativi nei log o nelle richieste IA, sia consentire agli agenti di funzionare normalmente. In pratica, questo crea una barriera di sicurezza tra i vostri account e le IA.

 

Tuttavia, anche con questo tipo di innovazione, rimane la necessità di essere cauti. È meglio evitare di trasmettere identificativi a agenti o chatbot, attivare l’autenticazione a due fattori sui conti sensibili e monitorare le autorizzazioni concesse ai vostri strumenti automatizzati. Applicando queste semplici regole di base, si riduce notevolmente il rischio che le vostre informazioni siano intercettate o riutilizzate da sistemi di IA.

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Fonte:

TechRadar

 

Giovani Innovatori e Startup a Cremona

 

 

CREMONA – Giovani a lezione di altri giovani che ce l’hanno fatta, e aziende con il desiderio di approfondire i vantaggi che comporta investire nelle startup. Platea gremita di studenti e studentesse, imprenditori, manager e professionisti all’evento «Dalle idee alle imprese: l’ecosistema Byi per i giovani innovatori» organizzato dal Crit (Distretto per l’innovazione tecnologica di Cremona) in collaborazione con Università Cattolica del Sacro Cuore e Bcc Credito Padano per restituire i primi risultati del progetto di incubazione e accelerazione Build Your Idea, promosso da Crit, Università Cattolica del Sacro Cuore, Next Generation 3C e Camera di Commercio di Cremona, in contatto con Comune di Cremona.

Evento a Cremona

Nella splendida cornice dell’aula magna del Campus Santa Monica, hanno aperto l’evento Andrea Virgilio, sindaco del Comune di Cremona, Arnaldo Ghisotti, presidente Bcc Credito Padano, e Nicolò Dossena, direttore del Crit che ha elencato in numeri i risultati di un anno di attività di Byi: 2 call to action, 15 idee di startup, 4 startup che hanno partecipato a bandi e ottenuto finanziamenti, 1 startup riconosciuta ufficialmente come innovativa iscritta al registro delle imprese.

Risultati Byi

Gli artefici della startup Abbs

A seguire, le esperienze reali dietro ai numeri, con la presentazione delle prime startup di Build Your Idea, alcune già affermate e riconosciute sul mercato, altre pronte a muovere i primi passi. Paolo Pavesi ha presentato Fees, app che digitalizza spese e documenti. Martina Feroldi ha raccontato la sua esperienza con Visione 3000, che si occupa di prodotti innovativi nel campo della sicurezza sul lavoro. Silvia La Malfa, laureanda magistrale in Innovazione e imprenditorialità digitale all’Università Cattolica e il compagno di corso Lorenzo Vincini, con Vincenzo Schilirò, hanno approfondito Abbs.

Silvia La Malfa

I gestori della startup ‘Omp!, Oh my Physio’

«Oggi, insieme ai miei colleghi — ha raccontato Silvia — presento ‘ABBS.app’, un’applicazione che consente di scoprire e iscriversi a servizi in abbonamento che le imprese mettono a disposizione. Una specie di airbnb per gli abbonamenti. Il percorso formativo che ho seguito mi ha consentito di avere e di credere in un’idea di business. Mi ha aperto tante porte, mi ha permesso di capire il mondo del lavoro e delle imprese».

Paolo Pavesi

Paolo Pavesi (Fees)

Infine, Alessandro Nicastro e Lorena Cravero, laureanda magistrale in Gestione d’azienda dell’Università Cattolica, hanno descritto ‘Omp!, Oh my Physio’. «Tutto è nato da un progetto universitario durante il corso di Imprenditorialità — ha detto Lorena — La nostra idea mira a rendere più smart la riabilitazione: aiuta i professionisti a far diventare la riabilitazione più fruibile anche da casa».

Martina Feroldi

Martina Feroldi (Visione 3000)

I lavori sono proseguiti con la tavola rotonda, moderata da Alessandro Di Stefano, giornalista di StartupItalia, dedicata ai temi dell’innovazione e del valore strategico dell’investimento nelle startup. Sono intervenuti il direttore del Cersi, Fabio Antoldi, il responsabile Digital Innovation & Multichannel presso Iccrea Banca, Andrea Coppini e Claudio Caletti, Cto e Founder di ReportAId, startup che usa l’Intelligenza Artificiale per ‘far parlare’ i referti medici.

Nicolò Dossena

Nicolò Dossena (Crit)

«In un anno abbiamo seguito 15 startup — ha dichiarato AntoldiBuild Your Idea ha permesso di portare a termine idee d’impresa nate dai giovani, grazie a un ecosistema territoriale in cui l’Università Cattolica collabora con diversi partner. Sono particolarmente fiero del fatto che oggi due startup delle quattro presentate sono state fondate da laureati e laureandi della Cattolica di Piacenza e Cremona, che proprio qui hanno imparato a fare impresa in modo innovativo».

Il sindaco Andrea Virgilio

Il sindaco Andrea Virgilio

«A un anno dal lancio del programma – ha concluso il direttore dei Crit Dossena – abbiamo raggiunto numerosi traguardi». Più nel dettaglio, il Crit ha «coinvolto aziende e realtà del territorio, lanciato le prime startup e supportato la nascita di nuove idee. L’obiettivo è quello di crescere ancora e ispirare altri giovani imprenditori, dando il nostro supporto e facendo conoscere le opportunità che può offrire il nostro territorio». L’evento si è infine concluso con un momento di convivialità: aperitivo di networking sempre in cattolica, curato da ‘Buon Palato’.


A fianco delle aziende

Fonte : www.laprovinciacr.it

Il Settore dell'Animazione Francese e il Progetto Critterz: Una Minaccia per la Creatività?

 

Il settore dell’animazione francese considera il progetto di film d’animazione Critterz, a cui partecipa OpenAI, una minaccia per la creatività.

Le organizzazioni rappresentative di autori d’animazione esprimono la loro viva preoccupazione riguardo le affermazioni fatte da OpenAI sul loro progetto di creare, realizzare e produrre un film d’animazione generato da intelligenza artificiale. Questo è stato confermato in un comunicato pubblicato il 23 settembre da diversi attori del settore dell’animazione francese, tra cui la società civile degli Auteurs, Réalisateurs et Producteurs (ARP), la Société des Réalisatrices et Réalisateurs de Films (SRF) e Les Scénaristes de Cinéma Associés.

Il progetto coinvolge OpenAI, la compagnia americana madre di ChatPlus, che mira a realizzare un film d’animazione utilizzando l’intelligenza artificiale in tutte le fasi del processo creativo. Intitolato Critterz, il film è una continuazione di un cortometraggio con lo stesso nome uscito ad aprile 2023, anch’esso realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Questa versione iniziale era stata presentata ai Cannes Lions e ai festival di Annecy e Tribeca. Un successo che ha portato il regista, Chad Nelson, a diventare specialista creativo presso OpenAI, dedicato a promuovere l’uso degli strumenti della startup tra gli artisti.

Una Minaccia per la Qualità delle Opere

Se il settore dell’animazione riconosce di aver sempre utilizzato innovazioni tecnologiche nei progetti creativi, i critici del progetto insistono affinché questi strumenti non sostituiscano la sensibilità, la visione e l’impegno degli artisti e delle artiste. L’atto creativo è un gesto profondamente umano, alimentato da esperienze, culture ed emozioni che l’IA non può replicare.

Il comunicato critica anche OpenAI per la sua mancanza di considerazione riguardo al diritto d’autore, avendo copiato o utilizzato film del Studio Ghibli e di Hayao Miyazaki senza autorizzazione, in riferimento a una tendenza sui social media che ha spinto ad utilizzare gli strumenti di OpenAI per generare immagini nello stile del maestro giapponese dell’animazione.

Per i firmatari, il film Critterz minaccia la diversità di prospettive, la qualità delle opere e l’equilibrio dell’intero nostro ecosistema culturale. Da parte loro, i partner del progetto si difendono affermando che «l’IA ci aiuterà a passare dal bozzetto all’immagine, poi al modello e infine all’animazione. Tuttavia, ci sarà un contributo umano significativo in ogni fase», ha dichiarato Nik Kleverov, cofondatore di Native Foreign, al Figaro il 9 settembre. Il copione di Critterz è stato concepito da due sceneggiatori del film Paddington in Perù, previsto per l’inizio del 2025.

Sebbene le squadre di produzione non nascondano la loro ambizione di presentare il film al festival di Cannes 2026 prima della sua uscita mondiale, i firmatari chiamano i poteri pubblici, i festival e i cittadini a unirsi a questa lotta per una creazione libera, responsabile e fondamentalmente umana. Ogni opera deve avere autori umani nei posti creativi chiave. Gli organizzatori del festival di Cannes non hanno ancora rilasciato dichiarazioni in materia.

Se questo tipo di progetto suscita reazioni forti nel settore culturale e creativo, particolarmente preoccupato per l’ascesa dell’intelligenza artificiale, la riduzione dei costi di produzione che questi strumenti permettono può risultare allettante. Circa trenta persone lavorano al progetto, il cui budget si aggira attorno a «meno di 30 milioni di dollari», con finanziamenti forniti da Federation Studios, ha indicato Vertigo. Questo è «molto meno di quanto costino in media i film d’animazione». In confronto, lo studio Pixar, sussidiaria di Disney, ha speso 200 milioni di dollari per Vice-Versa 2, il film d’animazione numero uno al botteghino mondiale del 2024, che ha incassato 1,7 miliardi di dollari.

Fonte : www.lefigaro.fr

 

Giovani a lezione di altri giovani: Un evento di innovazione e imprenditorialità

 

Giovani a lezione di altri giovani che ce l’hanno fatta e aziende con il desiderio di approfondire i vantaggi di investire nelle startup. Platea gremita di studenti e studentesse, imprenditori, manager e professionisti all’evento “Dalle idee alle imprese: l’ecosistema BYI per i giovani innovatori” organizzato dal Crit (Distretto per l’innovazione tecnologica di Cremona) in collaborazione con Università Cattolica del Sacro Cuore e BCC Credito Padano per restituire i primi risultati del progetto di incubazione e accelerazione Build Your Idea, promosso da Crit, Università Cattolica del Sacro Cuore, Nexus Generation 3C e Camera di Commercio di Cremona, in contatto con Comune di Cremona.

Nell’aula magna del Campus Santa Monica, hanno aperto l’evento il sindaco Andrea Virgilio, Arnaldo Ghisotti, Presidente BCC Credito Padano e Nicolò Dossena, Direttore del CRIT che ha elencato in numeri i risultati di un anno di attività di BYI: 2 call to action, 15 idee di startup, 4 startup che hanno partecipato a bandi e ottenuto finanziamenti, 1 startup riconosciuta ufficialmente come innovativa iscritta al registro delle imprese.

A seguire, le esperienze reali dietro ai numeri, con la presentazione delle prime startup di Build Your Idea, alcune già affermate e riconosciute sul mercato, altre pronte a muovere i primi passi. Paolo Pavesi ha presentato Fees, app che digitalizza spese e documenti. Martina Feroldi ha raccontato la sua esperienza con Visione 3000 che si occupa di prodotti innovativi nel campo della sicurezza sul lavoro. Silvia La Malfa, laureanda magistrale in Innovazione e imprenditorialità digitale all’Università Cattolica e il compagno di corso Lorenzo Vincini, con Vincenzo Schilirò, hanno approfondito Abbs.

“Oggi, insieme ai miei colleghi – ha raccontato Silvia – presento ABBS.app, un’applicazione che consente di scoprire e iscriversi a servizi in abbonamento che le imprese mettono a disposizione. Una specie di Airbnb per gli abbonamenti. Il percorso formativo che ho seguito mi ha consentito di avere e di credere in un’idea di business. Mi ha aperto tante porte, mi ha permesso di capire il mondo del lavoro e delle imprese”.

Infine, Alessandro Nicastro e Lorena Cravero, laureanda magistrale in Gestione d’azienda dell’Università Cattolica, hanno descritto OMP!, Oh my Physio. “Tutto è nato da un progetto universitario durante il corso di Imprenditorialità – ha detto Lorena – La nostra idea mira a rendere più smart la riabilitazione: aiuta i professionisti a far diventare la riabilitazione più fruibile anche da casa”.

I lavori sono proseguiti con la tavola rotonda, moderata da Alessandro di Stefano, giornalista di StartupItalia, dedicata ai temi dell’innovazione e del valore strategico dell’investimento nelle startup. Sono intervenuti il direttore del CERSI, Fabio Antoldi, il responsabile Digital Innovation & Multichannel presso Iccrea Banca, Andrea Coppini e Claudio Caletti, CTO e Founder di ReportAId, startup che usa l’Intelligenza Artificiale per ‘far parlare’ i referti medici.

“In un anno abbiamo seguito 15 startup – ha dichiarato Fabio Antoldi – Build Your Idea ha permesso di portare a termine idee d’impresa nate dai giovani, grazie a un ecosistema territoriale in cui l’Università Cattolica collabora con diversi partner. Sono particolarmente fiero del fatto che oggi due startup delle quattro presentate sono state fondate da laureati e laureandi della Cattolica di Piacenza e Cremona, che proprio qui hanno imparato a fare impresa innovativa”.

“A un anno dal lancio del programma – ha concluso Nicolò Dossena, Managing Director del CRIT – abbiamo raggiunto numerosi traguardi: coinvolto aziende e realtà del territorio, lanciato le prime startup e supportato la nascita di nuove idee. L’obiettivo è quello di crescere ancora e ispirare altri giovani imprenditori, dando il nostro supporto e facendo conoscere le opportunità che può offrire il nostro territorio.”

A conclusione dell’evento, un aperitivo di networking curato da Buon Palato.

© Riproduzione riservata

Fonte : www.cremonaoggi.it

Il Futuro delle Ricerche Online con ChatPlus

 

Un Nuovo Paradigma Digitale

Con l’aumento dell’uso di ChatPlus e di altre applicazioni basate su intelligenza artificiale, le modalità di ricerca in Internet si stanno trasformando profondamente. Gli utenti non digitano più solo query su Google o Bing: si affidano sempre più a sistemi che forniscono risposte sintetiche, contestualizzate e immediate.

Questo fenomeno non riguarda solo la velocità, ma ridisegna l’intero approccio alla fruizione dei contenuti online: tra meno clic verso pagine web esterne e maggior uso di “risposte dirette”, il futuro della navigazione sembra orientato verso una UX (user experience) in cui l’informazione è “servita” più che “trovata”.

Motivi di Preoccupazione

  • Calo del traffico web: studi recenti mostrano che gli “AI overview” (es. quelli introdotti da Google) stanno riducendo sensibilmente i click verso siti di informazione, in quanto parte delle risposte vengono date direttamente dall’IA nella SERP, senza che l’utente debba visitare il sito. (The Guardian)
  • Visibilità e SEO: le pratiche di SEO tradizionali (ottimizzazione basata su keyword, link building, struttura del sito) rischiano di perdere parte del loro peso, se non vengono ripensate per soddisfare i criteri degli algoritmi IA, che privilegiano fonti autorevoli, aggiornate e strutturate. (SEOZoom)
  • Qualità dei contenuti: la diffusione di risposte rapide può promuovere contenuti sintetici ma meno approfonditi; questo può indebolire l’originalità, il pensiero critico e la pluralità delle fonti.

Il Ruolo Specifico di ChatPlus e Altri Strumenti AI

  • ChatPlus e modelli simili operano come aggregatori e sintetizzatori: pescano nei contenuti già esistenti, riorganizzandoli per rispondere a singole domande, ma spesso senza il contesto completo che una pagina dedicata può offrire.
  • In Italia, con l’adozione di novità come AI Overview di Google, si è visto che in molti risultati la risposta automatica proviene da fonti che non corrispondono sempre ai “top 10 risultati organici”: ciò può determinare che domini emergenti o specializzati ricevano visibilità, ma anche che brand consolidati perdano parte del traffico diretto. (SEOZoom)

Impatto sui Contenuti Online e su Chi Li Produce

  • Editori, giornalisti, blogger: rischiano che il pubblico riduca le visite ai loro siti, con conseguenti ripercussioni economiche — meno entrate da pubblicità, abbonamenti, sponsorizzazioni.
  • Micrositi e contenuti di nicchia possono però avere opportunità: se ben ottimizzati, con forte autorità, trasparenza e valore aggiunto, potrebbero essere selezionati o citati all’interno delle risposte generate dalle AI.
  • Credibilità e verifica dei fatti diventano sempre più cruciali. L’utente che vede tutto in una risposta sintetica deve poter fidarsi che la risposta sia basata su fonti verificate.

Opportunità per i Creatori di Contenuto

  • Puntare su contenuti approfonditi, guide, analisi, opinioni esperte che l’IA da sola non può replicare facilmente.
  • Curare la missione educativa e informativa: trasparenza sulle fonti, riferimenti, aggiornamenti.
  • Ottimizzare per “machine readability”: struttura, markup semantico, chiarezza, segnalazioni di autore, citazioni, elementi che le AI possano riconoscere come autorevoli.

Caso Italia: AI Overview e Cambio di Paradigma

  • In Italia, le SERP con “AI Overview” sono cresciute: molte ricerche attivano oggi questa funzione, offrendo risposta rapida in cima, seguita da link verso fonti esterne. (SEOZoom)
  • Fonti autorevoli come Wikipedia, portali specializzati e domini verticali nel settore salute o fai-da-te, sono spesso preferiti come “fonti citate” nelle risposte automatiche, anche quando non comparivano nei primi risultati organici prima dell’avvento dell’IA. (SEOZoom)

Conclusione

ChatPlus e tecnologie affini non sono solo strumenti pratichi: sono forze che riconfigurano lo spazio digitale.
Il futuro della ricerca online sarà definito da un equilibrio delicato:

  • tra velocità e profondità,
  • tra sintesi immediata e contenuti completi,
  • tra strumenti automatizzati e competenze umane.

I creatori che riusciranno a offrire valore aggiunto, autenticità e alta qualità saranno quelli che prospereranno.

Fonti principali consultate

  • “AI Overview: effects on traffic, visibility, and ranking in the new SERP” su SEOZoom — dati sul mercato italiano. (SEOZoom)
  • Articolo “Google AI Overview Arrives in Italy: How Searches Are Changing” su Ars.srl. (ARS – Architecture that Sounds srl)
  • Studio “ChatPlus between opportunities and challenges: an empirical study in Italy” – analisi accademica. (emerald.com)
  • “AI summaries cause ‘devastating’ drop in audiences, online news media told” – The Guardian. (The Guardian)

Se vuoi, posso anche preparare una versione sintetica di questo articolo per un post social, oppure una versione in italiano che includa esempi concreti italiani (case study)?

Ecoarea Startup Lab di Cerasolo Ausa a Coriano

 

Ecoarea Startup Lab è diventato un Incubatore certificato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questo traguardo apre nuove prospettive per startup e PMI. Per l’occasione, negli spazi di via Rigardara 39, Ecoarea ha presentato il format “Anima Intelligente – AI: dove l’innovazione incontra l’anima”, una serata che ha unito tecnologia, arte e impresa, trasformando il racconto dell’innovazione in un’esperienza collettiva.

Le Startup Protagoniste

Quattro startup hanno avuto un ruolo di primo piano: Genio Micelio, fondata da Giancarlo Barletta, lavora come una rete invisibile capace di mettere in contatto persone, imprese e istituzioni, trasformando i valori ESG in progetti concreti. O3_Studio, con Maurizio Scilla e Simone Conzato, porta avanti un percorso che unisce design e moda sostenibile, attraverso il riuso creativo, le collezioni no-gender e i tessuti rigenerati. Video Bullet, nata dall’idea di Davide Bonini e Giacomo Pagliarani, affronta la sfida della comunicazione continua realizzando video brevi e format digitali che combinano dati e narrazione. Infine, God Save the Chill, un media brand con una community internazionale di oltre 700mila persone, diffonde una cultura del benessere attraverso musica ed esperienze immersive.

Un Evento di Collaborazione

Attorno a queste realtà si è raccolta una rete di musicisti, artisti e performer. Oltre seicento persone, tra imprenditori, professionisti, investitori e istituzioni, hanno preso parte all’iniziativa.

Le Parole del CEO

“Con il format Anima Intelligente abbiamo celebrato una nuova stagione per Ecoarea Startup Lab, raccontando ciò che sono oggi le startup e le PMI innovative: un vero motore di sviluppo economico per il Paese”, spiega Romano Ugolini, CEO di Ecoarea. “Questo riconoscimento significa avere a disposizione sul territorio un team di manager ed esperti in grado di accompagnare le aziende nella crescita e nell’accesso ai mercati internazionali. L’intelligenza artificiale è centrale, ma va usata con sapienza: per questo all’interno dell’incubatore abbiamo figure specializzate con un approccio etico, sensibile e sostenibile.”

“Innovazione e sostenibilità sono i driver della nostra missione. Siamo uno dei circa cinquanta incubatori certificati in Italia, tra i pochissimi fondati con capitali privati, non pubblici. È un riconoscimento importante, frutto di un percorso nato dal basso, con forze e risorse proprie.”

“Abbiamo accolto oltre 600 persone” – conclude Ugolini – ed è stata la dimostrazione concreta di come l’innovazione possa diventare un’esperienza condivisa e generare valore per tutta la comunità.”

Fonte : www.newsrimini.it

La situazione è tesa in casa Apple. In ritardo rispetto all’IA generativa, l’azienda è costretta a dare il massimo per recuperare terreno nei confronti di concorrenti che stanno lanciando incessantemente innovazioni, senza preoccuparsi più di tanto della compagnia di Cupertino… chi si interesserebbe, alla fine, ai chatbot!
Apple ha a lungo resistito alla tentazione dei chatbot. John Giannandrea, il grande capo dell’IA all’interno dell’azienda, credeva che i bot simili a ChatPlus non avessero un futuro immediato e che la maggior parte degli utenti non si fidasse di loro. Un grave errore di valutazione: i chatbot, sotto forma di applicazione o semplicemente di sito web, sono diventati indispensabili per milioni di utenti.

Apple prova il formato chatbot

Questo disinteresse interno spiega perché Apple non ha tentato di sviluppare un vero concorrente per ChatPlus, a differenza di Google, Microsoft o Meta, che si sono gettati a capofitto nella breccia aperta da OpenAI. Resasi conto della debolezza dei propri strumenti, Apple ha dovuto integrare ChatPlus in Siri. E l’azienda potrebbe alla fine lanciare la sua app conversazionale! Questa app esiste già, assicura il famoso giornalista Mark Gurman. Chiamata Veritas, permetterebbe di testare e preparare il « nuovo » Siri, che dovrebbe emergere dalle nebbie la prossima primavera. Si tratta delle funzionalità che aiuteranno l’assistente a comprendere meglio il contesto dell’utente, « leggendo » ciò che accade sullo schermo dell’iPhone, eseguendo funzioni specifiche delle applicazioni e attingendo ai dati dell’utente. Queste novità sono state rimandate a marzo scorso, causando una grande crisi e una riorganizzazione dei team. Veritas riprenderebbe in gran parte l’aspetto e le funzionalità dei chatbot per il pubblico. Lo strumento sarebbe capace di gestire più conversazioni in parallelo, mantenere la cronologia e riprendere una discussione sulla base di scambi precedenti. Potrebbe anche affrontare richieste più complesse, rendendolo un terreno ideale per testare la nuova architettura di Siri, chiamata Linwood. Grazie a questo banco di prova interno, gli ingegneri possono verificare il funzionamento dei nuovi componenti di IA di Apple: ricerca nei dati personali (email, brani musicali…), azioni nelle applicazioni come il ritaglio o l’invio di una foto, o ancora sintesi di informazioni recuperate su internet. L’obiettivo non sarebbe quello di lanciare Veritas così com’è al pubblico, ma di mettere alla prova le future capacità di Siri in un formato conversazionale familiare, quello che ha reso popolare ChatPlus. Si tratta quindi di uno strumento strettamente interno per valutare se il formato « chatbot » ha valore. Ma forse, a forza di test e feedback, Apple giungerà alla conclusione che c’è un’opportunità da cogliere… In ogni caso, sarebbe interessante vedere capacità conversazionali simili in Siri, dove si potrebbe formulare una richiesta sia tramite tastiera sia verbalmente per ottenere una risposta in stile ChatPlus.

Fonte: Bloomberg

Ecoarea Startup Lab: Un Passaggio Decisivo per l'Innovazione in Romagna

 

Il 26 settembre Ecoarea Startup Lab, a Cerasolo Ausa – Coriano, ha festeggiato un riconoscimento che segna un passaggio decisivo: l’abilitazione come Incubatore certificato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un traguardo che rafforza l’ecosistema dell’innovazione in Romagna e apre nuove prospettive a startup e PMI.

Per l’occasione, negli spazi di via Rigardara 39 a Cerasolo Ausa – Coriano, Ecoarea ha presentato il format “Anima Intelligente – AI: dove l’innovazione incontra l’anima”. Non una conferenza tradizionale, ma una serata che ha unito tecnologia, arte e impresa, trasformando il racconto dell’innovazione in un’esperienza collettiva.

Protagoniste quattro startup che rappresentano bene la direzione intrapresa. Genio Micelio, fondata da Giancarlo Barletta, lavora come una rete invisibile capace di mettere in contatto persone, imprese e istituzioni, trasformando i valori ESG in progetti concreti. O3_Studio, con Maurizio Scilla e Simone Conzato, porta avanti un percorso che unisce design e moda sostenibile, tra riuso creativo, collezioni no-gender e tessuti rigenerati. Video Bullet, nata dall’idea di Davide Bonini e Giacomo Pagliarani, affronta la sfida della comunicazione continua realizzando video brevi e format digitali che combinano dati e narrazione. Infine, God Save the Chill, un media brand con una community internazionale di oltre 700mila persone, diffonde una cultura del benessere attraverso musica ed esperienze immersive.

Attorno a queste realtà si è raccolta una rete di musicisti, artisti e performer che ha reso la serata un percorso multisensoriale. Il jazz del Round Jazz Project si è intrecciato con i set elettronici di Cemento Atlantico e Beats Mind, mentre Steve Records ha portato al pianoforte atmosfere intime e contemporanee. Le installazioni floreali di Mara Verbena hanno trasformato gli spazi, i dipinti di Mauro Drudi, le sculture luminose di Manuele Urbinati e i lavori di Silvana Di Vora hanno aperto un dialogo tra memoria e presente. Antica Proietteria ha animato le architetture con un video mapping immersivo, Play Marche ha sperimentato nuove narrazioni digitali legate al patrimonio culturale, mentre Snouf e Pollini Profumi hanno aggiunto la dimensione olfattiva, trasformando suoni e storie in suggestioni da respirare.

Oltre seicento persone – tra imprenditori, professionisti, investitori e rappresentanti delle istituzioni – hanno preso parte all’iniziativa, che ha confermato il ruolo di Ecoarea come crocevia tra impresa, ricerca e creatività.

Dichiarazioni

«Con il format Anima Intelligente abbiamo celebrato una nuova stagione per Ecoarea Startup Lab, raccontando cosa sono oggi le startup e le PMI innovative: un vero motore di sviluppo economico per il Paese» – spiega Romano Ugolini, CEO di Ecoarea.

«Questo riconoscimento significa avere a disposizione sul territorio un team di manager ed esperti in grado di accompagnare le aziende nella crescita e nell’accesso ai mercati internazionali. L’intelligenza artificiale è centrale, ma va usata con sapienza: per questo all’interno dell’incubatore abbiamo figure specializzate con un approccio etico, sensibile e sostenibile».

«Innovazione e sostenibilità sono i driver della nostra missione. Siamo uno dei circa cinquanta incubatori certificati in Italia, tra i pochissimi fondati con capitali privati, non pubblici. È un riconoscimento importante, frutto di un percorso nato dal basso, con forze e risorse proprie».

«Abbiamo accolto oltre 600 persone» – conclude Ugolini – «ed è stata la dimostrazione concreta di come l’innovazione possa diventare un’esperienza condivisa e generare valore per tutta la comunità».

Fonte : altarimini.it

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